Alcuni argomenti

Nuovo ordine mondiale,logge segrete,progetto haarp,Rockefeller,Bildenberg,Rothschild

inicjalization...shoutbox

Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta Jesus R-Evolution. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Jesus R-Evolution. Mostra tutti i post

martedì 20 gennaio 2026

✝️🕊Jesus R-evolution (Special 04)Il dono dei Miracoli-[carismi delle opere]

 Il Dono dei Miracoli - carismi delle opere


Niente è impossibile a voi » (Mt 17,20)


«In verità in verità vi dico: chi crede in me, farà le stesse opere che io faccio, anzi ne farà ancora più grandi, perché io vado al Padre » (Gv 14,12).


Il Dono dei Miracoli è intimamente connesso col Dono delle Guarigioni di cui abbiamo parlato finora,nel numero precedente.Quest'ultimo è limitato ai problemi della salute dell'uomo, mentre il primo si estende anche ad eventi fuori di lui e alle leggi del creato.

Il Dono dei Miracoli è anch'esso un dono dello Spirito Santo.

S. Paolo, nel fare la lista dei Carismi, include anche questo, però non lo considera come il più grande, ma come uno dei tanti, comunissimo, come gli altri, presso i cristiani di Corinto.


La preghiera in "Spirito e verità"


"...Ti ho chiamato per nome" (Is. 43, 1).

"...perché tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre" (Is. 42, 7).

"Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi" (Gv. 20, 21)

"Credimi donna,... è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adorerranno il Padre in Spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è Spirito, quelli che lo adorano devono adorarlo in Spirito e verità" (Gv. 4, 23-24)

La Preghiera del Rinnovamento è una Preghiera in "Spirito e verità", perché è una Preghiera nello Spirito, centrata su Gesù, Verità e Rivelazione del Padre e del Suo Amore per noi. Qualsiasi Preghiera di intercessione è finalizzata proprio a questo, cioè a favorire un incontro forte e personale del Fratello con il Signore Gesù.

Un incontro fra due Persone vive, attuali, un incontro importante, unico, un incontro che cambia la vita.

"Il centurione...gli mandò alcuni anziani dei Giudei a Pregarlo di venire e di salvare il suo servo... costoro giunti da Gesù lo pregarono con insistenza: Egli merita che tu gli faccia questa grazia dicevano" (Lc. 7, 3-8).

La Preghiera fatta con Fede...è questo cammino che introduce noi e i nostri Fratelli alla presenza di Gesù. "Che vuoi che io faccia per te?" (Lc. 18, 41) "...Se vuoi puoi guarirmi" (Mt. 8,2).

Ma perché questo incontro personale avvenga, occorre adempiere ad alcune condizioni indispensabili. Dobbiamo "aprire delle porte" e attraversare delle realtà interiori,degli stati d'animo... È come quando, per ricevere un documento,un certificato importante e personale, dobbiamo recarci ad un appuntamento in un certo ufficio,e dobbiamo aprire delle porte e attraversare dei corridoi per arrivare all'ufficio indicato...Sia la Preghiera che la guarigione,comportano sempre un cammino di Fede e di abbandono. "Non temere,continua solo ad aver fede" (Mc. 5, 36). C'è un cammino anche nostro,e solo nostro,che dobbiamo compiere per giungere a quell'incontro unico... "Non era ormai molto distante dalla casa quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli... Signore,non son degno che tu entri sotto il mio tetto...ma comanda con una parola e il mio servo sarà guarito... All'udire questo Gesù restò ammirato...e gli inviati, quando tornarono a casa,trovarono il servo guarito". (Lc. 7, 6-7:9-10). Ci sono dunque alcune condizioni per poter rispondere a quel: "Credi che io possa fare questo?" (Mt. 9, 28), per non dover incontrare il Signore senza poterlo riconoscere... "Gesù... incontrandolo (il cieco nato) gli disse: Tu credi nel Figlio dell'uomo? Egli rispose: E chi è, Signore, perché io creda in lui? Gli disse Gesu: Tu l'hai visto; colui che parla con te è proprio lui. Ed egli disse: io credo, Signore! E gli si prostrò innanzi..." (Gv. 9,35-38). Gesù richiede lo stesso atto di Fede pure a Tommaso. Ma Tommaso, pur essendo stato al seguito di Gesù a compiere questo cammino di Fede. ed avendo veduto le sue opere, non riesce a Egli vuol prima vedere per poi credere, e così egli si chiude e non può predisporsi a questo incontro personale col Signore. Questo atteggiamento rispecchia la difficoltà a compiere questo cammino di predisposizione interiore e di accoglienza, ben attestato dalla richiesta dei Galilei a Gesù: ... "Allora gli dissero: Quale segno dunque tu fai perché vediamo e possiamo crederti? Quale opera compi?" (Gv. 6, 30). Per questo, Gesù, volgendo lo sguardo ai futuri seguaci che non si troveranno nella condizione di Tommaso, perché non avranno l'opportunità di vedere fisicamente il Risorto: proclama beati... "Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto, crederanno!" (Gv. 20, 29).

Nei Gruppi di Preghiera, non deve mai mancare la Preghiera di intercessione per i Fratelli sofferenti, (che non vuol dire che tutti debbano guarire...) La positività di una Preghiera non la si misura con metro umano.Presentare un Fratello al Signore,significa dimostrargli la nostra solidarietà,il nostro amore.Significa, inoltre,confermarlo nella Fede e adempiere ad un grande comandamento: "Amerai il prossimo tuo come te stesso" (Mt. 22, 39; Gal. 6, 2) "Ogni volta l'avete fatto a me..." direbbe Gesù. (cf. Mt. 25, 40). Il bene che egli ne avrà non è certamente solo fisico.Pensiero,volontà e amore si rinnovano nella Preghiera.La Preghiera è una fonte di energia anche per la Fede. La fede che è il fondamento della Santità (Eb. 11,1), non viene nè dall'intelligenza, nè dalla volontà (anche se è ad esse collegata) nè dagli studi; ma da Dio. È un Dono di Dio... "Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato..." (Gv. 6, 44). La Preghiera in "Spirito e verità" è la preghiera della Fede-certezza ("La Preghiera della Fede solleverà il malato..." Gc. 5,15). Essa proviene dalla Preghiera quotidiana e perseverante,dalla penitenza,dalla Comunione giornaliera con Dio nel nostro cuore,dalla rinuncia alle nostre sicurezze materiali e culturali... "Prendi le redini della mia vita,o Signore,e guida Tu".

Guarigioni o miracoli?

"Vi sono poi diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito... uno solo è Dio, che opera tutto in tutti! E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l'utilità comune: ... a uno la fede per mezzo dello stesso Spirito; a un altro il dono di far guarigioni per mezzo dell'unico Spirito; a uno il potere dei miracoli" (1 Cor. 12,4.6-7.9-10)

Come appare chiaramente dal testo della prima lettera ai Corinti, cap. 12º, nei vv. 9º e nel 10°, S. Paolo distingue chiaramente le guarigioni dai miracoli e le pone dunque come due diverse manifestazioni dello stesso Spirito.

È difficile trovare oggi chi creda all'attualità dei miracoli. Chi più chi meno,oggi abbiamo quasi tutti una paura matta del miracolo.

È spiegabile la paura dei non credenti,essendo il miracolo una prova schiacciante dell'esistenza del soprannaturale,una luce che acceca,un evento che sconvolge,una forza irresistibile che costringe a cadere in ginocchio.

Ma non si spiega la paura che in genere ne hanno anche i credenti.

Questi,pur ammettendone la possibilità sul piano teorico,in pratica lo ritengono un evento del tutto eccezionale e troppo grande perché si possa vedere oggi coi nostri occhi.

Si leggono con piacere i miracoli del Vangelo, si accettano senza difficoltà quei miracoli che si ricordano nelle vite dei santi, ma quando se ne sente raccontare qualcuno avvenuto oggi, magari al vicino di casa, invece di cadere in ginocchio e glorificare il Signore, anche tanti buoni cattolici si sentono a disagio, s'infastidiscono,e istintivamente cercano di trovare qualche appiglio per negarlo.

Due anni fa, in Nassau nelle Bahamas, ascoltai una conferenza di un giovane dell'Indonesia di nome Mel Tari sull'attualità dei miracoli. Avevo già letto il suo famoso libro Like a mighty wind e perciò vi ero andato con molto interesse e anche con una certa curiosità. Egli raccontò con semplicità evangelica i miracoli che erano accaduti nell'isola di Timor,mentre lui ed alcuni compagni andavano predicando il Vangelo di villaggio in villaggio. Narrò con dovizia di particolari che avevano attraversato a piedi asciutti,dei fiumi profondi, avevano moltiplicato il pane, cambiato l'acqua in vino,e perfino avevano risuscitato un morto da due giorni.Alla mia domanda:quale fosse stato il segreto di quei prodigi, mi rispose: le promesse di Gesù.Voi occidentali,mi disse,credete che la Bibbia sia la storia della potenza di Dio,noi,da sei anni che l'abbiamo ricevuta, crediamo che è tutt'oggi la potenza di Dio.La sera raccontai a tavola agli ufficiali della mia nave ancorata al porto di Nassau quanto avevo ascoltato. Se ne fecero una risata e conclusero che doveva essere senz'altro una mistificazione!...

Certo,bisogna andare cauti a gridare ogni momento al miracolo. Si comprende e si giustifica l'estrema prudenza della Chiesa nel giudicarne l'autenticità,ma non si spiegano la paura,lo scetticismo, la diffidenza che ne hanno i cristiani.

Un giorno mi son sentito porre da un giovane questa domanda: <<< Perché nelle epoche passate,quando la fede era ancora viva, avvenivano molti miracoli, mentre oggi, in un mondo senza fede,per cui ce ne sarebbe tanto bisogno,non se ne vedono più? >>.

La risposta credo potrebbe essere questa: si vedevano molti miracoli, perché si credeva ai miracoli; oggi non se ne vedono,perché i cristiani di oggi non ci credono più ». <<<< Allora,oggi ci siamo abituati ad una religione razionalista più che soprannaturale,oggi ci affanniamo a scoprire nel Vangelo istanze sociali più che l'onnipotenza di Dio,oggi crediamo che è l'uomo più che Dio a fare i miracoli.

Ecco perché il Carisma dei Miracoli si è rarefatto.

Non è la condotta di Dio che è mutata; siamo noi che abbiamo perso il senso del soprannaturale, per cui tutto ciò che ce lo ricorda ci dà fastidio.

Ma i miracoli sono necessari oggi come ieri.

Se a livello della vita naturale il miracolo può sembrare un avvenimento eccezionale,visto nel piano della salvezza che è un piano soprannaturale,appare come un elemento normale ed essenziale.

Tutta la storia della salvezza infatti è intessuta di miracoli: la liberazione del popolo ebreo dall'Egitto,il viaggio nel deserto,la conquista della Palestina,sono eventi accompagnati da continui miracoli.

La vita di Cristo è tutta piena di miracoli, dalla nascita alla risurrezione.Chi avrebbe creduto a quel giovane nazareno se non avesse dimostrata coi fatti la sua messianicità? Fu col primo miracolo in Cana di Galilea che << cominciò a manifestare la sua gloria,e i suoi discepoli credettero in lui » (Gv 2,11).

Oggi egli vuole ancora manifestare la sua gloria, e per far questo non basta il ricordo dei suoi miracoli.Oggi gli uomini vogliono vederne ancora,vogliono toccare con mano che egli è vivo in mezzo a noi.

<<< Dimostrateci che Cristo è vivo! », pare ci gridino oggi gli uomini alla ricerca di qualcosa di nuovo,dopo le amare delusioni di tutti gli ideali politici e sociali.

E per dimostrarlo non basta dar loro un libro. Oggi gli uomini vogliono vedere,vogliono delle concretezze e non delle astrazioni; non si contentano delle dimostrazioni filosofiche sull'esistenza di Dio; oggi vogliono vederlo.Non vogliono leggere racconti di miracoli avvenuti un giorno, ma vogliono vedere miracoli oggi.

E se questi non si vedono, la colpa è tutta nostra,perché non abbiamo la fede di chiederli e di farli.Gesù ce li promise solennemente e inequivocabilmente, e le sue promesse sono infallibili. <<< In verità in verità vi dico: chi crede in me farà le stesse opere che faccio io, anzi ne farà ancora più grandi, perché io vado al Padre >> (Gv 14,12); «Niente è impossibile a voi » (Mt 17,20); «Tutto è possibile a colui che crede» (Mr 9,23); «Abbiate fede in Dio.In verità vi assicuro che se uno dirà a questa montagna: sollevati e gettati in mare, e non esiterà in cuor suo, ma crederà che quanto dice avvenga, gli avverrà » (Mr 11,22-23).

Sono promesse categoriche di Colui che ci assicurò: « I cieli e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno >>                           (Mt 24,35).

Il Signore rispose: — Se aveste una fede piccola come un granello di senape, voi potreste dire a questa pianta di gelso: Togliti via da questo terreno e vai a piantarti nel mare! Ebbene, se aveste fede, quell’albero farebbe come avete detto voi.                                                               (Luca 17:6)

Gli Apostoli presero alla lettera queste parole di Gesù e fecero i miracoli come il Maestro e più del Maestro. Dicono gli Atti che la stessa ombra di Pietro guariva gli ammalati, il che, nei Vangeli, non si dice di Gesù.

Anche i primi cristiani fecero dei miracoli. S. Paolo scrivendo ai Galati dice che dei miracoli erano avvenuti in mezzo a loro: « Chi vi concede lo Spirito e opera miracoli in mezzo a voi >> (Gal 3,5).

Ma i cristiani di oggi hanno paura a prendere sul serio le promesse di Gesù; esse suonano troppo strane e irreali alla loro mentalità, imbevuta di razionalismo, di positivismo e di umanesimo.

Ammettono facilmente i « grandi miracoli >>> cioè: l'ordine del creato, le li chiama S. Agostino meraviglie della vita; ma stentano ad ammettere i < piccoli miracoli», cioè quegli avvenimenti sensazionali, considerati come eccezioni o sospensioni delle leggi della natura, mentre invece sono interventi divini per mezzo di leggi superiori, a noi ignote, ma previste da Dio nel governo del mondo.

Dio non si prende il gusto di manomettere con tanta frequenza le leggi dell'ordine naturale, ma ne applica altre che noi non conosciamo.

Nei suoi piani per ciascuno di noi,Dio ha programmato molti miracoli che egli vuole fare se noi glielo permettiamo.

Egli solo sa quanti ce ne ha fatti finora,quanti ce ne sta facendo ogni giorno,ma molti altri è pronto a farci se glieli chiediamo con fede.

Il Rinnovamento carismatico vuole ricordare a quanti leggono ogni giorno il Vangelo che le promesse di Gesù non sono soltanto parole. Vogliamo ripetere che ogni cristiano può avere il Dono dei Miracoli e può ricevere con frequenza dei miracoli; che egli può effettivamente muovere le montagne, non necessariamente di roccia,ma rimuovere ostacoli e cambiare situazioni che alla logica umana sembrano impossibili.

Ogni battezzato partecipa della stessa potenza di Cristo e quindi può compiere le sue stesse opere.

Tutti i credenti possono avere il Dono dei Miracoli e non soltanto pochi uomini privilegiati. Può averlo ogni padre di famiglia, ogni mamma,il lattaio,il postino, il vicino di banco in chiesa, e a maggior ragione il sacerdote che è li sull'altare.

È anche questo un dono per ogni individuo, ma specialmente per la comunità. Oggi lo Spirito Santo preferisce elargire questo Carisma alla comunità più che al singolo taumaturgo.

Noi crediamo che forse non è lontano il giorno in cui ogni chiesa parrocchiale diventerà una fucina di miracoli, e la stessa ombra del Papa, in piazza S. Pietro,come quella del primo papa, guarirà gli ammalati.Gesù manifesterà così di nuovo la sua gloria e l'umanità tornerà a credere in lui!...

Logicamente se una persona s'impegna nel cammino spirituale per ricevere lo Spirito Santo,dovrà(come spiegato nei numeri precedenti)abbandonare la sua vecchia vita di male abitudini,vizi,peccati ecc....

Non possiamo pretendere di fare miracoli, continuando ad avere gli stessi vizi o peccati che ostacolano lo Spirito Santo...

Donati al Signore,in tutto e per tutto,arrenditi a lui,fai la sua volontà e non la tua. Infatti dentro di te sai cosa il Signore ti dice di abbandonare, per permettere allo Spirito Santo di lavorare meglio in te e piu liberamente. ABBI FEDE 

perdona,te e gli altri e chiedi perdono a Dio dei tuoi peccati. Fallo in modo intenso,prima di ogni preghiera.


Grazie al libro di Serafino Falvo "Il risveglio dei Carismi

E al Libro : preghiera di liberazione e guarigione(gruppo regina pacis)



Link della pagina dei numeri precedenti della serie Jesus R-evolution 👇👇piu altri fuoriserie

https://globalr-evolution.blogspot.com/p/jesus-r-evolution.html




Unisciti ai nostri canali telegram 👇 👇 

Open Mind 🧠 the Awakening of conciusness 

Global R-evolution 







🕊Gre-Resistence 🕊

venerdì 10 gennaio 2025

✝️🕊JESUS R-EVOLUTION (Special 03) Carismi delle opere - Il dono delle guarigioni

Cari amici lettori,benvenuti a questo decimo numero della serie, Jesus R-evolution,più precisamente il terzo speciale oltre i sette della serie regolare. I speciali approfondiscono nello specifico i doni ed i carismi dello Spirito Santo, infatti oggi cominciamo i "carismi delle opere" parlando del "dono delle guarigioni". Un post abbastanza lungo e dettagliato per continuare il nostro studio sui carismi e i doni dello Spirito Santo. 

<Vi sono poi diversità di Carismi, ma uno solo è lo Spirito,uno solo è Dio,che opera tutto in tutti. E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello spirito per l'utilità comune:.... A uno la Fede per mezzo dello stesso Spirito,a un altro il dono di far guarigioni per mezzo dell'unico Spirito, a uno il potere dei Miracoli.

(1 Corinzi 12- 4,6-7,9-10)

 

Così, fratelli miei, siate saldi, incrollabili. Impegnatevi sempre più nell’opera del Signore, sapendo che, grazie al Signore, il vostro lavoro non va perduto.

(1 Corinzi 15:58)


Non sapete voi che siete il Tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? 

(1 Corinzi 3 : 16)

Le guarigioni di cui parliamo sono spesso frutto di un processo naturale che si sblocca nella persona, grazie alla preghiera. A volte si accelera un processo di guarigione,oppure viene tolto l'impedimento che bloccava quella guarigione. Altre volte assistiamo ad un processo di guarigione graduale e progressivo, che procede di pari passo con la conversione e con la crescita interiore della persona. Questo tipo di guarigione è a nostro avviso uno degli aspetti più belli della spiritualità del rinnovamento, in quanto opera un risanamento globale della persona in tutte le sue componenti fisica, psichica e spirituale. Anche nei casi in cui non si nota cambiamento o alcuna guarigione, Notiamo sempre un irrobustimento interiore della persona, che riesci a portare avanti con Fede e abbandono e rinnovata energia interiore, i propri pesi e le proprie sofferenze. Così ad esempio quando avviene un perdono completo, per noi è guarigione, o quando un triste ricordo non ci fa più soffrire, è ancora guarigione(guarigione dei ricordi).                          Una componente fondamentale di queste guarigioni, e la Fede. Non sempre le malattie sono dovute a cause naturali, a volte vi sono cause spirituali nascoste, che occorre scoprire e discernere per poter pregare nella giusta direzione. Vi sono delle malattie procurate dal maligno, per cui quando la persona si libera da certe "tare" scompare anche quella malattia. Ve ne sono pure di quelle indotte da disordini morali, stati di ansia prolungati, da stress, divisioni, solitudine, mancanza di affetto ect... ogni mancanza di perdono, ogni odio, apre sempre ferite interiori profonde, facilita l'ingerenza del maligno nella propria vita e crea le premesse per future sofferenze, anche fisiche. La prima porta della guarigione è il Perdono.


   Jesus R-evolution《《《 Special  n° 3 》》》


Il dono delle guarigioni (Carismi delle opere)


Imporranno le mani sui malati e saranno guariti (Mr 16,18)

"Andate, riferite a Giovanni le cose che avete vedute e udite: ciechi vedono, gli Zoppi camminano, il lebbrosi sono mondati, i sordi odono, i morti risuscitano" (Lc 7,22)


Imporranno le mani sui malati e questi saranno guariti.

 Una promessa categorica di Gesù che io non avevo mai preso sul serio. Sono stato per tanti anni in chiesa e ho visitato centinaia di ammalati, ma non ho mai avuto la presunzione di poterli guarire con l'imposizione delle mie mani. Avevo letto tante volte queste parole, ma non avevo mai potuto lontanamente immaginare che potessero riguardare anche me.

Quando entrai nel Rinnovamento carismatico e mi si disse che entro quei gruppi di preghiera avvenivano delle continue guarigioni, ancora non me ne facevo convinto. Ma poi cominciai a vedere coi miei occhi e non potei più negare l'evidenza. Incoraggiato da quel che facevano gli altri, osai anche io imporre le mani su di una giovane signora, affetta da leucemia. I medici le avevano dato non più di due mesi di vita. Mi confessò che mentre pregavo su di lei, senti' come un fuoco in tutta la persona e come se un elettrochoc la scuotesse da capo a piedi. La sera stessa si sentì  meglio, pochi giorni dopo i medici la dichiararono completamente guarita. Ora è sana e vegeta e si gode le gioie della famiglia. Oggi a distanza di tre anni, posso dire di aver visti tanti e tanti altri casi simili, che non fanno altro che confermarmi sempre più quanto Gesù sia fedele alle sue promesse. Vale dunque la pena che ci addentriamo ad esplorare questo meraviglioso Carisma delle guarigioni, nel tentativo di scoprire forse il segreto che potrebbe ridonare sorriso e speranza a tanti ammalati e molta Gloria al Signore. Trattandosi di un problema così delicato e avvolto nel mistero, e' bene dichiarare in partenza una volta per sempre, che le nostre argomentazioni non vorranno avere carattere assiomatico, e che non vorremo assolutizzare certe conclusioni che andremo via via esponendo. La prova delle nostre osservazioni sarà, come sempre, la sacra scrittura?” È soltanto la parola di Dio infatti che può gettare qualche sprazzo di luce su questo problema così arduo e così misterioso. C'è abbastanza in quel libro per poterci aiutare a fare delle consolanti scoperte, che ci faranno trasalire di gioia. Cominciamo Dunque a guardare in faccia le malattie e chiediamoci da dove hanno origine.


Le malattie non vengono da Dio 

Tutti, Buoni e Cattivi, chiamano Dio in causa quando hanno qualche malattia.                            I cattivi ne incolpano Dio e bestemmiano e imprecano contro di lui. I buoni non imprecano, ma accettano rassegnati le malattie come prove o addirittura come doni di Dio. Ecco alcune espressioni che si colgono sulla bocca di questi ultimi: "Il Signore mi ha mandato questa malattia, sia fatta la Sua volontà".  "Il signore ha voluto castigarmi mandandomi questa malattia".  "Il Signore vuole che io espii i miei peccati con questa malattia"...   "Accetto questa infermità per la gloria di Dio".  " Il Signore manda le malattie ai buoni".   " Le malattie sono un segno di predilezione da parte di Dio".   "Le malattie sono benedizioni del Signore"... Dunque è sempre Dio all'origine delle nostre infermità? Diciamo subito che questo è un concetto errato per non dire blasfemo. Sono idee e concezioni prese dal platonismo, dallo stoicismo e dal manicheismo, che si sono infiltrate nel cristianesimo e nel misticismo del Medioevo, ma non hanno alcun fondamento nella sacra scrittura. Dio non è causa delle nostre malattie, non può esserlo. Le malattie sono un male e nessun male può venire da lui. Entriamo in una famiglia qualsiasi dove c'è un giovane ammalato, tutti: padre, madre, fratelli, sorelle sono afflitti e addolorati e Dio solo dovrebbe essere contento? Entriamo in ospedale: Medici, è infermieri si fanno a pezzi per alleviare i dolori dei pazienti, e solo il Signore dovrebbe godere per quelle sofferenze? Il nostro corpo è il capolavoro uscito dalle sue mani l'ultimo giorno della creazione, e come potrebbe Dio rallegrarsi a vederlo distruggere? Dio è padre che ama i suoi figli ed un amore infinito. E Come può un padre così buono essere felice nel mandare i figli all'ospedale o quando li vede straziati su di un letto di dolore? Non c'è un solo passo nella sacra scrittura da cui si possa provare che le malattie vengono da Dio. C'è anzi il contrario. Nel Vecchio Testamento non si può ancora  trovare ben sviluppato il concetto di Dio come padre, ma predomina l'idea del Dio della legge che premia e castiga. Ora l'osservanza della legge viene premiata con delle promesse di una vita sana e longeva, mentre le malattie vengono considerate come i tristi effetti dell'infedeltà alla legge. Ecco qualche esempio: se tu veramente ascolterai la voce del Signore Dio tuo, farai quello che è retto agli occhi suoi, porgerai orecchio ai suoi comandamenti e osserverai i suoi Statuti, io non ti colpirò con nessuna delle piaghe con cui ho afflitto gli egiziani, poiché Io sono il Signore, colui che guarisce (Es 15,26)

E ancora: servite Il Signore Dio vostro, ed egli benedirà il tuo pane e la tua acqua, ed io toglierò le malattie di mezzo a te (Es 23,25).       Di uno degli esploratori della Terra promessa, detto Caleb, dice la Bibbia che all'età di 85 anni si sentiva ancora sano, vegeto e forte come quando ne aveva 40, per aver fatto un buon rapporto al popolo sulla missione affidatagli da Mosè (Giosuè 14,10-11).

Di Mosè leggiamo: Quando morì aveva 120 anni, Tuttavia la vista non gli si era indebolita e il vigore non gli era venuto meno (Deut 34,7).        I salmi sono pieni di promesse di assistenza per una vita lunga e felice egli ti sazia di beni, per tutti i tuoi giorni, rinnova la tua gioventù come quella dell'aquila (Sal 103,5). Nessun accenno dunque alle malattie come benedizione di Dio, anzi è tutto il contrario. Ai servi fedeli si promette vita lunga sana e felice. C'è perfino chi ritiene che iddio non abbia mai gradito neanche i sacrifici di animali. Da un attento esame di alcuni testi del Vecchio Testamento sembrerebbe che quei sacrifici di tori, pecore e agnelli  Dio non li abbia mai voluti. Sarebbe stato Mosè con la mentalità egiziana dei sacrifici pagani a volerli introdurre nei riti religiosi degli ebrei. (Vedi Sal 40,7 e 50,8-23 ;      1 Sam 15,22;  Israele 1,11 e 66,3 ; Ger 6,20 e 7,21;  Os 6,6  e 8,13;  Mt 9,13 e 12,7 ; Ebr 10,5-6)    Egli è il Dio della vita e tutto ciò che vive da gloria a lui, non cio che muore. Egli preferisce i sacrifici di lode più di quelli di bestie sgozzate.

‭‭(Matteo 9:13)                                                            Andate a imparare che cosa significa quel che Dio dice nella *Bibbia: Misericordia io voglio, non sacrifici. Perché io non sono venuto a chiamare quelli che si credono giusti, ma quelli che si sentono peccatori.

Mentre in Isaia fa già capolino l'amore di Dio come padre: può forse una mamma dimenticare il suo figlioletto, non avere compassione del frutto del suo seno? Ma anche se essa lo dimenticasse io non potrò dimenticarti (Is 49-15)

Gesù sarà ancora più esplicito:                                 E qual'e quell'uomo fra voi che darà una pietra a suo figlio che gli chiede del pane? O se chiede un pesce gli darà un serpe? Se Dunque voi cattivi come siete, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il vostro padre Celeste concederà cose buone a coloro che gliele chiedono (Mt 7,9-11)

E tra queste cose buone non può non esserci la sanità fisica.                                                                Il padre dà soltanto cose buone ai figli, ma le infermità non sono cose buone. Anche quelli che in teoria le chiamano benedizioni di Dio, in pratica poi corrono dai medici e prendono medicine per eliminarle. Così facendo non si mettono contro la volontà di Dio e non lottano per togliersi di dosso le sue benedizioni? Non si può concepire un padre che può fare i figli felici e non lo vuole. Ogni padre è veramente felice quando i figli sono felici con lui. Dio Padre Brama di darci una felicità piena, completa, perfetta, più di quanto lo bramiamo noi stessi.

Le malattie provengono dal peccato e dal demonio 

Esse sono per sé un male, e quindi come ogni male possono avere origine solo dalla fragilità e mandevolezza dell'uomo oppure dall'azione di colui che è il maligno per eccellenza, Satana. Tutti i mali vennero come conseguenza del peccato originale. L'uomo perdono gratuito di Dio, non avrebbe dovuto conoscere le infermità, i dolori, la morte. Fu a causa della prima colpa che per dette l'impassibilità e si trovò sottoposto agli agenti contrari alla sua salute e all'influsso stesso del demonio.. Gesù Lo chiamò "Principe di questo mondo" (Gv 12,31; 14,30)               Perché in effetti dopo il peccato originale Satana ha acquistato un certo dominio sul creato e lo manovra a volte ai nostri danni. Quindi anche quando diciamo che le malattie avvengono per cause naturali, l'origine ultima è sempre in quel primo peccato e in un certo influsso di Satana. Alcune malattie sono causate da Peccati personali. Non vogliamo dire che ad ogni Peccato personale corrisponda a una malattia, o che la gravità della malattia sia in proporzione diretta alla gravità dei peccati commessi dall'ammalato. Però è fuor di dubbio che talune malattie sono effetti di vizi e di disordini morali. Chi ad esempio non conosce i tristi effetti delle malattie veneree, della droga, del fumo, degli eccessi nel mangiare e bere? Ma anche qui la causa remota è sempre il demonio in quanto queste aberrazioni non sono che i frutti velenosi e mortiferi del primo peccato. Anche Gesù qualche volta mise in correlazione peccato e malattie, facendo intendere che queste ultime in quegli ammalati avevano avuto origine da Peccati personali,al paralitico che gli calarono dinanzi dal soffitto della stanza in cui si trovava, Gesù come prima cosa disse: " ti sono rimessi i tuoi peccati" (Lc 5,20)                    Ad un altro paralitico che incontrò accanto alla piscina di Betesda, dopo avergli restituita la salute, fece questa raccomandazione: <ora che sei guarito Attento a non peccare più affinché non ti accada di peggio> (Gv 5,14)                           L'apostolo Paolo faceva sapere ai Corinti del loro comportamento scorretto nelle assemblee eucaristiche era stato la causa di malattie e di morti in seno a quella comunità: <Chi mangia e beve indegnamente mangia e beve la propria condanna non discernendo il corpo del Signore. Perciò tra voi molti sono ammalati ed infermi, e molti altri sono morti> ( 1 Cor 11:30)

Altre malattie sono conseguenza di Peccati altrui. Chi può negare le tare ereditarie? Chi non è convinto come certi vizi e disordini morali dei genitori si ripercuotano sulla salute dei figli per più generazioni? Ma anche al di fuori delle inesorabili leggi dell'ereditarietà dobbiamo tener presente che formiamo tutti un corpo sociale, e quindi il bene come il male,che è in un solo membro non può non influenzare il resto del corpo.

Infine vi sono certe malattie che sono effetto dell'influenza diretta del demonio, quando cioè è un demonio annidato nel corpo di una persona che provoca una data malattia. Abbiamo alcuni esempi nel Vangelo, di muti e sordi che riacquistarono l'uso delle loro facoltà dopo che Gesù li ebbe liberati dalla presenza diabolica: "presentarono a lui un muto indemoniato, e cacciato il demonio, il muto parlò(Mt 9,32-33)                                             Allora Gli fu presentato un indemoniato cieco e muto e lo guarì, e avvenne che uscito il demonio, il muto cominciò a parlare (Lc 11,14) Dunque In conclusione, tutti i mali e quindi anche le infermità fisiche, hanno direttamente o indirettamente un'unica origine: il demonio, il quale col peccato originale assoggettò tutto l'uomo al suo dominio. Non Dio, ma Satana gode nel tormentare gli uomini con ogni genere di Mali di cui le malattie fanno parte. Gesù chiamò <opere di Dio> le guarigioni che andava operando (Gv 9,3) mentre le malattie sono opere di Satana.

Dio ci libera dalle malattie 

La promessa del Salvatore, dopo il peccato originale, è una promessa di liberazione da tutte le conseguenze provocate da quel peccato. A tutti i problemi dati da quella fatale caduta, Dio Padre risponde con l'incarnazione del verbo. L'apostolo Giovanni dice che "il figlio di Dio è venuto per debellare le opere del diavolo" (1Gv 3,8)                                                                        Ora dal momento che queste opere si manifestano nell'anima dell'uomo col peccato e nel corpo con le infermità, ne segue che il padre mandò il figlio a liberare tutto l'uomo, e non parte di esso, dal dominio di Satana. Il demonio doveva avere una sconfitta completa, come aveva avuto prima una vittoria completa.

Gesù Cristo venne a liberarci da tutte le nostre infermità. Egli venne per operare una nuova creazione, dove non ci sarebbe stato più posto per nessuna opera di Satana. Venne per liberarci da tutte le nostre infermità: da quelle spirituali, prendendo su di sé i nostri peccati; da quelle fisiche, caricandosi delle nostre malattie. Così l'aveva preannunziato il profeta Isaia: "veramente Egli si è addossato i nostri dolori e si è caricato delle nostre infermità" (Is 53,4)         San Matteo vede l'adempimento di questa profezia proprio mentre Gesù era intento a guarire gl' infermi: <E con la sua parola cacciò i demoni e guarì quanti erano ammalati. E così si compì quanto Era stato predetto dal profeta Isaia: ha preso le nostre infermità e si è caricato delle nostre malattie> (Mt 8,16-17)                          di conseguenza come siamo stati liberati dal peccato perché il signore ha posto sopra di lui le iniquità di tutti noi (Isaia 53,6) così siamo stati liberati dai mali fisici dal momento che egli ha preso le nostre infermità e si è caricato delle nostre malattie se Dunque il peccato non è più in noi Perché Gesù lo fece suo, Anzi divenne egli stesso Peccato per noi, le malattie non hanno più diritto di stare in noi, dal momento che egli le trasferì da noi su di sé stesso. Gesù è il restauratore dell'ordine nuovo, dell'uomo nuovo. Nel primo Adamo trovando la morte nell'anima e del corpo, nel nuovo Adamo si doveva essere restituita tutta la vita, L'abbondanza della vita, quella stessa vita perfetta senza le malattie e la morte che avevamo prima del peccato quando il verbo prese un corpo umano, libero i nostri corpi dal dominio di Satana, restituendo ad essi la vita e l'immortalità sarebbe un dimezzare la vittoria di Cristo sulle opere di Satana, se limitassimo la reintegrazione dell'uomo nel solo ambito dello spirito. Cristo venne per ricreare un mondo nuovo. Una nuova creazione uscita al Sepolcro con lui all'alba della resurrezione: Ecco il tabernacolo di Dio tra gli uomini! Ed egli abiterà con loro, e essi saranno il suo popolo e Dio stesso dimorerà con gli uomini.. egli asciugherà Ogni lacrima dei loro occhi, e non vi sarà più né morte, nel lutto, né grido, né appena esisterà più, perché il primo mondo è sparito. E colui che sedeva sul trono disse: Ecco io faccio nuove tutte le cose (Ap 21,3,5)

E noi siamo già immersi in queste cose nuove, non sono cose che verranno, ma sono già venute. San Paolo dice che la nuova creazione è avvenuta in noi quando siamo stati incorporati a Cristo: Se uno è in Cristo, egli è una nuova creazione: il vecchio uomo è sparito, ecco è nato il nuovo(2 Cor 5,17).                                          Quando lo Spirito ha ridato la vita a Cristo nel Sepolcro, l'ha ridata contemporaneamente a tutto il corpo mistico: se lo spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, quel medesimo che ha risuscitato Gesù Cristo dai morti, vivificherà anche i vostri corpi mortali, per mezzo del suo spirito che abita in voi        (Rm 8,11).

Come si comportò Gesù con gli ammalati? 

A nessuno di quelli che si rivolsero a lui per la guarigione, Gesù disse: « Accetta la tua malattia come una benedizione di Dio o come un segno della predilezione del Padre. Egli invece guarì tutti, considerando le loro infermità come mali da eliminare, come nemici da combattere.

Non troviamo nel Vangelo che Gesù tentò di persuadere qualche ammalato a fare la volontà di Dio.

Non disse ad alcun ammalato: « Questa malattia devi tenertela per la gloria di Dio! ». Anzi disse il contrario, che cioè il Padre sarebbe stato glorificato dalle guarigioni che egli avrebbe operate.

Dinanzi al cieco nato, agli Apostoli che gli chiedono se è lui che ha peccato o i suoi genitori, Gesù risponde: «Né lui, né i suoi genitori hanno peccato, ma è così perché si manifestino in lui le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di Colui che mi ha mandato, finché è giorno... (Gv 9,3-4).

Dunque opere di Dio erano non la cecità di quel mendicante, ma la sua guarigione, e Gesù avrebbe adempiuto la missione affidatagli dal Padre di dargli gloria, compiendo opere simili a questa « finché era giorno ».

Un altro esempio l'abbiamo nel paralitico di Cafarnao, il quale si mise a glorificare Iddio non sul giaciglio quando lo calavano dal tetto, ma dopo che fu guarito.

«E subito egli si alzò, in presenza loro, e preso il suo giaciglio, se ne andò a casa glorificando Iddio (Lc 5,25). E con lui glorificano Iddio anche i testimoni del miracolo: Tutti furono presi da grande stupore e glorificavano Iddio, e ripieni di timore esclamava no: Cose mirabili abbiamo vedute oggi » (Lc 5,26). Un'ultima conferma la troviamo nella vicenda della malattia e morte di Lazzaro, Gesù, informato della malattia dell'amico, dice che quella malattia non era di morte, ma per la gloria di Dio, affinché ne venisse glorificato il Figlio» (Gv 11.4).

La gloria di Dio non era dunque la malattia, ma quel che sarebbe accaduto dopo la malattia. Infatti alla sorella Marta ripete: <<<Non ti ho detto che se crederai vedrai la gloria di Dio?» (Gv 11,40). Marta non aveva visto la gloria di Dio durante la malattia del fratello, ma l'avrebbe vista quando egli sarebbe uscito vivo dal sepolcro.

Dunque non sono le malattie che danno gloria a Dio. Non risulta dai Vangeli che Gesù abbia insegnato questo. Come avrebbe potuto persuaderci Gesù che la lode più perfetta che avremmo dovuto innalzare ogni giorno al trono di Dio doveva essere composta dai gemiti dei nostri corpi straziati?


Alcune obiezioni


1) Non disse Gesù: Chi vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua (Mr 8,34)?

Le sofferenze di cui si parla nel testo non sembrano quelle fisiche provenienti da un morbo, ma quelle che i discepoli, fedeli all'insegnamento e alla missione di Cristo, dovevano subire da parte degli altri: e cioè persecuzioni, incomprensioni, lotte, opposizioni, delusioni, amarezze, contrarietà, il peso dei doveri quotidiani, l'immolazione della vita minuto per minuto sull'altare della volontà di Dio. La loro somma è la croce del vero discepolo. Gesù ci invita a prenderla, la considera cioè come qualcosa che non è in noi, ma viene dal di fuori; e a prenderla ogni giorno (Lc 9,23), come qualcosa che non può mancare mai nei nostri continui rapporti con gli altri (il che non può dirsi delle infermità fisiche...).  Spesse volte poi esalta il valore delle sofferenze nel senso sopra esposto: beati siete voi, quando vi ingiurieranno e vi perseguiteranno, e falsamente diranno di voi ogni sorta di male per causa mia» (Mt 5,11). Ma non ci risulta che abbia chiamato beato alcun ammalato, né pare lo abbia ritenuto tale, se si prodigò a levargli di dosso l'infermità.

2) Le malattie sono utili per espiare i propri peccati.

 Rispondiamo che la migliore espiazione dei peccati è l'amore.

Non leggiamo in nessun passo del Nuovo Testamento che Gesù o gli Apostoli, ai peccatori pentiti, abbiano chiesto delle espiazioni corporali da effettuare sul proprio corpo. Chiesero invece un radicale cambiamento di vita, di mentalità e la sincera conversione del cuore (metanoia).

Alla peccatrice di Magdala furono perdonati i molti suoi peccati perché aveva molto amato: «Per questo io dico a te: "I suoi molti peccati sono stati perdonati perché ha molto amato; ma poco si perdona a chi poco ama" (Lc 7,47).

A Saulo, da poco convertito, Gesù preannunziò molte sofferenze, e cioè lotte, persecuzioni, incomprensioni, fatiche, pericoli... per il suo nome; ma non malattie fisiche.

S. Paolo non poté essere quell'uomo sempre malaticcio, assillato da chi sa quale morbo, quale taluni se l'immaginano. Un apostolo come lui che andava correndo, irrequieto e instancabile, da un capo all'altro del mondo di allora, non poteva essere continuamente estenuato da infermità fisiche. La famosa «spina nella carne molto probabilmente non fu un male fisico, ma piuttosto la ininterrotta e umiliante opposizione dei suoi avversari (giudei e giudaizzanti) che incontrava dovunque. Gli serviva infatti come rimedio alle eventuali tentazioni di superbia di fronte ai suoi preziosi carismi di rivelazione (2 Cor 12,5.7). Nel medesimo contesto poi si gloria espressamente proprio delle persecuzioni e delle angustie sofferte per causa di Cristo (2 Cor 12,10).

3) Le malattie, anche se Dio non le vuole, sono però una tremenda realtà della nostra vita quotidiana.

Pure il peccato è una tremenda realtà nella nostra vita quotidiana, anche se Iddio non lo vuole. Ma lo tollera, ogni male che è nel mondo. Ma permettere e tollerare non significa che egli goda che questi mali avvengano o stiano con noi.Quindi, come Dio tollera il peccato, ma non vuole che stia in noi, perché distrugge in noi la sua vita divina, così tollera le nostre infermità fisiche, ma non vuole che stiano in noi perché distruggono i nostri corpi, capolavoro delle sue mani. Peccati e malattie, nella nuova creazione, sono due mali che non hanno più diritto di stare, perché sono due mali che hanno la stessa origine.Peccati e malattie sono anzi due aspetti di un unico male, due campi d'una stessa vittoria di Satana che Iddio vuole eliminare.

Da parte sua, egli ha fatto tutto quel che doveva fare per annullare questa vittoria di Satana, ma tocca a noi prenderne atto e farla nostra.

4) Ma, anche se le malattie non vengono da Dio, egli però se ne serve per richiamare, ammonire, e anche per punire i peccatori.

Certamente un padre può anche usare mezzi coercitivi quando i suoi amorevoli inviti si dimostrano inefficaci.Una malattia può servire d'ammonimento ad interrompere una vita sregolata. Può essere un campanello d'allarme per chi non si cura più di amare Dio e continua a peccare senza rimorsi.

Però la punizione non è mai fine a se stessa, ma si dà sempre a scopo correttivo. Nel caso nostro, non dobbiamo dimenticare che il castigo verrebbe inflitto da un Padre che ama immensamente i suoi figli, anche se ingrati e colpevoli, e pertanto il suo cuore piange più di quello del figlio punito. Anche se è stato costretto a ricorrere alla punizione come estremo rimedio, non vede l'ora di sospenderla, non appena il figlio si ravvede.

Quando il peccatore riconosce le proprie colpe e se ne duole e propone di non peccare più, sarebbe inutile continuare a punirlo. Dopo la conversione è una vita nuova che incomincia, e una volta che il figlio prodigo è tornato a casa, pentito e umiliato, non ci sarebbe più motivo di fargli dei rimproveri o infliggergli dei castighi. Dopo che il Padre lo ha rivestito degli abiti più lussuosi, come potrebbe ancora avere voglia di fustigarlo? Dunque le malattie potrebbero avere un fine didascalico e correttivo, ma una volta raggiunto lo scopо, поп hanno più motivo, sotto questo aspetto, di stare con noi.

5) Che dire di tante anime sante che sono state provate da atroci e lunghe sofferenze, sia per disposizione divina, sia perché esse stesse si sono offerte vittime al posto di altri?

Bisogna alla fine riconoscere che il dolore sia morale sia fisico, in determinate circostanze, in quest'esilio terreno, può avere un valore meritorio: inducendo, ad esempio, nel cuore una più profonda umiltà dinanzi al Signore, un più sincero distacco da sé e dalle cose create, una più elevata purezza e finezza di amore. Gesù stesso ha raccomandato ai suoi discepoli non soltanto la preghiera ma anche il digiuno, allo scopo di ottenere la liberazione da certe ossessioni diaboliche:

<<< Non si possono scacciare se non con la preghiera e con il digiuno» (Mr 9,29).

Ci uniamo allora alle terribili sofferenze del Salvatore divino, in un atto di amore purissimo verso il Padre, completando e attualizzando in noi e negli altri << quel che manca ai patimenti di Cristo » (Col 1,24).

Altro però è dire che in certe situazioni psicologiche ed esistenziali, note alla Sapienza divina, le sofferenze possono essere utili e meritorie, altro affermare che tutte le malattie o afflizioni sono per se stesse un bene di cui bisogna andare in cerca o di cui non bisogna desiderare di liberarsi. Dio ci ha fatti per la gioia e per la vita, e fin da questa provvisoria dimora nulla ci vieta di tendere con tutti i mezzi disponibili alla più alta pienezza di felicità e di benessere, entro i limiti della carità, del rispetto degli altri e dei fini insondabili dell'Altissimo.

Gesù guarisce ancora

Guarisce sempre come allora. «Egli ha preso le nostre infermità e si è caricato delle nostre malattie», dice Isaia. Cioè le infermità e le malattie di tutti gli uomini. Come espiò i peccati di tutti gli uomini,così si carico delle infermità di tutta l'umanità sofferente. Quante volte sentiamo dire: Ai tempi di Gesú, come si trattasse di un personaggio storico che fece cose mirabili, le quali oggi sono registrate in un libro. Ma tutti i tempi sono tempi di Gesù. Egli è sempre con noi come allora: Io sarò con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo (Mt 28,20). E sempre lo stesso, desideroso come allora di curare e guarire le anime e i corpi piagati degli uomini. Già nel Vecchio Testamento era stato prefigurato co me il Medico dell'umanità. Quando i morsi dei serpenti decimavano il popolo ebreo, Dio disse a Mosè d'innalzare in mezzo a loro un serpente di bronzo, in modo che tutti quelli che lo avrebbero guardato sarebbero stati guariti dai morsi velenosi.

Ora se la figura di Cristo era capace di guarire tutti quelli che le volgevano lo sguardo, a maggior ragione la persona stessa di Cristo presente in mezzo a noi ha la potenza di guarire tutti coloro che si rivolgono a lui. E non solo in senso spirituale, perché quelli degli Ebrei erano morsi di serpenti veri, quindi gli Ebrei guardando il serpente ottenevano guarigioni relative al corpo. Gli Apostoli capirono che il Maestro non aveva chiuso con l'ascensione il ministero delle guarigioni, ma voleva continuarlo, per mezzo loro, fino alla fine del mondo. Già quando li aveva mandati la prima volta a predicare il regno di Dio, li aveva investiti dei suoi stessi poteri carismatici: Guarite i malati, risuscitate i morti, mondate i lebbrosi, scacciate i demoni (Mt 10,8).

Dopo la Pentecoste, coscienti di aver ricevuto gli stessi poteri del Maestro, li esercitarono in ogni occasione: Non ho né oro né argento disse Pietro allo storpio della Porta speciosa, ma ti do quello che ho: nel nome di Gesù Cristo Nazareno, alzati e cammina (At 3,6).

E questo non fu un caso eccezionale, ma l'inizio dell'era delle guarigioni nella Chiesa. Anche la stessa ombra di Pietro guariva gl'infermi         (At 5,15).

Cosi Filippo in Samaria: E molti paralitici e numerosi zoppi furono guariti, di modo che grande era la gioia in quella città (At 8,7-8).

E non solo gli Apostoli, ma anche i semplici fedeli operavano numerose guarigioni. S. Paolo elenca questo Dono tra quelli che avevano i fedeli di Corinto (1 Cor 12,9).

Gesù l'aveva ribadito, come Dono di tutti i credenti, proprio alcuni momenti prima di salire al cielo: «Imporranno le mani sui malati e questi saranno guariti (Mr 16,17).

Dunque il Dono delle Guarigioni è una preziosa riserva a disposizione di tutto il Corpo Mistico. La Chiesa cattolica ha sempre esercitato questo Carisma. Ma il male fu che, con l'andare del tempo, si andò creando la persuasione che fosse un Dono riservato a poche persone privilegiate e prerogativa di pochissimi santi. Gesù però non aveva detto: i santi, ma i credenti imporranno le mani sui malati. Oggi all'alba di questa nuova èra carismatica nella Chiesa, grazie al Signore, questo Dono delle Guarigioni sta diventando comune, come all'aurora, e tutto fa credere che siamo appena agli inizi. La Chiesa di domani vedrà meraviglie molto più grandi di quelle de scritte negli Atti degli Apostoli e negli stessi Vangeli.


Come guarisce Gesù le nostre infermità?

Abbiamo detto che Gesù venne a guarire tutte le nostre infermità, cioè: infermità spirituali, fisiche e psicologiche; in altre parole: le malattie dell'anima, del corpo e della mente.

Le malattie dell'anima le guarisce con i Sacramenti. Le malattie del corpo e della mente le guarisce per tre vie:


1) per mezzo dei medici e delle medicine,

2) direttamente e

3) per mezzo dei Sacramenti.


Qui trattiamo delle ultime due guarigioni cioè di quelle psicologiche e fisiche, e diciamo che Gesù le guarisce:

1) Coi mezzi naturali che mette a nostra disposizione, cioè per mezzo dei medici e delle medicine.

Quanta pena mi fa ascoltare espressioni come queste: « Cristo comincia dove il medico finisce »; « Quando il medico della terra non può fare più nulla, non c'è che ricorrere al medico del cielo ». Quasi fossero due professionisti distanti e differenti, uno per i casi ordinari e l'altro per i casi disperati. Due medici che s'ignorano a vicenda e operano in settori differenti. Mentre il medico è uno solo: Cristo Gesù, il grande unico Medico per eccellenza, l'inviato del Padre al letto dell'umanità sofferente.

I medici e le medicine sono strumenti nelle sue mani.

Cominciamo a semplificare un po' altrimenti questo post verrà enorme...


2) il secondo luogo Gesù ci guarisce direttamente con un suo personale intervento, senza servirsi di medici e di farmaci.

3) In terzo luogo Gesù ci guarisce anche nel corpo, per mezzo dei sacramenti.

Ricordiamo le parole di Gesù sono venuto perché essi abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza(Gv 10,10) 

Basta fare una velocissima carrellata attraverso i singoli sacramenti, come chi dà uno sguardo fugace alla sola copertina di sette libri.

1. Il Battesimo 

2. La Cresima 

3. L'Eucaristia 

4. La Riconciliazione

5. Unzione degli infermi

6. L'ordine Sacro

7. Il Matrimonio


Come pregare per la guarigione


Abbiamo esaminato fin qui il dono delle guarigioni visto da parte del Donatore, ora in questa seconda parte che è la parte pratica e la più importante, dobbiamo vedere qual è il ruolo che vi esercita il ricevente. Abbiamo detto che il Signore vuole guarire le nostre infermità però richiede anche la nostra cooperazione. Il dono delle guarigioni è un dono reale dello spirito ma non funziona come un bottone automatico che basta premere per svuotare gli ospedali. Neanche per Gesù fu così, egli non andò a svuotare tutti lebbrosi della Palestina. Vi sono delle condizioni che devono verificarsi e queste dipendono da noi.. diciamo subito però che queste condizioni non sono norme rigide e valide per tutti, lo spirito non si lascia imprigionare dalle tecniche e spesso lo dimostra scavalcandole e rivoluzionandole.. Gesù stesso nel guarire non userò sempre gli stessi metodi. Comunque è bene conoscere quali sono le condizioni ideali per essere pronti a ricevere la guarigione. Interrogativo chi sono delle condizioni da parte dell'ammalato e da parte di quelli che pregano per la sua salute.

1) L'ammalato anzitutto deve voler guarire.

2) L'ammalato deve chiedere a Gesù la guarigione.

3) L'ammalato deve chiedere con fede

Al Centurione che gli chiedeva la guarigione del servo disse: "va' e ti avvenga come hai creduto(Matteo 8:13)

Ai due ciechi: "vi sia fatto secondo la vostra Fede"(Matteo 9:29)

All'emorroissa  "coraggio figlia, la tua fede ti ha salvata. (Marco 5,34)

Dunque bisogna chiedere con Fede.

Chiedere con Fede significa chiedere con la certezza assoluta, senza il minimo dubbio che la guarigione è già venuta. La fede esclude ogni perplessità, ogni incertezza, ogni ansietà, ogni paura. Non dobbiamo pregare Nella speranza che il Signore ci esaudirà, Ma nella assoluta certezza che ci ha già esauriti. Questa certezza deriva dal fatto che ogni malattia fu già potenzialmente guarita sul calvariovirgola come Ogni peccato fu perdonato quel giorno e lavato nel sangue di Cristo.

Qui dobbiamo stare attenti ad evitare di cadere in un equivoco, non è la nostra fede che opera il miracolo, in modo che se questa c'è la guarigione deve avvenire ad ogni costo, e se la guarigione non avviene se ne deve dedurre che la Fede non è stata perfetta.                                      La Fede è una delle condizioni indispensabili, essa deve essere perfetta, e quando sentiamo di non averne abbastanza possiamo anche chiedere che ci venga aumentata. Come il padre del ragazzo indemoniato Possiamo gridare: "io credo, Signore, ma tu aiuta la mia poca fede(Marco 9,24)

Io sono il vostro Dio che vi guarisce (Es 15,26)

Colui che cura le vostre infermità (Sal 103,3)

Io toglierò di mezzo a voi le malattie (Es 23,25)


4) L'ammalato deve chiedere con calma e serenità non con gemiti e lacrime.

Benedici Anima mia Il Signore, tutto il mio essere Lodi il suo Santo nome. Loda il Signore, Anima mia e non dimenticare i suoi favori. Egli Perdona i miei peccati e guarisce le mie infermità. Egli riempie la mia vita di beni in modo che io resti giovane e forte come un'aquila (Sal 103,1,5)

Chiedere con gioia ed esultanza, cantando inni di lode e di ringraziamento come se la guarigione fosse già avvenuta.. Inoltre mentre l'ammalato prega con la fiducia e l'ottimismo nel cuore, deve cercare di formarsi nella mente un'immagine di sé stesso di come vorrebbe essere. Cioè Deve vedersi sano, libero e felice senza quella malattia, vedessi guarito ed esultante di gioia sotto le mani di Gesù che gli ripete: lo voglio, Sìi guarito.

Quand'anche il male persistesse o si aggravasse Bisogna continuare a glorificare il Signore, cantando alleluia e ringraziandolo della guarigione ottenuta.


5) Rimuovere eventuali ostacoli 


Tra questi : peccati gravi non confessati o di cui non si è chiesto perdono. Ostinazione a non voler perdonare Torti ricevuti, forti risentimenti di odio o di rancore, propositi di vendetta ecc...

Altro serio impedimento potrebbe essere la poca o nessuna voglia di cambiar vita una volta ottenuta la guarigione. San Paolo dice: il corpo non è per la fornicazione, Ma per il Signore, e il Signore è per il corpo (1 Cor 6,13) mentre alcuni vorrebbero riavere il corpo sano per ritornare al peccato. Riavere la salute per continuare a godersi la vita nel peccato.

La guarigione non è fine a se stessa ma ordinata ad un bene Superiore, cioè alla conversione e alla Liberazione completa di tutto l'uomo dal dominio di Satana, il che non Potrebbe verificarsi Se quest'uomo volesse restare nella morte spirituale. E questo forse è uno dei motivi principali per cui molti non guariscono. Dio non vuole rimettere loro in mano uno strumento che essi vorrebbero continuare ad usare contro di lui e per la loro rovina eterna.

Pertanto la domanda di guarigione deve essere preceduta da un atto di sincera conversione.


Come dobbiamo pregare per gli ammalati?


1) Anzitutto prepararsi con la preghiera

Chiedere al signore che si serva di noi come strumenti della sua gloria. Pregare per un certo tempo con inni di lode e di adorazione, specialmente usando il dono delle lingue.


2) Chiedere allo spirito il dono del discernimento

Come il medico diagnostica prima la malattia e poi applica la cura, Così noi, prima di pregare per la guarigione dobbiamo chiedere allo Spirito Santo il dono del discernimento per conoscere la vera natura della malattia Quali sono le cause, Quali sono i piani di Dio su quella persona, che cosa si deve pregare.


3) Preparare l'ammalato


4) Imporre le mani sul malato

Non è un gesto indispensabile ma importante. Imporranno le mani sui malati e saranno guariti (Mr 16-18)


5) Pregare con parole semplici e spontanee

Ponendo le mani sull'ammalato si dicono delle parole semplici e spontanee, chiedendo a Gesù di mantenere Fede alle promesse. Si può chiedere al padre la guarigione nel nome di Gesù: qualunque cosa domanderete al padre mio nel mio nome egli ve la darà (Gv 15,16)          si può chiedere direttamente a Gesù: quanto voi mi domanderete in nome mio Io lo farò    (Gv 14,13)

Tutto quello che voi chiederete pregando credete che la avete ottenuto e vi avverrà (Mr11,24)

Pregate gli uni per gli altri affinché siate guariti (Giac 5,16)


6) Pregare con serenità


Effetti delle preghiere per la guarigione


1) Guarigione immediata


2) Guarigione non immediata


Quando si taglia un albero dalla radice, la morte della pianta avviene in quell'istante, mai rami e le foglie rimangono ancora vivi e solo a distanza di giorni cominciano a perdere la loro vitalità.


3) Guarigione mancata 


Ma che dire quando nonostante il moltiplicarsi delle preghiere e le ripetute insistenze la guarigione non viene? Rispondiamo che non possiamo pretendere di penetrare nei segreti di Dio. In una materia così misteriosa dobbiamo lasciare al signore un certo margine di Mistero che non può rivelarsi rivelarci.

Però d'altra parte sappiamo che le sue promesse sono infallibili, e pertanto se l'effetto non si verifica il più delle volte la causa è da ricercarsi in noi stessi.


Guarigione da malattie di carattere psicologico


Tra le ferite dell'anima inflitte dal peccato e quelle del corpo causate da mali fisici, vi sono le ferite della mente che si presentano come le più complesse e le più rovinose. L'uomo non si può dire in perfetta salute se insieme ad un corpo sano non conserva anche un cervello sano ed equilibrato. Punto Annulla la febbre ai fini di una vita serena e felice avere un ottimo fisico se poi il nostro mondo psicologico non fosse libero da ogni forma di oppressione. Tutti chi più chi meno abbiamo bisogno di questo tipo di guarigione, perché tutti portiamo con noi delle ferite interiori, virgola spesso occulte e impercettibili le quali influenzano negativamente il nostro carattere e le nostre azioni.. queste ferite del cuore più terribili di quelle del corpo si chiamano comunemente "traumi" o "cattivi ricordi".


Guarigione della memoria o dai cattivi ricordi

Come ottenere da Gesù questo genere di guarigioni? Dobbiamo fare due cose: ha bisogno la prima, fare un viaggio di ritorno nella nostra vita passata mettendo tutto a nudo riportando alla luce ogni evento, anche quelli poco chiari, confusi come gli avvolti nell'ombra.                    La seconda: chiedere a Gesù di fare con noi un viaggio a ritroso nella nostra vita passata Per supplire a ciò che è mancato, cancellare la memoria del male fatto o del male subito o del male visto. Vediamolo meglio nei particolari.

I) Fare un viaggio di ritorno nel nostro passato

Gli psicologi dicono che bisogna cominciare l'analisi della nostra vita fin dal seno materno. Prendiamo dunque un uomo qualsiasi e seguiamolo nelle varie fasi della sua vita.

1) Nel seno materno

Forse la madre non desiderava quel bambino e quindi non lo ha amato abbastanza. Forse durante i mesi della gestazione la madre ha avuto delle forti paure o dei gravi dispiaceri?. Pertanto al nascituro è mancato l'amore o è stato influenzato dai problemi emotivi della madre.


2) Fanciullezza 

Forse il bambino non si è sentito abbastanza amato dalla mamma, forse ha avuto un papà troppo rigido, freddo, vizioso, cattivo, adultero; Forse ha visto i genitori sempre tristi e preoccupati ho litigare tra di loro, Forse ha visto preferenze tra lui i fratelli e le sorelle, forse è rimasto orfanotro troppo presto, forse ha visto troppi cattivi esempi e scandali in famiglia ecc...

Pertanto gli è mancato l'amore ed ha subìto dei terribili traumi che si sono stampati nella mente.


3) Adolescenza

A scuola il primo allontanamento dall'affetto familiare, i primi scandali veduti o sentiti, le prime parolacce, sono state le prime amicizie anche sentimentali, le prime umiliazioni in pubblico fino ad essere messo in ridicolo, qualche punizione ingiusta, qualche bocciatura immeritata. Quindi sentimenti di rancore conservati nel cuore per anni e anni.


4) Gioventù 

Problemi morali, Le prime esperienze sessuali, un fidanzamento fallito, un ideale svanito, una sistemazione mancata. Inoltre, rimorsi per non aver ubbidito ai genitori opera averli maltrattati, Specialmente quando il male è irreparabile perché i genitori sono morti.


5) Matrimonio 

Matrimonio sbagliato, mancanza d'amore, di comprensione, di comunicabilità, tradimenti, adulterio, povertà, malattie, figli malgiustiti, figli ribelli ecc....


6) Vita sociale 

Ingiustizie patite, irriconoscenza, tradimenti anche da parte di amici intimi, rovesci di fortuna, disastri economici, solitudine, freddezza, parzialità, maltrattamenti, persecuzioni da parte dei superiori. Quindi in conclusione: da questi brevi accenni che si possono moltiplicare all'infinito, deduciamo che in quest'uomo che abbiamo analizzato vi è un vuoto d'amore, specialmente nei primissimi giorni quando se ne sente disperatamente il bisogno. Vi sono sentimenti di odio e di rancore per i torti subiti, rimorsi per il bene non fatto, turbamenti per il male visto.


II) chiedere a Gesù di fare con noi un viaggio a ritroso nella nostra vita


Fatta l'analisi della nostra vita con la massima diligenza possibile dobbiamo chiedere a Gesù di fare con noi un viaggio a ritroso nei nostri anni trascorsi fin dal primo momento della concezione per riempire col suo amore i vuoti dell'amore mancato, per eliminare le paure, per riempire con la sua amicizia alle ore della solitudine, con la sua gioia le ore della tristezza, Col suo sorriso le ore di pianto, della delusione, dello sconforto. Inoltre, lo preghiamo di cancellare dalla nostra mente qualsiasi cattivo ricordo di peccati fatti, di mali visti in altri e di torti subiti. In una parola, gli chiediamo di eliminare dalla nostra mente tutti i cattivi ricordi che ci turbano e ci rattristano. L'esperienza ci dimostra che Gesù ascolta volentieri preghiere di tal genere, operando guarigioni istantanee che hanno del prodigioso.


Venite a me voi tutti che siete travagliati ed oppressi, ed io vi darò riposo (Mt 11,28)


Il prossimo Special numero 4 parleremo dei Miracoli...  a presto e che Dio ci Benedica.




Grazie infinite al libro : Il risveglio dei Carismi  di Serafino Falvo  

Alla Bibbia 


Numeri precedenti 👇👇


Pagina dei link dei numeri precedenti della serie Jesus-r-evolution







Unisciti ai nostri canali telegram 👇 👇 


Open Mind 🧠 the Awakening of conciusness 


Global R-evolution resistence 






🕊Gre-Resistence 🕊

lunedì 28 agosto 2023

🕊✝️ JESUS R-EVOLUTION (SPECIAL 02)"Carismi della parola" I doni delle Lingue- e dell'interpretazione

 benvenuti al secondo speciale della serie Jesus Re(volution),nel primo numero abbiamo approfondito il dono della profezia,in questo concludiamo i carismi della parola, approfondendo i doni delle lingue e dell'interpretazione. Sapete che per semplificare abbiamo diviso i carismi dello Spirito Santo in tre gruppi ed ogni gruppo con  tre doni. Il primo gruppo è quello della "parola" con i tre doni della profezia - delle lingue - e dell'interpretazione. Il secondo gruppo di carismi e quello delle "opere" con i rispettivi tre doni delle, Guarigioni - Miracoli - Fede.  Mentre il terzo gruppo di carismi è quello della Cognizione, con i tre rispettivi doni del; Discernimento degli Spiriti - la Sapienza - la Scienza. Quindi dicevamo,nel primo speciale abbiamo parlato del dono della profezia,oggi chiudiamo il gruppo dei carismi della parola, con i doni delle lingue e dell'interpretazione. 

Carismi della parola

Il dono delle Lingue


Parleranno lingue nuove                                    (Mr 16,17)

Io sarei ben lieto se tutti voi parlaste le lingue  (1 Cor 14,5)

Cominciamo dunque a parlare del dono delle lingue, di questo Carisma che è il più comune tra i carismatici, Ma che sembra anche il più strano. Intorno ad esso non sono mai mancate le incomprensioni e le polemiche, che del resto erano cominciate fin dal suo primo apparire davanti al cenacolo di Gerusalemme. Quando io intesi la prima volta un sacerdote cantare nelle lingue, mentre pregava su di me, mi parve di udire qualcosa di Arcano che veniva dall'aldilà. Era una melodia semplice, primitiva a forma di nenia, di sapore prettamente orientale, che penetrava nell'anima come una soave carezza, e insieme come una pioggia refrigerante ora è da tre anni che sento pregare nelle lingue in ogni incontro dei gruppi carismatici. L'assemblea passa più volte spontaneamente e insensibilmente dalla preghiera nella lingua locale a quella nelle lingue, senza che alcuno lo ordini. Ognuno prega o canta nella sua lingua differente da quelle degli altri. Nel congresso carismatico internazionale tenutosi a Notre Dame, South bend, indiana, USA. Nel giugno del 1974 ho sentito Ben 30.000 persone glorificare il signore in 30.000 lingue diverse, un evento che non ha precedenti nella storia della chiesa. È bene dunque che sappiamo qualcosa di questo primo dono dello spirito.

 Nacque con la chiesa stessa. 

Del dono delle lingue non si fa cenno alcuno nel Vecchio Testamento e neanche durante la vita di Gesù; però egli lo promise prima di salire al cielo: "E questi i prodigi che accompagneranno i credenti....parleranno lingue nuove" (Mr 16,17)   

Gli apostoli da poveri Galilei illetterati e ignoranti non potevano rendersi conto che cosa in realtà significasse questa promessa; l'unica lingua che conoscevano era il loro dialetto. Ma a Pentecoste ne ebbero l'esperienza, e ascoltarono anche le reazioni contrastanti del pubblico leggiamo il racconto che fa l'autore degli Atti. All'improvviso scese dal cielo un suono, come di vento che soffia impetuoso, e riempì tutta la casa dov'erano riuniti. Apparvero quindi ad essi come delle lingue di fuoco separate, e si posarono sopra ciascuno di loro. Sicché tutti furono ripieni di Spirito Santo, e incominciarono a parlare lingue diverse, secondo che lo spirito dava ad essi di esprimersi. Ora dimoravano in Gerusalemme dei Giudei, uomini religiosi di tutte le nazioni che sono sotto il cielo. All'udire quel suono si radunò la moltitudine e rimase confusa, perché ciascuno li sentiva parlare nella propria lingua. E tutti stupiti e meravigliati andavano dicendo: Ma questi uomini che parlano non sono tutti Galilei? E come mai li sentiamo parlare ciascuno la nostra lingua natia? Li sentiamo annunziare nella nostra propria lingua le grandezze di Dio! Ed erano tutti stupiti, e non sapendo cosa pensare si chiedevano l'un l'altro: "Che cosa significa questo?" Ma altri invece li beffeggiavano dicendo: sono degli ubriachi    (At 2,2-13)

Questa dunque la prima manifestazione del dono delle lingue, in coincidenza con la nascita della Chiesa. È la torre di Babele rovesciata: lì a causa delle lingue differenti, la famiglia umana si disperse; qui col dono delle lingue, si ricompone. Ma che cosa è avvenuto quel giorno? Da una parte abbiamo i 120 carismatici usciti dal Cenacolo, glorificando Iddio in lingue differenti dal loro dialetto. Dall'altra una folla eterogenea di uditori, i quali in quelle lingue riconoscono i propri Idiomi, parlati nei paesi di provenienza. Ora ci domandiamo: Come mai alcuni rimangono stupiti e glorificano Iddio, mentre altri reagiscono in modo opposto? Gli esegeti ne danno varie interpretazioni. È da escludere che si tratti di un miracolo, come vorrebbero alcuni, verificatosi nelle orecchie degli uditori e non sulla bocca degli Apostoli. Infatti San Luca dice chiaramente che quelli che uscirono dal Cenacolo cominciarono a parlare lingue diverse, secondo che lo spirito dava ad essi di esprimersi. Dunque È chiaro che il prodigio è sulla bocca di chi parla. Ma come si spiega la duplice contrastante reazione del pubblico? A me pare si possa dare la seguente spiegazione; l'uditorio era composto di due categorie di persone, i Giudei di Gerusalemme, che conoscevano solo la lingua ebraica, E i Giudei della diaspora, venuti per l'occasione della festa, che conoscevano l'ebraico e le lingue dei luoghi in cui risiedevano. Ora i primi sentendo Dei Galilei parlare lingue strane, li considerano ubriachi, mentre i secondi, sentendo le loro lingue sulla bocca di quegli uomini illetterati che non avevano mai lasciato la Palestina, si stupiscono e sentono il bisogno di glorificare Iddio con loro.

 Fu un dono comune nella chiesa primitiva.

Dopo la Pentecoste il dono delle lingue si va diffondendo anche tra i semplici cristiani. Lo troviamo per esempio nella famiglia di Cornelio (AT 10,46) e nei neo battezzati di Efeso (At 19,6) sempre come manifestazione dello Spirito. San Paolo nella prima lettera ai Corinti ne parla come di un fenomeno comune presso quella comunità, e scrive loro non per proibirlo, ma per disciplinare l'uso nelle riunioni. Egli stesso dice di aver ricevuto questo dono più di ogni altro "Io ringrazio Iddio di superare nel dono delle Lingue tutti voi" (Cor 14,18)  Vuole inoltre che sia un dono per tutti: "Io sarei ben lieto che tutti voi parlaste le Lingue"  (1 Cor 14,5). Dopo il primo secolo non si hanno più notizie di questo Carisma almeno come fenomeno diffuso tra la massa dei fedeli. Si riscontra ogni tanto nella vita di qualche santo, come San Francesco Saverio, il curato d'Ars gli altri Santi. 

Che cos'è il dono delle Lingue ?

Che cosa vuol dire dunque parlare le lingue o lingue nuove o possedere il dono delle lingue? Il dono delle lingue o glossolalia è anzitutto una preghiera che si fa a Dio. Non è un discorso alla comunità è una forma di glorificazione, non di predicazione. A Pentecoste i carismatici del Cenacolo con le lingue glorificano il Signore, non parlano alla moltitudine. San Paolo dice: chi parla le lingue non parla agli uomini ma a Dio. Difatti nessuno lo capisce, perché mosso dallo spirito, proferisce parole misteriose,           (1 Cor  14,2). È una preghiera privata tra noi e Dio, anche se fatta insieme ad altri "Colui che parla le lingue edifica se stesso" (1 Cor 14,4). Qualche volta però assume la forma di un messaggio alla comunità, ma in tal caso si richiede l'interpretazione, come vedremo più avanti. " se non c'è Chi interpreta, i glossolali tacciano nell'adunanza e parlino con se stessi e con Dio (1 Cor 14,28).  È una preghiera fatta in una lingua sconosciuta che non si è mai studiata o ascoltata. E' dire delle frasi di cui non si conosce il significato. È recitare delle parole che non sono la manifestazione esterna di un pensiero, formulato prima dalla mente. È usare la lingua per esternare al signore dei sentimenti che non vengono da noi. Avere il dono delle lingue non significa che si conosca tutta quella lingua con le regole della grammatica in modo che si possano formare frasi a piacimento, o un gran numero di vocaboli con loro significato. Il glossolano può dire soltanto quelle poche parole che gli suggerisce lo spirito senza neanche capirne il senso. È una preghiera che si fa in condizioni normali. Quando il glossolalo prega nelle lingue non assumere forme estatiche o emotive, non cade in trance, ma rimane nel pieno possesso delle sue facoltà e cosciente di quello che sta facendo. È libero di iniziare e terminare quando vuole, di ripetere o interrompere a suo piacimento e uno che prega come un comune Fedele, solo che usa un linguaggio sconosciuto. La preghiera nelle lingue potremmo paragonarla alle preghiere in latino, per esempio al "Tantum Ergo" o alle litanie, Recitate per secoli dal nostro popolo, il quale sapeva in genere di glorificare Gesù in Sacramento o la Vergine Santa, ma senza conoscere il significato delle singole parole. Però con la differenza che le preghiere in latino furono apprese da un libro o ascoltandole da altri, mentre nel caso nostro, il grossolalo non le ha prese da un libro o da altri, ma gli sono venute spontaneamente sulle labbra. Né si può parlare di psicosi collettiva perché sono tutte diverse l'una dall'altra,e parecchi ricevono questo dono quando sono da soli nel chiuso  d'una stanza, magari dopo giorni o settimane dal battesimo nello spirito. È una preghiera speciale che ci viene data direttamente dallo spirito ( 1 Cor 12,11). Anche se non se ne comprende il significato, si sente che è una preghiera ineffabile che supera ogni altra forma di preghiera personale. E' una nuova dimensione della preghiera. Solo a pronunciare quelle poche frasi ci si sente avvolti in un clima di mistero e invasi da un profondo senso di gioia e di pace. La presenza di Dio si sente intima, è evidente, quasi palpabile. 

Sono vere e proprie lingue?

Quando preghiamo nelle lingue usiamo una lingua vera e propria che si è parlata o si parla nel mondo con regole grammaticali, sintattiche e fonetiche, o emettiamo soltanto dei suoni misteriosi senza significato? Si può dare l'uno e l'altro caso. C'è chi sostiene che per lo più sono delle vere e proprie lingue parlate. Da alcuni studi fatti da glottologi che le hanno incise su nastro in gruppi carismatici diversi, risulta che alcune sono lingue morte, per lo più orientali, come l'aramaico, l'ebraico antico, il siriaco ecc... Altre sono lingue e dialetti parlati oggi nel mondo. In genere noi occidentali riceviamo il dono di parlare lingue asiatiche con preferenza per i dialetti dell'estremo Oriente. Vi sono molte testimonianze di giapponesi, indonesiani ecc....   I quali partecipando ad alcuni incontri di preghiera in America e in Europa, hanno ascoltato la loro lingua nativa, parlata in modo perfetto. Mi si permetta di citare un esempio personale, alcuni mesi fa, in una città delle Isole Vergini, mentre stavo pregando sopra una signora, perché ricevesse il battesimo nello spirito, questa cominciò a glorificare Dio Padre in perfetto italiano. Lei non conosceva una sola parola di italiano e neanche sapeva che quella lingua era l'italiano. Quel che più meraviglia, ascoltando la preghiera nelle lingue, e l'esattezza, la scorrevolezza e la pronuncia perfetta di certi suoni specialmente culturali, umanamente impossibili, se non si è nati sul posto. La signora di cui sopra non solo parlava un perfetto italiano, ma anche con un perfetto accento meridionale. 

A che serve il dono delle lingue?

Se è un dono dello Spirito Santo deve pur servire a qualcosa. È San Paolo che risponde alla nostra domanda: lo spirito viene in aiuto della nostra debolezza. Quando noi non sappiamo come ci conviene pregare, lo spirito stesso intercede a nostro favore con suoni incomprensibili. E colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello spirito, perché egli intercede presso Dio a favore dei santi e secondo la volontà di Dio (RM 8,26-27).   Dunque è la preghiera che lo Spirito ha pronta per supplire alla nostra debolezza, alla nostra incapacità, all'ignoranza degli effettivi bisogni di noi stessi e della comunità. È la preghiera più adatta per ogni circostanza perché sappiamo che è lo spirito che vi mette le intenzioni con le parole più adatte perché arrivino direttamente al cuore di Dio. È la via più facile per lasciare piena libertà allo Spirito di glorificare Gesù e il Padre, per mezzo nostro, come egli vuole. Alla prova dei fatti si dimostra una preghiera infallibile per ottenere favori speciali e anche per combattere le tentazioni. Non mortifica la nostra personalità, perché non restiamo del tutto passivi. Siamo noi che preghiamo con la nostra lingua e la nostra volontà.. anzi la nostra personalità viene valorizzata al massimo, perché le nostre parole arrivano al trono di Dio mediante la potenza dello Spirito. Ma vi è un altro motivo bellissimo che giustifica la preghiera nelle lingue. Lo troviamo ancora in San Paolo, l'apostolo scrivendo ai Filippesi, dice: "e ogni lingua deve proclamare che Cristo Gesù è il Signore, a Gloria del padre (Fil 2,11). Ogni lingua! Cioè tutte quelle lingue che si sono parlate nel mondo fin dalla creazione, e tutte quelle che si parlano attualmente, e quelle che si parleranno nel futuro tutte devono proclamare che Gesù è il Signore. Ma se questo non fu possibile in passato, perché Cristo non era ancora venuto, ne è possibile al presente perché molti popoli non sono cristiani, ecco che lo Spirito Santo prende queste lingue e le dona a coloro che sono pronti a gridare, a nome di quei popoli, che Gesù è il Signore, a Gloria del padre. Sono lingue tutte differenti, ma dalla fusione di esse scaturisce l'unità del coro possente di tutti i popoli che glorificano a Dio. Come tutte le creature irrazionali, dall'insetto alle stelle, hanno ciascuna un proprio modo di glorificare Dio, così le creature razionali, pur con linguaggi differenti, formano nell'insieme un unico armonioso concerto. 

Q


Non si può stabilire una regola fissa. Alcuni lo ricevono nello stesso momento in cui ricevono il battesimo nello spirito. Mentre il gruppo sta pregando su di loro, sentono un incontenibile Gioia interiore che si manifesta subito all'esterno con delle frasi strane e inconsuete. Talvolta è una preghiera completa e perfetta che si recita velocemente e con sicurezza. Altre volte invece viene fuori una sola frase brevissima, o addirittura una sola parola. In seguito se la persona è fedele a recitare quei monosillabi, vengono le altre frasi, fino a formare una preghiera completa. Altri invece ricevono questo dono… dopo qualche giorno o qualche settimana, in circostanze le più diverse, come per esempio, durante le preghiere, le ordinarie occupazioni, a passeggio, o anche durante il sonno.

 È un dono per tutti i singoli?

Non necessariamente. Noi cattolici A differenza dei pentecostali classici, Diciamo che si può aver ricevuto il battesimo nello spirito, anche se non è accompagnato dal dono delle lingue. Però in genere Lo Ricevono tutti battezzati nello Spirito, se non vi pongono ostacoli e collaborano con donatore.

 Come ricevere il dono delle lingue ?

Abbiamo detto che si richiede una certa Cooperazione del soggetto con lo spirito. La preghiera nelle lingue è una misteriosa combinazione di elementi divini e umani di Divina e umana iniziativa. Si suol dire: senza lo spirito tu non puoi far niente, ma senza di te egli non vuole far niente.. lo spirito fornisce gli elementi essenziali, cioè la materia e la forma della preghiera; noi dobbiamo cooperare coi mezzi accessori, quali: la volontà, la lingua, la voce, il coraggio a parlare ecc...

La nostra collaborazione è indispensabile, ora per alcuni soggetti questa collaborazione riesce facile, per altri invece richiede uno sforzo coraggioso e paziente. Gli uni e gli altri però alla fine ottengono lo scopo. Ecco alcuni suggerimenti pratici collaudati dall'esperienza. Uno si comincia a glorificare il Signore ad alta voce, con parole spontanee e improvvisate, senza preoccuparsi della forma. È consigliabile ripetere molte volte e velocemente l'invocazione Abba, padre!. 2 dopo qualche minuto smettere di pregare nella propria lingua, e sforzarsi di cavar fuori dalla gola delle articolazioni senza significato. È a questo punto che lo spirito potrebbe intervenire dando il suo proprio linguaggio. Cominciano a venir fuori delle strane sillabe, mai sentite sotto l'impulso di una forza interiore la quale muove la lingua con una velocità inconsueta. Ma non sempre è così. Giorni fa una bambina di 8 anni, mentre pregavano su di lei, cominciò a pregare correttamente nelle lingue però sillabando le parole come si fa alla prima elementare. Sin da questo momento bisogna dimenticare di pregare nella lingua del luogo, e ripetere ad alta voce questi suoni strani e incomprensibili. Alcuni ricevono subito il dono di una preghiera già completa e perfetta. Costoro non devono fare altro che continuare a pregare in questo modo, sempre che lo vogliono. Altri invece ricevono una due o tre parole in tutto non c'è da preoccuparsi, conviene ripetere quei monosillabi in continuazione, le altre parole verranno fuori subito. Chi ha dato quelle poche poche cose può darne altre mille, non c’è neanche da meravigliarsi se da principio si fa fatica a pronunciare quelle strane articolazioni. Il Signore gioisce nel sentirsi glorificare in quel modo, come la mamma che esulta a sentir ripetere dal bambino la prima parola balbettata il dono da parte dello spirito è perfetto, ma è da parte del ricevente che non si sa accettare con libertà. La partitura è perfetta, ma è lo strumento che ancora non sa eseguirla. Però perseverando il dono perfetto sarà anche ricevuto perfettamente. Chi nonostante tutti gli sforzi non riesce a ricavarci nulla, non deve perdersi di coraggio. Il dono è lì, basta saperlo tirar fuori, con pazienza e perseveranza, ma soprattutto senza preoccupazione. Alcuni non lo ricevono mai perché si affannano a chiedere allo spirito il dono della lingua, invece di preoccuparsi di glorificare il donatore e durante la preghiera di lode passare al pratico, come abbiamo spiegato. 

Quando pregare nelle lingue?

Essendo una preghiera privata, si può fare ogni volta che si vuole: quando si è soli in camera, o in mezzo alla folla, camminando, lavorando ecc... in particolare si consiglia, negli incontri di preghiera, quando si prega per il battesimo nello spirito, per la guarigione di un ammalato, quando si può liberare una persona dal demonio, Quando si chiede un favore particolare, come un miracolo ecc. Inoltre è molto utile quando siamo distratti e non si riesce a pregare diversamente, quando ci si sente affaticati E depressi, e quando si devono prendere delle serie decisioni. Infine pregare nelle lingue ogni volta che vogliamo glorificare il Signore e non troviamo le parole adatte. Non sostituisce le altre preghiere, ma prepara ad esse. Alcuni sacerdoti le trovano molto efficaci come preparazione alla messa, come ringraziamento, e come Introduzione alla recita del Breviario. San Paolo ci esorta a pregare sempre nello spirito: "pregate in ogni tempo, con ogni forza di esortazione e di supplica, per mezzo dello spirito" (Ef.6,18). Quale preghiera più efficace si può fare "in ogni tempo per mezzo dello spirito". Di quella che ci dà lo stesso spirito? 

Si può perdere il dono delle lingue?

Il dono delle lingue a differenza degli altri, viene dato in modo permanente e per sempre. Però, se non lo si esercita, piano piano si può perdere, Come qualsiasi lingua appresa a scuola. E come un talento che se non si traffica può marcire sotto terra.

Cantare nelle lingue

Qualcuno insieme col dono delle parole, riceve anche il dono del canto. Generalmente è una melodia semplice, primitiva, di sapore orientale, è il dono completo, ma anche qui si richiede una certa cooperazione.


Carismi della parola

Il dono dell'interpretazione 


"Chi parla le lingue preghi per il dono dell'interpretazione"                                                (1 Cor 14,13)

"Se non c'è chi interpreti, i glossolali tacciano nell'adulanza"                                                           (1 Cor 14,28)


L'interpretazione delle lingue è il secondo dono dello spirito. Questo si manifesta in concomitanza con i messaggi in lingue che lo spirito comunica all'assemblea. Ad un certo momento qualcuno dei presenti comincia a dire delle frasi incomprensibili, qualche volta espresse anche in canto. È un messaggio per la comunità da parte di Gesù che è lì in mezzo al suo popolo qualche volta invece è un messaggio diretto a qualcuno dell'assemblea. La persona che riceve questo incarico si sente Venire sulla lingua le parole una alla volta, cioè dopo che ha pronunciata la prima ad alta voce, le viene la seconda, e così via. La mente è estranea, il pensiero è assente del tutto.. Pertanto si richiede una certa dose di coraggio, e anche molta fede, per mettersi a parlare con una sola parola di cui si dispone. Terminato il messaggio nelle lingue, l'assemblea di restare nel più assoluto silenzio, sino a quando lo spirito non dà il dono dell'interpretazione. Fu proprio su questi messaggi in lingue e relativa interpretazione che a Corinto si erano verificati degli inconvenienti, per cui San Paolo dovette intervenire: "se c'è chi ha il dono delle lingue, parlino 2 o al massimo tre, uno per volta, e ci sia uno che interpreti. Ma se non c'è chi interpreta, tacciano nell' adunanza e parlino con sé stessi e con Dio (1 Cor 14,27,28).  

l'interpretazione non è la traduzione letterale del messaggio. È un altro dono che dà il senso, non la traduzione delle singole parole Talvolta capita che il messaggio nelle lingue è brevissimo mentre l'interpretazione viene fatta con parole più lunghe. Questo perché il primo viene fatto con parole concise e frasi proprie di una lingua che non conosciamo, nel mentre l'interpretazione richiede una lunga delucidazione. Il dono dell'interpretazione può essere dato alla stessa persona che ha riferito il messaggio in lingue, come ad un'altra o più di una. Chi riceve questo dono deve parlare in prima persona cioè in nome di Gesù, come si suppone fu dato il messaggio in lingue. Cioè non dire: il Signore dice che ecc. E dire il messaggio come qualcosa sentita prima e che ora bisogna raccontare; ma dire, queste cose dice il Signore, e subito cominciare in prima persona come se fosse Gesù stesso che parla in quel momento. Egli non vuole che si faccia il racconto del suo messaggio ma che si dica il messaggio in nome suo e in prima persona. Qualche volta gli interpreti sono più di uno, ed è misterioso il fatto che uno si ferma all'improvviso, senza neanche aver terminato il periodo dell'altro attacca dove è rimasto il primo. Ancora un'ultima nota misteriosa. Succede qualche volta che negli incontri di preghiera, dove vi sono cattolici e protestanti insieme, questi ultimi ricevano l'interpretazione di messaggi contrari alla loro teologia, come per esempio inni di lode alla verginità di Maria o al suo immacolato concepimento Dunque lingue e interpretazione: due doni che si completano a vicenda. " Chi parla le lingue preghi per avere il dono di saperle interpretare"                                    (1 Cor 14,13).



Grazie,al libro di Serafino Falvo - Il risveglio dei carismi 


La Bibbia 



Numeri della serie 👇👇


Jesus R-Evolution pt1 insegnamenti dai vangeli per il discepolato


Jesus R-evolution pt2 -Il peccato- Cristo-redentore-e-lo-spirito-santo


Jesus-r-evolution-pt3-ricevere-lo Spirito Santo e combattere il demonio


Jesus r-evolution-pt4-rinascere dall'alto,(effusione dello Spirito Santo) e la lotta Spirituale


Jesus r-evolution pt5 la valle della rottura-Diventare nuove creature


Jesus R-evolution-pt6-celebrazione-per ricevere lo Spirito Santo -Quaresima,digiuno e deserto-vivere nella luce


Jesus R-evolution-pt7 imparare a pregare-il combattimento della preghiera-chi è lo Spirito Santo-Tornare a Dio



Approfondisci anche con questi fuoriserie👇👇



Il-problema-della-possessione-diabolica ai giorni d'oggi


Se sei con Dio non essere schiavo e non avere paura


Il-tempo-dell'anticristo-gli-eletti-e l'armatura di Dio


Dichiarazione-di-rigetto-al-male



Alcuni-passi-del-libro-del-siracide



Dal-vangelo-secondo-luca-capitolo-5 "seguitemi e vi farò pescatori di uomini"



Salmo 38 di davide Richiesta di perdono di liberazione e di salvezza



Salmo-36-di-re-Davide-e-matteo 6-34


Salmo-23-di-davide "il Signore è il mio pastore


La-bestia-dellapocalisse-si-avvicina


Gli-ibridi-della-bestia


Apocalipse il ritorno di nostro Signore Gesù Cristo



Nuova serie 👇


Sorga un cavaliere di Cristo - la nuova alleanza - Figli della luce contro figli delle Tenebre


Sorga-un-cavaliere-di-cristo-n2 - Purificazione-Gesu' Cristo Salvatore-Guerra totale contro Dio-Cos'è il Combattimento Spirituale











Unisciti al nostro canale telegram 👇 👇 👇 

Open Mind 🧠 the Awakening of conciusness 





🕊Gre-Resistence 🕊