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venerdì 4 settembre 2026

👹✝️FINE DEI TEMPI- IL CAPITOLO 13 DELL'APOCALISSE È GIA REALTÀ

 L’impossibile è realtà: Apocalisse 13 è già QUI

 Stiamo davvero vivendo i tempi descritti nell’Apocalisse?

Un’immagine che parla. Un sistema che decide chi può comprare o vendere. Un’intelligenza artificiale che osserva ogni persona. Per secoli sembravano solo simboli. Ma oggi... stanno diventando realtà.

In questo video, esploriamo con linguaggio semplice ma diretto il capitolo 13 dell’Apocalisse, confrontandolo con le tecnologie e i segnali attuali:

📌 Intelligenza artificiale, deepfake e avatar digitali

📌 Controllo globale attraverso le valute digitali

📌 Il sistema del “credito sociale” già attivo in alcuni paesi

📌 Il ritorno di Israele come super segno profetico

📌 L’apostasia della Chiesa e la preparazione spirituale


Scoprirai come tutte le tessere del puzzle si stanno unendo sotto i nostri occhi… e cosa significa tutto questo per la tua vita oggi.


 Unisciti a migliaia di cristiani che si stanno risvegliando.

E tu credi che oggi si stiano avverando le profezie Bibliche? Scrivilo nei commenti 👇

Dal Canale Youtube  "Deo Gratias- Preghiere e letture"


Apocalisse 13

1 Vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo. 2 La bestia che io vidi era simile a una pantera, con le zampe come quelle di un orso e la bocca come quella di un leone. Il drago le diede la sua forza, il suo trono e la sua potestà grande. 3 Una delle sue teste sembrò colpita a morte, ma la sua piaga mortale fu guarita.

Allora la terra intera presa d'ammirazione, andò dietro alla bestia 4 e gli uomini adorarono il drago perché aveva dato il potere alla bestia e adorarono la bestia dicendo: «Chi è simile alla bestia e chi può combattere con essa?».

5 Alla bestia fu data una bocca per proferire parole d'orgoglio e bestemmie, con il potere di agire per quarantadue mesi. 6 Essa aprì la bocca per proferire bestemmie contro Dio, per bestemmiare il suo nome e la sua dimora, contro tutti quelli che abitano in cielo. 7 Le fu permesso di far guerra contro i santi e di vincerli; le fu dato potere sopra ogni stirpe, popolo, lingua e nazione. 8 L'adorarono tutti gli abitanti della terra, il cui nome non è scritto fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita dell'Agnello immolato.

9 Chi ha orecchi, ascolti:

10 Colui che deve andare in prigionia,

andrà in prigionia;

colui che deve essere ucciso di spada

di spada sia ucciso.

In questo sta la costanza e la fede dei santi.

11 Vidi poi salire dalla terra un'altra bestia, che aveva due corna, simili a quelle di un agnello, che però parlava come un drago. 12 Essa esercita tutto il potere della prima bestia in sua presenza e costringe la terra e i suoi abitanti ad adorare la prima bestia, la cui ferita mortale era guarita. 13 Operava grandi prodigi, fino a fare scendere fuoco dal cielo sulla terra davanti agli uomini. 14 Per mezzo di questi prodigi, che le era permesso di compiere in presenza della bestia, sedusse gli abitanti della terra dicendo loro di erigere una statua alla bestia che era stata ferita dalla spada ma si era riavuta. 15 Le fu anche concesso di animare la statua della bestia sicché quella statua perfino parlasse e potesse far mettere a morte tutti coloro che non adorassero la statua della bestia. 16 Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; 17 e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. 18 Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d'uomo. E tal cifra è seicentosessantasei.











👹Gre-Resistence ✝️

🪖🚀Rheinmetall, maxi appalto da 45 miliardi: costruirà blindati da combattimento per gli Stati Uniti?

 Il colosso tedesco degli armamenti Rheinmetall è vicino all’affare più grande della sua storia. Attraverso la controllata americana "American Rheinmetall" nel Michigan punta a un maxi-contratto con le forze armate USA.

Il colosso degli armamenti di Düsseldorf Rheinmetall potrebbe chiudere il più grande affare della sua storia aziendale. Attraverso la filiale statunitense American Rheinmetall, il gruppo punta al maxi-contratto delle forze armate USA per sostituire la vetusta flotta di blindati M2 Bradley.

Acquisto di 4.000 veicoli blindati

Si tratta dell'acquisto di circa 4.000 veicoli cingolati, per un valore complessivo di oltre 45 miliardi di dollari (circa 39 miliardi di euro). In gara per il contratto c'è il Lynx ("Luchs") XM30 di Rheinmetall.

Alla base dello sviluppo ci sono stati i veicoli da combattimento per la fanteria Lynx KF31 e KF41. La sigla KF sta semplicemente per "Kettenfahrzeug", cioè 'veicolo cingolato', mentre i numeri indicano la classe di peso militare, pari a circa 31 e 41 tonnellate.

Queste due varianti del Lynx hanno influenzato in modo determinante il design e la filosofia del prototipo Lynx XM30 destinato all'esercito statunitense. Dal punto di vista tecnico però l'XM30 rappresenta una dimensione del tutto nuova, ha spiegato un portavoce di Rheinmetall a Euronews.

La versione per gli Stati Uniti dispone di un'architettura digitale aperta, di una propulsione ibrida e di una torretta da 50 mm, che riduce l'equipaggio a due soldati.

Il primo prototipo del Lynx XM30 è già stato consegnato alle forze armate statunitensi. Altri sette veicoli seguiranno a breve. Il contratto di sviluppo in corso garantisce già a Rheinmetall introiti per 764 milioni di dollari.

La decisione finale sull'appalto per i blindati non è ancora stata presa

In corsa sono rimasti solo due offerenti: la controllata statunitense American Rheinmetall e il gigante americano della difesa General Dynamics Land Systems. Non è però ancora stata presa alcuna decisione: prima le forze armate statunitensi dovranno sottoporre i prototipi a test approfonditi, poi l'esercito USA deciderà a chi assegnare il contratto da miliardi.

Gli Stati Uniti sono il maggiore mercato degli armamenti al mondo

Rheinmetall gestisce già diversi stabilimenti negli Stati Uniti. Il gruppo tedesco dispone quindi di capacità produttive in loco. Si tratta di un elemento fondamentale nei negoziati, perché il governo statunitense attribuisce un'importanza cruciale alla creazione di valore industriale all'interno del Paese nei grandi programmi di armamento. Una produzione in serie del Lynx XM30 avverrebbe quindi negli USA.


Lynx KF41 Rheinmetall

La storia del Lynx

Il Lynx non è un carro armato tradizionale, ma un veicolo da combattimento per la fanteria con molteplici possibilità d'impiego. Nel 2018 Rheinmetall ha presentato il Lynx al salone degli armamenti Eurosatory di Parigi. Il successo internazionale è arrivato nel 2020, quando l'Ungheria è stato il primo Paese della NATO a ordinare 209 veicoli. A Zalaegerszeg il gruppo ha addirittura costruito un proprio stabilimento per carri armati all'avanguardia, dove è in corso la produzione in serie.


Di Patrick Drews
Pubblicato il 03/09/2026 - 9:40 CEST





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giovedì 3 settembre 2026

😈👹 Il progetto Kentler - Bambini affidati a pedofili per piú di 30 anni in Germania ovest

 L’incredibile storia dell’esperimento Kentler

Nella Germania Ovest degli anni Settanta alcuni bambini furono affidati a una rete di pedofili con l'approvazione dei servizi sociali e di uno stimato sessuologo, racconta il New Yorker.

Il progetto Kentler (o esperimento Kentler) fu una controversa sperimentazione sociale condotta nella Berlino Ovest tra il 1969 e gli anni 2000 sotto l'egida e con il finanziamento del Senato di Berlino. Promosso dal sessuologo e professore universitario Helmut Kentler, l'esperimento consisteva nell'affidare in via esclusiva minori senzatetto, orfani o emarginati a pedofili già condannati o conosciuti per tali tendenze, con l'obiettivo dichiarato di "rieducare" i ragazzi e dimostrare l'idoneità educativa degli adulti con tendenze pedofile. 

Kentler sosteneva che il contatto sessuale tra adulti e bambini fosse innocuo e necessario per la "liberazione sessuale" dei minori, credendo che tali relazioni avrebbero facilitato l'inserimento sociale di ragazzi considerati "svantaggiati". Le autorità sociali, i tribunali e gli assistenti sociali collaborarono attivamente al progetto, utilizzando i meccanismi delle adozioni e degli affidi familiari per collocare i bambini presso queste figure "pedofili", spesso uomini influenti nel mondo accademico o educativo. 


Gli aspetti chiave dell'esperimento includono:


Durata e Ambito: L'esperimento è durato per oltre tre decenni, coinvolgendo decine di minori vulnerabili a Berlino, con un'estensione che alcuni studi collegano ad altre reti di abuso in Germania negli anni '60 e '70. 

Ideologia: Kentler, considerato all'epoca un'autorità nell'educazione sessuale, basava le sue teorie sull'idea che la repressione sessuale fosse la radice del fascismo e che l'accesso alla sessualità adulta fosse un diritto dei bambini. 

Copertura Istituzionale: Il progetto godette di approvazione ufficiale, con Kentler che utilizzava la sua influenza per proteggere gli abusi commessi dai guardiani, descrivendo le vittime come "adattate" all'abuso. 

Conseguenze e Risarcimenti: Solo negli anni 2010, grazie a indagini come quelle della politologa Teresa Nentwig, l'entità dello scandalo emerse pubblicamente. Nel 2021, lo Stato di Berlino ha avviato procedure di risarcimento per le vittime sopravvissute, riconoscendo l'operato come un crimine sotto responsabilità statale. 

Helmut Kentler morì nel 2008 senza mai essere processato per le sue azioni, ma l'esperimento è oggi universalmente condannato come una grave violazione dei diritti umani e un esempio estremo di abuso istituzionale.

Cari lettori purtroppo sono cosi dispiaciuto di dovervi scrivere e mettervi a conoscenza di un ennesimo articolo "obbrobrio" che racconta di una storia talmente inverosimile e straziante che solo scrivendola mi viene il voltastomaco. Come sia stato possibile che istituzioni statali con l'aiuto governativo stesso abbiano messo in moto e articolato un meccanismo di una portata cosi disumana da far rabbrividire il demonio stesso !!! E nella stessa Nazione che solo 30 anni prima aveva dato alla luce un anticristo con il suo sistema nazista,uccidendo piú di 10 milioni di persone. Forse fu proprio per questo che Kentler riuscì ad allestire un simile orrore, perché a quei tempi la Germania sconfitta in guerra e gia terra di demoni nazi era facile preda di malati mentali al potere... 

Ma come in tutti i progetti che vengono guarda caso rivelati quando l'inventore è ormai morto e il progetto finito,credo proprio che abbiano fatto da esperimento primario per dare inizio ad altre migliaia in tutto il mondo. Una cosa simile l'abbiamo avuta anche in Italia con il Forteto e Bibbiano,non proprio alla stessa maniera ma per certi versi anche piú evoluti... E poi fateci caso,Kentler era gay(guarda un po) mentre nei progetti italiani sopracitati c'era di mezzo anche l'LGBTQ+ cosa vi fa capire ?!?

Da qui in poi vi lascio con l'articolo ben fatto ma straziante del  "Il Post" 

Helmut Kentler è stato uno psicologo, sessuologo e sociopedagogista tedesco, e uno stimato docente all’Università di Hannover tra la metà degli anni Settanta e la metà degli anni Novanta. Oltre a svolgere attività di ricerca, ha scritto numerosi libri sull’educazione sessuale e sulla genitorialità, ha svolto incarichi da perito in cause di affidamento ed è stato frequentemente citato da giornali e trasmissioni televisive in qualità di esperto. Il suo lavoro si è prevalentemente concentrato sul concetto di libertà sessuale e sul superamento di un modello educativo molto diffuso in Germania prima e durante il nazifascismo e largamente improntato sulla repressione delle pulsioni sessuali.

Le teorie di Kentler sono da alcuni anni oggetto di una profonda revisione, dopo essere state ritenute la base di un controverso esperimento sociale condotto dallo stesso Kentler e autorizzato e sostenuto finanziariamente dal Senato di Berlino nei primi anni Settanta. L’esperimento portò numerosi bambini e ragazzi – perlopiù orfani e indigenti minorenni – a essere dati in affidamento in case-famiglia gestite da adulti pedofili in diversi quartieri della città.

Nel 2015, a seguito di una richiesta di indagini da parte del Senato di Berlino, la politologa Teresa Nentwig, dell’Istituto per la ricerca sulla democrazia di Göttingen, è stata incaricata di condurre ricerche più approfondite sugli abusi subiti per anni dai bambini e ragazzi affidati ai pedofili e sui legami tra Kentler e l’ente statale tedesco per l’assistenza e la tutela dei minori (Jugendamt). Sandra Scheeres, a capo della Commissione del Senato per l’Istruzione, la Gioventù e la Famiglia, ha definito l’“esperimento Kentler” «un crimine sotto la responsabilità dello Stato».

Parlando con Nentwig e con una persona vittima di abusi di nome Marco, il New Yorker ha recentemente ricostruito la storia di Kentler e dei suoi legami con una vasta rete di pedofili che presero parte all’esperimento, con l’approvazione di almeno una parte delle istituzioni coinvolte. I molti punti oscuri di questa storia sono oggi oggetto di discussioni e anche di strumentalizzazioni politiche in parlamento, oltre che di un dibattito esteso nell’opinione pubblica.


L’infanzia di Marco

Marco – un uomo di 38 anni, sposato e padre di due figli – ha raccontato che un giorno, nel 2017, riconobbe in un articolo di giornale la fotografia di Kentler, scoprendo soltanto in quell’occasione che era stato un importante e rispettato professore dell’Università di Hannover. Per Marco, cresciuto in affidamento fino all’età di ventuno anni in casa di un ingegnere chiamato Fritz Henkel, Kentler era una faccia conosciuta soltanto per le conversazioni che da bambino aveva ogni tanto con lui. Era lo stesso Henkel a portare periodicamente Marco e il suo fratello adottivo, Sven, a casa di Kentler.

«Lo misi da parte. Non reagii emotivamente. Continuai a fare quello che faccio ogni giorno», ha detto Marco ricordando gli attimi successivi alla lettura di quell’articolo.

Diversi mesi dopo cercò e trovò il numero di Teresa Nentwig, la politologa che aveva scritto il rapporto su Kentler citato nell’articolo che aveva letto, e le telefonò identificandosi come «una persona interessata». Le disse che suo padre adottivo, Henkel, aveva parlato al telefono con Kentler ogni settimana per anni, e che Kentler fu molto coinvolto nell’educazione dei giovani abitanti della casa di Henkel. «Sei la prima persona a cui racconto la mia storia», le disse.

Nentwig rimase molto sorpresa. A quanto ne sapeva, gli esperimenti di Kentler erano terminati alla fine degli anni Settanta, e Marco sosteneva di aver lasciato la sua casa-famiglia nel 2003. Poche settimane dopo, Marco contattò il suo fratello adottivo Sven, uno dei bambini con cui era cresciuto in casa di Henkel, e gli disse di aver scoperto che erano stati parte di un esperimento. Ma Sven, ha ricordato Marco, non gli sembrò in grado di elaborare quell’informazione. «Dopo tutti quegli anni, avevamo perso l’abitudine di pensare», ha detto.

Quando aveva cinque anni, nel 1988, e abitava nel quartiere Schöneberg di Berlino con suo fratello maggiore e sua madre, Marco fu investito da una macchina dopo aver attraversato da solo la strada. L’incidente non gli causò gravi ferite, fortunatamente, ma attirò le attenzioni dell’ufficio locale della Jugendamt, l’ente di assistenza all’infanzia sovvenzionato dal governo e con uffici autonomi dislocati nei vari distretti urbani, senza un coordinamento amministrativo centrale.

Marco e suo fratello andavano all’asilo con i vestiti sporchi e restavano lì per undici ore al giorno. La madre, una ragazza con difficoltà economiche che lavorava in un chioschetto di salsicce, e il padre, un rifugiato palestinese, avevano divorziato, e lei era rimasta da sola con i bambini. Gli assistenti sociali stabilirono che «non era in grado di dare a Marco le necessarie attenzioni emotive», e raccomandarono di far crescere il bambino in una casa con un’«atmosfera familiare».

Marco fu quindi assegnato a Henkel, un single di 47 anni che integrava il suo reddito da affidatario riparando jukebox e dispositivi elettronici. Abitava in una casa con cinque camere da letto, al terzo piano di un edificio storico in una delle vie principali di Friedenau, un quartiere di lusso frequentato da politici e scrittori.

In sedici anni, Henkel aveva avuto in affidamento otto bambini e ragazzi, prima di Marco. Nel 1979, era stata aperta un’indagine su di lui in seguito alla segnalazione di un assistente sociale, che aveva osservato un’apparente «relazione omosessuale» tra Henkel e uno dei suoi figli adottivi. Secondo una dinamica ricorrente nei casi analizzati dalla politologa Nentwig, Kentler era intervenuto in difesa di Henkel, sostenendo di conoscerlo da tempo in seguito a un «progetto di ricerca», e l’indagine era stata archiviata.

Kentler – all’epoca definito dal quotidiano Die Zeit «la principale autorità nazionale in materia di educazione sessuale» – aveva elogiato le qualità di Henkel come genitore affidatario e screditato l’assistente sociale, accusandolo di «interpretazioni assurde».

Al momento del suo arrivo a casa di Henkel, Marco trovò altri due figli adottivi, un sedicenne e un ventiquattrenne, che non legarono molto con lui. Fu comunque molto felice di scoprire che all’interno di un armadio, in corridoio, c’era una gabbia con due conigli da poter accudire e con cui giocare. Di tanto in tanto, Henkel caricava in macchina i suoi figli adottivi e li portava in visita da Kentler ad Hannover, in modo da permettere a lui di conversare con loro e tenere traccia del loro sviluppo.

Un anno e mezzo dopo l’arrivo di Marco, a Henkel fu affidato Sven, un bambino di 7 anni che diceva di provenire dalla Romania e che la polizia aveva trovato solo e malato di epatite a girovagare in una stazione metropolitana di Berlino. Parlando con Rachel Aviv, la giornalista del New Yorker autrice dell’articolo, Marco ha ricordato che rispetto a lui Sven era il bambino più buono e più docile, ma che sia lui che Sven dovevano a un certo punto accondiscendere alle richieste di natura sessuale di Henkel, sebbene non ne abbiano mai parlato tra loro. «Accettavo questa cosa soltanto per lealtà, perché non sapevo nient’altro. Non pensavo che quello che succedeva fosse una cosa buona, ma pensavo fosse normale. La vedevo un po’ come il cibo. Le persone hanno gusti differenti riguardo al cibo, così come alcune hanno gusti differenti riguardo alla sessualità», ha detto Marco.

Alla madre e al fratello di Marco era permesso fargli visita circa una volta al mese, ma spesso Henkel, aiutato dall’intercessione e dal parere autorevole di Kentler, riusciva ad annullare l’appuntamento sostenendo che quelle visite fossero destabilizzanti per il bambino. Il padre di Marco non poteva vederlo affatto, perché – stando a quanto riferito all’epoca da Henkel agli assistenti sociali – Marco ne era terrorizzato e sosteneva di essere stato picchiato da lui, prima del divorzio con la madre. Durante gli incontri previsti per i bambini con gli psicoterapeuti infantili, Henkel rimaneva sempre poco distante, pronto a intervenire, e una volta ebbe uno scontro fisico con uno di loro.

Fu Kentler, ancora una volta, a usare la sua influenza e il suo carisma per fornire un resoconto in grado di condizionare gli assistenti sociali. Sebbene Henkel apparisse come un uomo «duro e offensivo», scrisse Kentler, «vi chiedo di considerare che un uomo che si occupa di bambini così gravemente danneggiati non è una “persona semplice”, e ciò di cui ha bisogno dalle autorità è fiducia e protezione».

Nel marzo 1992, quando Marco aveva nove anni, si tenne in un tribunale a Berlino un’udienza su richiesta dei suoi genitori, che desideravano trascorrere più tempo con lui. Il padre aveva detto all’ufficio della Jugendamt che non capiva la ragione per cui suo figlio stesse crescendo in una «famiglia di estranei». Il giudice chiese di parlare in privato con Marco, ma i documenti esistenti alimentano il sospetto che le risposte di Marco fossero state preparate. Quando il giudice gli chiese se desiderasse vedere la madre, Marco rispose «non spesso» e suggerì che una volta all’anno sarebbe stato meglio, e con «Papa» [il nome con cui chiamava Henkel] sempre presente. Marco spiegò inoltre al giudice che aveva paura del suo padre biologico.

Alla fine dell’udienza Kentler spedì una lettera al giudice in cui, «per il bene del bambino», suggeriva la completa sospensione di tutti i contatti con la famiglia di origine per due anni. Sosteneva che Marco avesse bisogno di mantenersi a distanza dagli uomini di quella famiglia, suo padre e suo fratello, perché esercitavano su di lui una cattiva influenza. Descrisse il padre di Marco come un uomo autoritario, violento e maschilista, pur non avendolo mai incontrato.

In occasione della prima visita di sua madre dopo l’udienza, Marco le disse che non voleva vederla perché non andava d’accordo con Papa e rifiutò un suo regalo. Un anno e mezzo dopo, il padre di Marco scrisse all’ufficio della Jugendamt chiedendo di poter salutare suo figlio prima di trasferirsi in Siria. Non esistono tracce di una risposta a quella richiesta.


Gli studi di Kentler

La carriera accademica di Kentler, scrive il New Yorker, fu profondamente segnata dalle sue idee riguardo ai danni provocati dalle figure paterne dominanti. Suo padre era stato un sottotenente durante la Prima guerra mondiale ed era un convinto sostenitore di un metodo educativo basato sulla repressione e sull’autoritarismo, reso popolare nell’Ottocento dagli scritti pedagogici del medico tedesco Moritz Schreber, definito dal suo biografo «un precursore spirituale del Nazismo».

«Avevo un solo desiderio: che prendesse la mia mano e la tenesse nella sua», scrisse una volta Kentler riguardo a suo padre. In un suo libro del 1989 intitolato Leihväter. Kinder brauchen Väter (“Padri in prestito. I bambini hanno bisogno di padri”), raccontò un episodio risalente alla notte tra il 9 e il 10 novembre 1938, la “Notte dei Cristalli”. Svegliato dai rumori nella loro casa, a Düsseldorf, il padre di Kentler telefonò alla polizia e rimase a lungo al telefono. «Stanno prendendo gli ebrei», disse alla moglie, dopo aver riagganciato.

A un certo punto bussarono alla porta: era la famiglia ebrea – madre, padre e tre figli – che viveva al piano di sotto. Il loro appartamento era stato distrutto e chiesero ospitalità per una notte al padre di Kentler. «No, questo non è proprio possibile», rispose lui, ancora in camicia da notte, e richiudendo la porta di casa. «Improvvisamente, di mio padre mi sembrò ridicola ogni cosa», scrisse Kentler. Poco tempo dopo, suo padre fu richiamato in servizio e loro furono trasferiti a Berlino. Quando tornò a casa, alla fine della guerra, era «un uomo distrutto». E Kentler, che all’epoca aveva diciassette anni, non gli obbedì mai più.

Cercando di inquadrare meglio le teorie di Kentler, il New Yorker descrive il contesto culturale del dopoguerra nella Germania dell’Ovest, «segnato da un’intensa preoccupazione per la decenza sessuale, come se il decoro potesse risolvere la crisi morale della nazione e purificarla dalla colpa». Gli incontri omosessuali continuarono a essere vietati anche dopo il nazismo, e Kentler scrisse che si sentiva come se avesse sempre avuto «una gamba in prigione». Dopo essersi laureato in psicologia all’Università di Hannover, nel 1960, cominciò a frequentare i movimenti studenteschi e dichiarò apertamente e per la prima volta di essere gay.

«Come molti suoi contemporanei, arrivò a credere che la repressione sessuale fosse la chiave per comprendere la coscienza fascista», scrive il New Yorker a proposito degli studi accademici di Kentler, influenzati dalle ricerche dello psichiatra austriaco Wilhelm Reich, peraltro allievo di Sigmund Freud, sulla sessualità nel nazifascismo. Kentler sosteneva che le teorie di Schreber sull’educazione repressiva avessero condizionato tre generazioni di tedeschi e prodotto «personalità autoritarie», e che la libertà sessuale fosse il modo migliore per «prevenire un’altra Auschwitz».

Sulla spinta di queste riflessioni, alla fine degli anni Sessanta, in più di trenta città e paesi tedeschi furono costruiti asili nido sperimentali in cui i bambini restavano nudi e lasciati liberi di esplorare l’uno il corpo dell’altro. «Non c’è dubbio che stessero cercando (in una sorta di disperato antiautoritarismo autoritario neo-rousseauiano) di ricreare la natura tedesca/umana», ha scritto la storica tedesca Dagmar Herzog. E Kentler, racconta il New Yorker, era uno degli autori più conosciuti e influenti in questo movimento culturale impegnato nel disfare l’eredità sessuale del nazifascismo.

Kentler cominciò a lavorare a contatto con eroinomani, giovani prostitute e ragazzini scappati di casa, molti dei quali si riunivano in quegli anni nella famosa stazione ferroviaria dello zoo, il principale snodo dei trasporti a Berlino Ovest. Parlando con uno di quei ragazzini, scoprì un legame tra alcuni di loro e un pedofilo che chiamavano “Madre Inverno” e dal quale ricevevano cibo e abiti puliti in cambio di sesso. Riflettendo su quelli che considerò gli aspetti positivi di quel tipo di relazioni, riuscì a chiarirli ed esporli in alcune sue pubblicazioni e a richiedere e ottenere da un funzionario incaricato del Senato di Berlino, l’organo esecutivo del governo della città, l’autorizzazione a creare case-famiglia nelle abitazioni di diversi pedofili situate nei quartieri nelle vicinanze della stazione.

stazione zoo berlino

La stazione ferroviaria dello zoo di Berlino, il 22 ottobre 2010 (Andreas Rentz/Getty Images)


In uno dei suoi libri, Kentler scrisse che all’epoca il Senato di Berlino era ansioso di trovare soluzioni ai «problemi della vita della nostra società», per «confermare e mantenere la reputazione di Berlino come avamposto di libertà e umanità». Il New Yorker ipotizza che i politici si mostrarono ricettivi rispetto a queste iniziative «perché il progetto sembrava essere l’opposto degli esperimenti dei nazisti, con la loro rigida enfasi riguardo alla propagazione di certi tipi di famiglie». «O forse erano indifferenti perché, secondo loro, quei ragazzi erano già perduti».

Invitato anni dopo al parlamento tedesco, a proposito di una discussione sulla proposta di depenalizzazione dell’omosessualità, nel 1981, Kentler parlò anche dei risultati di quei suoi esperimenti. Disse che prima di entrare nelle famiglie affidatarie alcuni di quei ragazzi erano stati così trascurati da non aver mai imparato a leggere né a scrivere. E, a proposito dei loro padri adottivi, disse: «queste persone hanno sopportato questi ragazzi deboli di mente soltanto perché erano innamorati di loro».

Se ci sono mai stati negli archivi della città di Berlino registri che documentino come il progetto di Kentler sia stato approvato o come lui abbia fatto esattamente a individuare i padri adottivi adatti al suo progetto, scrive il New Yorker, «quei registri sono stati persi o distrutti».

Secondo un rapporto preliminare del 2020 commissionato dal Senato di Berlino a un gruppo di studiosi dell’Università di Hildesheim, esistono comunque prove sufficienti per ritenere che «il Senato gestisse case adottive o appartamenti condivisi per giovani berlinesi con uomini pedofili in altre parti della Germania Ovest», e che «queste famiglie adottive fossero a volte gestite da uomini potenti che vivevano da soli e che ricevevano questo potere dal mondo accademico, dagli istituti di ricerca e da altri ambienti che accettavano, sostenevano o addirittura vivevano condizioni di pedofilia».

Kentler, che è morto nel 2008, viveva da solo con tre figli adottivi. La psicoterapeuta e scrittrice Karin Désirat, che si è detta molto riconoscente verso Kentler per il sostegno che le offrì durante la sua carriera professionale, ha detto che due dei tre figli adottivi di Kentler le confidarono una volta di aver subìto abusi sessuali da lui. Lei li indirizzò verso un terapeuta che non era in rapporti con Kentler, ma i ragazzi preferirono non rivelare la storia degli abusi. In una lettera a un collega, nel 1985, Kentler scrisse di vivere da tredici anni «un’appagante storia d’amore» con uno dei suoi figli adottivi, ventiseienne. Quel ragazzo morì suicida nel 1991.



L’arrivo di Kramer

Quando Marco aveva undici anni, a casa di Henkel arrivò un nuovo figlio adottivo, un bambino coetaneo di Marco chiamato Marcel Kramer e affetto da tetraparesi spastica, una condizione congenita che paralizza la muscolatura volontaria di tutti gli arti. Marco e Sven diventarono i custodi di Kramer, che a causa della sua malattia non era in grado di camminare, parlare o mangiare da solo. Lo imboccavano tutti i giorni, e gli pulivano le vie respiratorie asportando il muco con un tubo di aspirazione.

Marco ha detto che Kramer fu la prima persona in anni verso la quale provò dei sentimenti. A scuola non aveva buoni rapporti con nessuno, e anzi si cacciava spesso nei guai, saltava le lezioni e studiava poco. Ha detto che era lo stesso Henkel a incoraggiarlo ad avere comportamenti aggressivi.

Dopo la pubertà, Marco iniziò ad allenarsi in modo da essere abbastanza forte da potersi difendere, e una notte, mentre Henkel tentò di avvicinarsi per accarezzarlo, Marco lo colpì a una mano. Da quella volta Henkel smise di provare a molestarlo ma cominciò ad avere comportamenti punitivi, come chiudere a chiave la porta della cucina per impedire a Marco di mangiare di notte.

Dopo aver compiuto 18 anni, Marco fu legalmente libero di lasciare casa di Henkel ma non gli venne in mente di andarsene. «È una cosa molto difficile da descrivere, ma non sono mai stato educato a pensare in modo critico a niente, avevo la mente vuota», ha detto al New Yorker. Un giorno, nel 2001, Kramer si prese l’influenza, e le sue condizioni si aggravarono nel giro di un paio di giorni. Marco, che per anni aveva controllato e verificato ogni notte che Kramer respirasse, gli rimase accanto tutto il tempo. Henkel, che aveva sempre cercato di evitare di ricorrere al medico per i suoi figli adottivi, si convinse quando era troppo tardi perché Kramer non poteva più essere rianimato. «Lo stavo guardando negli occhi quando è morto», ha ricordato Marco.

Nei documenti relativi all’affidamento, un impiegato dell’ufficio dei servizi sociali scrisse che «Marcel Kramer è morto inaspettatamente la scorsa notte, senza segni di precedenti infezioni». Henkel aveva all’epoca 60 anni e, come riportato in una nota successiva dello stesso ufficio, chiese di poter accogliere un altro bambino. La richiesta non fu accolta, e Henkel chiuse definitivamente la casa-famiglia nel 2003.

Marco aveva 21 anni e non aveva un posto in cui vivere: trascorse tre notti dormendo su una panchina in un parco. Poi, con l’aiuto di un ente di beneficenza per giovani senzatetto, riuscì a trasferirsi in un appartamento in una casa popolare. Anche Sven andò a vivere da solo in un appartamento, a Berlino, ma a differenza di Marco rimase in contatto con Henkel. «Ho sempre pensato di dovere qualcosa a quell’uomo», disse al quotidiano Der Spiegel nel 2017.

Marco ha parlato al New Yorker delle sue difficoltà nei primi anni di vita da solo, dei suoi comportamenti aggressivi e violenti con gli estranei. Una volta, mentre era in viaggio in treno, mandò un uomo in pronto soccorso dopo avere attaccato lui e altri due che lo stavano fissando. In seguito, ottenne qualche lavoro come modello prima di incontrare la sua attuale moglie, Emma, e iniziare con lei una relazione che dura ancora oggi e da cui sono nati due figli.

Marco ha detto che per un periodo lavorò come postino ma che lasciò quel posto dopo pochi giorni, perché ogni volta che vedeva sul volto di un estraneo un’espressione che gli ricordava Henkel aveva la sensazione di non essere vivo, che il suo cuore smettesse di battere. E quando provava a parlare, sentiva come se la sua voce non gli appartenesse.

La storia di Marco e dell’“esperimento Kentler”, racconta il New Yorker, è attualmente oggetto di un acceso scontro politico tra il partito tedesco di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) – che ha offerto consulenza legale a Marco e utilizza questa storia per contestare le politiche della sinistra in materia di educazione sessuale e per affermare il modello della “famiglia tradizionale” – e gli altri partiti, che accusano l’AfD di strumentalizzare questi crimini per i propri scopi politici.

Il Senato di Berlino è in attesa di ricevere un rapporto più approfondito dagli studiosi dell’Università di Hildesheim a cui è stato commissionato. Marco ha intanto ricevuto le scuse del Senato, ha accettato una somma di circa 50 mila euro a titolo di risarcimento dei danni e ha deciso di non ascoltare i consigli dell’AfD di proseguire nella causa penale da lui avviata nel 2017. «Non voglio essere uno strumento politico. Non voglio essere trascinato in una campagna elettorale», ha detto Marco, il cui unico obiettivo adesso è che nel prossimo rapporto siano rivelati tutti i nomi delle persone coinvolte nell’“esperimento Kentler”.

Dopo essere andato a vivere da solo, Marco ha avuto contatti con Henkel soltanto due volte. La prima volta, Marco aveva 25 anni e ricevette da lui una telefonata in cui Henkel mostrò i segni di una qualche forma di demenza (chiese a Marco se si fosse ricordato di dare da mangiare ai loro conigli). La seconda volta fu nel 2015, quando Marco venne a sapere che Henkel era ricoverato in una clinica di Brandeburgo per una malattia in fase terminale. Andò a visitarlo, lo trovò al letto, emaciato e sofferente, e lo fissò per pochi secondi, incrociando il suo sguardo. Poi si voltò, chiuse la porta e andò via dalla clinica. Henkel morì il giorno dopo.

Marco ha raccontato al New Yorker che, una volta saputo della morte di Henkel, sentì come se «un blocco fosse scomparso» e cominciò a piangere per la prima volta per la morte di suo fratello adottivo Marcel. E ha detto che capì la vera ragione per cui non lasciò casa di Henkel subito dopo aver compiuto diciotto anni: «ero legato alla famiglia da Marcel Kramer, non lo avrei mai lasciato indietro».



Dove chiedere aiuto

Se sei in una situazione di emergenza, chiama il numero 112. Se tu o qualcuno che conosci ha dei pensieri suicidi, puoi chiamare il Telefono Amico allo 02 2327 2327 oppure via internet da qui, tutti i giorni dalle 10 alle 24.

Puoi anche chiamare l’associazione Samaritans al numero 06 77208977, tutti i giorni dalle 13 alle 22.


Fonte:

https://www.ilpost.it/2021/07/24/lincredibile-storia-dellesperimento-kentler/




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mercoledì 2 settembre 2026

✝️👑 Salmo 91- Sotto le ali divine - Cristo é nostro modello

 Il Salmo 91 (numerazione ebraica/CEI 91, spesso 90 in altre traduzioni come la Vulgata) è un canto di fiducia e protezione divina. Descrive la sicurezza di chi confida nel Signore, il quale difende il credente dai pericoli, dai nemici e dalle insidie della vita per mezzo del suo amore e dei suoi angeli. Questo Salmo è sicuramente uno dei miei preferiti,lo adoro ed è una potenza quando lo leggi che sei nel combattimento Spirituale... 

Testo del Salmo 91 (Bibbia di Gerusalemme)

Il Salmo 91 celebra la protezione divina per chi confida nel Signore, descrivendo l'Altissimo come rifugio sicuro dai pericoli, incluse le pestilenze e i terrori notturni, offrendo una protezione paragonata all'ombra delle ali e alla fedeltà che fa da scudo. Il testo sottolinea l'intervento degli angeli per proteggere il credente in ogni via e garantisce la salvezza e la lunga vita per chi conosce il nome di Dio.

Sotto le ali divine - Salmo 91

91 Tu che abiti al riparo dell'Altissimo

e dimori all'ombra dell'Onnipotente,

2 dì al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza,

mio Dio, in cui confido».


3 Egli ti libererà dal laccio del cacciatore,

dalla peste che distrugge.

4 Ti coprirà con le sue penne

sotto le sue ali troverai rifugio.

5 La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza;

non temerai i terrori della notte

né la freccia che vola di giorno,

6 la peste che vaga nelle tenebre,

lo sterminio che devasta a mezzogiorno.


7 Mille cadranno al tuo fianco

e diecimila alla tua destra;

ma nulla ti potrà colpire.

8 Solo che tu guardi, con i tuoi occhi

vedrai il castigo degli empi.

9 Poiché tuo rifugio è il Signore

e hai fatto dell'Altissimo la tua dimora,

10 non ti potrà colpire la sventura,

nessun colpo cadrà sulla tua tenda.

11 Egli darà ordine ai suoi angeli

di custodirti in tutti i tuoi passi.

12 Sulle loro mani ti porteranno

perché non inciampi nella pietra il tuo piede.

13 Camminerai su aspidi e vipere,

schiaccerai leoni e draghi.


14 Lo salverò, perché a me si è affidato;

lo esalterò, perché ha conosciuto il mio nome.

15 Mi invocherà e gli darò risposta;

presso di lui sarò nella sventura,

lo salverò e lo renderò glorioso.

16 Lo sazierò di lunghi giorni

e gli mostrerò la mia salvezza.



Cristo è nostro modello, ma non delle opere della divinità.

1. Questo è il salmo dal quale il diavolo prese lo spunto per tentare il nostro Signore Gesù Cristo. Ascoltiamolo, dunque, e lasciamoci istruire per essere in grado di resistere al tentatore: non fidandoci di noi ma di colui che fu tentato per primo affinché noi non fossimo vinti dalla tentazione. La tentazione non era affatto necessaria a lui; fu solo un ammaestramento per noi. Occorre però che noi prestiamo attenzione alle risposte che egli diede al diavolo, imparando a rispondere anche noi alla stessa maniera quando ci si presentano le stesse tentazioni. In tal modo entriamo per la porta, come avete udito dalla lettura del Vangelo. Che significa infatti entrare per la porta? Entrare per Cristo. Egli stesso diceva infatti: Io sono la porta 1. E che vuol dire ” entrare per Cristo “? Vuol dire imitare le vie di Cristo. Ma in che cosa imiteremo le vie di Cristo? Forse nello splendore che è proprio a lui, Dio incarnato? O che forse lui ci esorta (o esige da noi) a compiere miracoli uguali a quelli che egli ha fatti? O non è più vero che il nostro Signore Gesù Cristo governa tutto il mondo insieme con il Padre, ora e sempre? E se esige che l’uomo sia suo imitatore, lo chiama forse con questo a governare insieme con lui il cielo e la terra e tutte le cose che sono nel cielo e nella terra, o ad essere anche lui il creatore che dia l’essere a tutte le cose, come tutte le cose furono fatte per mezzo di Cristo? Non a queste opere, che egli compì all’inizio (e delle quali sta, scritto: Tutte le cose sono state fatte per mezzo di lui 2), ti invita il Signore nostro Gesù Cristo, Dio e Salvatore nostro; e neppure [ti invita] a compiere certe opere che egli ha compiute in terra. Non ti dice, ad esempio: non sarai mio discepolo se non camminerai sopra il mare 3, oppure se non risusciterai un morto da quattro giorni 4, o se non aprirai gli occhi a un cieco nato 5. Non ti dice questo. Che significa allora entrare per la porta? Imparate da me che sono mite e umile di cuore 6. Significa che tu devi badare a ricopiare da lui ciò che egli è divenuto per te. Di miracoli, infatti, ne ha operati anche quando non era nato da Maria. Chi mai, infatti, li avrebbe operati se non colui del quale è detto: Egli solo compie grandi meraviglie 7? Cioè: anche coloro che operarono prodigi prima della sua venuta poterono farli grazie alla sua potenza. Così Elia: se risuscitò il morto, lo fece per la potenza di Cristo 8. Altrimenti Pietro sarebbe superiore a Cristo, poiché a Cristo per fare alzare quel tale infermo fu necessario usare la voce 9, mentre quando passava Pietro gli si recavano dei malati perché li coprisse soltanto con la sua ombra 10. Pietro sarebbe dunque più potente di Cristo? Chi sarà tanto pazzo da affermare questo? Perché allora tanta potenza in Pietro? Perché in Pietro c’è Cristo. Per questo diceva il Signore: Tutti coloro che sono venuti sono ladri e rapinatori 11. Cioè, tali sono tutti coloro che sono venuti di loro volontà, senza essere stati mandati da me; tutti coloro che sono venuti senza di me e nei quali io non ero e che io non ho autorizzati ad entrare. Orbene tutti i miracoli che sono stati fatti sia prima sia dopo Cristo li ha compiuti il Signore: lui che ne operò anche direttamente e di persona. Non ti esorta quindi a compiere i miracoli, dato che egli stesso ne ha fatti anche prima di assumere la carne umana. Ma a che cosa ti esorta? Ti esorta ad imitare ciò che non avrebbe potuto fare se non si fosse fatto uomo. Avrebbe forse potuto subire le sofferenze se non fosse stato uomo? Se non fosse stato uomo non avrebbe potuto né morire né essere crocifisso né essere umiliato. Ebbene anche tu, quando ti piombano addosso le tribolazioni di questo mondo (è il diavolo che le suscita, sia apertamente per mezzo degli uomini sia in modo occulto come fece con Giobbe), sii forte, sii tollerante! Abiterai nell’aiuto dell’Altissimo, come dice questo salmo. Che se, invece, ti allontanerai dall’aiuto dell’Altissimo, non essendo in grado di sostenerti da solo, cadrai.


Necessità della fortezza.

2. Molta gente è forte nel subire persecuzioni quando si tratta di uomini che vedono infuriare apertamente contro di loro. Credono che, se la persecuzione è palese e proviene da uomini, allora imitano la passione di Cristo; se invece la persecuzione che li tormenta è occulta e proviene dal diavolo, temono di non essere incoronati da Cristo. Se imiti Cristo non temere! Infatti anche quando il diavolo tentò il Signore, là nel deserto non c’era nessun uomo, lo tentò occultamente, ma fu vinto lo stesso. Come fu vinto quando volle infierire palesemente 12. Fa’ anche tu così se vuoi entrare per la porta. Facciamo così quando il nemico ci tenta di nascosto, quando vuol saggiarci danneggiandoci nella salute con la febbre, con le malattie, con le sofferenze del corpo, come quelle che sopportò Giobbe. Giobbe non vedeva il diavolo ma conosceva il potere di Dio. Sapeva che il diavolo non avrebbe potuto far niente contro di lui, se non gli fosse stato permesso da colui che detiene il sommo potere; e dava tutta la gloria a Dio negando ogni potere al diavolo. Quando il diavolo gli tolse ogni cosa disse: Il Signore ha dato, il Signore ha tolto 13. Non disse: Il Signore ha dato, il diavolo ha tolto, perché il diavolo non avrebbe potuto togliergli niente se non avesse avuto il permesso dal Signore. E il Signore aveva permesso tutto questo per mettere alla prova l’uomo e perché il diavolo fosse sconfitto. Anche quando il diavolo lo coprì di piaghe, ciò accadde perché il Signore lo permise. Fu coperto dalla testa fino ai piedi dalla putredine e dai vermi, ma nemmeno allora Giobbe attribuì un qualche potere al diavolo. E quando la sua moglie, l’unico familiare che il diavolo gli aveva lasciato perché fosse sua alleata e non perché consolasse il marito, gli disse: Di’ qualche parola contro Dio e muori, [Giobbe] le rispose: Hai parlato come una donna stupida! Se abbiamo ricevuto i beni dalla mano del Signore, non sopporteremo il male? 14


L’aiuto divino è accordato agli umili.

3. [vv 1.2.] Orbene chi imita Cristo al punto di sopportare tutte le molestie di questo mondo, chi ripone la sua speranza in Dio e non si lascia sedurre dalle lusinghe del mondo né spaventare dalle sue minacce, costui è l’uomo che abita nell’aiuto dell’Altissimo e che dimorerà nella protezione del Dio del cielo, come avete udito e cantato nel salmo, dato che il salmo comincia proprio con queste parole. Quanto alle parole con le quali il diavolo tentò il Signore, le riconoscerete quando giungeremo a parlarne: infatti vi sono ben note. Dirà al Signore: Tu sei il mio protettore e il mio rifugio, o mio Dio. Chi dice queste parole al Signore? Colui che abita nell’aiuto dell’Altissimo. E chi è che abita nell’aiuto dell’Altissimo? Colui che non fonda la sua abitazione sulle proprie risorse. Chi è, ripeto, colui che abita nell’aiuto dell’Altissimo? Colui che non è superbo, come lo furono quei tali che mangiarono per divenire come dèi e perdettero la prerogativa ricevuta di uomini immortali. Vollero abitare nelle loro risorse, non nell’aiuto dell’Altissimo. Ascoltarono il suggerimento del serpente e disprezzarono il comandamento di Dio. Col risultato che videro realizzate in loro le minacce di Dio, non le promesse del diavolo 15.


Il seguace di Cristo s’aspetti derisioni e insulti.

4. [v 3.] Ebbene di’ anche tu queste parole: Spererò in lui perché egli mi libererà. Non sarò io a liberarmi. Guarda un po’ se t’insegni altra cosa, all’infuori della necessità che ci incombe di non riporre la nostra speranza né in noi stessi né in qualsiasi uomo. Da che cosa ti libererà? Dalla trappola dei cacciatori e dalla parola dura. Dalla trappola dei cacciatori: è una grande liberazione. Ma che cosa c’è di grande nell’essere liberati dalla parola dura? Sta di fatto però che molti sono caduti nella trappola dei cacciatori a causa della parola dura. A che cosa mi riferisco? Il diavolo tende dei lacci, e i suoi angeli come cacciatori tendono anche essi dei lacci; ma gli uomini che camminano in Cristo passano lontano da tali lacci. Il diavolo non osa tendere trappole [a chi è] in Cristo; le tende nei dintorni della via, non sulla via. Sia dunque la tua via Cristo e non cadrai nella trappola del diavolo. La trappola è tesa per chi si allontana dalla via. Da un lato e dall’altro il diavolo pone lacci, da un lato e dall’altro pone delle trappole; e tu cammini fra le insidie. Vuoi camminare sicuro? Non deviare né a destra né a sinistra. Sia la tua via colui che per te si è fatto via 16, per condurti a sé per mezzo di se medesimo. Così non avrai timore dei lacci dei cacciatori. Ma che vuol dire: Ti libera dalla parola dura? È assodato che il diavolo ha fatto cadere molti nella trappola per mezzo della parola dura. Ad esempio: coloro che vogliono essere cristiani restando in mezzo ai pagani subiscono i motteggi dei pagani; e allora, se si vergognano di fronte a chi li insulta e per colpa delle parole dure abbandonano la via, cadono nei lacci dei cacciatori. Ma che cosa ti farà la parola dura? Niente, tu rispondi. Non ti farà dunque neppure nulla il laccio in cui il nemico ti fa cadere per mezzo della parola dura? Ricorda come si fa ordinariamente quando si va a caccia con la rete. Per catturare gli uccelli il cacciatore tende la rete da un capo all’altro della siepe e poi getta delle pietre contro la siepe. Quelle pietre non fanno alcun male agli uccelli. Quando mai infatti avrà colpito un uccello colui che getta pietre contro la siepe? Ma l’uccello impaurito dall’innocuo rumore delle pietre cade nella rete. Così gli uomini, temendo le inutili ed innocue parole di coloro che li insultano e vergognandosi dei loro motteggi insulsi, cadono nei lacci dei cacciatori e sono catturati dal diavolo. Ma perché, fratelli, non dovrei dirvi una cosa di cui non è proprio il caso di tacere, una cosa che Dio mi obbliga a dire? Prendetelo come volete: Dio mi costringe a parlare; e se non parlassi, cadrei anch’io nei lacci dei cacciatori. Se infatti avessi paura delle dicerie della gente e non parlassi anch’io, per colpa della parola dura cadrei nei lacci dei cacciatori, io che vi esorto a non temere le parole degli uomini. Che cosa debbo dunque dirvi? Debbo dirvi che, come il cristiano che ascoltando dai pagani delle parole dure si vergogna [della sua fede], cade nella trappola dei cacciatori, così tra i cristiani coloro che cercano di essere più diligenti e più buoni subiranno beffe da parte degli altri cristiani. E che gioverebbe, fratelli, trovare finalmente una città ove non ci siano pagani? In tale città certo nessuno insulta il cristiano per il fatto d’essere tale, dato che non c’è nessun pagano. Se però vi saranno molti cristiani che vivono nel male, colui che vorrà vivere bene tra costoro, cioè essere sobrio tra gli ubriaconi, essere casto tra i fornicatori, rendere sincero culto a Dio pur vivendo in mezzo a quelli che consultano gli indovini, senza lui stesso ricorrere a tali empietà; frequentare soltanto la chiesa in mezzo a gente solita frequentare le insulsaggini del teatro; costui trova in mezzo agli stessi cristiani della gente che lo deride e ha da subire delle parole dure. Gli diranno: Tu sei grande! tu sei giusto! Tu sei un altro Elia, un altro Pietro; tu sei venuto dal cielo! Così lo insultano. Da qualunque parte si volga, da un lato e dall’altro ascolta parole dure. Se si lasciasse intimorire e si allontanasse dalla via di Cristo, cadrebbe nelle trappole dei cacciatori. Ma in qual modo non si allontanerà dalla via il cristiano, pur ascoltando quelle parole? E che cosa significa “non allontanarsi dalla via “? Egli dunque ascolta delle parole offensive; orbene, in che cosa troverà conforto, al segno da non preoccuparsene, da non allontanarsi dalla via e da entrare per la porta? Dica in tali frangenti: Ma quali parole ascolto io che sono un servo e un peccatore? Anche al mio Signore fu detto: Tu sei un indemoniato 17. Ecco avete ascoltato una parola dura detta contro il Signore. Non era necessario al Signore udire questo insulto; fu solo per insegnarti come debba comportarti di fronte alle parole dure, in modo da non cadere nei lacci dei cacciatori.


Cristo nostro rifugio.

5. [v 4.] Tra le sue scapole ti farà trovare dell’ombra e sotto le sue ali spererai. Dice così perché tu non abbia a trovare in te la tua protezione, perché tu non creda di poterti proteggere da solo. Lui ti proteggerà e libererà. Ti libererà dalla trappola dei cacciatori e dalla parola dura. Tra le sue scapole ti farà trovare dell’ombra. Puoi intendere che ti coprirà con la schiena e con il petto, dato che le scapole sono presso la testa. Ma poiché dice: Sotto le sue ali spererai, è manifesto che, proteggendoti lui con le sue ali aperte, tu verrai a trovarti tra le scapole di Dio, e sarai nel mezzo mentre le ali di Dio ti staranno da una parte e dall’altra. In tal modo non temerai che alcuno possa farti del male. Cerca soltanto di non allontanarti da lì, dove nessun nemico osa avvicinarsi. Se la gallina protegge i suoi pulcini sotto le sue ali, quanto più sicuro sarai tu sotto le ali di Dio contro il diavolo e i suoi angeli, i quali, essendo potestà dell’aria, volano attorno come avvoltoi per rapire il debole pulcino? Non senza motivo fu fatto un paragone fra la gallina e la stessa Sapienza di Dio. È lo stesso Cristo nostro Signore e Salvatore che si paragona alla gallina dicendo: Gerusalemme, Gerusalemme, quante volte ho voluto riunire i tuoi figli come fa la gallina con i suoi pulcini e non hai voluto? 18 Gerusalemme non lo volle: vogliamolo noi. Gerusalemme, fuggendo lontano dalle ali della gallina, venne rapita dalle potestà aeree, perché si fidava delle sue forze mentre era debole. Noi invece confessando la nostra debolezza rifugiamoci sotto le ali di Dio, che sarà per noi come la gallina che protegge i suoi pulcini. Non è infatti ingiurioso chiamarlo gallina. Guardate, fratelli, gli altri uccelli! Molti di essi covano e riscaldano i loro pulcini sotto i nostri occhi; ma nessuno si abbassa tanto alla debolezza dei propri piccoli quanto la gallina. Stia attenta la vostra Carità! Se vediamo le rondini, i passeri, le cicogne volare al di fuori del loro nido, non sappiamo se abbiano figli. Invece riconosciamo subito se la gallina ha figli: appare dal tono della sua voce, dalla rilassatezza delle penne. Tutta si trasforma per adeguarsi ai suoi pulcini. Essendo deboli, anch’essa si fa debole. Ebbene siccome noi eravamo deboli, la Sapienza di Dio si fece debole. Il Verbo si fece carne e abitò tra noi 19 perché noi potessimo sperare sotto le sue ali.


Cristo distingue fra peccatore e peccatore.

6. [v 5.] [Come] con uno scudo ti circonderà la sua verità. Ciò che sono le ali è lo scudo, dato che in realtà non si tratta né di ali né di scudo. Se si trattasse realmente di qualcuna di queste cose, come potrebbero le ali essere scudo o lo scudo essere ali? Ma siccome di Dio si possono dire tutte queste cose allegoricamente e in senso figurato, per questo si può dire che è ali ed è scudo. Se Cristo fosse realmente una pietra non sarebbe leone; e se fosse un leone, non sarebbe agnello; mentre è leone 20, agnello 21, pietra 22, vitello e tante altre cose, perché in realtà non è né pietra né leone né agnello né vitello. È soltanto Gesù Cristo, Salvatore di tutti gli uomini. Gli altri titoli contengono similitudini, non realtà. Dice: La sua verità ti circonderà. La sua verità è come uno scudo che non permette si mescolino coloro che sperano in se stessi con coloro che sperano in Dio. Gli uni e gli altri sono peccatori, ma ecco da un lato il peccatore che in se stesso è arrogante, non confessa i suoi peccati, anzi dice: Se i miei peccati dispiacessero a Dio egli non mi lascerebbe in vita. Dall’altro lato invece c’è colui che non osava levare in alto gli occhi ma batteva il suo petto e diceva: Signore, sii benevolo con me peccatore 23. Peccatore l’uno, peccatore l’altro; ma il primo schernisce, l’altro piange; quello disprezza Dio, questo confessa i propri peccati. Senza dubbio la verità di Dio, che non usa preferenze con nessuno, distingue tra colui che si pente e colui che si difende; distingue tra l’umile e il superbo, tra chi spera in se stesso e chi spera in Dio. Ne consegue che la sua verità come con uno scudo ti circonderà.


Diversa la responsabilità in coloro che cedono al persecutore.

7. [vv 5.6.] Non avrai timore del terrore notturno né della freccia che vola di giorno, né dello spauracchio che circola nelle tenebre né della rovina né del demonio di mezzogiorno. Alle due affermazioni antecedenti rispondono le due successive. Dice: Non avrai timore del terrore notturno, né della freccia che vola di giorno. In corrispondenza a ” terrore notturno ” asserisce: Non [avrai timore] dello spauracchio che circola nelle tenebre; e in corrispondenza a ” la freccia che vola di giorno ” dice: Non [avrai timore] della rovina né del demonio di mezzogiorno. Che cosa dobbiamo temere di notte, e che cosa dobbiamo temere di giorno? Quando uno pecca per ignoranza è come se peccasse di notte; quando invece pecca consapevolmente, è come se peccasse di giorno. I due primi casi sono dunque più leggeri; gli altri due, essendo delle ricadute, sono più gravi. State attenti, in modo che io possa, se il Signore mi aiuterà, spiegarvi chiaramente di che si tratta. La questione è oscura, e grande sarà il frutto se riuscirete a intenderla. Ha chiamato ” terrore notturno ” la tentazione (tentazione lieve) che capita agli ignoranti; e ” freccia che vola di giorno ” la tentazione (lieve anch’essa) che assale coloro che sanno. Quali sono le tentazioni lievi? Quelle che non incombono, non urgono in modo da spingerci prepotentemente al peccato, ma se schivate se ne vanno rapidamente. Considera però le stesse cose, divenute ormai più gravi. Si leva un persecutore che con la violenza terrorizza gli ignoranti, cioè coloro che non sono ancora saldi nella fede né sanno che sono cristiani proprio per sperare nella vita futura. Cominciando a spaventarsi di fronte ai mali temporali loro minacciati, costoro crederanno che Cristo li abbia abbandonati e che sono cristiani senza un perché. Non sanno infatti – come ho detto – che, se sono cristiani, lo sono per calpestare i beni presenti e sperare quelli futuri. Sono stati sorpresi dallo spauracchio che circola nelle tenebre e vengono catturati. Ma ci sono altri che sanno benissimo di essere chiamati alla speranza di beni futuri; sanno che quanto Dio mi ha promesso non è di questa terra né di questa vita; sanno che occorre sopportare tutte queste tentazioni per ricevere ed entrare in possesso di ciò che Dio ci ha promesso per l’eternità. Sanno tutte queste cose; ma quando il persecutore comincia a sferrare più violenti i suoi attacchi, ad usare minacce, supplizi, torture, allora essi cedono. Trattandosi di persone istruite, è come se cadessero di giorno.


La storia delle persecuzioni cristiane.

8. Ma perché dice: ” A mezzogiorno “? Si riferisce alla persecuzione divenuta furiosa: chiama mezzogiorno l’apice del suo infuriare. Cerchi la vostra Carità di seguirmi mentre io provo tutto questo attraverso le Scritture. Un giorno il Signore si mise a parlare di un seminatore che uscì per seminare la semente, e una parte di essa cadde per la via, un’altra parte nella terra rocciosa e un’altra tra le spine; poi si degnò spiegarci il significato della parabola. Riferendosi alla terra rocciosa, diceva: Sono questi coloro che ascoltano la parola e per un momento si rallegrano ascoltandola; ma di fronte alla tribolazione sollevatasi per la parola subito si scandalizzano. Che cosa aveva detto prima dei semi caduti tra i sassi? Aveva detto che al sorgere del sole essi erano inariditi perché non avevano profonda radice. Orbene qui sono raffigurati coloro che per un momento si allietano ascoltando la parola ma poi inaridiscono quando si scatena la persecuzione a cagione della parola. Perché inaridiscono? Perché non avevano una radice ben fissa 24. E che cos’è la radice? La carità. Dice infatti l’Apostolo: Siate radicati e fondati nella carità 25. Come la radice di tutti i mali è la cupidigia 26, Così la radice di tutti i beni è la carità. Voi sapete tutto questo e spesso lo si ripete; ma perché ho voluto ricordarlo qui? Perché comprendiate il salmo e intendiate che, se si parla di demonio del mezzogiorno, è in riferimento all’accanirsi della persecuzione violenta. Così infatti dice il Signore: Sorto il sole l’erba inaridì, perché non aveva radice. E per spiegarci cosa significasse l’erba inaridita a causa del sole diceva che, scatenatasi la persecuzione, quei tali non ressero perché non avevano profonda radice. È giusto quindi vedere nel demonio di mezzogiorno, di cui il nostro salmo, la persecuzione violenta. Lasciatemi ricordare qui, o fratelli, alcuni tratti delle antiche persecuzioni, da cui il Signore ha liberato la sua Chiesa. Si degni di stare attenta la vostra Carità! In un primo tempo gli imperatori e i re di questo mondo credettero di poter cancellare dalla terra, con le persecuzioni, il nome di Cristo e il nome dei cristiani, e ordinarono che venisse ucciso chiunque si professasse cristiano. Chi non volle subire la morte negò di essere cristiano, pur sapendo il male che faceva; e così fu raggiunto dalla freccia che vola di giorno. Chi invece non si preoccupò della vita presente ma con sicurezza sperò in quella futura, schivò la freccia che volava di giorno e confessò di essere cristiano. Colpito a morte nella carne, fu liberato nello spirito. Nel riposo presso Dio cominciò ad attendere anche la redenzione del suo corpo nella resurrezione dei morti: e così scampò da quella tentazione, cioè dalla freccia che vola di giorno. Minacciavano: Chiunque si confesserà cristiano venga ucciso! Era, diciamo così, la freccia che vola di giorno. Non era ancora il demonio di mezzogiorno, non era l’incendio, d’una persecuzione furibonda, capace di turbare gravemente anche i più forti. Ascoltate, infatti, che cosa accadde più tardi. I nemici, vedendo che molti correvano al martirio e che quanto più si accresceva il numero dei martiri tanto più si diffondeva la fede in Cristo, dissero tra loro: Se uccideremo le tante migliaia di fedeli che credono in questo nome, stermineremo, il genere umano: uccidendo tutti, sulla terra non ci resterà quasi più nessuno. Cominciava ad ardere il sole; cominciava a divampare l’incendio. Ascoltate che cosa decretarono. Prima avevano ordinato: Chiunque si professerà cristiano venga ucciso! In seguito ordinarono: Chiunque si professerà cristiano sia torturato, e sia torturato tanto a lungo finché non negherà di essere cristiano! 27. Paragonate la freccia che vola di giorno con il demonio di mezzogiorno. Che cosa era la freccia che vola di giorno? ” Chiunque si professi cristiano venga ucciso “. Quale fedele, data la celerità della morte, non era in grado di schivare quella freccia? Il diavolo di mezzogiorno era invece: ” Chiunque si professi cristiano non venga ucciso, ma lo si torturi finché non abbia rinnegato la sua fede. Se invece la rinnega sia rilasciato “. In realtà molti, pur non volendo rinnegare, non resistevano ai tormenti, poiché li si torturava finché non avessero rinnegato. In ambedue i casi occorreva essere perseveranti nel non rinnegare Cristo; e a gente così disposta cosa poteva fare la spada, che uccide in un attimo il corpo e lascia volare l’anima a Dio? Lo stesso risultato avrebbero conseguito anche le torture prolungate: ma chi sarebbe stato capace di resistere a così grandi e prolungati tormenti? Difatti molti cedettero: e credo che a cedere furono proprio coloro che riponevano la loro speranza in se stessi, che non abitavano nell’aiuto dell’Altissimo e nella protezione del Dio del cielo; coloro che non dicevano al Signore: Tu sei il mio sostegno; coloro che non speravano sotto l’ombra delle sue ali, ma confidavano troppo nelle loro forze. Dio li respingeva, per mostrare loro che è lui che protegge, che regola le prove e permette che ognuno ne abbia solo quel tanto che può sopportare.


Defezioni fra i notabili e i perfetti nella Chiesa.

9. [v 7.] Molti, dunque, caddero per colpa del demonio di mezzogiorno. Volete sapere quanti? Ascoltate le parole che seguono: Cadranno dal tuo fianco mille, e diecimila dalla tua destra: ma a te non si avvicinerà. A chi sono rivolte queste parole? A chi, fratelli, se non al Signore Gesù Cristo? Perché il Signore Gesù non è soltanto lui persona, ma lo è anche in quanto presente in noi. Ricordatevi quelle parole: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? 28 Nessuno lo toccava, eppure diceva: Perché tu mi perseguiti? Così dicendo, non si identificava con noi? Quando diceva: Chi ha fatto questo ad uno dei miei piccoli, lo ha fatto a me 29, non si considerava in noi? Non sono separate tra loro le membra: il capo e il corpo. Chi sono il capo e il corpo? Il Salvatore e la Chiesa. In che senso dunque è detto: Cadranno dal tuo fianco mille e diecimila dalla tua destra? Cadranno a causa del demonio di mezzogiorno. Fratelli, è veramente spaventoso cadere dal fianco di Cristo, cadere dalla destra di Cristo! Come si cade dal suo fianco? E perché quelli dal fianco, mentre gli altri dalla destra? Perché poi sono mille quei che cadono dal fianco, e diecimila quelli che cadono dalla destra? Che significa ” mille dal fianco “? Notate come i mille che cadono dal fianco sono meno dei diecimila che cadono dalla destra. Chi sono costoro? Nel nome di Cristo, fra breve tutto vi sarà chiaro e manifesto. Cristo promise ad alcuni che avrebbero giudicato insieme con lui: tali gli Apostoli, che abbandonarono tutto e lo seguirono. Un giorno disse Pietro al Signore: Ecco noi abbiamo abbandonato tutto e ti abbiamo seguito. Al che egli promise loro: Sederete sopra dodici troni per giudicare le dodici tribù d’Israele 30. Non crediate che il Signore abbia fatto questa promessa soltanto ai Dodici. Dove sederebbe infatti l’Apostolo Paolo, che lavorò più di tutti gli altri 31. Se sui troni avessero a sedere soltanto i Dodici? Egli è, appunto, il tredicesimo. E se è vero che fra i Dodici uno, Giuda, decadde, sappiamo che al posto del traditore Giuda venne ordinato Mattia. Leggiamo tutto questo negli Atti degli Apostoli 32. Tutti e dodici i troni sono dunque occupati. Non sederà, dunque, in trono colui che lavorò più di tutti? Oppure i dodici troni stanno ad indicare la perfezione del tribunale? Saranno infatti mille, eppure sederanno su dodici troni. Ma come puoi provarmi – dirà qualcuno – che anche Paolo sarà tra i giudici? Ascolta le sue parole: Non sapete che giudicheremo gli angeli? 33 Dice: Giudicheremo, senz’ombra di dubbio ma con assoluta certezza. Egli era sicuro di poter annoverare se stesso tra coloro che avrebbero giudicato insieme con Cristo. Se ne conclude che a giudicare ci saranno insieme con Cristo i principi della Chiesa, i perfetti. A costoro diceva il Signore: Se vuoi essere perfetto, va’, vendi tutti i tuoi beni e dalli ai poveri 34. Che significa: Vuoi essere perfetto? Significa: Vuoi giudicare insieme con me e non essere giudicato? Quel giovane se ne andò rattristato; ma molti fecero ciò che diceva il Signore e molti lo fanno anche ora. Ebbene, costoro giudicheranno insieme con lui. Ma molti che si ripromettono d’essere giudici insieme con Cristo perché abbandonano tutti i loro beni e seguono Cristo presumono troppo di se stessi; sono pieni di orgoglio e di superbia (solo Dio può conoscere questi vizi), e così non riescono ad evitare il demonio di mezzogiorno, cioè la caduta, quando arde l’incendio di una persecuzione particolarmente violenta. Nei tempi passati ci fu molta gente di tal fatta: avevano distribuito tutti i loro beni ai poveri e già si ripromettevano di sedere a fianco di Cristo per giudicare i popoli, ma quando prese ad infuriare il fuoco della persecuzione (era quello il demonio meridiano), essi vennero meno in mezzo ai tormenti e rinnegarono Cristo. Questi sono coloro che cadono dal suo fianco. Caddero mentre credevano d’assidersi al fianco di Cristo per giudicare il mondo.


Defezioni fra i Cristiani comuni.

10. Vi dirò anche chi siano coloro che cadono dalla sua destra. Sapete che quando apparirà quel tribunale dove insieme con Cristo sederanno a giudicare coloro che hanno voluto essere perfetti (e sono stati perfetti davvero, radicati e fondati nella carità, per cui non si sono inariditi per l’ardore del sole né per gli assalti del demonio di mezzogiorno), allora, a quanto dice il Signore, si riuniranno dinanzi a lui tutte le genti, ed egli li dividerà gli uni dagli altri come il pastore divide le pecore dai caproni. Porrà le pecore a destra e i caproni a sinistra, e saranno giudicati. Saranno molti quelli che giudicheranno, ma meno di quelli che staranno dinanzi al tribunale: i primi saranno come mille, gli altri come diecimila. Che cosa dirà allora a quelli che saranno a destra? Ho avuto fame, e mi avete dato da mangiare; sono stato esule e mi avete accolto 35. È chiaro che così dirà a quelli che in questo mondo posseggono beni onde poter compiere tali opere di umana solidarietà. Tuttavia, anche questi regneranno con quei primi: quelli come soldati, questi come semplici cittadini che li provvedono di viveri 36, in quanto in quel regno i soldati e i cittadini saranno sotto lo stesso imperatore. Il soldato è forte, il cittadino è fedele. Il soldato, uomo forte, combatte con le sue preghiere contro il diavolo; il cittadino devoto rifornisce di viveri i soldati. Comprenda la vostra Carità! Coloro che sono posti alla destra udranno alla fine: Venite, benedetti del Padre mio! Ricevete il regno che è stato preparato per voi fin dall’origine del mondo 37. Molti, dunque, erano coloro che, quando divampava il fuoco della persecuzione e infieriva il demonio di mezzogiorno, si ripromettevano di sedere a fianco di Cristo per giudicare, ma non tutti costoro riuscirono a sostenere gli ardori e così caddero dal suo fianco. Accanto a loro c’erano poi degli altri, che non si ripromettevano di sedere sul trono e di farla da giudici, ma speravano solo di essere alla destra grazie alle loro elemosine. Anche questi speravano d’essere tra coloro ai quali Cristo dirà: Venite, benedetti del Padre mio! Ricevete il regno che è stato preparato per voi fin dall’origine del mondo. Orbene, se caddero molti fra coloro che speravano di giudicare, molti di più ne caddero fra coloro che speravano semplicemente di potersi trovare alla destra; e per questo si dice a Cristo: Cadranno dal tuo fianco mille, e diecimila dalla tua destra. Ma ce ne saranno anche molti che non si saranno spaventati delle persecuzioni e con i quali Cristo forma un solo uomo in quanto sono suoi membri. Per questo dice: Ma a te non si avvicinerà. Sono forse rivolte solo al capo le parole: Non si avvicinerà? Certamente no! Non si avvicinerà neppure a Pietro neppure a Paolo; a nessuno degli Apostoli si avvicinerà e a nessuno dei martiri che non sono venuti meno nelle torture. In che senso, dunque, dice: Non si avvicinerà, se essi sono stati così torturati? La tortura si è avvicinata sì alla carne, ma non è giunta al luogo dove ha sede la fede. Insomma, la fede di costoro era ben al riparo dal terrore dei carnefici. Torturino pure! Il terrore non si avvicinerà. Torturino pure i persecutori! I martiri se la rideranno dei tormenti, sperando in colui che per primo ha vinto perché poi vincessero tutti gli altri. Ma chi sono coloro che vincono se non coloro che non presumono di se stessi? Intenda la vostra Carità! Per giungere a questa conclusione il salmista ha detto tutto quanto precede. Dirà al Signore: Tu sei il mio sostegno e il mio rifugio; e: Io spererò in lui, perché egli mi libererà dalla trappola dei cacciatori. Egli mi libererà, non sarò io a liberare me stesso. Tra le sue scapole ti proteggerà. Ma quando? Quando spererai sotto le sue ali. Come con uno scudo ti circonderà la sua verità. Ebbene, siccome tu ti sei affidato a lui e in lui hai riposto tutta la tua speranza, che cosa aggiunge? Non avrai timore del terrore notturno, né della freccia che vola di giorno, né dello spauracchio che circola nelle tenebre, né della rovina né del demonio di mezzogiorno 38. Chi è che non avrà timore? Chi non confida in sé ma in Cristo. Coloro invece che si fidano di se stessi, anche se già speravano di trovarsi a fianco di Cristo per giudicare, anche se già credevano di essere alla destra di Cristo (come se già egli dicesse loro: Venite, benedetti del Padre mio! Ricevete il regno che è stato preparato per voi fin dall’origine del mondo), quando è sopraggiunto il demonio di mezzogiorno (cioè è divampato l’incendio della persecuzione terribile nella sua violenza) molti sono caduti perdendo la speranza di giudicare; e di costoro è detto: Cadranno dal tuo fianco mille. Molti altri poi sono precipitati dalla speranza di ottenere il premio delle loro generose prestazioni, e di costoro è detto: E diecimila dalla tua destra. Ma a te, cioè al capo e al corpo, non si avvicineranno né la rovina né il demonio di mezzogiorno: perché il Signore conosce i suoi 39.


Le pene di chi si ostina nel male.

11. [v 8.] Pur tuttavia guarderai con i tuoi occhi e vedrai la ricompensa dei peccatori. Che significano queste parole? Perché dice pur tuttavia? Si riferisce agli empi cui fu consentito di insuperbire contro i tuoi servi e di perseguitarli. Resteranno dunque impuniti gli empi che hanno perseguitato i tuoi servi? No, non saranno impuniti: anche se tu hai permesso ogni cosa e sebbene per l’opera degli empi i tuoi saranno stati maggiormente coronati. Pur tuttavia guarderai con i tuoi occhi, e vedrai la ricompensa dei peccatori. Sarà loro reso il male che hanno inteso compiere, non il bene che si è compiuto a loro insaputa. Occorre però che abbiamo gli occhi della fede, per vedere come i malvagi, se sono nella prosperità, lo sono per breve tempo e poi piangeranno in eterno. A coloro cui per un qualche tempo vien dato il potere sui servi di Dio, sarà detto: Andate nel fuoco eterno, che è stato preparato per il diavolo e gli angeli suoi! 40 Ma se qualcuno ha occhi (come ha detto: Guarderai con i tuoi occhi), non gli sembrerà una cosa da poco poter vedere l’empio che prospera in questo mondo, e con la fede rendersi conto (è sempre questione di occhi!) di ciò che egli soffrirà alla fine se non si sarà ravveduto. Perché coloro che oggi vogliono tuonare saranno poi fulminati. Pur tuttavia guarderai con i tuoi occhi e vedrai la ricompensa dei peccatori.


Dio nostro rifugio.

12. [vv 9-12.] Perché tu, Signore, sei la mia speranza. Eccolo giunto a spiegare perché non cada di fronte alla rovina e al demonio di mezzogiorno. Perché tu, Signore, sei la mia speranza. Hai collocato il tuo rifugio assai in allo. In che senso il tuo rifugio è in alto? Molti immaginano che Dio sia un rifugio in cui ci si possa riparare dalle burrasche di questo mondo. Viceversa, il nostro rifugio, cioè Dio, è in alto e in luogo molto nascosto: là ti riparerai per sfuggire all’ira ventura. Nell’intimo e molto in alto hai collocato il tuo rifugio. Non si avvicinerà a te il male né il flagello si accosterà alla tua tenda, perché ha comandato ai suoi angeli di custodirti in tutte le tue vie. Con le mani ti solleveranno affinché tu non urti mai col piede nella pietra. Sono queste le parole che il diavolo disse al Signore Gesù Cristo quando lo tentò. Siccome però debbono essere esaminate con molta accuratezza, per non stancarvi rimandiamo il loro commento a domani, dato che anche domani debbo parlarvi. A motivo della nostra stanchezza riprenderemo dunque domani il nostro discorso da questo passo del salmo. In tal modo eviteremo d’essere precipitosi nella spiegazione né ci succederà che, per voler sciogliere rapidamente queste oscure questioni, non riusciamo a farvele capire.


Fonte del discorso su Cristo è nostro modello👇

https://www.fcrosti.com/salmo-91/




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lunedì 31 agosto 2026

🛰📡 ARMI AD ENERGIA DIRETTA usate in Iraq e "Active Denial System"

Siamo pressappoco verso il decimo post riguardo alla serie sulle armi DEW(Direct energy Weaphon) armi ad energia diretta. E spero che anche questo articolo che contiene 6 video possa insegnarvi qualcosa,portando alla luce diversi orrori celati,e che vi faccia capire e conoscere cose che altri blog,canali o tv non vi direbbero mai...

L’inchiesta analizza i rischi connessi con l’arma non letale “Active Denial System” detta anche “Il raggio del dolore”, un raggio di microonde che lancia un impulso di pochi nanosecondi alla distanza di circa mille metri, il raggio eccita i recettori del dolore del corpo umano provocando una insostenibile sensazione di bruciore senza apparentemente lasciare traccia. Questo sistema d’arma non letale è stato presentato dal Dipartimento Interforze per le armi non letali del Pentagono lo scorso 24 Gennaio. I ricercatori inglesi intervistati da Rainews24 lanciano l’ allarme: questa arma potrebbe modificare la libertà d’espressione del dissenso. L’ invisibilità e l’assenza di conseguenze visibile sulle persone colpite , renderebbe impossibile qualsiasi responsabilità legale nel caso di uso improprio.


I ricercatori intervistati dubitano anche della pretesa non letalità del “Raggio del dolore”, mancando dati degli effetti biologici nel medio e lungo periodo e delle conseguenze sul sistema nervoso centrale, sugli occhi e su altre aree del corpo .


Gli intervistati fanno spesso riferimento ad un'altra arma non letale :il “Taser”, un apparecchio acquistabile anche via internet che può essere considerato il fratello minore del “Raggio del dolore” in quanto è in grado di lanciare una scossa elettrica di 50 mila volt per cinque secondi alla distanza di alcuni metri. L’inchiesta mostra uno dei tanti video scioccanti rintracciabili sul web che mostra le drammatiche immagini di un ragazzo colpito dallo elettroshock provocato dal “Taser “per il solo motivo di essersi rifiutato di mostrare il suo tesserino universitario. Lo scenario che viene delineato è quello di una modificazione della forma del potere, che potrebbe incidere sulle regole democratiche, se l’uso di questo sistema non sarà disciplinato secondo il più alto livello di garanzia dei diritti umani . Uno degli intervistati ha anche espresso il sospetto che la sperimentazione di questa arma sia stata appaltata a Paesi con un livello di garanzia dei diritti civili minore degli standard europei.

La possibilità che queste armi, al momento molto costose , possano con il tempo essere disponibili sul libero mercato, crea una forte preoccupazione per chi vuole mantenere alto il livello di libertà e di espressione democratica nei propri Paesi.

Parliamo dell'Active Denial System 👇

Dangelosante.info




Ma c'è da capire in tutto questo che queste armi sono assolutamente differenti per ogni persona, tipo se utilizzata su anziani,bambini,persone debilitate o malate ecc... non a tutti fa la stessa cosa,per molti altri potrebbe essere molto pericoloso se non addirittura letale. E poi abbiamo il problema della regolamentazione della potenza e intensità, se si vuole sfollare una strada senza fare grossi danni metteranno l'arma ad una certa potenza,ma se venisse usata anche per uccidere?!? Chi c'è lo assicura a noi che non lo faranno mai?!? Queste armi possono avere una potenza tale da sciogliervi i bulbi oculari rimanendo il resto del corpo intatto. Oppure potrebbero essere ancora più terrificanti,eppure lo hanno già fatto e sperimentato durante la guerra in Iraq nel 1991 nella guerra del golfo,e vi assicuro che è stato orribile. Gli USA hanno cercato in tutti i modi di insabbiare le loro infami atrocità nei confronti dei civili,ancora oggi dopo più di 35 anni cercano di non far trapelare nulla. Ma le stesse orribili cose sono state perpetrate in Syria ed in Palestina anche da parte di Israele. 

Qui sotto vi mostriamo diversi video riguardo all'uso di armi ad energia diretta in Iraq ⬇️






Immaginate che qui stiamo parlando di più di 35 anni fa.... pensate oggi cosa sono capaci di fare....



Pagina dei link della ricerca  "Armi DEW" (Armi ad energia diretta) 👇

https://globalr-evolution.blogspot.com/p/armi-dew-direct-energy-weaphonarmi-ad.html?m=1

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