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martedì 21 aprile 2026

🇺🇦🇩🇪 IL MASSACRO DI BABI YAR

 

Fucilazioni di massa a Babyn Yar (Babi Yar)

Alla fine di settembre del 1941, le SS, le unità di polizia tedesche e i loro ausiliari perpetrarono uno dei peggiori massacri della Seconda Guerra Mondiale. Il massacro avvenne presso il fossato di Babyn Yar (Babi Yar), subito fuori Kiev, la capitale ucraina.


Babyn Yar, a Kiev, fu il luogo di una delle più grandi fucilazioni di massa di ebrei nell’Europa occupata dai tedeschi. Il massacro avvenne tra il 29 e il 30 settembre del 1941.


I tedeschi continuarono a perpetrare omicidi di massa in questo luogo di sterminio fino a quando i sovietici non ripresero il controllo di Kiev nel 1943. Durante questo periodo, i tedeschi fucilarono ebrei, rom, civili ucraini e prigionieri di guerra sovietici.


Nei decenni successivi alla guerra, Babyn Yar fu simbolo delle difficoltà legate alla documentazione della Seconda Guerra Mondiale e dell’Olocausto in Unione Sovietica.


Il 19 settembre 1941, le forze tedesche entrarono nella città di Kyiv (Kiev), la capitale dell’Ucraina. Insieme a una gran parte dell’Ucraina occupata dai tedeschi, la città fu incorporata nel Reichskommissariat Ukraine, stabilito il 1° settembre con Erich Koch come amministratore (Reichskommissar).


Prima dell’invasione tedesca, a Kiev risiedevano circa 160.000 ebrei, ossia circa il 20% della popolazione totale della capitale. Quando l’Operazione Barbarossa ebbe inizio, nel giugno del 1941, circa 100.000 ebrei o erano già arruolati nell’esercito sovietico o cercarono di fuggire da Kiev. Al momento dell’occupazione tedesca di Kiev, nella città erano rimasti circa 60.000 ebrei. La maggior parte degli ebrei rimasti non erano riusciti a fuggire prima o non avevano voluto. Per la maggior parte, si trattava di donne, bambini, anziani e persone malate.


Il massacro di Babyn Yar (29~30 settembre 1941) 


Babi Yar(Immagini)

Soldati appartenenti a un'unità non identificata della Squadra della Morte C frugano tra i beni degli Ebrei massacrati a Babi Yar, una gola nei pressi di Kiev. Unione Sovietica, 29 settembre-1 ottobre 1941.


Attribuzione:

US Holocaust Memorial Museum


Durante la prima settimana dell’occupazione tedesca di Kiev due grandi esplosioni distrussero i quartieri generali tedeschi e le aree intorno alla via principale del centro della città (Khreshchatyk Street). Nelle esplosioni rimase ucciso un gran numero di soldati e ufficiali tedeschi. Nonostante le esplosioni fossero state causate dalle mine lasciate dai soldati e dagli ufficiali sovietici in ritirata, i tedeschi usarono il sabotaggio come pretesto per uccidere gli ebrei rimasti a Kiev. 


Tra il 29 e il 30 settembre 1941, le SS, le unità di polizia tedesche e i loro ausiliari, sotto la guida dei membri dell’unità Einsatzgruppe C, uccisero gran parte della popolazione ebrea rimasta a Kiev. Il massacro avvenne presso il fossato di Babyn Yar (a volte scritto anche “Babi Yar”), che all’epoca era situato appena fuori dalla città. 


Le vittime furono portate sul luogo, obbligate a spogliarsi e quindi costrette ad entrare nel fossato. Furono poi fucilate a piccoli gruppi dai membri del Sonderkommando 4a, un distaccamento speciale dell’unità Einsatzgruppe C comandato dall’ufficiale delle SS Standartenführer Paul Blobel. Secondo i rapporti inviati ai quartieri generali dell’Einsatzgruppen a Berlino, 33.771 ebrei furono massacrati durante questo periodo di due giorni. 


Il massacro di Babyn Yar fu una delle molte fucilazioni di massa eseguite dai nazisti tedeschi all’inizio del 1941. Fu anche una delle più grandi stragi di massa avvenute in un singolo luogo durante la Seconda Guerra Mondiale. 


Altre fucilazioni di massa a Babyn Yar (1941~1943) 


Dopo il massacro del settembre 1941, il fossato di Babyn Yar rimase un luogo di sterminio per due anni. In questo luogo, i tedeschi di stanza a Kiev uccisero decine di migliaia di persone, tra ebrei e non ebrei. Tra le altre persone uccise a Babyn Yar ci furono i pazienti di un ospedale psichiatrico locale, rom (zingari), prigionieri di guerra sovietici, e altre categorie di civili.  


Le uccisioni di massa a Babyn Yar continuarono fino all’autunno del 1943, fino a pochi giorni prima che i sovietici riprendessero il controllo di Kiev il 6 novembre.


Si stima che a Babyn Yar siano state uccise circa 100.000 persone, tra ebrei e non ebrei.


Tentativi di nascondere i crimini (agosto 1943) 


Con l’avanzata dell’Armata Rossa verso Kiev, nell’agosto del 1943, i tedeschi iniziarono un’operazione volta a nascondere i crimini commessi a Babyn Yar. A questo scopo, si servirono dei prigionieri del campo di concentramento di Syrets, che si trovava vicino al fossato di Babyn Yar. Il campo di Syrets era stato creato dai tedeschi nel maggio del 1942 ed era usato per internare i prigionieri di guerra sovietici, i partigiani e gli ebrei sopravvissuti ai massacri di massa avvenuti alla fine del settembre 1941.


Per nascondere le fucilazioni di massa di Babyn Yar, i tedeschi ordinarono a 321 prigionieri di Syrets di esumare i corpi dalle fosse comuni e bruciare i resti delle vittime. Diciotto detenuti che scapparono e si nascosero raccontarono i suddetti crimini alle autorità sovietiche nel novembre del 1943.


Giustizia post-guerra 


Nel gennaio del 1946, 15 membri della polizia tedesca furono processati per i crimini commessi a Babyn Yar. Dina Pronicheva, una donna ebrea sopravvissuta al massacro di settembre, testimoniò davanti a un tribunale sovietico. In una delle sue testimonianze post-guerra, Pronicheva descrisse ciò che aveva visto a Babyn Yar:


Ogni volta vedevo un nuovo gruppo di uomini, donne, anziani e bambini obbligati a spogliarsi. Tutti venivano portati nei pressi di una fossa aperta dove venivano fucilati con dei mitra. Poi veniva portato un altro gruppo... Ho visto questo orrore con i miei occhi. Nonostante non fossi vicina alla fossa, potevo sentire le urla delle persone in preda al panico e le candide voci dei bambini chiamare “Mamma, mamma...”.


Nel 1947, Paul Blobel fu processato davanti al tribunale militare americano a Norimberga. Blobel era il comandante del Sonderkommando 4a, l’unità Einsatzgruppe responsabile del massacro degli ebrei a Babyn Yar nel settembre del 1941. Blobel era uno dei 24 imputati del processo Einsatzgruppen e si dichiarò non colpevole. La sua difesa argomentò che Blobel aveva semplicemente eseguito gli ordini. Tuttavia, Blobel fu dichiarato colpevole e condannato a morte. Fu impiccato nella prigione di Landsberg il giorno 8 giugno 1951.


(Film)
Processo alle Squadre della Morte: il procuratore americano condanna il genocidio

Dopo i processi ai principali criminali di guerra davanti al Tribunale Militare Internazionale svoltisi a Norimberg, gli Stati Uniti celebrarono una serie di altri processi per crimini di guerra - i Processi Secondari di Norimberga. Il nono di questi procedimenti, davanti a un tribunale militare americano, si concentrò su membri delle Squadre della Morte (o unità operative mobili, Einsatzgruppen) a cui era stato assegnato il compito di assassinare gli Ebrei e altre persone "indesiderabili" dietro alle linee del fronte orientale. In questo filmato, girato durante la dichiarazione di apertura del caso, il procuratore americano Ben Ferencz spiega la distinzione tra crimini di guerra e crimini contro l'umanità, e condanna il genocidio.

National Archives - Film





Nel 1959, Erich Koch che aveva coperto il ruolo di Reichskommissar in Ucraina, fu processato e condannato a morte da un tribunale polacco per i crimini commessi nella Polonia occupata durante la Seconda Guerra Mondiale. Non fu mai processato o condannato per i suoi crimini di guerra commessi nell’Ucraina occupata. A causa di una malattia mortale, la sentenza di Koch fu commutata in ergastolo. Koch morì di morte naturale nella sua cella della prigione di Barczewo in Polonia il 12 novembre 1986. 


Memoria post-guerra 


Nei decenni immediatamente successivi alla guerra, Babyn Yar fu un simbolo della difficoltà relativa alla memoria della Seconda Guerra Mondiale e dell’Olocausto in Unione Sovietica. Nonostante gli sforzi, a Babyn Yar non fu eretto alcun monumento alla memoria fino al 1976, quando i sovietici finalmente ne installarono uno. Il monumento però negò l’importanza della tragedia vissuta dagli ebrei a Babyn Yar, in quanto il testo scritto sul monumento stesso faceva riferimento a migliaia di vittime civili senza indicare che la maggior parte di queste erano ebree.


Con la dissoluzione dell’Unione Sovietica dopo la dichiarazione di indipendenza dell’Ucraina nell’agosto del 1991, un monumento a forma di Menorah in ricordo delle vittime ebree di Babyn Yar fu eretto il 29 settembre, in occasione del 50° anniversario della fucilazione di massa.  


Note a piè di pagina 

Footnote reference1.

Estratto da “Testimony of Dina Pronicheva about the Annihilation of the Jews in Babi Yar on September 29-30, 1941” (Testimonianza di Dina Pronicheva sullo sterminio degli ebrei a Babyn Yar il 29~30 settembre 1941) disponibile nelle testimonianze scritte(External website) di Yad Vashem. Pubblicato originariamente in Yitzhak Arad, ed., The Destruction of the Jews of the USSR during the German Occupation (1941-1944), Gerusalemme 1991, pp. 107-111 (in russo).


Aggiornato il: 19 mag 2025



Fonte: https://encyclopedia.ushmm.org/content/it/article/kiev-and-babi-yar






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martedì 14 aprile 2026

👹✡️ Hollywood: fucina satanica del controllo sociale! Le major e i fabbricanti di sogni

28 Dicembre 2022 da 

Marcello Pamio -

La potentissima industria cinematografica è rappresentata da pochi conglomerati tutti interconnessi tra loro, in quanto tutti controllati dai medesimi gruppi finanziari!
Sono le major: Paramount (Viacom), Time-Warner, MGM (Amazon), Twentieth Century-Fox (Disney), Universal (Comcast), Columbia (Sony) e Walt Disney.
Tutte le società sono state fondate da ashkenaziti e sono attualmente gestite dal medesimo gruppo!
Il motivo è semplice: controllare i sogni dei subumani, cioè della mandria, per i gli “Illusionisti” è basilare!

Paramount
La prima delle major è la Paramount fondata e diretta per vent’anni dall’ashkenazita Adolph Zukor di origine ungherese. Ecco in sintesi il pensiero di Zuckor: “Gli uomini hanno bisogno dei loro sogni. Ebbene, noi fabbricheremo dei sogni, sogni in serie, sogni divertenti, che costano poco. Voi mi prestate 5000 dollari e in pochi anni ne avrete 500.000. Osservate la gente, vuole delle illusioni”.
Aveva ragione da vendere: la gente vuole illusioni e paga per averle, per cui loro le creano!
Nel 1929 la casa, acquista dalla seconda compagnia radiofonica CBS il 49% delle azioni, ma nel 1935 dopo la bancarotta, Leonard Goldenson riorganizza la major come Paramount Pictures Inc., la cui presidenza viene assunta dal banchiere John Otterson e il capo studio è Emanuel Cohen.
Nel settembre 1994 la Paramount Communications viene comperata per 10 miliardi di dollari dal colosso televisivo Viacom, proprietaria dei canali MTV.
L’obiettivo è formare dopo Time-Warner, News Corporation e Walt Disney il quarto colosso dell’entertainment. Il trust Viacom-Paramount è un conglomerato che controlla 12 stazioni televisive, 14 radio e 1927 sale cinematografiche.
Nel settembre 1999 Viacom acquista la CBS (14 tv e 160 radio) per 34,5 miliardi di dollari arrivando a controllare e gestire 200 siti internet, MTV, 138 reti via cavo, 200 canali tv tradizionali e 144 emittenti radio.
La sede principale è a Los Angeles in California
I principali azionisti sono: Berkshire Hathaway, The Vanguard Group, BlackRock e Charles Schwab Investment Management.

Universal

Carl Laemmle ashkenazita emigrato in America dalla Germania a Chicago nel 1906 apre il suo primo teatro, ma dopo tre anni, diventa il più potente distributore di pellicole degli Stati Uniti.
A marzo del 1910 imprime una svolta storica nella cinematografia mondiale inaugurando l’era dello “star system”. Fino ad allora infatti gli attori e le attrici erano poco noti al grande pubblico. Nasce così anche il gossip. Nel 1912 aiutato dal cognato Isadore Bernstein fonda la Universal Film Manufacturing Company che poi diventerà Universal Studios.
Nel 1990 il conglomerato giapponese Matsushita Electric Industrial rileva la MCA e l’Universal Pictures per 6,5 miliardi di dollari, ma poi il controllo passa alla Seagram dell’ashkenazita canadese Edgar Bronfman che già possedeva il 19% del gruppo Time-Warner. La Seagram Company Ltd era la più grande compagnia di distillazione al mondo e aveva sede a Montréal, Québec, Canada. Nel 2000 Pernod Ricard, la seconda società di vendita di alcolici al mondo rilevò la maggior parte delle attività di Seagram. Infine nel giugno 2000 la Seagram (Universal) si fonde con Vivendi il maggior gruppo francese Vivendi-Universal.
Oggi la Universal è di proprietà di Comcast Corporation, un colosso con 189.000 dipendenti in tutto il mondo e un fatturato annuo di 116 miliardi di dollari!
La sede si trova a San Fernando Valley nella contea di Los Angeles, California.
I principali azionisti sono: Blackrock, Vanguard Group e State Street Corporation!

20th Century-Fox
William Fox
con l’aiuto del finanziare Sol Brill acquista il suo primo locale e nel giro di poco tempo arriva a possedere 25 locali di proiezione cinematografica.
La Fox inizia nel 1913 a produrre cortometraggi, girare una cinquantina di film e nel 1916 si trasferisce nell’Eldorado californiano: Hollywood. La Fox Film Corporation diviene il primo conglomerato filmico e nel 1927 conta mille sale di proiezione. Nello stesso anno la Fox acquista la maggioranza azionaria della Loew’s Incorporated, la società finanziaria tramite la quale ottiene il controllo della MGM, costituendo la nuova Fox-Loew la più grande società dell’industria del cinema.
Nel 1935, dopo la grande Depressione, la Fox si fonde con la 20th Century Pictures Incorporated.
Dal 2019 è diventata di proprietà di The Walt Disney Company.
La sede si trova a Los Angeles in California.
I principali azionisti sono Vanguard Group, Dodge & Cox, Blackrock, State Street Corporation, Norges Bank Investment Management.
MGM: Metro Goldwyn Mayer
Louis (Lazar) Burt Mayer nel 1912 si associa con Ben Stern e con Adolph Mayer per costituire la Louis B. Mayer Film Company con sede a Boston. Nel frattempo Samuel Goldwyn dopo aver lasciato la Paramount nel 1919 fonda con i fratelli Edgar e Arch Selwyn la Goldwyn Pictures.
Il terzo polo della futura MGM è Marcus Loew e la sua Loew’s Incorporaed, società di distribuzione che inizia acquistando la Metro Pictures.
A maggio del 1924 nasce la famosissima MGM, Metro Goldwyn Mayer che diventerà il complesso cinematografico più grande del mondo: una stazione ferroviaria, un porto e anche una giungla.
Nel 1969 la MGM finisce nelle mani di Ted Turner per 1,5 miliardi di dollari e nel 2004 spiazzando la Time-Warner, la Sony Corporation rileva la MGM per 5 miliardi di dollari accaparrandosi una libreria di 4100 pellicole, tra le quali ben 208 Premi Oscar e 10,400 episodi di serie tv.
Nel maggio 2021 Amazon ha acquisito lo studio per 8,45 miliardi di dollari. L'accordo si è concluso nel marzo 2022.
La sede centrale si trova a Beverly Hills nella contea di Los Angeles, in California
I principali azionisti sono dopo Amazon, Corey Ian Sanders, William Joseph Hornbuckle, John M. McManus, IAC/InterActiveCorp, Vanguard Group e BlackRock.

Warner Bros
prende il nome dai fratelli Warner: Sam (Samuel), Jack, Albert (Abraham) ed Harry. Dopo aver iniziato la loro attività nel 1917 con una piccola sala di proiezione, divengono in breve direttori della catena teatrale First National e fondano la vera e propria compagnia.
Nel 1923 acquistando la Viagraph Company, proprietaria di un brevetto di registrazione sonora che accompagna i film muti, la Warner diviene, grazie alla rivoluzione sonora, una tra le più affermate major di Hollywood.
Nel 1989 la Warner si fonde con il gruppo editoriale Time generando un mostro gigantesco Time-Warner, il più potente conglomerato multimediale del mondo.
Gli uffici della Warner Bros sono a Burbank nella contea di Los Angeles in California.
I principali azionisti sono: Newhouse Broadcasting, The Vanguard Group, BlackRock.
Columbia

 Columbia 
deriva dalla Cohn Brothers e poi CBS Film Sales Corporation, di proprietà di Harry Cohn e dal fratello Jacob.
Dopo varie vicissitudini, negli anni Settanta per sopravvivere alla crisi, deve vendere gli studios e fondersi con la Warner. Negli anni Ottanta passa alla Coca-Cola ma è solo nel 1989 che la Columbia Pictures si fonda con la Tri-Star Pictures per formare il Motion Pictures Group.
Nel 1991 la compagnia cambia nome in Sony Pictures Entertainment con Columbia e Tri-Star come società sussidiarie di produzione filmica.
La sede si trova a Culver City in California
La proprietà è di Sony Pictures Motion Picture Group.

The Walt Disney Corporation
La Disney è stata fondata dai fratelli Walt e Roy Disney nel 1923 come Disney Brothers Cartoon Studio.
Nel 1995 acquisì la ABC e tale accordo ha permesso alla Disney di diventare la prima società con una presenza importante nelle quattro chiavi: distribuzione sistemi di trasmissione, telefono, televisione via cavo e intrattenimento. Tra le altre risorse è diventata proprietaria di The History Channel, Lifetime Television.
Steve Jobs ha creato la Pixar dopo ha acquistato la divisione di animazione al computer da Lucasfilm nel 1986. La Pixar venne acquisita nel 2006 dalla Disney
I principali azionisti della Disney sono Robert A. Iger, Christine M. McCarthy, Alan N. Braverman, Vanguard Group, BlackRock, State Street Corporation e Morgan Stanley.
La nascita dei colossi è stata permessa dalle banche d’affari dell’epoca: Baring, Lazard, Erlanger, Warburg, Schroder, Seligman, Speyer, Mirabaud, Mallet, e soprattutto Rothschild e Morgan. Di queste 12 banche, ben 9 erano di proprietà ashkenazita, e se teniamo conto che Morgan era un agente americano dei Rothschild, il numero sale a 10!
Queste case controllano Hollywood, sede satanica del controllo sociale. Sono nate con i soldi delle banche ashkenazite e da imprenditori ashkenaziti: Paramount (Zukor), Warner Bros (Warner), Loew-MGM (Mayer), Twentieth Century-Fox (William Fox), Universal (Laemmle), Columbia (F.lli Cohen).
Oggi grazie a fusioni, le banche e gli istituti finanziari sono in numero ancora più inferiore.
Mostri come The Vanguard Group, BlackRock e State Street Corporation sono dietro le principali corporation del pianeta e non solo dell’intrattenimento. Avrete capito che a certi livelli non esiste la concorrenza...
Aveva ragione da vendere il registra Frank Capra quando disse che “al giorno d’oggi sei produttori decidono in merito al novanta per cento delle sceneggiature e montano il novanta per cento dei film”. Oggi il numero dei controllori si è ridotto...

Tratto dal bellissimo libro: "Trafficanti di sogni: Hollywood, creatura ebraica", di Gianantonio Valli, edizioni Effepi





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sabato 4 aprile 2026

🌊YONAGUNI. Venticinque metri sotto la superficie del mare

 YONAGUNI. Venticinque metri sotto la superficie del mare, al largo dell'isola più occidentale del Giappone, c'è qualcosa che non dovrebbe essere lì.

Nel 1987, Kihachiro Aratake, un istruttore subacqueo locale, stava perlustrando nuovi siti di immersione per i turisti. Si tuffò nelle acque al largo della costa meridionale di Yonaguni e quello che trovò sul fondale cambiò tutto: una struttura monumentale di pietra con gradini perfetti, angoli a novanta gradi, terrazze piatte e superfici geometriche che non assomigliavano a nulla di naturale.

Il Monumento di Yonaguni — come è stato ribattezzato — si estende per circa 50 metri di lunghezza, 20 di larghezza e raggiunge i 25 metri di altezza dal fondale marino. Non è una roccia qualsiasi. È una struttura a gradoni che ricorda una piramide a scalini vista da un'antica civiltà mesoamericana — ma è in Giappone, ed è sott'acqua.

I dettagli architettonici sono ciò che rende impossibile liquidarla come formazione naturale. Due pilastri paralleli eretti su una piattaforma. Un canale triangolare scavato nella superficie della pietra con precisione geometrica. Un foro circolare perfetto in una superficie piatta — qualcosa che l'erosione non produce. Gradini di altezza uniforme a intervalli regolari. Superfici orizzontali parallele che si estendono per metri senza irregolarità. Angoli di 90 gradi ripetuti in tutta la struttura.

Il geologo Masaaki Kimura dell'Università dei Ryukyu è lo scienziato che più di chiunque altro ha dedicato la propria carriera a questo sito. Ha condotto oltre 100 immersioni e più di 15 anni di ricerche. La sua conclusione è netta: la struttura è artificiale. La natura, argomenta Kimura, non produce angoli retti simmetrici, non crea gradini uniformi a intervalli regolari, non scava canali rettilinei e non perfora fori circolari in superfici piatte. Kimura ha identificato nel complesso quelle che interpreta come strade di accesso, scalinate, un'area simile a uno stadio e persino quella che potrebbe essere una rappresentazione scolpita di un animale.

Non tutti concordano. Robert Schoch — il geologo della Boston University famoso per aver retrodatato la Sfinge di Giza basandosi sull'erosione da pioggia — ha visitato Yonaguni di persona e ha assunto una posizione intermedia. Secondo Schoch, alcune parti della struttura sono probabilmente formazioni naturali del fondale, ma altre mostrano segni inequivocabili di lavorazione umana intenzionale. La sua ipotesi: la natura ha creato la formazione di base e una civiltà antica l'ha modificata, adattata, scolpita. Questo, per certi versi, è ancora più affascinante dell'ipotesi di una costruzione interamente artificiale — perché implica che qualcuno fosse lì, avesse la capacità di lavorare la pietra su scala monumentale, e lo facesse quando quel fondale era ancora sopra il livello del mare.

Ed è qui che arriviamo al cuore del mistero. L'ultima volta che la piattaforma su cui sorge il Monumento di Yonaguni era al di sopra del livello del mare risale a circa 8.000-10.000 anni fa — prima dell'innalzamento delle acque causato dallo scioglimento dei ghiacci alla fine dell'ultima era glaciale. Se qualcuno ha costruito o anche solo modificato questa struttura, lo ha fatto prima delle piramidi d'Egitto. Prima dei Sumeri. Prima di Göbekli Tepe — o nello stesso periodo.

Stiamo parlando di un'epoca in cui, secondo la storia ufficiale, l'umanità era composta da cacciatori-raccoglitori nomadi incapaci di costruire strutture permanenti. Eppure a Yonaguni c'è un monumento di 50 metri sott'acqua con geometria architettonica.

E il contesto più ampio rende tutto ancora più inquietante. Il livello del mare si è innalzato di circa 120 metri dalla fine dell'ultima era glaciale. Questo significa che tutte le zone costiere del mondo abitato — i luoghi dove le civiltà tendono a insediarsi per prime — sono oggi sommerse. Se esistevano civiltà costiere 10.000 anni fa, le loro città sono sotto il mare. E noi abbiamo esplorato meno del 5% dei fondali oceanici.

Yonaguni potrebbe essere solo la punta dell'iceberg — letteralmente. Un frammento visibile di un mondo sommerso che non abbiamo ancora trovato il coraggio o la tecnologia per esplorare.

Chi ha costruito Yonaguni? Con quale tecnologia? E soprattutto — se questo è ciò che abbiamo trovato per caso a 25 metri di profondità al largo di una piccola isola giapponese, cos'altro si nasconde nei fondali degli oceani che non abbiamo ancora raggiunto?

Cosa ne pensate? �


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venerdì 3 aprile 2026

🧭🗺DERINKUYU Una città intera sotto terra

 DERINKUYU. Una città intera sotto terra. 85 metri di profondità. 20.000 persone. E la scoperta più assurda del ventesimo secolo.

Nel 1963, un uomo della provincia di Nevşehir, in Turchia, stava ristrutturando la sua casa. Le sue galline continuavano a sparire attraverso una fessura nel muro del seminterrato. Abbatté il muro per capire dove andassero. Dietro trovò un passaggio. Quel passaggio portava a una stanza scavata nella roccia. Quella stanza portava a un'altra. E un'altra. E un'altra ancora.

Aveva appena riscoperto Derinkuyu — la città sotterranea più profonda mai trovata sulla Terra.

I numeri sono difficili da credere. Diciotto livelli scavati nel tufo vulcanico della Cappadocia, fino a 85 metri sotto la superficie. Capacità stimata: 20.000 persone con il loro bestiame e le loro scorte alimentari. Non una grotta. Non un rifugio improvvisato. Una città completa e autosufficiente, progettata per vivere sottoterra a tempo indefinito.

Cosa c'era dentro? Tutto. Chiese con soffitti a volta — intere chiese scavate nella roccia viva. Un'aula con soffitto a botte al secondo livello che si ritiene fosse una scuola religiosa, con stanze separate per lo studio e per la disciplina. Magazzini enormi al terzo livello dove il cibo veniva conservato in quantità sufficienti a resistere per mesi durante un assedio. Stalle per il bestiame — sì, portavano gli animali sottoterra con loro. Cucine. Presse per il vino e per l'olio. Pozzi d'acqua che raggiungevano le falde acquifere profonde — e il dettaglio geniale è che l'approvvigionamento idrico era controllato dai livelli inferiori, così se un nemico avesse occupato i livelli superiori, non avrebbe potuto avvelenare l'acqua di chi stava sotto.

Oltre 600 ingressi sono stati identificati — la maggior parte nascosti all'interno di case e cortili privati. Nessuno dall'esterno sapeva che sotto i suoi piedi c'era un mondo intero.

Ma il sistema di difesa è la parte più impressionante. Ogni livello poteva essere isolato dagli altri grazie a enormi dischi di pietra del peso di circa 500 chili ciascuno. Queste ruote scorrevano in binari scavati nella roccia e sigillavano completamente i tunnel. La caratteristica fondamentale? Si aprivano solo dall'interno. Chiunque fosse sopra non poteva forzarle. Chi era dentro era inattaccabile. Ogni livello era una fortezza indipendente all'interno di una fortezza più grande.

Il sistema di ventilazione è ingegneristico nella sua precisione. Oltre 15.000 pozzi di aerazione, la maggior parte larghi circa 10 centimetri, attraversavano la roccia dalla superficie fino ai primi livelli, garantendo un flusso d'aria costante fino all'ottavo piano. Cinquantacinque metri sotto terra c'era aria respirabile. I pozzi servivano anche per comunicare tra i livelli.

E poi c'è il tunnel. Un passaggio sotterraneo di 8-9 chilometri, scavato nella roccia solida, collegava Derinkuyu alla città sotterranea di Kaymakli. Otto chilometri di tunnel. A mano. Nel tufo. Due città sotterranee collegate da un'autostrada scavata nelle viscere della terra. E Kaymakli non era piccola — aveva altri 8 livelli e poteva ospitare 3.500 persone.

E Derinkuyu non è sola. Nella regione della Cappadocia sono state scoperte oltre 200 città sotterranee con almeno due livelli. Quaranta di queste hanno almeno tre livelli. Nel 2015, durante lavori edilizi a Nevşehir, è stata scoperta un'altra città sotterranea che potrebbe essere ancora più grande di Derinkuyu — le prime stime parlano di 113 metri di profondità e 460.000 metri quadrati di superficie.

Chi le ha costruite? Questa è la domanda che nessuno riesce a rispondere in modo definitivo.

La datazione ufficiale attribuisce gli scavi iniziali ai Frigi nell'VIII-VII secolo a.C., con espansioni successive durante il periodo bizantino per proteggere le comunità cristiane dalle incursioni arabe e mongole. I cristiani della Cappadocia usarono queste città come rifugio per secoli — durante le guerre arabo-bizantine, le invasioni di Timur nel XIV secolo, e persino sotto il dominio ottomano fino al 1923, quando la popolazione greca fu espulsa e le città furono abbandonate.

Ma c'è chi contesta questa cronologia. La profondità, la scala e la complessità ingegneristica di Derinkuyu suggeriscono a molti ricercatori che le fondamenta originali siano molto più antiche — forse contemporanee a Göbekli Tepe, che si trova a soli 600 chilometri di distanza e risale a 12.000 anni fa. I Frigi e i Bizantini avrebbero espanso e modificato qualcosa che era già lì. Le tradizioni locali parlano di popoli sconosciuti che scavarono queste città "prima della memoria."

Lo scrittore Jim Willis, in un articolo su Ancient Origins, ha riassunto il mistero perfettamente: "Solo una cosa è certa. Sono lì. Qualcuno le ha costruite molto tempo fa, forse molto più indietro nel tempo di quanto gli archeologi moderni siano disposti ad ammettere. I costruttori originali dovevano avere una ragione convincente per realizzare un'impresa così audace. Poi sono stati dimenticati dalla storia, la loro presenza completamente cancellata."

Ventimila persone sottoterra. Porte da 500 chili apribili solo dall'interno. Quindicimila pozzi di ventilazione. Un tunnel di 8 chilometri verso un'altra città. E oltre 200 città simili nella stessa regione.

Qualcuno ha costruito tutto questo per nascondersi. La domanda che non mi fa dormire è: da cosa?

Cosa ne pensate? �


Fonte: Ashur Kinning 


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mercoledì 1 aprile 2026

🩸🔴 Il sangue come promessa di giovinezza.

C’è qualcosa nel sangue che l’essere umano non ha mai smesso di guardare come a una promessa. Non solo vita, ma possibilità di restare, di resistere al tempo, di rimandare la fine. Questa idea non nasce oggi, non nasce nei laboratori o nelle cliniche di lusso: è molto più antica. Eppure oggi torna, con un linguaggio diverso, più pulito, più scientifico, ma con lo stesso nucleo oscuro.

Nella ricerca biologica moderna esiste un concetto preciso che ha riacceso tutto questo immaginario: la parabiosi. Negli esperimenti, due organismi, spesso topi, vengono collegati in modo da condividere la circolazione sanguigna. Quando uno è giovane e l’altro è anziano, succede qualcosa di interessante: nei soggetti più vecchi si osservano miglioramenti nei tessuti, una sorta di riattivazione, mentre nei giovani, in alcuni casi, compaiono segni opposti, come se qualcosa venisse sottratto. Già qui si intravede una dinamica molto chiara: il sangue sembra portare segnali capaci di influenzare l’età biologica, ma non è un trasferimento neutro, non è un dono senza conseguenze.

Su questa suggestione si è inserita una delle storie più discusse degli ultimi anni, quella della startup Ambrosia. Fondata da Jesse Karmazin, proponeva qualcosa che fino a poco prima sarebbe sembrato fantascienza o aristocrazia decadente: trasfusioni di plasma proveniente da donatori giovani, vendute come trattamento anti-invecchiamento. Il prezzo era alto, intorno agli ottomila dollari, e il target erano persone adulte, sopra i trentacinque anni, disposte a investire su un’idea molto semplice e potentissima: ricevere sangue giovane per sentirsi più giovani. Era, di fatto, una versione contemporanea del mito del “blood boy”, ma resa elegante, clinica, quasi rassicurante.

Il problema è che, dietro questa promessa, le basi scientifiche erano fragili. Gli studi non avevano controlli solidi, non c’erano prove cliniche definitive, e la comunità scientifica ha reagito con forte scetticismo. Nel 2019 è intervenuta la Food and Drug Administration, chiarendo che non esistevano evidenze di efficacia e che quel tipo di pratica non era approvato come trattamento anti-aging. Poco dopo, Ambrosia ha chiuso, anche se il concetto, in forme diverse, ha continuato a circolare, a riaffiorare sotto altri nomi, senza mai sparire del tutto.

Parallelamente, il sangue ha trovato una strada più accettabile, meno invasiva e più facilmente vendibile: l’estetica. Qui entra in gioco quello che è diventato famoso come “vampire facial”, reso iconico da Kim Kardashian. L’immagine è forte, quasi disturbante, ma il processo è molto più tecnico di quanto sembri. Si preleva il sangue della persona stessa, lo si centrifuga per ottenere il cosiddetto PRP, plasma ricco di piastrine, e poi lo si reinietta o applica sulla pelle. Le piastrine rilasciano fattori di crescita che stimolano la produzione di collagene, migliorando elasticità, texture e luminosità. Non si tratta di fermare il tempo, ma di attivare meccanismi di rigenerazione locale, come se la pelle venisse spinta a ricordarsi come ripararsi meglio.

Da qui si arriva a una versione ancora più personalizzata, quasi intima, dove il sangue diventa ingrediente cosmetico diretto. Esistono trattamenti in cui il sangue del cliente viene lavorato e trasformato in sieri o creme su misura, da riapplicare sulla propria pelle. L’idea è quella di usare la propria biologia come prodotto, riducendo al minimo l’elemento estraneo. Non è una pratica diffusa su larga scala, ma esiste come nicchia, spesso legata a contesti esclusivi, dove la promessa non è solo estetica, ma quasi identitaria.

Se si mettono insieme tutti questi elementi, dalla parabiosi agli esperimenti clinici, dalla startup Ambrosia ai trattamenti estetici fino alle creme personalizzate, emerge una linea continua, molto chiara. Il sangue non è visto solo come un fluido, ma come un vettore di informazione, di energia biologica, qualcosa che può essere trasferito, manipolato, riutilizzato. Ed è proprio qui che la scienza moderna si avvicina, quasi senza accorgersene, a un immaginario molto più antico.

Il vampiro, in fondo, è esattamente questo: una figura che si nutre di sangue per restare giovane, che prolunga la propria esistenza attraverso l’assorbimento di vita altrui. Non è solo una creatura gotica, è un simbolo. E quando si guarda a certe pratiche contemporanee, la somiglianza diventa difficile da ignorare. La differenza è che oggi non ci sono castelli e candele, ma cliniche, protocolli e strumenti medici. Non ci sono zanne, ma aghi e centrifughe.

Ed è proprio in questo che compare anche il riferimento all’Adrenochrome. Si tratta di una sostanza reale, un prodotto dell’ossidazione dell’adrenalina, studiata in ambito biochimico. Sperimentata ed in grado di ricostruire i tessuti in necrosi di un orecchio di coniglio.... Ed utilizzata come elisir attraverso pratiche oscure e sacrificali una specie di simbolo contemporaneo legato al tema del sangue, dell’energia vitale e della giovinezza. Ufficialmente le evidenze cliniche che lo colleghino a pratiche di ringiovanimento sono sotterrate e celate . Ma non per questo inesistenti. 

Alla fine, tutto converge nello stesso punto. La scienza ha individuato nel sangue segnali biologici potenti, il mercato ha provato a trasformarli in promessa di giovinezza, l’estetica li ha resi visibili e accessibili, e l’essere umano continua a interpretarli attraverso simboli antichi. È come se, sotto la superficie moderna, non fosse cambiato davvero nulla. L’ossessione è la stessa, solo il linguaggio è diverso.

Mawa



Grazie a Mawa per il post 🙏









🩸Gre-Resistence 🩸

sabato 28 marzo 2026

🤖🌐 TRANSUMANESIMO: l'era in cui l'uomo e la macchina si fondono

Viviamo un periodo storico in cui la tecnologia non è più un semplice strumento esterno alla nostra vita quotidiana, ma una dimensione che si intreccia sempre più profondamente con il corpo, la mente e l'organizzazione sociale. Il transumanesimo non è più una teoria futuristica confinata nei laboratori o nei saggi accademici, ma una corrente concreta che si manifesta tramite automazione, intelligenza artificiale (IA) e robotica umanoide.Il transumanesimo nasce dall'idea che l'essere umano possa superare i limiti biologici naturali grazie alla tecnologia: potenziamento cognitivo, prolungamento della vita, interfacce neurali, e sempre più robot in grado di compiere attività tipicamente umane. Questo movimento é accompagnato da grandi promesse, come maggiore efficienza e libertà da lavori alienanti, ma anche da questioni etiche, sociali e culturali profonde: che cosa significa preservare il valore umano quando il lavoro, la cura e la creatività possono essere affidati a macchine intelligenti? Che spazio resta alla dignità umana quando i confini tra uomo e tecnologia si dissolvono?

Robot umanoidi: spettacoli simbolici e ascesa tecnologica

Negli ultimi anni abbiamo assistito a una rapida evoluzione dei robot umanoidi, macchine dall'aspetto simile all'uomo capaci di muoversi, ballare, comunicare e interagire con l'ambiente.

Cina e la dimostrazione di Capodanno

Durante le celebrazioni del Capodanno Cinese, alcuni robot umanoidi sono saliti sul palco insieme ad artisti umani in una performance di danza. Questo evento, molto mediatizzato, ha rappresentato un simbolo potente: l'integrazione delle macchine nella cultura popolare e nella vita pubblica. Tali esibizioni servono anche a mostrare l'avanzamento tecnologico di Pechino nel campo della robotica avanzata.


Negli Stati Uniti: robot e politica

Negli USA la presenza dei robot umanoidi è entrata anche nel discorso pubblico politico e istituzionale. Un esempio recente é quando un robot chiamato "Figure 03" ha partecipato a un evento alla Casa Bianca con la First Lady Melania Trump, dedicato all'uso dell'intelligenza artificiale nell'educazione scolastica. Qui, il robot ha interagito con i presenti e mostrato come l'IA può aiutare nell'insegnamento linguistico e nella personalizzazione delle lezioni.

Questi momenti tanto mediatici quanto simbolici riflettono la nuova normalità che stiamo attraversando: robot umanoidi non più relegati alle fabbriche o ai laboratori, ma presenti in mezzo a noi, in spettacoli culturali, eventi pubblici e discussioni politiche.


L'automazione e l'IA: oltre i robot danzanti

La robotica umanoide è solo la punta visibile di un iceberg molto più profondo: l'automazione intelligente sta già trasformando sistemi economici, industrie e servizi. L'impiego dei sistemi di IA nella gestione di processi aziendali, assistenza clienti, trasporti, sanità e istruzione mostra quanto velocemente la tecnologia stia ridefinendo ruoli e professioni.


In questa transizione, emergono due prospettive:

ottimistica: l'automazione e l'IA liberano l'uomo da compiti ripetitivi, favorendo creatività e tempo libero;

critica: queste tecnologie concentrano potere e controllo, creando disuguaglianze e rischi di sorveglianza di massa.

Peter Thiel a Roma: tecnica, religione e futuro umano

Negli ultimi giorni, il miliardario e investitore Peter Thiel, noto per essere co-fondatore di Palantir Technologies e figura di spicco della Silicon Valley, è stato protagonista di un evento controverso a Roma. Thiel ha tenuto una serie di conferenze e lezioni private sull'idea dell'Anticristo", portando al centro della discussione il rapporto tra tecnologia, religione e politica in un contesto globale di cambiamenti epocali.

L'iniziativa, chiusa alla stampa e accessibile solo su invito, si è svolta tra il 15 e il 18 marzo 2026 in luoghi della capitale italiana non divulgati ufficialmente. L'attenzione su questo evento è stata forte non solo per i temi affrontati che combinano visioni bibliche con timori rispetto all'evoluzione dell'IA - ma anche per le critiche arrivate da ambienti culturali e religiosi locali, preoccupati dal fatto che figure della tecnologia definiscano oltre i confini etici e spirituali le traiettorie del futuro.

Il dibattito ha toccato questioni profonde: quali sono i rischi in termini di controllo sociale in un mondo dominato dall'IA? La tecnologia può ridefinire il senso della fede, dell'identità e dei valori umani? E, soprattutto, chi detiene il potere di decidere come questa tecnologia venga utilizzata.


Conclusione: verso quale futuro?

Il transumanesimo, l'automazione intelligente e la robotica umanoide non sono più concetti di nicchia: sono realtà che plasmano il nostro tempo. Queste tecnologie offrono opportunità straordinarie, ma ci pongono anche davanti a scelte cruciali circa l'autonomia umana, l'etica e il significato stesso della vita nel XXI secolo.La sfida non riguarda solo quello che la tecnologia può fare, ma quello che noi - come società - vogliamo che faccia.


- Berardis Matteo -


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Se ti interessa approfondire questi temi, seguimi per analisi e riflessioni critiche.


Ringrazio di cuore -Mat-  proprietario del canale telegram "No Digital man" per questo bel articolo riguardo al Transumanesimo, un problema sempre più crescente dei giorni nostri

Speriamo sia solo il primo di una lunga serie di articoli del nostro amico Matteo Berardis.




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🤖 MAT - NO DIGITAL MAN🤖

sabato 21 marzo 2026

✝️🕊“POPOLO MIO, CHE MALE TI HO FATTO?”: LA DOMANDA CHE ATTRAVERSA LA TUA VITA

“POPOLO MIO, CHE MALE TI HO FATTO?”: LA DOMANDA CHE ATTRAVERSA LA TUA VITA

C’è una domanda che attraversa i secoli come un lamento sommesso.Non è un grido di rabbia. È un dolore ferito.

“Popolo mio, che male ti ho fatto?”

Queste parole non accusano.

Interrogano.

E forse, se ti fermi un istante, senti che non sono rivolte solo alla folla di duemila anni fa. Sono rivolte anche a te.

QUANDO LA SOFFERENZA NON È SOLO FISICA

La Via Crucis è il cammino percorso da Gesù dal pretorio di Pilato fino al Calvario.

Un cammino breve, ma infinito.Carico della croce.Circondato dall’odio.Abbandonato dai suoi.Ma c’è qualcosa che spesso dimentichiamo. La sofferenza di Cristo non è stata soltanto fisica.È stata spirituale. Morale. Interiore.Il peso del tradimento.L’indifferenza.L’ingratitudine.

Quel “che male ti ho fatto?” nasce da lì.

UNA DOMANDA CHE CI RIGUARDA

Forse anche tu conosci quella sensazione.

Fare il bene… e ricevere incomprensione. Restare fedele… e sentirti solo. Difendere la verità… e sembrare fuori tempo.A volte non è una persecuzione clamorosa.È una stanchezza silenziosa.È la sensazione che il male trionfi mentre la fedeltà costa.In quei momenti la Via Crucis non è più solo un ricordo storico.Diventa uno specchio. Perché ogni volta che soffri per la fede, per il disordine che dilaga, per le empietà che feriscono il cuore di Dio, tu partecipi misteriosamente alla Passione.

Diventi un “alter Christus”.

Un altro Cristo.

UNA DEVOZIONE NATA DAL DESIDERIO DI NON DIMENTICARE

Nei secoli, i cristiani hanno sentito il bisogno di rivivere quel cammino.

Dal XII al XIV secolo, durante il tempo delle crociate, i pellegrini percorrevano le strade di Gerusalemme ripetendo i passi del Signore.

Tornati in Europa, eressero nelle loro città memorie del Calvario e del Santo Sepolcro.

Non volevano che la Passione diventasse un’idea astratta. Volevano che fosse concreta.Visibile.Pregata.Tra coloro che diffusero questa pratica spicca San Leonardo da Porto Maurizio, che nel XVIII secolo eresse centinaia di Vie Crucis in tutta Italia.Non era semplice devozione popolare.Era una scuola di amore.

IL PUNTO PIÙ DIFFICILE

C’è però un nodo che stringe il cuore.

Perché Gesù continua a ripetere quella domanda?

“Che male ti ho fatto?”

La risposta è scomoda. Perché spesso non siamo noi a crocifiggere apertamente.

Siamo noi a distrarci. A dimenticare.                   A vivere come se la sua sofferenza non avesse nulla a che fare con le nostre scelte quotidiane.

La Via Crucis ci mette davanti a una verità essenziale: Non si può restare neutrali davanti all’Amore.

EPPURE, C’È UNA LUCE

Il cammino verso il Calvario non termina nella disperazione. La croce non è l’ultima parola.Ogni stazione è un passo verso la Risurrezione. Ogni caduta prepara una vittoria. Ogni lacrima custodisce una promessa.
Quando mediti la Passione, non stai contemplando solo il dolore.Stai contemplando l’Amore che non si ritira.L’Amore che, pur ferito, continua a donarsi.

FORSE OGGI QUELLA DOMANDA È UN DONO

“Popolo mio, che male ti ho fatto?”

Non è una condanna.È un invito a tornare.A rientrare nel cuore ferito di Gesù.A riconoscere che, anche nelle nostre infedeltà, Lui continua a portarci sulle spalle, come ha portato la croce.E forse, mentre contempli quel cammino, ti accorgi che le tue sofferenze non sono inutili.Che le tue fatiche non sono invisibili.Che ogni fedeltà nascosta ha un valore eterno.Perché sulla via del Calvario non cammina solo Cristo.Cammini anche tu.E ogni passo, se unito al suo, diventa già un frammento di gloria.


Fonte:👇

"Gli Angeli sono con noi" è un progetto dell’Associazione Luci sull'Est www.lucisullest.it





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👹👽Alex Collier- Contattista e disinformatore dalle mezze verità

Cerco su google AI un ex scienziato dell'area 51 di nome Alex Collier,dopo aver trovato un suo video in rete,e questa è la risposta👇

Alex Collier (pseudonimo di Ralph Amigron) non è comunemente riconosciuto come un ex scienziato ufficiale dell'Area 51, bensì come un noto "contattista" UFO e whistleblower.  

Ecco i punti chiave associati alle sue affermazioni:

Contattista Andromediano: Collier sostiene di aver avuto contatti telepatici e fisici con esseri extraterrestri provenienti dalla costellazione di Andromeda fin dall'infanzia.

Divulgazione UFO: Le sue conferenze e interviste si concentrano sulla divulgazione di informazioni riguardo a presunte razze aliene, la storia della Terra, la presenza extraterrestre nel nostro sistema solare e le basi segrete (incluso il coinvolgimento in progetti tecnologici).

Tematiche Trattate: Collier ha spesso parlato di vita sulla Luna e su Marte, oltre che di agende aliene e dell'impatto di queste conoscenze sulla civiltà umana. 

Le sue affermazioni sono considerate parte della letteratura ufologica non convenzionale e spesso basate su esperienze personali e racconti dai presunti contatti extraterrestri, piuttosto che su prove documentali ufficiali riconosciute dalla comunità scientifica.

                                 Video trovato in rete

Adesso vorrei farvi una mia analisi su quanto riguarda questa persona è tutto il mondo che c'è dietro. Ciò che dovete sapere è che il mondo del complottismo si divide in diverse fazioni o ideologie di complotti. Ci sono quelli newage,i Cristiani i politici ecc.... ce ne sono tante altre gamme,ma la cosa assurda che oggi sta accadendo è la PROMISCUITÀ DI TUTTE QUESTE GAMME IN UN UNICA SOLA. Addirittura tra i complottisti di oggi assurdamente possiamo ritrovarci Cristiani e satanisti negli stessi gruppi e poi magari li vediamo litigare...                          Dove voglio arrivare? Voglio arrivare col dirvi che i migliori disinformatori sono coloro che riescono a venderci una storia ben impacchettata, partendo da verità occultate e finendo con una miriade di eresie e menzogne. Vedete questo Alex Collier oggi è tra i più acclamati (dopo David Icke)nei canali o blog che parlano di Ufo,extraterrestri, newage, energie, fratellanze intergalattiche ecc...                           Posso solo dirvi che nelle sue conferenze e nei suoi video una base di verità ci potrebbe essere ma il resto porta lontano anni luce tra le sue galassie da Gesù Cristo o Dio. Ormai avrete capito di quale gamma di complottisti noi di questo blog facciamo parte,cioè di coloro che appartengono a Cristo Gesù e cioè la via la verità e la vita !!! 

Analizzando il video posso essere d'accordo con lui riguardo agli esseri che sono nel sottosuolo della terra,perché ce lo dicono anche sapienze occulte che vorrebbero farli passare per buoni (come la Teosofia). Ma per il resto,cioè extraterrestri, andromediani ecc...per me si vuole portare fuori strada la gente,soprattutto lontana da Dio. Quindi posso dirvi di non seguire questi contattati perché sono parte di un sistema Massonico/Satanista e che ad ogni loro video o conferenza bisogna usare tantissimo DISCERNIMENTO. 

Alex Collier oggi si direbbe davvero che potrebbe aggiudicarsi un numero della nostra serie FALSI PROFETI !!!
Ma non lo farò perché il post è troppo ridotto.                            Beh io solo a vedere queste foto me ne farei una ragione....
Leggete nelle foto,questo signore fa webinar a 14 dollari ed i replay a 7 dollari ancora oggi sul suo sito per spiegare cosa?!? Ha messo su una bella fonte di guadagni grazie a tutti i BOCCALONI che esistono sulla terra(e ne sono miliardi purtroppo) soprattutto coloro che proprio non ne vogliono sapere di Dio.

Purtroppo chi vorrà sentirsi dire le cose che più vuole credere pagherà anche di più...                  Le convinzioni sono una brutta cosa,posso lasciarvi col dire,aprite gli occhi,ascoltate con il cuore,non andate dietro a false dottrine o falsi profeti perché la verità è solo una,ed è quella del Creatore di tutte le cose,visibili ed invisibili, la verità si chiama Cristo Gesù!!!

Ricordatevi che gli americani sono maestri sulla disinformazione e sul controllo mentale, organizzano piani gia anni e anni prima, sapendo gia dove e chi colpire tra venti anni. Cioè,esempio: cominciano la disinformazione sulla federal reserve nel 70' perché sanno che nel 2000 dovra cadere,allora ti faranno seguire quelle briciole per non farti occupare di altre cose. Insomma la cosa è molto più complessa.  Comunque per me questa è New age bella e buona,proprio quella proveniente dalla Teosofia(che lui ne farà parte sicuramente).




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