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giovedì 31 agosto 2023

⚔️✝️ Sorga un Cavaliere di Cristo n°3 - Codice del Cavaliere- Sconfiggere il Drago- l'era del cavallo giallastro

CODICE DEL CAVALIERE  



CODICE DELLA CAVALLERIA


                 ~~~oOo~~~

Un Cavaliere è devoto al valore

il suo cuore conosce solo la virtù

la sua spada difende i bisognosi

la sua forza sostiene i deboli

le sue parole dicono solo verità

la sua ira si abbatte sui malvagi

                  ~~~oOo~~~

Codice Cavalleresco secondo gli scritti antichi:


Officium:

I. Siate fedeli alla cavalleria, ai suoi insegnamenti, e osservate il Codice della Cavalleria in ogni direzione.

II. Amate la vostra terra, la vostra famiglia, la vostra religione e sosteneteli in ogni circostanza.

III. Onorate il vostro regno e siate sempre fedeli agli altri cavalieri, al vostro ordine, alla vostra consorte, e al vostro stesso onore.

IV. Offrite la vostra fede al vostro sovrano. A costui avete reso omaggio e siete suo uomo: il vostro dovere è di proteggerlo dalla morte e dall'onta secondo le vostre forze. Non vi è slealtà maggiore che tradire il proprio signore.

V. Portate rispetto alle autorità : siate umili e accondiscendenti con chi vi precede, e trattate con umanità e rispetto chi vi segue in gerarchia.

VI. Amministrate giustizia e pietà allo stesso tempo

Verba:

I. Cercate sempre di sfoggiare portamento, eleganza, intelligenza e squisita educazione, adeguati all'alto lignaggio di un cavaliere.

II. Parlate sempre in modo chiaro e pacato.

III. Non fate uso di linguaggio volgare e risparmiatevi idiozie o stupidaggini. Mostrate sempre autodisciplina e controllo.

IV. Non parlate troppo volentieri. Chi parla troppo pronuncia parole che potrebbero tornargli a follia. Chi troppo parla fa peccato, dice il saggio. Per questo, nobili cavalieri, ve ne sconsiglio.

V. Ricordate che il silenzio è, qualche volta, la risposta migliore.

VI. Non mentite mai, e mantenete sempre fede alla parola data. La parola di un cavaliere sostiene il suo stesso onore. La vostra parola deve essere affidabile e sicura al di la di dubbi o incertezze.

VII.Date parola a tutti, anche agli ignoranti e agli ottusi, poiché anche essi hanno le proprie storie. Inoltre, non lasciatevi indebolire da pregiudizi e credenze.

VIII.Fate poche domande e ascoltate molto. Se potete non chiedete nulla mai; ma se sarà per compiacere qualche buon amico allora vi sia in onore chiedere una volta e anche due, perché la prima volta potrebbe non essere ben intesa. Ma non più di due volte

Caritas:

I. Abbiate compassione di tutti coloro che sono deboli, indifesi, o oppressi, e difendeteli sempre e ovunque.

II. Date sempre priorità ai bisogni degli altri, rispetto ai vostri.

III. Siate generosi e prodighi con tutti. Generosità è anche sinonimo di nobiltà.

IV. Se qualcuno vi pone una nobile e ammissibile richiesta, non potete rifiutarvi di esaudirla.

V. Non pretendete mai alcun compenso per il vostro aiuto. La ricompensa migliore per un cavaliere è l'aver compiuto una nobile impresa.

VI. C'e' sempre un valoroso cavaliere pronto ad aiutare un altro valoroso cavaliere quando lo vede in pericolo, e sempre un uomo valoroso dovrebbe detestare che un uomo valoroso venga ingiuriato.

Ecclesia:

I. Abbiate fede negli insegnamenti della Chiesa e rammentate il voto fatto durante la cerimonia di investitura.

II. Difendete la Legge di Dio e servitevene per fermare le ingiustizie.

III. Siate rispettosi nei confronti di tutte le religioni, e non offendete mai le credenze religiose altrui.

Integritas:

I. Non siate vanitosi, la vanità si cela dietro la virtù e la gloria. Guardatevi dall'eccessivo orgoglio perché è una debolezza alla quale nessuno è immune.

II. Tenetevi lontani dalla malvagia gloria mondana, perché la grande superbia porta inesorabilmente a grandi dolori.

III. Un cavaliere invidioso non otterrà mai onore, e poiché egli è anche un uomo invidioso che vuol avvantaggiarsi dell'onore, sarà disonorato due volte senza ottenere nulla. Per questo motivo gli uomini d'onore odiano quelli invidiosi e non mostrano loro alcun favore.

Puellae:

I. Rispettate le donne e soccorretele sempre quando sono sofferenti.

II. Se tenete al cuore di una dama, cercate di divenire il suo campione e cimentatevi in tornei sostenendo l'onore della vostra dama.

III. Non cercate volutamente di turbare la donna legata all'amore di un altro.

IV. Non importunate dame e damigelle, e desistete in caso le vostre intenzioni vanno contro la loro volontà.

Pugna:

I. Disputate duelli e tornei per difendere la vostra causa, e vendicare le offese.

II. Combattete sempre con onore e coraggio.

III. Non attaccate mai un nemico disarmato, e non caricate mai un avversario senza cavallo.

IV. Non colpite mai alle spalle, ed evitate i trucchi.

V. In battaglia, non aspettate nessuno e per primi date di sprono per infliggere un buon colpo; ma in consiglio, finchè siete giovani, guardatevi dal dare il vostro parere prima che i vostri maggiori abbiano parlato.

VI. Non abbandonate mai un amico o un alleato che si trova in difficoltà.

VII.Non rifiutare mai una sfida e non fuggite davanti al nemico. Chi non accetta una sfida, ebbene l'ha già perduta; e nel peggiore dei modi.

VIII.Se combattete con un cavaliere, ricordatevi che, quando l'avversario è battuto e non può difendersi ne resistere e chiede grazia, dovete averne misericordia e non ucciderlo.

IX. Non torturate mai l'avversario battuto.


Versione Moderna:

Abilità : Ricercare l'eccellenza in ogni situazione che si presenta ad un cavaliere, siano esse marziali o di altro genere, cercando la forza per usarla a servizio della giustizia invece che per l'accrescimento personale.

Giustizia : Ricercate sempre la via del "giusto", liberi da pregiudizi ed interessi personali. Riconoscete che la spada della giustizia può essere una cosa terribile, e quindi deve essere utilizzata con umanità e pietà. Se il "giusto" che state cercando è in accordo con quello degli altri, e lo perseguite senza piegarvi alla tentazione di trovarlo con furia, allora guadagnerete riconoscenza al di la dei limiti.

Lealtà : Fatevi riconoscere per la lealtà alle persone e agli ideali per i quali avete scelto di vivere. Ci sono situazioni nelle quali è richiesto un compromesso: la lealtà non rientra mai in queste situazioni.

Difesa : Il cavaliere è investito dal giuramento di difendere il Capo dell'esercito e tutti coloro che da lui dipendono. Cerca sempre di difendere la tua nazione, la famiglia e tutti coloro che meritano la tua lealtà.

Coraggio : Essere un cavaliere spesso significa scegliere la strada più difficoltosa, quella che costa di più alla persona. Sii preparato a fare sacrifici personali per gli ideali e le persone importanti nel tuo cuore. Nello stesso tempo un cavaliere dovrebbe cercare saggezza per riconoscere che la stupidità e il coraggio sono cugini. Coraggio inoltre significa schierarsi dalla parte della verità in ogni caso, invece di soccombere ad una menzogna veloce. Cerca sempre la verità, ma ricorda di amministrare la giustizia con pietà, perché la verità può portare puro dispiacere.

Fede : Un cavaliere deve avere profonda e totale fede nei suoi principi, cosicché con questa fede può dare speranze contro la disperazione e le imperfezioni che gli uomini creano.

Umiltà : Onora prima gli altri e le loro azioni, non vantarti delle tue gesta, ma lascia che siano gli altri a farlo per te. Racconta le imprese degli altri prima delle tue, conferendogli la celebrità imparata dalle imprese più virtuose. In questo modo il compito della cavalleria è ben fatto e glorificato, aiutando tutti coloro che si chiamano cavalieri.

Generosità : Sii generoso fino a quanto le tue risorse lo permettono, la generosità usata in questo modo previene l'egoismo personale. Inoltre questo spiana la via alla pietà rendendola facilmente riconoscibile quando la giustizia richiede una decisione difficile.

Nobiltà : Cerca di innalzarti all'altezza delle virtù e delle responsabilità di un cavaliere, comprendendo che sebbene gli ideali non possono essere raggiunti, la qualità con cui si perseguono, nobilita lo spirito , accrescendovi dalla polvere fino ai cieli. La nobiltà ha anche la tendenza ad influenzare gli altri, offrendo un irresistibile esempio di ciò si può fare a servizio della giusta causa.

Franchigia : Cerca di prendere in esempio tutto ciò che è stato detto nel modo più sincero possibile, non per ricevere meriti personali, ma perché è la cosa giusta da fare. Non limitare la tua visione ma cerca di infondere ogni aspetto della tua vita queste qualità. Anche se riuscirai a vivere solamente in piccola parte secondo questo antico codice, sarai ricordato per le tue qualità e virtù.


In questo terzo appuntamento della serie abbiamo voluto riportare per intero tutto il codice del Cavaliere,non avremmo potuto non pubblicarlo,visto che la serie riguarda proprio questo,l'essere dei Cavalieri. Essere cavaliere non vuol dire avere un cavallo e una spada per sentirsi tali,essere un cavaliere vuol dire esserlo dentro, seguendo un codice d'onore sia spirituale interiore che comportamentale. Come avete potuto leggervi sopra,il cavaliere è colui che aiuta il prossimo,protegge gli indifesi i malati i bambini le donne,è misericordioso e caritatevole,educato,garbato,amorevole,onorevole e quanto più lo dovrà essere un cavaliere di Cristo. Infatti nel codice leggiamo che dovrà obbedienza e protezione al suo sovrano o Signore che in quel caso è Cristo e mai tradirà. 
Poi possiamo leggervi cose riguardo alle spade o attacchi di spada,in quel caso la spada sarebbe la parola di Dio.


"Perciò fate morire in voi gli atteggiamenti che sono propri di questo mondo: immoralità, passioni, impurità, desideri maligni e quella voglia sfrenata di possedere che è un tipo di idolatria. Tutte queste cose attirano la condanna di Dio su quelli che gli disubbidiscono. Un tempo anche voi eravate così, quando la vostra vita era in mezzo a quei vizi. Adesso, invece, buttate via tutto: l’ira, le passioni, la cattiveria, le calunnie e le parole volgari. Non ci sia falsità quando parlate tra voi, perché voi avete abbandonato la vecchia vita e le sue azioni, come si mette via un vestito vecchio. Ormai siete uomini nuovi, e Dio vi rinnova continuamente per portarvi alla perfetta conoscenza e farvi essere simili a lui che vi ha creati."

(Colossesi 3:5‭-‬10)


Tu che trovi rifugio nell’Altissimo, trascorri la notte sotto la sua protezione, di’ al Signore, l’Onnipotente: «Tu sei mia difesa e salvezza. Sei il mio Dio: in te confido!». È vero: il Signore ti libererà dalle trappole dei tuoi avversari, dalla peste malefica. Ti darà riparo sotto le sue ali, in lui troverai rifugio, la sua fedeltà ti sarà scudo e corazza. Non temerai i pericoli della notte, né la freccia scagliata di giorno, la peste che si diffonde nelle tenebre, la febbre che colpisce in pieno giorno. Mille potranno morire al tuo fianco, diecimila alla tua destra, ma tu non sarai colpito! Basterà che tu apra gli occhi e vedrai come Dio punisce i malvagi. «Signore, tu sei il mio rifugio!». Ti sei messo al riparo dell'Altissimo, e non ti accadrà nulla di male, nessuna disgrazia toccherà la tua casa. Il Signore darà ordine ai suoi angeli di proteggerti ovunque tu vada. Essi ti porteranno sulle loro mani e tu non inciamperai contro alcuna pietra. Camminerai su leoni e vipere, metterai sotto i tuoi piedi leoncelli e draghi. «Egli si affida a me — dice il Signore — lo libererò, lo proteggerò, perché mi conosce. Quando mi invocherà, gli risponderò. Sarò con lui in ogni pericolo, lo salverò e lo renderò onorato. Gli donerò una vita lunga e piena, gli farò provare la mia salvezza».
(Salmi 91:1 - 16)

E come in tutte le storie o insegnamenti che si rispettino riguardo ai cavalieri,non manca mai il suo drago....un cavaliere ha sempre il suo drago da sconfiggere, prima di aiutare il prossimo o fare guerre contro gli eserciti del male,il cavaliere vero,valido,valoroso e senza macchia,dovrà sconfiggere prima il suo drago.

Qual è il tuo drago?

Tutti combattono un drago a un certo punto della vita. A volte lo zeitgeist (=lo spirito culturale del tempo) demoniaco produce grandi mali che colpiscono milioni di vite. Aborto, razzismo, perversione, falsa religione, persecuzione, corruzione e terrorismo sono alcuni dei draghi che sta combattendo la mia generazione.

Ma in realtà la maggior parte dei draghi che affrontiamo non si trova al di fuori di noi. La maggior parte dei draghi che ci minacciano è costituita da quelli che abbiamo incubato, nutrito e allevato nei nostri cuori. Lussuria, orgoglio, avidità, egoismo in tutte le sue forme, odio, assenza di responsabilità, mancanza di autodisciplina: questi sono i tipi di draghi che ci distruggono regolarmente. E sono questi “piccoli” draghi interni a diventare quelli enormi esterni, menzionati in precedenza.

Le piccole battaglie che affrontiamo fanno parte di una guerra molto più grande. Comprendere dove ci inseriamo nella strategia cosmica di Dio, ci aiuterà ad assolvere più seriamente i nostri compiti individuali. Inoltre, capire cosa stia cercando di realizzare il nostro nemico ci aiuterà a riconoscere i suoi marchingegni e resistergli con sapienza. La mia preghiera è che attraverso questa serie sarai equipaggiato per uccidere ogni drago che incontri, non solo nel mondo ma anche nella tua vita.


Ogni Drago possiamo paragonarlo al vizio,un cattivo pensiero,cattiva abitudine, un peccato... come dico sempre,più lo pensi più si ingrandisce,è come se gli dessi cibo per farlo crescere ogni volta che lo si asseconda che lo si fa vincere. Se qualcuno ti ha fatto una cattiveria e tu la pensi sempre,quella piccola larva pensiero la farai diventare enorme come un drago adulto,fino a che si prenderà tutto te stesso,personalità e poi l'anima. Ecco perché bisognerebbe uccidere il drago quando è ancora nell'uovo o magari quando è piccolo,sarebbe molto più facile...ma soprattutto la cosa più importante è quella di AMMETTERE DI AVERE UN DRAGO. Finché non guarderai in faccia alla realtà e sarai onesto con te stesso,finché non ti guarderai dentro e conoscerai te stesso,non ammetterai mai di avere quel drago,non potrai mai batterlo. Il primo passo è ammettere di averne uno. Solo dopo aver battuto i tuoi draghi interiori potrai passare con le sfide esterne, finché un Cavaliere di Cristo non supererà le sue prove interiori sarà sempre più difficile combattere quelle esteriori...                          Spero non pensiate che questo numero sia stato scritto in un momento di esaltazione e fantasia, nel riportare l'intero codice,ho voluto che ci fosse in questa serie proprio perché il codice rispecchia davvero ciò che dovrebbe fare una persona di Dio,come dovrebbe comportarsi e potrebbe aiutare chiunque vorrebbe cambiare in meglio. Certo per quei consigli noi ci atterremo sempre e comunque alla bibbia, niente e nessuno potrà darci consigli migliori, infatti la serie è basata tutta sui consigli biblici, ma qui ho voluto affiancargli anche il codice cavalleresco,visto che parliamo proprio di cavalieri. Giustamente però leggetelo con "occhio biblico". Sappiamo che l'ordine dei Cavalieri oggi come ieri, appartiene alla massoneria,anche i vari titoli cavallereschi... Quindi vi raccomando di non giudicarci male,i cavalieri nacquero per essere eroi nobili di animo,per questo fu creato un codice che a mio avviso è bellissimo.


Ripudia il tuo drago

Tolleriamo il peccato e il compromesso nelle nostre vite perché non guardiamo a queste cose come ai nemici distruttivi che sono.

In Matteo 18 Gesù ha cercato di esprimere quanto dovrebbe essere spietato il nostro atteggiamento nei confronti del peccato. Non è una questione secondaria. Non è insignificante. Il peccato può distruggere le nostre vite, sia in questo mondo che nell'eternità. Non solo, ma può anche distruggere la vita di chi ci circonda.

Dio non sopporta il peccato perché ne conosce le conseguenze fin da subito. Vede il danno e la distruzione causati dal peccato nel mondo e nelle nostre vite. Se riusciamo ad avere la prospettiva di Dio sui piccoli draghi che ci sono nella nostra vita, se riusciamo a vederli per come sono realmente – cioè mostri sputafuoco in evoluzione - diventeremo spietati con loro, proprio come Dio. Se ci troviamo a coccolare i peccati o tollerare il compromesso nella nostra vita, stiamo sbagliando pericolosamente.

Dobbiamo prendere il peccato sul serio. Per la maggior parte dei cristiani, per essere molto più efficaci nella battaglia spirituale, basterebbe semplicemente imparare ad amare di più Gesù, stando ai Suoi piedi, dissetandosi della Sua presenza. Imparare a obbedire per amore è ancora più potente della più articolata preghiera di guerra spirituale.

Parole finali riguardo uccidere i draghi 

La tua grande fiducia dovrebbe essere in questo: che qualunque cosa tu faccia, il grande cacciatore di draghi in persona è al tuo fianco, t’insegna a combattere e ti sostiene in ogni battaglia. Alla fine, sarà Lui a infliggere il colpo fatale al drago e schiaccerà Satana sotto i tuoi piedi (Romani 16:20).

Efesini 6:18 ci insegna che dovremmo coprirci le spalle a vicenda. Dovremmo pregare gli uni per gli altri e proteggerci l'un l'altro. Questo fa parte dell'armatura di cui parla Dio. Nessuno di noi è destinato ad andare in battaglia da solo. Abbiamo bisogno dei nostri fratelli e sorelle.

Ci sono due importanti lezioni da ricordare. Per prima cosa, è importante essere collegati a una comunità spirituale. Hai bisogno del sostegno, della supervisione e dell'amore del corpo di Cristo. Devi essere sottomesso, nell’amore, alla tua famiglia spirituale ed esserle fedele.

La seconda lezione è questa: assicurati che stai vigilando sui tuoi fratelli e sorelle in Cristo nel modo in cui vuoi che vigilino su te. Combatti per la tua famiglia spirituale. Sii leale con loro. Sii generoso, gentile, paziente e soprattutto sii amorevole.

La vita è difficile e sappiamo che in questo mondo avremo tribolazione: Gesù ce l’ha garantito. Ma ci ha anche detto che possiamo farci animo perché Lui ha già vinto il mondo (Giovanni 16:33). A volte sarai ferito. Qualche volta potresti persino perdere delle battaglie. Questa è la natura della guerra. Ma il premio non va a chi combatte perfettamente, ma a chi continua a combattere.

Sii colui che si rialza. Sii colui che persevera fino alla fine.


"Dio che dà la pace schiaccerà presto Satana sotto i vostri piedi. La grazia di Gesù, nostro Signore, sia con voi".

(Romani 16:20)

Il timore di Dio nella prova

Figlio,se ti presenti per servire il Signore, prepàrati alla tentazione.
2 Abbi un cuore retto e sii costante,
non ti smarrire nel tempo della seduzione.
3 Stà unito a lui senza separartene,
perché tu sia esaltato nei tuoi ultimi giorni.
4 Accetta quanto ti capita,
sii paziente nelle vicende dolorose,
5 perché con il fuoco si prova l'oro,
e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore.
6 Affidati a lui ed egli ti aiuterà;
segui la via diritta e spera in lui.
7 Quanti temete il Signore, aspettate la sua misericordia;
non deviate per non cadere.
8 Voi che temete il Signore, confidate in lui;
il vostro salario non verrà meno.
9 Voi che temete il Signore, sperate i suoi benefici,
la felicità eterna e la misericordia.
10 Considerate le generazioni passate e riflettete:
chi ha confidato nel Signore ed è rimasto deluso?
O chi ha perseverato nel suo timore e fu abbandonato?
O chi lo ha invocato ed è stato da lui trascurato?
11 Perché il Signore è clemente e misericordioso,
rimette i peccati e salva al momento della tribolazione.
12 Guai ai cuori pavidi e alle mani indolenti
e al peccatore che cammina su due strade!
13 Guai al cuore indolente perché non ha fede;
per questo non sarà protetto.
14 Guai a voi che avete perduto la pazienza;
che farete quando il Signore verrà a visitarvi?
15 Coloro che temono il Signore non disobbediscono alle sue parole;
e coloro che lo amano seguono le sue vie.
16 Coloro che temono il Signore cercano di piacergli;
e coloro che lo amano si saziano della legge.
17 Coloro che temono il Signore tengono pronti i loro
cuori
e umiliano l'anima loro davanti a lui.
18 Gettiamoci nelle braccia del Signore
e non nelle braccia degli uomini;
poiché, quale è la sua grandezza,
tale è anche la sua misericordia.

(Siracide 2- 1,18)


RACCOMANDAZIONI DELLA SAPIENZA

Il saggio: Fuggire la compagnia dei giovani cattivi

[8]Ascolta, figlio mio, l'istruzione di tuo padre
e non disprezzare l'insegnamento di tua madre,
[9]perché saranno una corona graziosa sul tuo capo
e monili per il tuo collo.
[10]Figlio mio, se i peccatori ti vogliono traviare,
non acconsentire!
[11]Se ti dicono: «Vieni con noi,
complottiamo per spargere sangue,
insidiamo impunemente l'innocente,
[12]inghiottiamoli vivi come gli inferi,
interi, come coloro che scendon nella fossa;
[13]troveremo ogni specie di beni preziosi,
riempiremo di bottino le nostre case;
[14]tu getterai la sorte insieme con noi,
una sola borsa avremo in comune»,
[15]figlio mio, non andare per la loro strada,
tieni lontano il piede dai loro sentieri!
[16]I loro passi infatti corrono verso il male
e si affrettano a spargere il sangue.
[17]Invano si tende la rete
sotto gli occhi degli uccelli.
[18]Ma costoro complottano contro il proprio sangue,
pongono agguati contro se stessi.
[19]Tale è la fine di chi si dà alla rapina;
la cupidigia toglie di mezzo colui che ne è dominato.

(Proverbi 1- 8,19)


L'umiltà

17Figlio, compi le tue opere con mitezza,
e sarai amato più di un uomo generoso.
18Quanto più sei grande, tanto più fatti umile,
e troverai grazia davanti al Signore.
19Molti sono gli uomini orgogliosi e superbi,
ma ai miti Dio rivela i suoi segreti.
20Perché grande è la potenza del Signore,
e dagli umili egli è glorificato.
21Non cercare cose troppo difficili per te
e non scrutare cose troppo grandi per te.
22Le cose che ti sono comandate, queste considera:
non hai bisogno di quelle nascoste.
23Non affaticarti in opere superflue,
ti è stato mostrato infatti più di quanto possa comprendere la mente umana.
24La presunzione ha fatto smarrire molti
e le cattive illusioni hanno fuorviato i loro pensieri.
25Se non hai le pupille, tu manchi di luce;
se ti manca la scienza, non dare consigli.
L'orgoglio
26Un cuore ostinato alla fine cadrà nel male,
chi ama il pericolo in esso si perderà.
27Un cuore ostinato sarà oppresso da affanni,
il peccatore aggiungerà peccato a peccato.
28Per la misera condizione del superbo non c'è rimedio,
perché in lui è radicata la pianta del male.
29Il cuore sapiente medita le parabole,
un orecchio attento è quanto desidera il saggio.
30L'acqua spegne il fuoco che divampa,
l'elemosina espia i peccati.
31Chi ricambia il bene provvede all'avvenire,
al tempo della caduta troverà sostegno.
(Siracide 3- 17,31)


Proverbi - Capitolo 2 

La Sapienza contro le cattive compagnie
[1]Figlio mio, se tu accoglierai le mie parole
e custodirai in te i miei precetti,
[2]tendendo il tuo orecchio alla sapienza,
inclinando il tuo cuore alla prudenza,
[3]se appunto invocherai l'intelligenza
e chiamerai la saggezza,
[4]se la ricercherai come l'argento
e per essa scaverai come per i tesori,
[5]allora comprenderai il timore del Signore
e troverai la scienza di Dio,
[6]perché il Signore dà la sapienza,
dalla sua bocca esce scienza e prudenza.
[7]Egli riserva ai giusti la sua protezione,
è scudo a coloro che agiscono con rettitudine,
[8]vegliando sui sentieri della giustizia
e custodendo le vie dei suoi amici.
[9]Allora comprenderai l'equità e la giustizia,
e la rettitudine con tutte le vie del bene,
[10]perché la sapienza entrerà nel tuo cuore
e la scienza delizierà il tuo animo.
[11]La riflessione ti custodirà
e l'intelligenza veglierà su di te,
[12]per salvarti dalla via del male,
dall'uomo che parla di propositi perversi,
[13]da coloro che abbandonano i retti sentieri
per camminare nelle vie delle tenebre,
[14]che godono nel fare il male,
gioiscono dei loro propositi perversi;
[15]i cui sentieri sono tortuosi
e le cui strade sono oblique,
[16]per salvarti dalla donna straniera,
dalla forestiera che ha parole seducenti,
[17]che abbandona il compagno della sua giovinezza
e dimentica l'alleanza con il suo Dio.
[18]La sua casa conduce verso la morte
e verso il regno delle ombre i suoi sentieri.
[19]Quanti vanno da lei non fanno ritorno,
non raggiungono i sentieri della vita.
[20]Per questo tu camminerai sulla strada dei buoni
e ti atterrai ai sentieri dei giusti,
[21]perché gli uomini retti abiteranno nel paese
e gli integri vi resteranno,
[22]ma i malvagi saranno sterminati dalla terra,
gli infedeli ne saranno strappati.


L’Era del Cavallo Giallastro Sta Arrivando

La Scrittura rivela a tutti che l’era del cavallo giallastro
non è lontana. Quando l’era del cavallo giallastro verrà in
questo mondo, la gente soffrirà moltissimo sotto la tirannia
dell’Anticristo. Ma persino in quel mondo disperato, i santi
saranno ancora in grado di raggiungere il Regno Millenario e il
Nuovo Cielo e Terra attraverso la loro vittoriosa fede data da
Dio.

La Grande Tribolazione dei sette anni,
divisa in due periodi di tre anni e mezzo, è la provvidenza di Dio per quest’era del cavallo giallastro.
Nell’era del cavallo giallastro, il mondo affronterà le
piaghe delle sette trombe e delle sette coppe. Tempeste e fuoco
dal cielo distruggeranno un terzo delle foreste del mondo;
cadranno comete nel mare e uccideranno un terzo delle
creature in esso e avveleneranno un terzo dell’acqua del
mondo; e un terzo del sole, la luna, e le stelle saranno colpiti e
si oscureranno.
Come gli eroi sorgono in tempi di grandi difficoltà,
l’Anticristo emergerà come eroe del mondo negli ultimi tempi,
e il mondo intero diventerà suo. Egli risolverà tutti i problemi e
le difficoltà del mondo e sarà venerato come un dio.
L’Anticristo allora richiederà che tutti ricevano il marchio 666,
il suo nome e numero, sulla mano destra o sulla fronte.
Ma i santi rinati non riceveranno il marchio, e saranno
martirizzati per difendere la loro vera fede. Questi santi che si
metteranno contro l’Anticristo e saranno martirizzati per la loro
fede saranno poi rapiti dal Signore e saranno chiamati alla cena
delle nozze dell’Agnello.
L’era del cavallo giallastro si sta avvicinando velocemente
a noi. Noi dobbiamo avere solida conoscenza e fede che ci
possano preparare per gli ultimi tempi. Che le benedizioni di
nostro Signore siano con voi! 
PAUL C. JONG
Dal libro l'era dell'anticristo


Negli ultimi giorni

 Devi sapere che negli ultimi tempi ci saranno giorni difficili. Gli uomini saranno egoisti, avari, fanfaroni, orgogliosi e bestemmiatori; si ribelleranno ai genitori, non avranno riconoscenza per nessuno e non rispetteranno le cose sante. Saranno senza amore, duri, maldicenti e intrattabili. Saranno violenti, nemici del bene, traditori e accecati dalla superbia, attaccati ai piaceri più che a Dio. Conserveranno l’apparenza esterna della fede, ma avranno rifiutato la sua forza interiore. Sta’ lontano anche da questa gente! Tra questi vi sono alcuni che entrano nelle case e riescono a dominare certe donnette, cariche di peccati, schiave di ogni passione. Sono donne sempre pronte a imparare, ma non arrivano mai a conoscere la verità. E quegli uomini si comportano come i maghi Iannes e Iambrès che si erano messi contro Mosè: essi si mettono contro la verità. Sono uomini dalla mente corrotta, e la loro fede non vale nulla. Ma non andranno molto lontano: presto tutti vedranno che sono stupidi, come è accaduto per quei due. 


Raccomandazioni

Tu invece mi sei stato sempre vicino; hai seguito il mio insegnamento, il mio modo di fare, i miei progetti, la mia fede, la mia pazienza, il mio amore, la mia costanza. Hai visto le mie sofferenze e le mie persecuzioni, anche quelle che mi hanno colpito ad Antiòchia, Icònio e a Listra: eppure il Signore mi ha liberato da tutte le difficoltà. Del resto tutti quelli che vogliono rimanere fedeli a Dio e uniti a Gesù *Cristo saranno perseguitati. Ma gli uomini malvagi e impostori andranno sempre peggio: saranno allo stesso tempo imbroglioni e imbrogliati. Tu però rimani fermo, fedele alla verità che hai imparato e della quale sei pienamente convinto. Ricorda da chi l’hai imparata. Tu conosci la sacra Bibbia già da quando eri bambino: essa può darti la saggezza che conduce alla salvezza, per mezzo della fede in *Cristo Gesù. Tutto ciò che è scritto nella Bibbia è ispirato da Dio, e quindi è utile per insegnare la verità, per convincere, per correggere gli errori ed educare a vivere in modo giusto. E così ogni uomo di Dio può essere perfettamente pronto, ben preparato a compiere ogni opera buona. 
(2 Timòteo 3:1 - 17)


Inutile dirvi che secondo le mie esperienze di vita,le mie ricerche e cosa vedo accadere oggi intorno a noi,credo che siamo giunti ormai al tempo dell'anticristo,non so precisamente quanti anni mancano ancora alla sua comparsa,ma sono convinto che ormai siano davvero pochi,quasi a contarli sulle dita delle mani...anche la bibbia sembra dirci lo stesso. Ecco perché ho creato questa serie,per portare quante più persone a nostro Signore Gesù Cristo e farle arrivare da guerriere spiritualmente,pronte e decise,seguendo consigli biblici per cambiare se stessi e tornare a Dio Padre,così una volta sconfitto i propri demoni interiori potremmo ricevere lo Spirito Santo da Dio ed aiutare il resto dei suoi figli,salvando loro e noi stessi,grazie a Cristo Gesù nostro Signore. Dunque,  Sorga un Cavaliere di Cristo per creare il nostro esercito di cavalieri devoti a Cristo ripieni di Spirito Santo,e fare la volontà sua,che Dio sia con voi,cari fratelli.

Vi voglio bene.





Grazie per la realizzazione di questo numero a: 
https://ifratellidellaspada.altervista.org/codice-cavalleresco.html

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lunedì 28 agosto 2023

🕊✝️ JESUS R-EVOLUTION (SPECIAL 02)"Carismi della parola" I doni delle Lingue- e dell'interpretazione

 benvenuti al secondo speciale della serie Jesus Re(volution),nel primo numero abbiamo approfondito il dono della profezia,in questo concludiamo i carismi della parola, approfondendo i doni delle lingue e dell'interpretazione. Sapete che per semplificare abbiamo diviso i carismi dello Spirito Santo in tre gruppi ed ogni gruppo con  tre doni. Il primo gruppo è quello della "parola" con i tre doni della profezia - delle lingue - e dell'interpretazione. Il secondo gruppo di carismi e quello delle "opere" con i rispettivi tre doni delle, Guarigioni - Miracoli - Fede.  Mentre il terzo gruppo di carismi è quello della Cognizione, con i tre rispettivi doni del; Discernimento degli Spiriti - la Sapienza - la Scienza. Quindi dicevamo,nel primo speciale abbiamo parlato del dono della profezia,oggi chiudiamo il gruppo dei carismi della parola, con i doni delle lingue e dell'interpretazione. 

Carismi della parola

Il dono delle Lingue


Parleranno lingue nuove                                    (Mr 16,17)

Io sarei ben lieto se tutti voi parlaste le lingue  (1 Cor 14,5)

Cominciamo dunque a parlare del dono delle lingue, di questo Carisma che è il più comune tra i carismatici, Ma che sembra anche il più strano. Intorno ad esso non sono mai mancate le incomprensioni e le polemiche, che del resto erano cominciate fin dal suo primo apparire davanti al cenacolo di Gerusalemme. Quando io intesi la prima volta un sacerdote cantare nelle lingue, mentre pregava su di me, mi parve di udire qualcosa di Arcano che veniva dall'aldilà. Era una melodia semplice, primitiva a forma di nenia, di sapore prettamente orientale, che penetrava nell'anima come una soave carezza, e insieme come una pioggia refrigerante ora è da tre anni che sento pregare nelle lingue in ogni incontro dei gruppi carismatici. L'assemblea passa più volte spontaneamente e insensibilmente dalla preghiera nella lingua locale a quella nelle lingue, senza che alcuno lo ordini. Ognuno prega o canta nella sua lingua differente da quelle degli altri. Nel congresso carismatico internazionale tenutosi a Notre Dame, South bend, indiana, USA. Nel giugno del 1974 ho sentito Ben 30.000 persone glorificare il signore in 30.000 lingue diverse, un evento che non ha precedenti nella storia della chiesa. È bene dunque che sappiamo qualcosa di questo primo dono dello spirito.

 Nacque con la chiesa stessa. 

Del dono delle lingue non si fa cenno alcuno nel Vecchio Testamento e neanche durante la vita di Gesù; però egli lo promise prima di salire al cielo: "E questi i prodigi che accompagneranno i credenti....parleranno lingue nuove" (Mr 16,17)   

Gli apostoli da poveri Galilei illetterati e ignoranti non potevano rendersi conto che cosa in realtà significasse questa promessa; l'unica lingua che conoscevano era il loro dialetto. Ma a Pentecoste ne ebbero l'esperienza, e ascoltarono anche le reazioni contrastanti del pubblico leggiamo il racconto che fa l'autore degli Atti. All'improvviso scese dal cielo un suono, come di vento che soffia impetuoso, e riempì tutta la casa dov'erano riuniti. Apparvero quindi ad essi come delle lingue di fuoco separate, e si posarono sopra ciascuno di loro. Sicché tutti furono ripieni di Spirito Santo, e incominciarono a parlare lingue diverse, secondo che lo spirito dava ad essi di esprimersi. Ora dimoravano in Gerusalemme dei Giudei, uomini religiosi di tutte le nazioni che sono sotto il cielo. All'udire quel suono si radunò la moltitudine e rimase confusa, perché ciascuno li sentiva parlare nella propria lingua. E tutti stupiti e meravigliati andavano dicendo: Ma questi uomini che parlano non sono tutti Galilei? E come mai li sentiamo parlare ciascuno la nostra lingua natia? Li sentiamo annunziare nella nostra propria lingua le grandezze di Dio! Ed erano tutti stupiti, e non sapendo cosa pensare si chiedevano l'un l'altro: "Che cosa significa questo?" Ma altri invece li beffeggiavano dicendo: sono degli ubriachi    (At 2,2-13)

Questa dunque la prima manifestazione del dono delle lingue, in coincidenza con la nascita della Chiesa. È la torre di Babele rovesciata: lì a causa delle lingue differenti, la famiglia umana si disperse; qui col dono delle lingue, si ricompone. Ma che cosa è avvenuto quel giorno? Da una parte abbiamo i 120 carismatici usciti dal Cenacolo, glorificando Iddio in lingue differenti dal loro dialetto. Dall'altra una folla eterogenea di uditori, i quali in quelle lingue riconoscono i propri Idiomi, parlati nei paesi di provenienza. Ora ci domandiamo: Come mai alcuni rimangono stupiti e glorificano Iddio, mentre altri reagiscono in modo opposto? Gli esegeti ne danno varie interpretazioni. È da escludere che si tratti di un miracolo, come vorrebbero alcuni, verificatosi nelle orecchie degli uditori e non sulla bocca degli Apostoli. Infatti San Luca dice chiaramente che quelli che uscirono dal Cenacolo cominciarono a parlare lingue diverse, secondo che lo spirito dava ad essi di esprimersi. Dunque È chiaro che il prodigio è sulla bocca di chi parla. Ma come si spiega la duplice contrastante reazione del pubblico? A me pare si possa dare la seguente spiegazione; l'uditorio era composto di due categorie di persone, i Giudei di Gerusalemme, che conoscevano solo la lingua ebraica, E i Giudei della diaspora, venuti per l'occasione della festa, che conoscevano l'ebraico e le lingue dei luoghi in cui risiedevano. Ora i primi sentendo Dei Galilei parlare lingue strane, li considerano ubriachi, mentre i secondi, sentendo le loro lingue sulla bocca di quegli uomini illetterati che non avevano mai lasciato la Palestina, si stupiscono e sentono il bisogno di glorificare Iddio con loro.

 Fu un dono comune nella chiesa primitiva.

Dopo la Pentecoste il dono delle lingue si va diffondendo anche tra i semplici cristiani. Lo troviamo per esempio nella famiglia di Cornelio (AT 10,46) e nei neo battezzati di Efeso (At 19,6) sempre come manifestazione dello Spirito. San Paolo nella prima lettera ai Corinti ne parla come di un fenomeno comune presso quella comunità, e scrive loro non per proibirlo, ma per disciplinare l'uso nelle riunioni. Egli stesso dice di aver ricevuto questo dono più di ogni altro "Io ringrazio Iddio di superare nel dono delle Lingue tutti voi" (Cor 14,18)  Vuole inoltre che sia un dono per tutti: "Io sarei ben lieto che tutti voi parlaste le Lingue"  (1 Cor 14,5). Dopo il primo secolo non si hanno più notizie di questo Carisma almeno come fenomeno diffuso tra la massa dei fedeli. Si riscontra ogni tanto nella vita di qualche santo, come San Francesco Saverio, il curato d'Ars gli altri Santi. 

Che cos'è il dono delle Lingue ?

Che cosa vuol dire dunque parlare le lingue o lingue nuove o possedere il dono delle lingue? Il dono delle lingue o glossolalia è anzitutto una preghiera che si fa a Dio. Non è un discorso alla comunità è una forma di glorificazione, non di predicazione. A Pentecoste i carismatici del Cenacolo con le lingue glorificano il Signore, non parlano alla moltitudine. San Paolo dice: chi parla le lingue non parla agli uomini ma a Dio. Difatti nessuno lo capisce, perché mosso dallo spirito, proferisce parole misteriose,           (1 Cor  14,2). È una preghiera privata tra noi e Dio, anche se fatta insieme ad altri "Colui che parla le lingue edifica se stesso" (1 Cor 14,4). Qualche volta però assume la forma di un messaggio alla comunità, ma in tal caso si richiede l'interpretazione, come vedremo più avanti. " se non c'è Chi interpreta, i glossolali tacciano nell'adunanza e parlino con se stessi e con Dio (1 Cor 14,28).  È una preghiera fatta in una lingua sconosciuta che non si è mai studiata o ascoltata. E' dire delle frasi di cui non si conosce il significato. È recitare delle parole che non sono la manifestazione esterna di un pensiero, formulato prima dalla mente. È usare la lingua per esternare al signore dei sentimenti che non vengono da noi. Avere il dono delle lingue non significa che si conosca tutta quella lingua con le regole della grammatica in modo che si possano formare frasi a piacimento, o un gran numero di vocaboli con loro significato. Il glossolano può dire soltanto quelle poche parole che gli suggerisce lo spirito senza neanche capirne il senso. È una preghiera che si fa in condizioni normali. Quando il glossolalo prega nelle lingue non assumere forme estatiche o emotive, non cade in trance, ma rimane nel pieno possesso delle sue facoltà e cosciente di quello che sta facendo. È libero di iniziare e terminare quando vuole, di ripetere o interrompere a suo piacimento e uno che prega come un comune Fedele, solo che usa un linguaggio sconosciuto. La preghiera nelle lingue potremmo paragonarla alle preghiere in latino, per esempio al "Tantum Ergo" o alle litanie, Recitate per secoli dal nostro popolo, il quale sapeva in genere di glorificare Gesù in Sacramento o la Vergine Santa, ma senza conoscere il significato delle singole parole. Però con la differenza che le preghiere in latino furono apprese da un libro o ascoltandole da altri, mentre nel caso nostro, il grossolalo non le ha prese da un libro o da altri, ma gli sono venute spontaneamente sulle labbra. Né si può parlare di psicosi collettiva perché sono tutte diverse l'una dall'altra,e parecchi ricevono questo dono quando sono da soli nel chiuso  d'una stanza, magari dopo giorni o settimane dal battesimo nello spirito. È una preghiera speciale che ci viene data direttamente dallo spirito ( 1 Cor 12,11). Anche se non se ne comprende il significato, si sente che è una preghiera ineffabile che supera ogni altra forma di preghiera personale. E' una nuova dimensione della preghiera. Solo a pronunciare quelle poche frasi ci si sente avvolti in un clima di mistero e invasi da un profondo senso di gioia e di pace. La presenza di Dio si sente intima, è evidente, quasi palpabile. 

Sono vere e proprie lingue?

Quando preghiamo nelle lingue usiamo una lingua vera e propria che si è parlata o si parla nel mondo con regole grammaticali, sintattiche e fonetiche, o emettiamo soltanto dei suoni misteriosi senza significato? Si può dare l'uno e l'altro caso. C'è chi sostiene che per lo più sono delle vere e proprie lingue parlate. Da alcuni studi fatti da glottologi che le hanno incise su nastro in gruppi carismatici diversi, risulta che alcune sono lingue morte, per lo più orientali, come l'aramaico, l'ebraico antico, il siriaco ecc... Altre sono lingue e dialetti parlati oggi nel mondo. In genere noi occidentali riceviamo il dono di parlare lingue asiatiche con preferenza per i dialetti dell'estremo Oriente. Vi sono molte testimonianze di giapponesi, indonesiani ecc....   I quali partecipando ad alcuni incontri di preghiera in America e in Europa, hanno ascoltato la loro lingua nativa, parlata in modo perfetto. Mi si permetta di citare un esempio personale, alcuni mesi fa, in una città delle Isole Vergini, mentre stavo pregando sopra una signora, perché ricevesse il battesimo nello spirito, questa cominciò a glorificare Dio Padre in perfetto italiano. Lei non conosceva una sola parola di italiano e neanche sapeva che quella lingua era l'italiano. Quel che più meraviglia, ascoltando la preghiera nelle lingue, e l'esattezza, la scorrevolezza e la pronuncia perfetta di certi suoni specialmente culturali, umanamente impossibili, se non si è nati sul posto. La signora di cui sopra non solo parlava un perfetto italiano, ma anche con un perfetto accento meridionale. 

A che serve il dono delle lingue?

Se è un dono dello Spirito Santo deve pur servire a qualcosa. È San Paolo che risponde alla nostra domanda: lo spirito viene in aiuto della nostra debolezza. Quando noi non sappiamo come ci conviene pregare, lo spirito stesso intercede a nostro favore con suoni incomprensibili. E colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello spirito, perché egli intercede presso Dio a favore dei santi e secondo la volontà di Dio (RM 8,26-27).   Dunque è la preghiera che lo Spirito ha pronta per supplire alla nostra debolezza, alla nostra incapacità, all'ignoranza degli effettivi bisogni di noi stessi e della comunità. È la preghiera più adatta per ogni circostanza perché sappiamo che è lo spirito che vi mette le intenzioni con le parole più adatte perché arrivino direttamente al cuore di Dio. È la via più facile per lasciare piena libertà allo Spirito di glorificare Gesù e il Padre, per mezzo nostro, come egli vuole. Alla prova dei fatti si dimostra una preghiera infallibile per ottenere favori speciali e anche per combattere le tentazioni. Non mortifica la nostra personalità, perché non restiamo del tutto passivi. Siamo noi che preghiamo con la nostra lingua e la nostra volontà.. anzi la nostra personalità viene valorizzata al massimo, perché le nostre parole arrivano al trono di Dio mediante la potenza dello Spirito. Ma vi è un altro motivo bellissimo che giustifica la preghiera nelle lingue. Lo troviamo ancora in San Paolo, l'apostolo scrivendo ai Filippesi, dice: "e ogni lingua deve proclamare che Cristo Gesù è il Signore, a Gloria del padre (Fil 2,11). Ogni lingua! Cioè tutte quelle lingue che si sono parlate nel mondo fin dalla creazione, e tutte quelle che si parlano attualmente, e quelle che si parleranno nel futuro tutte devono proclamare che Gesù è il Signore. Ma se questo non fu possibile in passato, perché Cristo non era ancora venuto, ne è possibile al presente perché molti popoli non sono cristiani, ecco che lo Spirito Santo prende queste lingue e le dona a coloro che sono pronti a gridare, a nome di quei popoli, che Gesù è il Signore, a Gloria del padre. Sono lingue tutte differenti, ma dalla fusione di esse scaturisce l'unità del coro possente di tutti i popoli che glorificano a Dio. Come tutte le creature irrazionali, dall'insetto alle stelle, hanno ciascuna un proprio modo di glorificare Dio, così le creature razionali, pur con linguaggi differenti, formano nell'insieme un unico armonioso concerto. 

Q


Non si può stabilire una regola fissa. Alcuni lo ricevono nello stesso momento in cui ricevono il battesimo nello spirito. Mentre il gruppo sta pregando su di loro, sentono un incontenibile Gioia interiore che si manifesta subito all'esterno con delle frasi strane e inconsuete. Talvolta è una preghiera completa e perfetta che si recita velocemente e con sicurezza. Altre volte invece viene fuori una sola frase brevissima, o addirittura una sola parola. In seguito se la persona è fedele a recitare quei monosillabi, vengono le altre frasi, fino a formare una preghiera completa. Altri invece ricevono questo dono… dopo qualche giorno o qualche settimana, in circostanze le più diverse, come per esempio, durante le preghiere, le ordinarie occupazioni, a passeggio, o anche durante il sonno.

 È un dono per tutti i singoli?

Non necessariamente. Noi cattolici A differenza dei pentecostali classici, Diciamo che si può aver ricevuto il battesimo nello spirito, anche se non è accompagnato dal dono delle lingue. Però in genere Lo Ricevono tutti battezzati nello Spirito, se non vi pongono ostacoli e collaborano con donatore.

 Come ricevere il dono delle lingue ?

Abbiamo detto che si richiede una certa Cooperazione del soggetto con lo spirito. La preghiera nelle lingue è una misteriosa combinazione di elementi divini e umani di Divina e umana iniziativa. Si suol dire: senza lo spirito tu non puoi far niente, ma senza di te egli non vuole far niente.. lo spirito fornisce gli elementi essenziali, cioè la materia e la forma della preghiera; noi dobbiamo cooperare coi mezzi accessori, quali: la volontà, la lingua, la voce, il coraggio a parlare ecc...

La nostra collaborazione è indispensabile, ora per alcuni soggetti questa collaborazione riesce facile, per altri invece richiede uno sforzo coraggioso e paziente. Gli uni e gli altri però alla fine ottengono lo scopo. Ecco alcuni suggerimenti pratici collaudati dall'esperienza. Uno si comincia a glorificare il Signore ad alta voce, con parole spontanee e improvvisate, senza preoccuparsi della forma. È consigliabile ripetere molte volte e velocemente l'invocazione Abba, padre!. 2 dopo qualche minuto smettere di pregare nella propria lingua, e sforzarsi di cavar fuori dalla gola delle articolazioni senza significato. È a questo punto che lo spirito potrebbe intervenire dando il suo proprio linguaggio. Cominciano a venir fuori delle strane sillabe, mai sentite sotto l'impulso di una forza interiore la quale muove la lingua con una velocità inconsueta. Ma non sempre è così. Giorni fa una bambina di 8 anni, mentre pregavano su di lei, cominciò a pregare correttamente nelle lingue però sillabando le parole come si fa alla prima elementare. Sin da questo momento bisogna dimenticare di pregare nella lingua del luogo, e ripetere ad alta voce questi suoni strani e incomprensibili. Alcuni ricevono subito il dono di una preghiera già completa e perfetta. Costoro non devono fare altro che continuare a pregare in questo modo, sempre che lo vogliono. Altri invece ricevono una due o tre parole in tutto non c'è da preoccuparsi, conviene ripetere quei monosillabi in continuazione, le altre parole verranno fuori subito. Chi ha dato quelle poche poche cose può darne altre mille, non c’è neanche da meravigliarsi se da principio si fa fatica a pronunciare quelle strane articolazioni. Il Signore gioisce nel sentirsi glorificare in quel modo, come la mamma che esulta a sentir ripetere dal bambino la prima parola balbettata il dono da parte dello spirito è perfetto, ma è da parte del ricevente che non si sa accettare con libertà. La partitura è perfetta, ma è lo strumento che ancora non sa eseguirla. Però perseverando il dono perfetto sarà anche ricevuto perfettamente. Chi nonostante tutti gli sforzi non riesce a ricavarci nulla, non deve perdersi di coraggio. Il dono è lì, basta saperlo tirar fuori, con pazienza e perseveranza, ma soprattutto senza preoccupazione. Alcuni non lo ricevono mai perché si affannano a chiedere allo spirito il dono della lingua, invece di preoccuparsi di glorificare il donatore e durante la preghiera di lode passare al pratico, come abbiamo spiegato. 

Quando pregare nelle lingue?

Essendo una preghiera privata, si può fare ogni volta che si vuole: quando si è soli in camera, o in mezzo alla folla, camminando, lavorando ecc... in particolare si consiglia, negli incontri di preghiera, quando si prega per il battesimo nello spirito, per la guarigione di un ammalato, quando si può liberare una persona dal demonio, Quando si chiede un favore particolare, come un miracolo ecc. Inoltre è molto utile quando siamo distratti e non si riesce a pregare diversamente, quando ci si sente affaticati E depressi, e quando si devono prendere delle serie decisioni. Infine pregare nelle lingue ogni volta che vogliamo glorificare il Signore e non troviamo le parole adatte. Non sostituisce le altre preghiere, ma prepara ad esse. Alcuni sacerdoti le trovano molto efficaci come preparazione alla messa, come ringraziamento, e come Introduzione alla recita del Breviario. San Paolo ci esorta a pregare sempre nello spirito: "pregate in ogni tempo, con ogni forza di esortazione e di supplica, per mezzo dello spirito" (Ef.6,18). Quale preghiera più efficace si può fare "in ogni tempo per mezzo dello spirito". Di quella che ci dà lo stesso spirito? 

Si può perdere il dono delle lingue?

Il dono delle lingue a differenza degli altri, viene dato in modo permanente e per sempre. Però, se non lo si esercita, piano piano si può perdere, Come qualsiasi lingua appresa a scuola. E come un talento che se non si traffica può marcire sotto terra.

Cantare nelle lingue

Qualcuno insieme col dono delle parole, riceve anche il dono del canto. Generalmente è una melodia semplice, primitiva, di sapore orientale, è il dono completo, ma anche qui si richiede una certa cooperazione.


Carismi della parola

Il dono dell'interpretazione 


"Chi parla le lingue preghi per il dono dell'interpretazione"                                                (1 Cor 14,13)

"Se non c'è chi interpreti, i glossolali tacciano nell'adulanza"                                                           (1 Cor 14,28)


L'interpretazione delle lingue è il secondo dono dello spirito. Questo si manifesta in concomitanza con i messaggi in lingue che lo spirito comunica all'assemblea. Ad un certo momento qualcuno dei presenti comincia a dire delle frasi incomprensibili, qualche volta espresse anche in canto. È un messaggio per la comunità da parte di Gesù che è lì in mezzo al suo popolo qualche volta invece è un messaggio diretto a qualcuno dell'assemblea. La persona che riceve questo incarico si sente Venire sulla lingua le parole una alla volta, cioè dopo che ha pronunciata la prima ad alta voce, le viene la seconda, e così via. La mente è estranea, il pensiero è assente del tutto.. Pertanto si richiede una certa dose di coraggio, e anche molta fede, per mettersi a parlare con una sola parola di cui si dispone. Terminato il messaggio nelle lingue, l'assemblea di restare nel più assoluto silenzio, sino a quando lo spirito non dà il dono dell'interpretazione. Fu proprio su questi messaggi in lingue e relativa interpretazione che a Corinto si erano verificati degli inconvenienti, per cui San Paolo dovette intervenire: "se c'è chi ha il dono delle lingue, parlino 2 o al massimo tre, uno per volta, e ci sia uno che interpreti. Ma se non c'è chi interpreta, tacciano nell' adunanza e parlino con sé stessi e con Dio (1 Cor 14,27,28).  

l'interpretazione non è la traduzione letterale del messaggio. È un altro dono che dà il senso, non la traduzione delle singole parole Talvolta capita che il messaggio nelle lingue è brevissimo mentre l'interpretazione viene fatta con parole più lunghe. Questo perché il primo viene fatto con parole concise e frasi proprie di una lingua che non conosciamo, nel mentre l'interpretazione richiede una lunga delucidazione. Il dono dell'interpretazione può essere dato alla stessa persona che ha riferito il messaggio in lingue, come ad un'altra o più di una. Chi riceve questo dono deve parlare in prima persona cioè in nome di Gesù, come si suppone fu dato il messaggio in lingue. Cioè non dire: il Signore dice che ecc. E dire il messaggio come qualcosa sentita prima e che ora bisogna raccontare; ma dire, queste cose dice il Signore, e subito cominciare in prima persona come se fosse Gesù stesso che parla in quel momento. Egli non vuole che si faccia il racconto del suo messaggio ma che si dica il messaggio in nome suo e in prima persona. Qualche volta gli interpreti sono più di uno, ed è misterioso il fatto che uno si ferma all'improvviso, senza neanche aver terminato il periodo dell'altro attacca dove è rimasto il primo. Ancora un'ultima nota misteriosa. Succede qualche volta che negli incontri di preghiera, dove vi sono cattolici e protestanti insieme, questi ultimi ricevano l'interpretazione di messaggi contrari alla loro teologia, come per esempio inni di lode alla verginità di Maria o al suo immacolato concepimento Dunque lingue e interpretazione: due doni che si completano a vicenda. " Chi parla le lingue preghi per avere il dono di saperle interpretare"                                    (1 Cor 14,13).



Grazie,al libro di Serafino Falvo - Il risveglio dei carismi 


La Bibbia 



Numeri della serie 👇👇


Jesus R-Evolution pt1 insegnamenti dai vangeli per il discepolato


Jesus R-evolution pt2 -Il peccato- Cristo-redentore-e-lo-spirito-santo


Jesus-r-evolution-pt3-ricevere-lo Spirito Santo e combattere il demonio


Jesus r-evolution-pt4-rinascere dall'alto,(effusione dello Spirito Santo) e la lotta Spirituale


Jesus r-evolution pt5 la valle della rottura-Diventare nuove creature


Jesus R-evolution-pt6-celebrazione-per ricevere lo Spirito Santo -Quaresima,digiuno e deserto-vivere nella luce


Jesus R-evolution-pt7 imparare a pregare-il combattimento della preghiera-chi è lo Spirito Santo-Tornare a Dio



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Il-problema-della-possessione-diabolica ai giorni d'oggi


Se sei con Dio non essere schiavo e non avere paura


Il-tempo-dell'anticristo-gli-eletti-e l'armatura di Dio


Dichiarazione-di-rigetto-al-male



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Dal-vangelo-secondo-luca-capitolo-5 "seguitemi e vi farò pescatori di uomini"



Salmo 38 di davide Richiesta di perdono di liberazione e di salvezza



Salmo-36-di-re-Davide-e-matteo 6-34


Salmo-23-di-davide "il Signore è il mio pastore


La-bestia-dellapocalisse-si-avvicina


Gli-ibridi-della-bestia


Apocalipse il ritorno di nostro Signore Gesù Cristo



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Sorga un cavaliere di Cristo - la nuova alleanza - Figli della luce contro figli delle Tenebre


Sorga-un-cavaliere-di-cristo-n2 - Purificazione-Gesu' Cristo Salvatore-Guerra totale contro Dio-Cos'è il Combattimento Spirituale











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lunedì 7 agosto 2023

🔴👹Follie Medievali n°02 La tomba di Dracula è in Italia!!!

 La TOMBA di Dracula è in ITALIA!


Alcuni ricercatori credono di aver trovato la #tomba di Vlad Tepes III, meglio conosciuto come Vlad l'Impalatore, nonché quello che viene considerato il #vampiro per eccellenza.

E cosa decidono di fare questi ricercatori quando scoprono una tomba che forse appartiene al vampiro più potente di tutti i tempi? 

Ovvio: vogliono aprirla, naturalmente!

Vlad l'Impalatore visse nel 15° secolo, aveva un debole per la tortura ed era davvero bravo. 

E anche se non aveva nulla contro le mutilazioni genitali, la scuoiatura, i roghi o l'ebollizione, la sua vera passione era l'impalamento, da cui, come ben sappiamo, il soprannome. 

Ma nel 1476 Vlad andò in battaglia e non tornò più. 

Si disse che era stato ucciso in battaglia fra il 31 ottobre e il 31 dicembre, ma ci fu anche chi testimoniò di averlo visto portare via in catene. 

In ogni caso, nessuno seppe mai che cosa gli fosse successo ... fino ad ora, pare.

Tutto inizia nel 2014, quando una studentessa, Erika Stella, lavorando ad una tesi sulla Chiesa di Santa Maria la Nova a Napoli, trova una lapide che crede appartenga a Vlad detto Dracula. 

L'ipotesi di Stella viene sostenuta dallo studioso di storia medievale Raffaello Glinni, dal fratello di questi, Giandomenico, ricercatore presso l'Università di Tallinn in Estonia, e da Nicola Barbatelli, direttore del #Museo delle #popolazioniantiche in #Italia. 

La squadra concentra l'attenzione sui bassorilievi presenti sulla tomba, facendo notare come i simboli presenti siano assolutamente fuori luogo in Italia, in una cripta piena di nobili italiani.

"Quando si guardano le sculture in bassorilievo, il simbolismo è evidente", ha detto Glinni. "Il drago significa Dracula, e le due sfingi opposte rappresentano la città di Tebe, nota agli antichi egizi come Tepes. In questi simboli, è scritto il nome stesso del conte Dracula Tepes. "

Secondo i ricercatori, il Principe Vlad III di Valacchia venne in realtà fatto prigioniero dai turchi e poi riscattato dalla figlia, Maria Balsa, che era stata portata alla corte napoletana all'età di sette anni e aveva poi sposato il conte Giacomo Alfonso Ferrillo: pagò lei il riscatto ha pagato il riscatto e Vlad visse il resto della sua vita a Napoli. 

Dopo la sua morte, fu sepolto nella chiesa di Santa Maria Nova nella tomba della famiglia Ferrillo.

Ora il gruppo di ricercatori sta cercando di ottenere dal governo italiano il permesso di aprire la tomba e confermare la sua teoria. 

Il governo italiano non si è ancora pronunciato.

Le "prove" che i "ricercatori" presentano a sostegno della loro ipotesi fanno acqua da tutte le parti... e quando si parla di Vlad non posso proprio lasciar correre...

Prima di tutto, faccio notare al signor Glinni (tarpano che non sei altro) che Vlad non era un 'conte', come il suo omonimo immaginario, ma era un voivoda (cioè, un principe). 

Inoltre, è vero che il drago era l'elemento distintivo principale dell'Ordine del Dragone (a cui il padre di Vlad III apparteneva), ma nessuna delle raffigurazioni dell'Ordine del Dragone assomiglia a quella sul bassorilievo italiano. 

I documenti storici lo associano allo stemma di Matteo Ferrillo, suocero di Maria Balsa. Il simbolo del drago non era certo raro negli stemmi delle nobili casate.

Per quanto riguarda le sfingi, la connessione Tebe / Tepes non regge. Se Tebe è un toponimo greco, Tepes è una parola turca e significa "Impalatore". 

Ed è improbabile che il soprannome Tepes sia stato utilizzato nel corso della vita di Vlad, poiché era un soprannome negativo ed era considerato un insulto. 

Vlad, nato tra il 1428 e il 1431, probabilmente a #Sighişaora, in #Transilvania, si era infatti guadagnato quel soprannome infame per i suoi metodi di esecuzione crudeli. 

Durante la lotta contro Mehmed II dell'impero ottomano, nel 1462, impalò circa 20.000 persone fuori dalla città di Târgoviște. 

Lo spettacolo fu così scioccante che gli ottomani si ritirarono a #Costantinopoli.

Per quanto riguarda la figlia segreta di Vlad, la figura storica di nome Maria Balsa esiste, ma non vi è alcun documento che la leghi a Vlad, i cui figli registrati sono solo maschi.

La maggior parte degli storici ritengono che #Dracula sia stato ucciso su una strada tra #Bucarest e #Giurgiu, in #Romania, nel corso di una lotta per riconquistare la Valacchia dal sovrano turco Basarab Laiota.

Laiota decapitò Vlad e inviò la testa come trofeo a Costantinopoli.

Il corpo venne sepolto senza ornamenti fastosi né una lapide particolare nella chiesa più vicina legata al suo nome, che secondo lo storico medievale Constantin Rezachevici (ricercatore capo, con l'Istituto Nicolae Iorga, dell' Accademia della Storia Romena), era il monastero di Comana, costruito da Vlad III stesso e demolito circa un secolo dopo la sua morte.


👉Oggi è possibile fare una visita con un Tour Virtuale gratuito nella Chiesa di Napoli che custodisce la Tomba di Dracula. 


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