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martedì 20 gennaio 2026

✝️🕊Jesus R-evolution (Special 04)Il dono dei Miracoli-[carismi delle opere]

 Il Dono dei Miracoli - carismi delle opere


Niente è impossibile a voi » (Mt 17,20)


«In verità in verità vi dico: chi crede in me, farà le stesse opere che io faccio, anzi ne farà ancora più grandi, perché io vado al Padre » (Gv 14,12).


Il Dono dei Miracoli è intimamente connesso col Dono delle Guarigioni di cui abbiamo parlato finora,nel numero precedente.Quest'ultimo è limitato ai problemi della salute dell'uomo, mentre il primo si estende anche ad eventi fuori di lui e alle leggi del creato.

Il Dono dei Miracoli è anch'esso un dono dello Spirito Santo.

S. Paolo, nel fare la lista dei Carismi, include anche questo, però non lo considera come il più grande, ma come uno dei tanti, comunissimo, come gli altri, presso i cristiani di Corinto.


La preghiera in "Spirito e verità"


"...Ti ho chiamato per nome" (Is. 43, 1).

"...perché tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre" (Is. 42, 7).

"Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi" (Gv. 20, 21)

"Credimi donna,... è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adorerranno il Padre in Spirito e verità; perché il Padre cerc cerca tali adoratori. Dio è Spirito, quelli che lo adorano devono adorarlo in Spirito e verità" (Gv. 4, 23-24)

La Preghiera del Rinnovamento è una Preghiera in "Spirito e verità", perché è una Preghiera nello Spirito, centrata su Gesù, Verità e Rivelazione del Padre e del Suo Amore per noi. Qualsiasi Preghiera di intercessione è finalizzata proprio a questo, cioè a favorire un incontro forte e personale del Fratello con il Signore Gesù.

Un incontro fra due Persone vive, attuali, un incontro importante, unico, un incontro che cambia la vita.

"Il centurione...gli mandò alcuni anziani dei Giudei a Pregarlo di venire e di salvare il suo servo... costoro giunti da Gesù lo pregarono con insistenza: Egli merita che tu gli faccia questa grazia dicevano" (Lc. 7, 3-8).

La Preghiera fatta con Fede...è questo cammino che introduce noi e i nostri Fratelli alla presenza di Gesù. "Che vuoi che io faccia per te?" (Lc. 18, 41) "...Se vuoi puoi guarirmi" (Mt. 8,2).

Ma perché questo incontro personale avvenga, occorre adempiere ad alcune condizioni indispensabili. Dobbiamo "aprire delle porte" e attraversare delle realtà interiori,degli stati d'animo... È come quando, per ricevere un documento,un certificato importante e personale, dobbiamo recarci ad un appuntamento in un certo ufficio,e dobbiamo aprire delle porte e attraversare dei corridoi per arrivare all'ufficio indicato...Sia la Preghiera che la guarigione,comportano sempre un cammino di Fede e di abbandono. "Non temere,continua solo ad aver fede" (Mc. 5, 36). C'è un cammino anche nostro,e solo nostro,che dobbiamo compiere per giungere a quell'incontro unico... "Non era ormai molto distante dalla casa quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli... Signore,non son degno che tu entri sotto il mio tetto...ma comanda con una parola e il mio servo sarà guarito... All'udire questo Gesù restò ammirato...e gli inviati, quando tornarono a casa,trovarono il servo guarito". (Lc. 7, 6-7:9-10). Ci sono dunque alcune condizioni per poter rispondere a quel: "Credi che io possa fare questo?" (Mt. 9, 28), per non dover incontrare il Signore senza poterlo riconoscere... "Gesù... incontrandolo (il cieco nato) gli disse: Tu credi nel Figlio dell'uomo? Egli rispose: E chi è, Signore, perché io creda in lui? Gli disse Gesu: Tu l'hai visto; colui che parla con te è proprio lui. Ed egli disse: io credo, Signore! E gli si prostrò innanzi..." (Gv. 9,35-38). Gesù richiede lo stesso atto di Fede pure a Tommaso. Ma Tommaso, pur essendo stato al seguito di Gesù a compiere questo cammino di Fede. ed avendo veduto le sue opere, non riesce a Egli vuol prima vedere per poi credere, e così egli si chiude e non può predisporsi a questo incontro personale col Signore. Questo atteggiamento rispecchia la difficoltà a compiere questo cammino di predisposizione interiore e di accoglienza, ben attestato dalla richiesta dei Galilei a Gesù: ... "Allora gli dissero: Quale segno dunque tu fai perché vediamo e possiamo crederti? Quale opera compi?" (Gv. 6, 30). Per questo, Gesù, volgendo lo sguardo ai futuri seguaci che non si troveranno nella condizione di Tommaso, perché non avranno l'opportunità di vedere fisicamente il Risorto: proclama beati... "Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto, crederanno!" (Gv. 20, 29).

Nei Gruppi di Preghiera, non deve mai mancare la Preghiera di intercessione per i Fratelli sofferenti, (che non vuol dire che tutti debbano guarire...) La positività di una Preghiera non la si misura con metro umano.Presentare un Fratello al Signore,significa dimostrargli la nostra solidarietà,il nostro amore.Significa, inoltre,confermarlo nella Fede e adempiere ad un grande comandamento: "Amerai il prossimo tuo come te stesso" (Mt. 22, 39; Gal. 6, 2) "Ogni volta l'avete fatto a me..." direbbe Gesù. (cf. Mt. 25, 40). Il bene che egli ne avrà non è certamente solo fisico.Pensiero,volontà e amore si rinnovano nella Preghiera.La Preghiera è una fonte di energia anche per la Fede. La fede che è il fondamento della Santità (Eb. 11,1), non viene nè dall'intelligenza, nè dalla volontà (anche se è ad esse collegata) nè dagli studi; ma da Dio. È un Dono di Dio... "Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato..." (Gv. 6, 44). La Preghiera in "Spirito e verità" è la preghiera della Fede-certezza ("La Preghiera della Fede solleverà il malato..." Gc. 5,15). Essa proviene dalla Preghiera quotidiana e perseverante,dalla penitenza,dalla Comunione giornaliera con Dio nel nostro cuore,dalla rinuncia alle nostre sicurezze materiali e culturali... "Prendi le redini della mia vita,o Signore,e guida Tu".

Guarigioni o miracoli?

"Vi sono poi diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito... uno solo è Dio, che opera tutto in tutti! E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l'utilità comune: ... a uno la fede per mezzo dello stesso Spirito; a un altro il dono di far guarigioni per mezzo dell'unico Spirito; a uno il potere dei miracoli" (1 Cor. 12,4.6-7.9-10)

Come appare chiaramente dal testo della prima lettera ai Corinti, cap. 12º, nei vv. 9º e nel 10°, S. Paolo distingue chiaramente le guarigioni dai miracoli e le pone dunque come due diverse manifestazioni dello stesso Spirito.

È difficile trovare oggi chi creda all'attualità dei miracoli. Chi più chi meno,oggi abbiamo quasi tutti una paura matta del miracolo.

È spiegabile la paura dei non credenti,essendo il miracolo una prova schiacciante dell'esistenza del soprannaturale,una luce che acceca,un evento che sconvolge,una forza irresistibile che costringe a cadere in ginocchio.

Ma non si spiega la paura che in genere ne hanno anche i credenti.

Questi,pur ammettendone la possibilità sul piano teorico,in pratica lo ritengono un evento del tutto eccezionale e troppo grande perché si possa vedere oggi coi nostri occhi.

Si leggono con piacere i miracoli del Vangelo, si accettano senza difficoltà quei miracoli che si ricordano nelle vite dei santi, ma quando se ne sente raccontare qualcuno avvenuto oggi, magari al vicino di casa, invece di cadere in ginocchio e glorificare il Signore, anche tanti buoni cattolici si sentono a disagio, s'infastidiscono,e istintivamente cercano di trovare qualche appiglio per negarlo.

Due anni fa, in Nassau nelle Bahamas, ascoltai una conferenza di un giovane dell'Indonesia di nome Mel Tari sull'attualità dei miracoli. Avevo già letto il suo famoso libro Like a mighty wind e perciò vi ero andato con molto interesse e anche con una certa curiosità. Egli raccontò con semplicità evangelica i miracoli che erano accaduti nell'isola di Timor,mentre lui ed alcuni compagni andavano predicando il Vangelo di villaggio in villaggio. Narrò con dovizia di particolari che avevano attraversato a piedi asciutti,dei fiumi profondi, avevano moltiplicato il pane, cambiato l'acqua in vino,e perfino avevano risuscitato un morto da due giorni.Alla mia domanda:quale fosse stato il segreto di quei prodigi, mi rispose: le promesse di Gesù.Voi occidentali,mi disse,credete che la Bibbia sia la storia della potenza di Dio,noi,da sei anni che l'abbiamo ricevuta, crediamo che è tutt'oggi la potenza di Dio.La sera raccontai a tavola agli ufficiali della mia nave ancorata al porto di Nassau quanto avevo ascoltato. Se ne fecero una risata e conclusero che doveva essere senz'altro una mistificazione!...

Certo,bisogna andare cauti a gridare ogni momento al miracolo. Si comprende e si giustifica l'estrema prudenza della Chiesa nel giudicarne l'autenticità,ma non si spiegano la paura,lo scetticismo, la diffidenza che ne hanno i cristiani.

Un giorno mi son sentito porre da un giovane questa domanda: <<< Perché nelle epoche passate,quando la fede era ancora viva, avvenivano molti miracoli, mentre oggi, in un mondo senza fede,per cui ce ne sarebbe tanto bisogno,non se ne vedono più? >>.

La risposta credo potrebbe essere questa: si vedevano molti miracoli, perché si credeva ai miracoli; oggi non se ne vedono,perché i cristiani di oggi non ci credono più ». <<<< Allora,oggi ci siamo abituati ad una religione razionalista più che soprannaturale,oggi ci affanniamo a scoprire nel Vangelo istanze sociali più che l'onnipotenza di Dio,oggi crediamo che è l'uomo più che Dio a fare i miracoli.

Ecco perché il Carisma dei Miracoli si è rarefatto.

Non è la condotta di Dio che è mutata; siamo noi che abbiamo perso il senso del soprannaturale, per cui tutto ciò che ce lo ricorda ci dà fastidio.

Ma i miracoli sono necessari oggi come ieri.

Se a livello della vita naturale il miracolo può sembrare un avvenimento eccezionale,visto nel piano della salvezza che è un piano soprannaturale,appare come un elemento normale ed essenziale.

Tutta la storia della salvezza infatti è intessuta di miracoli: la liberazione del popolo ebreo dall'Egitto,il viaggio nel deserto,la conquista della Palestina,sono eventi accompagnati da continui miracoli.

La vita di Cristo è tutta piena di miracoli, dalla nascita alla risurrezione.Chi avrebbe creduto a quel giovane nazareno se non avesse dimostrata coi fatti la sua messianicità? Fu col primo miracolo in Cana di Galilea che << cominciò a manifestare la sua gloria,e i suoi discepoli credettero in lui » (Gv 2,11).

Oggi egli vuole ancora manifestare la sua gloria, e per far questo non basta il ricordo dei suoi miracoli.Oggi gli uomini vogliono vederne ancora,vogliono toccare con mano che egli è vivo in mezzo a noi.

<<< Dimostrateci che Cristo è vivo! », pare ci gridino oggi gli uomini alla ricerca di qualcosa di nuovo,dopo le amare delusioni di tutti gli ideali politici e sociali.

E per dimostrarlo non basta dar loro un libro. Oggi gli uomini vogliono vedere,vogliono delle concretezze e non delle astrazioni; non si contentano delle dimostrazioni filosofiche sull'esistenza di Dio; oggi vogliono vederlo.Non vogliono leggere racconti di miracoli avvenuti un giorno, ma vogliono vedere miracoli oggi.

E se questi non si vedono, la colpa è tutta nostra,perché non abbiamo la fede di chiederli e di farli.Gesù ce li promise solennemente e inequivocabilmente, e le sue promesse sono infallibili. <<< In verità in verità vi dico: chi crede in me farà le stesse opere che faccio io, anzi ne farà ancora più grandi, perché io vado al Padre >> (Gv 14,12); «Niente è impossibile a voi » (Mt 17,20); «Tutto è possibile a colui che crede» (Mr 9,23); «Abbiate fede in Dio.In verità vi assicuro che se uno dirà a questa montagna: sollevati e gettati in mare, e non esiterà in cuor suo, ma crederà che quanto dice avvenga, gli avverrà » (Mr 11,22-23).

Sono promesse categoriche di Colui che ci assicurò: « I cieli e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno >>                           (Mt 24,35).

Il Signore rispose: — Se aveste una fede piccola come un granello di senape, voi potreste dire a questa pianta di gelso: Togliti via da questo terreno e vai a piantarti nel mare! Ebbene, se aveste fede, quell’albero farebbe come avete detto voi.                                                               (Luca 17:6)

Gli Apostoli presero alla lettera queste parole di Gesù e fecero i miracoli come il Maestro e più del Maestro. Dicono gli Atti che la stessa ombra di Pietro guariva gli ammalati, il che, nei Vangeli, non si dice di Gesù.

Anche i primi cristiani fecero dei miracoli. S. Paolo scrivendo ai Galati dice che dei miracoli erano avvenuti in mezzo a loro: « Chi vi concede lo Spirito e opera miracoli in mezzo a voi >> (Gal 3,5).

Ma i cristiani di oggi hanno paura a prendere sul serio le promesse di Gesù; esse suonano troppo strane e irreali alla loro mentalità, imbevuta di razionalismo, di positivismo e di umanesimo.

Ammettono facilmente i « grandi miracoli >>> cioè: l'ordine del creato, le li chiama S. Agostino meraviglie della vita; ma stentano ad ammettere i < piccoli miracoli», cioè quegli avvenimenti sensazionali, considerati come eccezioni o sospensioni delle leggi della natura, mentre invece sono interventi divini per mezzo di leggi superiori, a noi ignote, ma previste da Dio nel governo del mondo.

Dio non si prende il gusto di manomettere con tanta frequenza le leggi dell'ordine naturale, ma ne applica altre che noi non conosciamo.

Nei suoi piani per ciascuno di noi,Dio ha programmato molti miracoli che egli vuole fare se noi glielo permettiamo.

Egli solo sa quanti ce ne ha fatti finora,quanti ce ne sta facendo ogni giorno,ma molti altri è pronto a farci se glieli chiediamo con fede.

Il Rinnovamento carismatico vuole ricordare a quanti leggono ogni giorno il Vangelo che le promesse di Gesù non sono soltanto parole. Vogliamo ripetere che ogni cristiano può avere il Dono dei Miracoli e può ricevere con frequenza dei miracoli; che egli può effettivamente muovere le montagne, non necessariamente di roccia,ma rimuovere ostacoli e cambiare situazioni che alla logica umana sembrano impossibili.

Ogni battezzato partecipa della stessa potenza di Cristo e quindi può compiere le sue stesse opere.

Tutti i credenti possono avere il Dono dei Miracoli e non soltanto pochi uomini privilegiati. Può averlo ogni padre di famiglia, ogni mamma,il lattaio,il postino, il vicino di banco in chiesa, e a maggior ragione il sacerdote che è li sull'altare.

È anche questo un dono per ogni individuo, ma specialmente per la comunità. Oggi lo Spirito Santo preferisce elargire questo Carisma alla comunità più che al singolo taumaturgo.

Noi crediamo che forse non è lontano il giorno in cui ogni chiesa parrocchiale diventerà una fucina di miracoli, e la stessa ombra del Papa, in piazza S. Pietro,come quella del primo papa, guarirà gli ammalati.Gesù manifesterà così di nuovo la sua gloria e l'umanità tornerà a credere in lui!...

Logicamente se una persona s'impegna nel cammino spirituale per ricevere lo Spirito Santo,dovrà(come spiegato nei numeri precedenti)abbandonare la sua vecchia vita di male abitudini,vizi,peccati ecc....

Non possiamo pretendere di fare miracoli, continuando ad avere gli stessi vizi o peccati che ostacolano lo Spirito Santo...

Donati al Signore,in tutto e per tutto,arrenditi a lui,fai la sua volontà e non la tua. Infatti dentro di te sai cosa il Signore ti dice di abbandonare, per permettere allo Spirito Santo di lavorare meglio in te e piu liberamente. ABBI FEDE 

perdona,te e gli altri e chiedi perdono a Dio dei tuoi peccati. Fallo in modo intenso,prima di ogni preghiera.


Grazie al libro di Serafino Falvo "Il risveglio dei Carismi

E al Libro : preghiera di liberazione e guarigione(gruppo regina pacis)



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