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martedì 20 gennaio 2026

👑📕 MELCHISEDEK un re sacerdote dell'antico testamento,forse una delle figure piu enigmatiche della Bibbia

 Melchisedec o Melchisedek è una figura emblematica e misteriosa presente nell'Antico testamento della Bibbia. Nella Bibbia è identificato come re del regno di Salem e come sacerdote dell'altissimo Elyon; secondo l'esegesi ebraica si tratta di Sem, figlio di Noè.

Melchisedec, il cui nome significa “re della giustizia,” era un re di Salem (Gerusalemme) e sacerdote del Dio Altissimo(Genesi 14:18–20; Salmo 110:4;Ebrei 5:6–11;ebrei 6:20;ebrei 7:28).L'improvvisa apparizione e scomparsa di Melchisedec nel libro della Genesi è alquanto misteriosa. Melchisedec e Abramo si incontrarono per la prima volta dopo la sconfitta di Chedorlaomer e dei suoi tre alleati da parte di Abramo. Melchisedec presentò pane e vino ad Abramo e ai suoi uomini stanchi, dimostrando amicizia. Ha conferito una benedizione ad Abramo nel nome di El Elione (“God Most High”) e lodò Dio per aver dato ad Abramo una vittoria in battaglia(Genesi 14:18–20).

Abramo regalò a Melchisedec una decima di tutti gli oggetti che aveva raccolto. Con questo atto Abramo indicò di riconoscere Melchisedec come un sacerdote che si collocava spiritualmente più in alto di lui.

Nel Salmo 110, un salmo messianico scritto da Davide (Matteo 22:43), Melchisedec è presentato come un tipo di Cristo. Questo tema è ripetuto nel libro degli Ebrei, dove sia Melchisedec che Cristo sono considerati re di giustizia e pace. Citando Melchisedec e il suo sacerdozio unico come un tipo, lo scrittore mostra che il nuovo sacerdozio di Cristo è superiore al vecchio ordine levitico e al sacerdozio di Aronne(Ebrei 7:1–10).

Alcuni propongono che Melchisedec fosse in realtà un'apparizione pre-incarnata di Gesù Cristo, o un Cristofania. Questa è una possibile teoria, soprattutto dato che Abramo ricevette una tale visita più tardi, in Genesi 17—18, quando Abramo vide e parlò con il Signore (Yahweh) sotto forma di uomo.

Ebrei 6:20 dice: “[Gesù] è diventato un sommo sacerdote per sempre, nell'ordine di Melchisedek.” Questo termine ordine indicherebbe ordinariamente una successione di sacerdoti che ricoprono l'incarico. Nessuno viene mai menzionato, tuttavia, nel lungo intervallo da Melchisedec a Cristo, un'anomalia che può essere risolta assumendo che Melchisedec e Cristo siano davvero la stessa persona. Pertanto il “order” è eternamente conferito solo a Lui e a Lui.

Ebrei 7:3 dice che Melchisedec era “senza padre né madre, senza genealogia, senza inizio né fine dei giorni, somigliante al Figlio di Dio, rimane sacerdote per sempre.” La questione è se l'autore di Ebrei intende questo in realtà o figurativamente.

Se la descrizione in Ebrei è letterale, allora è davvero difficile vedere come potrebbe essere correttamente applicata a chiunque tranne che al Signore Gesù Cristo. Nessun semplice re terreno “rimane sacerdote per sempre,” e nessun semplice essere umano è “senza padre o madre.” Se Genesi 14 descrive una teofania, poi Dio Figlio venne a dare ad Abramo la Sua benedizione (Genesi 14:17–19), apparendo come il Re della Rettitudine (Apocalisse 19:11,16), il Re della Pace (Isaia 9:6), e il Mediatore tra Dio e l'Uomo (1 Timoteo 2:5).

Se la descrizione di Melchisedec è figurativa, allora i dettagli di non avere genealogia, inizio o fine e un ministero incessante sono semplicemente affermazioni che accentuano la natura misteriosa della persona che incontrò Abramo. In questo caso, il silenzio nel racconto della Genesi riguardo a questi dettagli è mirato e serve meglio a collegare Melchisedec con Cristo.

Melchisedec e Gesù sono la stessa persona? Un caso può essere fatto in entrambi i casi. Per lo meno, Melchisedec è un tipo di Cristo, che prefigura il ministero del Signore. Ma è anche possibile che Abramo, dopo la sua stanca battaglia, si sia incontrato e abbia dato onore al Signore Gesù stesso.

Melchisedek offre pane e vino ad Abramo mentre Cristo benedice dall'alto

Melchisedek nel Vecchio Testamento

Nell'evidenza storica del Vecchio Testamento ci sono due brani in cui si appare Melchisedek. Nel primo (Genesi 14,18-20[1]) Melchisedek è un re e un sacerdote, una figura comunque umana. Nel secondo passo (Sal 110,4) Melchisedek è menzionato perché era un Sacerdote dell'Altissimo che, a suo tempo, conferì il Sacerdozio eterno ad un vincitore: Abramo ricevette dal re Melchisedek la benedizione prima che questi benedicesse l'Altissimo, Dio Onnipotente, e così facendo trasferì il Sacerdozio eterno ad un mortale.

Nella Genesi

La figura di Melchisedek appare in Gn 14,18[2]:

«Quando Abram fu di ritorno, dopo la vittoria su Chedorlaomer e dei re che erano con lui, il re di Sodoma gli uscì incontro nella Valle di Save, cioè la Valle del re. Intanto Melchisedek, re di Salem, offrì pane e vino: era sacerdote del Dio altissimo e benedisse Abramo con queste parole: "Sia benedetto Abramo dal Dio altissimo, proprietario del cielo e della terra, e benedetto sia il Dio altissimo, che ti ha messo in mano i tuoi nemici". Abramo gli diede la decima di tutto.»

In Abramo, il Signore benedisse per la prima volta tutti i popoli della terra (Genesi 12,3[3], universalismo della benedizione e del sacerdozio secondo Melchisedek rispetto a quello levitico).

Abramo, antenato degli Ebrei, rispettava Melchisedek come suo superiore.

Melchisedek non apparteneva al popolo ebraico.

Incontro tra il Patriarca Abramo e Melchisedek, Dirk Bouts, 1464–67

Nel Secondo Libro di Enoch

Oltre che nei libri canonici, Melchisedek appare anche nel 2Enoch, un apocrifo del Vecchio Testamento. Questo libro contiene una parte detta Esaltazione di Melchisedek, in cui si racconta la nascita di Melchisedek da una donna sterile e anziana di nome Sofonima (o Soponima). Ella era moglie di Nir, un fratello di Noè, ed era rimasta incinta miracolosamente, perché il marito non aveva rapporti con lei da lungo tempo, in quanto era stato nominato sacerdote. La donna morì prima di mettere al mondo il figlio, ma prima che Nir la seppellisse, Melchisedek venne fuori dal corpo della madre, essendo fisicamente sviluppato come un bambino di tre anni e capace di parlare e pregare Dio. Dopo 40 giorni, l'arcangelo Gabriele comparve a Nir e gli disse che avrebbe portato il bambino nel Giardino dell'Eden; Melchisedek fu così preservato dal Diluvio universale, in modo da poter tornare sulla Terra a tempo debito. Nir morì il giorno dopo che il bambino fu portato via da Gabriele.

Alcuni hanno visto un'analogia tra il concepimento miracoloso di Melchisedek e quello di Gesù.


Melchisedec nella Teosofia 

Il Re del mondo sarebbe, secondo alcune tradizioni dell'Asia centrale, il sovrano della città mitica di Agarthi («l'inaccessibile»), il regno sotterraneo nascosto agli occhi degli uomini e popolato da esseri semidivini (gli Arhat, «gli illuminati»), che si sarebbero rifugiati sottoterra per preservare dalla barbarie i loro poteri e le loro conoscenze. Secondo l'esoterista René Guénon

Melchisedec, identificato da René Guénon con il Re del mondo

«Il titolo di Re del Mondo è attribuito al Manu, ossia il Legislatore Primordiale e Universale. Questo nome è proprio dell'Intelligenza Cosmica e della Luce Spirituale. Nella tradizione giudeo-cristiana il significato del Re del Mondo si esprime attraverso il nome Melchisedech.»

Dal libro:(René Guénon, Il Re del mondo, 1927)

Si tratta di un appellativo divino a cui per antagonismo si contrappone l'oscuro «re di questo mondo».


Melchisedek nell'esoterismo

Alice Bailey nelle sue opere esoteriche, da lei indicate come ispirate dal Maestro Djwal Khul detto «il Tibetano», asserisce che Melchisedek è uno dei nomi o appellativi con i quali ci si riferisce (soprattutto nel Vecchio Testamento) a Sanat Kumara, colui che presiede la comunità di Shamballa, ossia una fratellanza di esseri divini, la quale sopraintende spiritualmente al percorso evolutivo dell'umanità terrestre.[24] Nello stesso scritto Melchisedek è anche detto il Signore del mondo e l'antico dei Giorni.


Origine della leggenda 

I primi riferimenti espliciti al mito del «Re del Mondo» sono in realtà recenti e si trovano nelle opere di Louis Jacolliot, Saint-Yves d'Alveydre e Ferdynand Ossendowski, che descrivono il regno sotterraneo di Agarthi e il suo Re, il Manu, un essere semidivino, la cui figura simboleggia l'intermediario fra il terreno e il divino.

La radice di questo mito è da ricercarsi nell'omonimo personaggio della religione indù, secondo la quale il Re del Mondo sarebbe un'incarnazione (avatar) del dio Visnù, che compare sulla terra per condurre gli uomini (considerati alla stregua di bambini) alla conoscenza del divino e dell'eternità, ponendolo in totale comunione con Dio.

Secondo il già citato Guénon, inoltre, egli sarebbe da ricondurre anche alla figura biblica di Melchisedec che appare nel libro della Genesi:

«E Melchisedech, re di Salem, offrì pane e vino: era sacerdote del Dio altissimo. E benedice Abramo dicendo: "Benedetto sia Abramo dall'Altissimo, Signore dei Cieli e della Terra, e benedetto sia l'Altissimo che ha messo i nemici nelle tue mani". Ed Abramo gli diede le decime di tutto ciò che aveva preso.»                      (Genesi, 14,18)


Religione primordiale

Dalle steppe dell'Asia centrale il mito del Re del Mondo avrebbe seguito le grandi migrazioni che, presumibilmente fra il 6000 e il 2000 a.C., diedero origine alle popolazioni dell'Europa settentrionale. La Ásgarðr della mitologia norrena nella quale vivono gli Æsir sarebbe la stessa Agarthi e Odino il "Manu".

Il mito di una terra perfetta ed eterna e del suo Re saggio e illuminato potrebbe aver dato origine a molte delle mitologie evolutesi successivamente in Europa e in Medio Oriente: Manu sarebbe anche il Menes egizio, l'Artù bretone, il Menw celtico, e persino l'Arcangelo Michele della tradizione ebraica e cristiana.

Il Signore del Mondo quindi risulta essere un re-sacerdote e guerriero, un legislatore universale, il maestro di una religione che si trova alla radice di tutte le religioni, il culto unico e primordiale dell'Età dell'Oro, in contrapposizione con le comuni credenze che sarebbero solo la pallida ombra della religione originaria, frutto dell'Età Nera (Kali Yuga della tradizione indù) in cui viviamo. Tutti i grandi ispiratori delle religioni terrestri (Gesù Cristo, Maometto, Mosè, Buddha, Rāma, Ermete Trismegisto) sarebbero emanazioni dirette del Re del Mondo.

Il governo occulto 

In Mission de l'Inde en Europe di Saint-Yves d'Alveidre (1910), si descrive il Manu come il vero governatore occulto del mondo. Dalla sotterranea Agarthi egli conduce i destini dell'umanità secondo un ineffabile piano dettato da Dio, che non sempre però riesce comprensibile e non necessariamente positivo agli occhi dei comuni mortali. Il Manu conosce i pensieri di tutti i governanti umani della Terra, e conduce inevitabilmente al successo o al fallimento le loro scelte, a seconda che siano o meno conformi al piano divino.

Secondo gli scritti teosofici di Alice Bailey, in realtà, tale ruolo spetterebbe a Sanat Kumara, che lei pone a capo di una gerarchia occulta formata da una fratellanza di esseri di luce, che guiderebbe i destini del mondo, mentre il Manu sarebbe piuttosto il responsabile di uno dei tre dipartimenti inferiori, quello preposto alla direzione delle razze umane.

«Il Re Sanat Kumara si dice viva a Shamballa, nel deserto del Gobi. 

Sanat Kumara è il Signore dei Giorni e l'Iniziatore. La Luce o energia del mondo è rappresentata, al di sotto, da una triade di potenze.»

(Alice Bailey, Iniziazione umana e solare, New York, Lucis, 1922)

Tutte le scoperte scientifiche deriverebbero dai suggerimenti dati, direttamente o indirettamente, agli scienziati e studiosi del pianeta dal Re del Mondo e dai suoi servitori per tutta la storia dell'umanità. Questi "Superiori sconosciuti", come vengono talora chiamati, avrebbero iniziato le più importanti sette esoteriche (Rosacroce, Illuminati, Massoneria, Priorato di Sion) alla verità del Mondo Sotterraneo di Agarthi. Riti, simboli, numeri e pratiche di queste sette rispecchierebbero riti, numeri e simboli del Mondo Sotterraneo. Fra queste si può ricordare la svastica nazista, ispirata al simbolo del sole indiano a sua volta ricavato dal simbolo della vita e della luce del Regno di Agarthi.

In questo senso il Re del Mondo è il più alto esponente della istituzione nota ai teorici del complotto come "Sinarchia", descritta da Saint-Yves D'Alveydres come una sorta di governo centrale di uomini eletti che formano il Consiglio di Stati e il Consiglio Internazionale delle Chiese e che seguendo le sue direttive ispirano e controllano i grandi moti dell'umanità (migrazioni, guerre, rivoluzioni, scoperte scientifiche, mutamenti politici, ecc.).

Al tempo stabilito il Re del Mondo riporterà Agarthi alla superficie, instaurando una nuova Età dell'oro in cui non esisteranno né morte, né lutto, né crimini, in cui il Re del Mondo e i suoi adepti domineranno sull'umanità con benevolenza ma anche con fermezza.


L'Ordine di Melchisedek si riferisce al sacerdozio eterno e superiore di Gesù Cristo, prefigurato da Melchisedek, re di Salem e sacerdote del Dio altissimo, che offrì pane e vino ad Abramo (Genesi 14). Questo sacerdozio è visto come un'autorità divina e perpetua, distinta da quello levitico, e simboleggia la perfezione e l'intercessione eterna di Cristo per i credenti, che ricevevano benedizioni e potere spirituale attraverso questo ordine, come descritto nella Lettera agli Ebrei.  

Caratteristiche principali

Eterno e non genealogico: A differenza del sacerdozio levitico, quello di Melchisedek è senza inizio né fine di giorni, come il Figlio di Dio. 

Re e Sacerdote: Melchisedek era sia re di giustizia (Melchisedek) che di pace (Salem), qualità che Cristo incarna. 

Prefigurazione di Cristo: Gesù è il Sommo Sacerdote "secondo l'ordine di Melchisedek", che ha compiuto un sacrificio perfetto e unico per l'umanità. 

Autorità: Simboleggia il potere e l'autorità di guidare e benedire, come Cristo continua a fare in cielo intercedendo per noi. 

Differenze e significato per i credenti

Superiorità sul sacerdozio levitico: L'Ordine di Melchisedek è superiore perché non dipende dalla morte dei suoi portatori e offre una salvezza perfetta, sottolinea la lettera agli Ebrei. 

Unione con Cristo: Attraverso questo sacerdozio, i credenti sono chiamati a essere canali di giustizia e misericordia, partecipando all'unica autorità sacerdotale di Cristo. 

Nella Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni

È il "sacerdozio maggiore" che detiene l'autorità su tutti gli uffici della Chiesa, restaurato nel 1829.

Gli uffici includono apostolo, settanta, patriarca, sommo sacerdote ed anziano, e conferisce il dono dello Spirito Santo. 


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