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venerdì 23 gennaio 2026

✝️👹PERCHÉ DIO HA CREATO IL DIAVOLO?

 PERCHÉ DIO HA CREATO IL DIAVOLO? 

In genere, quando pensiamo al male, di solito pensiamo a satana e la domanda che frequentemente ci poniamo è: "Possibile che Dio abbia creato il male? Possibile che abbia creato il diavolo, un essere così malvagio?" Intanto, posso affermare con assoluta certezza, che in tutta la Bibbia, non esiste una sola dichiarazione, un solo rigo, una sola parola che dica Dio ha creato il diavolo o che Dio ha creato il male. Tutto, ma proprio tutto ciò che Dio ha creato, all'origine della creazione era "buono e perfetto" e la Sacra Scrittura sottolinea la bontà della Sua creazione con numerosissime affermazioni. A questo punto ci chiediamo: "Ma se Dio non ha creato il diavolo, come si spiega allora l'origine di questa creatura infernale?" La Bibbia ci parla in maniera molto particolareggiata di una creatura angelica creata da Dio il cui nome era: Lucifero. Lucifero era ed è ancora, il cherubino più bello di tutta la schiera degli Angeli creati da Dio e non era cattivo, malvagio, perverso, satanico; era un cherubino come gli altri e,  anche a lui e a tutti gli Angeli, così come ha fatto con tutti noi, iniziando da Adamo ed Eva, Dio ha dato la libertà di scelta tra il bene e il male! Molte persone si chiedono anche: "Perché Dio permette il male? Perché' Dio permette che ci sia tanta gente cattiva nel mondo?" E noi chiediamo: "Si, ma dove tracciamo la linea del male? Nel mondo ci sono: stupratori, pedofili, criminali, ladri, rapinatori, assassini, mentitori, eccetera!" Se Dio toglie tutti questi mali, allora ci dovrebbe togliere l'arbitrio, la libertà di scelta! Il nostro Creatore, per non toglierci tale libertà, dove traccia la linea? Fino a che punto Dio blocca il male? Ferma gli stupratori ma non ferma le guerre, ferma le guerre ma non la pedofilia, ferma la pedofilia ma non ferma i ladri, ferma gli assassini ma non i torturatori! Allora, dove mettiamo il limite? Se Dio toglie tutto il male a questo punto con noi dovrebbe usare il "Suo standard", ossia il "Suo metro di misura" e per noi significherebbe diventare così perfetti da essere simili all'Altissimo, essere simili alla "Sua Perfezione!"

Dio, dunque, non ha creato il male; Dio ha creato solo cose meravigliose e perfette, ma è stata la libera scelta dell'uomo e degli angeli, di Lucifero, che scientemente, hanno deciso e decidono di "rivoltarsi" contro Dio e diventare il male. Di Lucifero è Scritto:

Ezechiele 28 : 13-16    

 13 Eri nell'Eden il giardino di DIO; eri coperto d'ogni pietra preziosa: rubini, topazi, diamanti, crisoliti, onici, diaspri, zaffiri, carbonchi, smeraldi e oro; la lavorazione dei tuoi tamburelli e dei tuoi flauti fu preparata per te nel giorno in cui fosti creato.

14 Tu eri un Cherubino, Unto, un protettore. IO ti avevo posto sul monte santo di DIO e camminavi in mezzo a pietre di fuoco.

15 Tu eri perfetto nelle tue vie dal giorno in cui fosti creato, finché non si trovò in te la perversità.

16 Per l'abbondanza del tuo commercio, ti sei riempito di violenza e hai peccato; perciò ti ho scacciato come un profano dal monte di DIO e ti ho distrutto o Cherubino protettore di mezzo alle pietre di fuoco.

Lucifero dunque, il più bel cherubino in assoluto creato da Dio, rimasto così ancora adesso, aveva un posto preminente in Paradiso, era un unto, un protettore, era stato posto sul Monte Santo di Dio. Ma succede che

Ezechiele 28 : 17-18    

17 Il tuo cuore si era innalzato per la tua bellezza; hai corrotto la tua sapienza a motivo del tuo splendore. Ti getto a terra, ti metto davanti ai re, perché ti vedano.

18 Con la moltitudine delle tue iniquità, con la malvagità del tuo commercio hai profanato i tuoi santuari. Perciò ho fatto uscire di mezzo a te un fuoco che ti ha divorato, e ti ho ridotto in cenere sulla terra sotto gli occhi di quanti ti guardavano.

Lucifero, dunque, si è corrotto, diremmo, si è montata la testa per la bellezza e per la posizione preminente e talmente si è insuperbito che è degenerato. In pratica il male è venuto dalla sua superbia, dalla sua corruzione, dalla sua arroganza, dall'invidia, dal suo smisurato orgoglio. 

Dio non ha creato il male!

Isaia 14 :12-15

12 Come mai sei caduto dal cielo, o Lucifero, figlio dell'aurora? Come mai sei stato gettato a terra, tu che atterravi le nazioni?

13 Tu dicevi in cuor tuo: "Io salirò in cielo, innalzerò il mio trono al di sopra delle stelle di Dio; mi siederò sul Monte dell'Assemblea, nella parte estrema del nord;

14 salirò sulle parti piú alte delle nubi, sarò simile all'Altissimo".

15 Invece sarai precipitato nello Sceol, nelle profondità della fossa.

Isaia qui traccia il carattere morale di questo "essere" che ad un certo punto, nella sua anima, coltiva  sentimenti di grandezza e di gelosia contro il suo Creatore tali da far sì che i suoi desideri siano quelli di elevarsi "al di sopra delle stelle di Dio" e perciò di troneggiare al di sopra di tutto il Creato, Dio compreso. Lui desiderava occupare il Monte dell'Assemblea e dunque il posto che Dio attualmente occupa; voleva porsi alla direzione dell'universo intero. Lucifero ormai si era talmente esaltato tanto da dichiarare di voler essere "Simile all'Altissimo!" E' stato l'essere il più bello, la sua superbia, la sua arroganza, l'essere in posizione preminente rispetto agli altri Angeli di Dio che l'hanno fatto degenerare e bugiardamente e falsamente. Lucifero usa questa menzogna con tutti particolarmente con le dottrine New Age provenienti dal ceppo Induista. Queste sostengono che noi diventeremo "perfetti" come Dio dopo milioni di reincarnazioni! "Milioni di reincarnazioni?" Ma se è Scritto:

Ebrei 9 : 27     

 27 E come è stabilito che gli uomini muoiano una sola volta, e dopo ciò viene il giudizio,

Dunque noi moriamo una sola volta e dopo di che saremo giudicati. Vi pare proprio che se Dio avesse voluto che qualcuno come un angelo o come noi diventasse "perfetto" come Lui, avrebbe precipitato sulla terra Lucifero? 

Ma nessuno è perfetto come Dio e nessuno può essere paragonato a Lui!

Giobbe 4 : 18-19    

 18 Ecco, Egli non si fida neppure dei Suoi servi, e riscontra difetti persino nei Suoi angeli;

19 quanto piú in quelli che abitano in case di argilla, il cui fondamento è nella polvere, e sono schiacciati come una tarma.

Lucifero da sempre ha voluto essere come Dio, ha voluto distogliere la preghiera da Dio, usa le sue bugie per far si che la gente preghi qualsiasi altro, qualunque statua, qualunque immagine, chiunque, l'importante è che non si preghi Dio! Lucifero voleva e vuole che si preghi per lui come si prega Dio. Ecco perché in tutta la Bibbia Dio ci esorta ad adorare, pregare e rendere culto solo a Lui, all'Eterno, a Lui Soltanto! Ecco perché qualunque culto a chiunque non va rivolto. Ma se Dio avesse voluto che si adorasse, che si rendesse culto a qualcun altro oltre Lui, vi pare che avrebbe buttato giù Lucifero dal Monte

di Dio? Lo aveva già l'altro da adorare, da pregare... era il Suo cherubino più bello, lo aveva creato Lui, non era nato da uomo, era uno spirito di Dio! Un UNTO! Lui si è ribellato a Dio per superbia, ambizione, voleva e vuole ancora essere adorato al pari di Dio. E fu per questa ribellione che

Apocalisse 12 : 7-10       

7 E vi fu guerra in cielo: Michele e i suoi angeli combatterono contro il dragone; anche il dragone e i suoi angeli combatterono,

8 ma non vinsero e per loro non fu piú trovato posto nel cielo.

9 Cosí il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato diavolo e Satana, che seduce tutto il mondo, fu gettato sulla terra; con lui furono gettati anche i suoi angeli.

10 Allora udii una grande voce nel cielo che diceva: «Ora è giunta la Salvezza, la Potenza e il Regno del nostro Dio e la Potestà del Suo Cristo, poiché è stato gettato giú l'accusatore dei nostri fratelli colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte.

Se noi osserviamo la Parola di Dio e non cerchiamo di voler diventare simili a Lui con false e sataniche dottrine, tipo la New Age o altre Induiste, ecc., se non cerchiamo, ma neanche pensiamo, di poter diventare perfetti come Dio, se non ci insuperbiamo ma rimaniamo puri di cuore, umili così come dice Gesù...

Matteo 5 : 8    

8 Beati i puri di cuore, perché essi vedranno Dio.

... un giorno vedremo Dio!


Allora succederà che non solo vedremo Dio, ma siederemo con Lui sul Suo Trono

Apocalisse 3 : 21   

21 A chi vince concederò di sedere con Me sul Mio Trono, come anch'IO ho vinto e Mi sono posto a sedere col Padre Mio sul Suo Trono.

Dio ci ha fatto Dono della Salvezza Eterna, ce l'ha donata per mezzo della morte e Resurrezione di Cristo e tutti coloro che credono in Cristo, che nel profondo del loro cuore sanno e credono che Gesù è l'Unico, Vero Figlio di Dio, che è morto e risorto per darci la vita eterna, sono tenuti saldamente nella Sua Mano

Giovanni 10 : 27-30    

27 Le Mie pecore ascoltano la Mia Voce, IO le conosco ed esse Mi seguono;

28 e IO do loro la vita eterna e non periranno mai, e nessuno le rapirà dalla Mia Mano.

29 Il Padre Mio, che Me le ha date, è piú Grande di tutti; e nessuno le può rapire dalla Mano del Padre Mio.

30 IO e il PADRE SIAMO UNO».

Anche se noi, per un attimo cadiamo nel peccato e lasciamo la Mano di Gesù, è Lui che non ci lascia perché dice "Nessuno ci rapirà dalla Sua Mano"; meno di tutti satana. E questo avverrà per la Promessa di Gesù 

Giovanni 11 : 25-26      

25 Gesú le disse: «IO sono la Risurrezione e la Vita; chiunque crede in Me, anche se dovesse morire, vivrà.

26 E chiunque vive e crede in Me, non morrà mai in eterno. Credi tu questo?».

La Salvezza, la Vita Eterna solo Gesù può darcela! Chiunque predica o dice il contrario è completamente fuori binario, fuori dottrina. Allora, visto che satana può farci tanto male ci domandiamo: "Ma Dio che sa tutto, già dalla fondazione del mondo sapeva che Lucifero avrebbe scelto il male! Allora perché non l'ha fermato prima? Perché gli ha dato questa possibilità?" La risposta a questa domanda è semplice: "Se Dio avesse fermato tutto prima, ora avremmo un mondo di robot. Sarebbe stata una contraddizione di Dio quella di dirci: "siete liberi di fare le vostre scelte, ma non dovete scegliere il male". Allora che libertà è? Dio ad Adamo ed Eva diede la libertà di scelta ed essi disobbedirono a Dio, scelsero il male...

È solo il Nuovo Ordine Mondiale (NWO) di satana, il New Age, la Fratellanza Universale, che prevede i microchip e attraverso quelli satana vuole costruire un mondo fatto di schiavi tutti robotizzati, tutti figli suoi. Dio vuole questo? NO. E allora Dio ci ha dato la libertà di scelta perché sapeva già che attraverso Suo Figlio ci avrebbe salvati e sapeva che solo coloro che accettano e riconoscono il Figlio hanno anche il Padre

1° Giovanni 2 : 22-23    

22 Chi è il mendace, se non colui che nega che Gesú è il Cristo? Costui è l'anticristo, che nega il Padre e il Figlio.

23 Chiunque nega il Figlio, non ha neanche il Padre; chi riconosce il Figlio, ha anche il Padre.

Giovanni 1 : 12           

12 ma a tutti coloro che Lo hanno ricevuto, Egli ha dato l'autorità di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel Suo Nome,

Conclusione, Dio non ha creato il diavolo, non ha creato il male, Dio ha semplicemente separato la Luce, la Giustizia, l'Amore, la Verità da Lucifero e quello che è rimasto erano tenebre ingiustizia, odio, menzogna, era il male: Satana. La Verità se n'è andata ed è rimasta la menzogna; è andata via la Luce e sono rimaste le tenebre; è andata via la Giustizia ed è rimasta l'ingiustizia; è andato via l'Amore ed è rimasto l'odio, l'egoismo! Dio dunque, non ha creato il male, ma Lucifero, il più bel cherubino che doveva essere "perfetto" e per essere tale, doveva poter scegliere. Lucifero scelse il male e per questo fu cacciato dal Paradiso di Dio.

Apocalisse 12 : 12          

12 Perciò rallegratevi, o cieli, e voi che abitate in essi. Ma guai a voi, abitanti della terra e del mare, perché il diavolo è sceso a voi con grande ira, sapendo di aver poco tempo».

Ecco spiegato dove ora è Satana! Si trova sul nostro pianeta e sa di non avere molto tempo a disposizione per manifestare il suo diabolico disegno nei confronti dell'umanità. Duemila anni fa Gesù era venuto sulla terra a portarci il Paradiso, ma gli uomini non Lo hanno creduto, Lo hanno ucciso, hanno scelto Barabba e inchiodato su una Croce Gesù. Il Paradiso così è andato via dalla terra e non chiediamoci ora perché abbiamo l'inferno!

Salmo 119 : 160               

160 La somma della Tua parola è Verità; e tutti i Tuoi Giusti Decreti durano in eterno.

Grazie Gesù! Alleluia!❤️‍🔥🔥


Dio ci benedica!❤️‍🔥🔥



Grazie per l'articolo a Wanda

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✝️Wanda👹

martedì 20 gennaio 2026

✝️🕊Jesus R-evolution (Special 04)Il dono dei Miracoli-[carismi delle opere]

 Il Dono dei Miracoli - carismi delle opere


Niente è impossibile a voi » (Mt 17,20)


«In verità in verità vi dico: chi crede in me, farà le stesse opere che io faccio, anzi ne farà ancora più grandi, perché io vado al Padre » (Gv 14,12).


Il Dono dei Miracoli è intimamente connesso col Dono delle Guarigioni di cui abbiamo parlato finora,nel numero precedente.Quest'ultimo è limitato ai problemi della salute dell'uomo, mentre il primo si estende anche ad eventi fuori di lui e alle leggi del creato.

Il Dono dei Miracoli è anch'esso un dono dello Spirito Santo.

S. Paolo, nel fare la lista dei Carismi, include anche questo, però non lo considera come il più grande, ma come uno dei tanti, comunissimo, come gli altri, presso i cristiani di Corinto.


La preghiera in "Spirito e verità"


"...Ti ho chiamato per nome" (Is. 43, 1).

"...perché tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre" (Is. 42, 7).

"Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi" (Gv. 20, 21)

"Credimi donna,... è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adorerranno il Padre in Spirito e verità; perché il Padre cerc cerca tali adoratori. Dio è Spirito, quelli che lo adorano devono adorarlo in Spirito e verità" (Gv. 4, 23-24)

La Preghiera del Rinnovamento è una Preghiera in "Spirito e verità", perché è una Preghiera nello Spirito, centrata su Gesù, Verità e Rivelazione del Padre e del Suo Amore per noi. Qualsiasi Preghiera di intercessione è finalizzata proprio a questo, cioè a favorire un incontro forte e personale del Fratello con il Signore Gesù.

Un incontro fra due Persone vive, attuali, un incontro importante, unico, un incontro che cambia la vita.

"Il centurione...gli mandò alcuni anziani dei Giudei a Pregarlo di venire e di salvare il suo servo... costoro giunti da Gesù lo pregarono con insistenza: Egli merita che tu gli faccia questa grazia dicevano" (Lc. 7, 3-8).

La Preghiera fatta con Fede...è questo cammino che introduce noi e i nostri Fratelli alla presenza di Gesù. "Che vuoi che io faccia per te?" (Lc. 18, 41) "...Se vuoi puoi guarirmi" (Mt. 8,2).

Ma perché questo incontro personale avvenga, occorre adempiere ad alcune condizioni indispensabili. Dobbiamo "aprire delle porte" e attraversare delle realtà interiori,degli stati d'animo... È come quando, per ricevere un documento,un certificato importante e personale, dobbiamo recarci ad un appuntamento in un certo ufficio,e dobbiamo aprire delle porte e attraversare dei corridoi per arrivare all'ufficio indicato...Sia la Preghiera che la guarigione,comportano sempre un cammino di Fede e di abbandono. "Non temere,continua solo ad aver fede" (Mc. 5, 36). C'è un cammino anche nostro,e solo nostro,che dobbiamo compiere per giungere a quell'incontro unico... "Non era ormai molto distante dalla casa quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli... Signore,non son degno che tu entri sotto il mio tetto...ma comanda con una parola e il mio servo sarà guarito... All'udire questo Gesù restò ammirato...e gli inviati, quando tornarono a casa,trovarono il servo guarito". (Lc. 7, 6-7:9-10). Ci sono dunque alcune condizioni per poter rispondere a quel: "Credi che io possa fare questo?" (Mt. 9, 28), per non dover incontrare il Signore senza poterlo riconoscere... "Gesù... incontrandolo (il cieco nato) gli disse: Tu credi nel Figlio dell'uomo? Egli rispose: E chi è, Signore, perché io creda in lui? Gli disse Gesu: Tu l'hai visto; colui che parla con te è proprio lui. Ed egli disse: io credo, Signore! E gli si prostrò innanzi..." (Gv. 9,35-38). Gesù richiede lo stesso atto di Fede pure a Tommaso. Ma Tommaso, pur essendo stato al seguito di Gesù a compiere questo cammino di Fede. ed avendo veduto le sue opere, non riesce a Egli vuol prima vedere per poi credere, e così egli si chiude e non può predisporsi a questo incontro personale col Signore. Questo atteggiamento rispecchia la difficoltà a compiere questo cammino di predisposizione interiore e di accoglienza, ben attestato dalla richiesta dei Galilei a Gesù: ... "Allora gli dissero: Quale segno dunque tu fai perché vediamo e possiamo crederti? Quale opera compi?" (Gv. 6, 30). Per questo, Gesù, volgendo lo sguardo ai futuri seguaci che non si troveranno nella condizione di Tommaso, perché non avranno l'opportunità di vedere fisicamente il Risorto: proclama beati... "Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto, crederanno!" (Gv. 20, 29).

Nei Gruppi di Preghiera, non deve mai mancare la Preghiera di intercessione per i Fratelli sofferenti, (che non vuol dire che tutti debbano guarire...) La positività di una Preghiera non la si misura con metro umano.Presentare un Fratello al Signore,significa dimostrargli la nostra solidarietà,il nostro amore.Significa, inoltre,confermarlo nella Fede e adempiere ad un grande comandamento: "Amerai il prossimo tuo come te stesso" (Mt. 22, 39; Gal. 6, 2) "Ogni volta l'avete fatto a me..." direbbe Gesù. (cf. Mt. 25, 40). Il bene che egli ne avrà non è certamente solo fisico.Pensiero,volontà e amore si rinnovano nella Preghiera.La Preghiera è una fonte di energia anche per la Fede. La fede che è il fondamento della Santità (Eb. 11,1), non viene nè dall'intelligenza, nè dalla volontà (anche se è ad esse collegata) nè dagli studi; ma da Dio. È un Dono di Dio... "Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato..." (Gv. 6, 44). La Preghiera in "Spirito e verità" è la preghiera della Fede-certezza ("La Preghiera della Fede solleverà il malato..." Gc. 5,15). Essa proviene dalla Preghiera quotidiana e perseverante,dalla penitenza,dalla Comunione giornaliera con Dio nel nostro cuore,dalla rinuncia alle nostre sicurezze materiali e culturali... "Prendi le redini della mia vita,o Signore,e guida Tu".

Guarigioni o miracoli?

"Vi sono poi diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito... uno solo è Dio, che opera tutto in tutti! E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l'utilità comune: ... a uno la fede per mezzo dello stesso Spirito; a un altro il dono di far guarigioni per mezzo dell'unico Spirito; a uno il potere dei miracoli" (1 Cor. 12,4.6-7.9-10)

Come appare chiaramente dal testo della prima lettera ai Corinti, cap. 12º, nei vv. 9º e nel 10°, S. Paolo distingue chiaramente le guarigioni dai miracoli e le pone dunque come due diverse manifestazioni dello stesso Spirito.

È difficile trovare oggi chi creda all'attualità dei miracoli. Chi più chi meno,oggi abbiamo quasi tutti una paura matta del miracolo.

È spiegabile la paura dei non credenti,essendo il miracolo una prova schiacciante dell'esistenza del soprannaturale,una luce che acceca,un evento che sconvolge,una forza irresistibile che costringe a cadere in ginocchio.

Ma non si spiega la paura che in genere ne hanno anche i credenti.

Questi,pur ammettendone la possibilità sul piano teorico,in pratica lo ritengono un evento del tutto eccezionale e troppo grande perché si possa vedere oggi coi nostri occhi.

Si leggono con piacere i miracoli del Vangelo, si accettano senza difficoltà quei miracoli che si ricordano nelle vite dei santi, ma quando se ne sente raccontare qualcuno avvenuto oggi, magari al vicino di casa, invece di cadere in ginocchio e glorificare il Signore, anche tanti buoni cattolici si sentono a disagio, s'infastidiscono,e istintivamente cercano di trovare qualche appiglio per negarlo.

Due anni fa, in Nassau nelle Bahamas, ascoltai una conferenza di un giovane dell'Indonesia di nome Mel Tari sull'attualità dei miracoli. Avevo già letto il suo famoso libro Like a mighty wind e perciò vi ero andato con molto interesse e anche con una certa curiosità. Egli raccontò con semplicità evangelica i miracoli che erano accaduti nell'isola di Timor,mentre lui ed alcuni compagni andavano predicando il Vangelo di villaggio in villaggio. Narrò con dovizia di particolari che avevano attraversato a piedi asciutti,dei fiumi profondi, avevano moltiplicato il pane, cambiato l'acqua in vino,e perfino avevano risuscitato un morto da due giorni.Alla mia domanda:quale fosse stato il segreto di quei prodigi, mi rispose: le promesse di Gesù.Voi occidentali,mi disse,credete che la Bibbia sia la storia della potenza di Dio,noi,da sei anni che l'abbiamo ricevuta, crediamo che è tutt'oggi la potenza di Dio.La sera raccontai a tavola agli ufficiali della mia nave ancorata al porto di Nassau quanto avevo ascoltato. Se ne fecero una risata e conclusero che doveva essere senz'altro una mistificazione!...

Certo,bisogna andare cauti a gridare ogni momento al miracolo. Si comprende e si giustifica l'estrema prudenza della Chiesa nel giudicarne l'autenticità,ma non si spiegano la paura,lo scetticismo, la diffidenza che ne hanno i cristiani.

Un giorno mi son sentito porre da un giovane questa domanda: <<< Perché nelle epoche passate,quando la fede era ancora viva, avvenivano molti miracoli, mentre oggi, in un mondo senza fede,per cui ce ne sarebbe tanto bisogno,non se ne vedono più? >>.

La risposta credo potrebbe essere questa: si vedevano molti miracoli, perché si credeva ai miracoli; oggi non se ne vedono,perché i cristiani di oggi non ci credono più ». <<<< Allora,oggi ci siamo abituati ad una religione razionalista più che soprannaturale,oggi ci affanniamo a scoprire nel Vangelo istanze sociali più che l'onnipotenza di Dio,oggi crediamo che è l'uomo più che Dio a fare i miracoli.

Ecco perché il Carisma dei Miracoli si è rarefatto.

Non è la condotta di Dio che è mutata; siamo noi che abbiamo perso il senso del soprannaturale, per cui tutto ciò che ce lo ricorda ci dà fastidio.

Ma i miracoli sono necessari oggi come ieri.

Se a livello della vita naturale il miracolo può sembrare un avvenimento eccezionale,visto nel piano della salvezza che è un piano soprannaturale,appare come un elemento normale ed essenziale.

Tutta la storia della salvezza infatti è intessuta di miracoli: la liberazione del popolo ebreo dall'Egitto,il viaggio nel deserto,la conquista della Palestina,sono eventi accompagnati da continui miracoli.

La vita di Cristo è tutta piena di miracoli, dalla nascita alla risurrezione.Chi avrebbe creduto a quel giovane nazareno se non avesse dimostrata coi fatti la sua messianicità? Fu col primo miracolo in Cana di Galilea che << cominciò a manifestare la sua gloria,e i suoi discepoli credettero in lui » (Gv 2,11).

Oggi egli vuole ancora manifestare la sua gloria, e per far questo non basta il ricordo dei suoi miracoli.Oggi gli uomini vogliono vederne ancora,vogliono toccare con mano che egli è vivo in mezzo a noi.

<<< Dimostrateci che Cristo è vivo! », pare ci gridino oggi gli uomini alla ricerca di qualcosa di nuovo,dopo le amare delusioni di tutti gli ideali politici e sociali.

E per dimostrarlo non basta dar loro un libro. Oggi gli uomini vogliono vedere,vogliono delle concretezze e non delle astrazioni; non si contentano delle dimostrazioni filosofiche sull'esistenza di Dio; oggi vogliono vederlo.Non vogliono leggere racconti di miracoli avvenuti un giorno, ma vogliono vedere miracoli oggi.

E se questi non si vedono, la colpa è tutta nostra,perché non abbiamo la fede di chiederli e di farli.Gesù ce li promise solennemente e inequivocabilmente, e le sue promesse sono infallibili. <<< In verità in verità vi dico: chi crede in me farà le stesse opere che faccio io, anzi ne farà ancora più grandi, perché io vado al Padre >> (Gv 14,12); «Niente è impossibile a voi » (Mt 17,20); «Tutto è possibile a colui che crede» (Mr 9,23); «Abbiate fede in Dio.In verità vi assicuro che se uno dirà a questa montagna: sollevati e gettati in mare, e non esiterà in cuor suo, ma crederà che quanto dice avvenga, gli avverrà » (Mr 11,22-23).

Sono promesse categoriche di Colui che ci assicurò: « I cieli e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno >>                           (Mt 24,35).

Il Signore rispose: — Se aveste una fede piccola come un granello di senape, voi potreste dire a questa pianta di gelso: Togliti via da questo terreno e vai a piantarti nel mare! Ebbene, se aveste fede, quell’albero farebbe come avete detto voi.                                                               (Luca 17:6)

Gli Apostoli presero alla lettera queste parole di Gesù e fecero i miracoli come il Maestro e più del Maestro. Dicono gli Atti che la stessa ombra di Pietro guariva gli ammalati, il che, nei Vangeli, non si dice di Gesù.

Anche i primi cristiani fecero dei miracoli. S. Paolo scrivendo ai Galati dice che dei miracoli erano avvenuti in mezzo a loro: « Chi vi concede lo Spirito e opera miracoli in mezzo a voi >> (Gal 3,5).

Ma i cristiani di oggi hanno paura a prendere sul serio le promesse di Gesù; esse suonano troppo strane e irreali alla loro mentalità, imbevuta di razionalismo, di positivismo e di umanesimo.

Ammettono facilmente i « grandi miracoli >>> cioè: l'ordine del creato, le li chiama S. Agostino meraviglie della vita; ma stentano ad ammettere i < piccoli miracoli», cioè quegli avvenimenti sensazionali, considerati come eccezioni o sospensioni delle leggi della natura, mentre invece sono interventi divini per mezzo di leggi superiori, a noi ignote, ma previste da Dio nel governo del mondo.

Dio non si prende il gusto di manomettere con tanta frequenza le leggi dell'ordine naturale, ma ne applica altre che noi non conosciamo.

Nei suoi piani per ciascuno di noi,Dio ha programmato molti miracoli che egli vuole fare se noi glielo permettiamo.

Egli solo sa quanti ce ne ha fatti finora,quanti ce ne sta facendo ogni giorno,ma molti altri è pronto a farci se glieli chiediamo con fede.

Il Rinnovamento carismatico vuole ricordare a quanti leggono ogni giorno il Vangelo che le promesse di Gesù non sono soltanto parole. Vogliamo ripetere che ogni cristiano può avere il Dono dei Miracoli e può ricevere con frequenza dei miracoli; che egli può effettivamente muovere le montagne, non necessariamente di roccia,ma rimuovere ostacoli e cambiare situazioni che alla logica umana sembrano impossibili.

Ogni battezzato partecipa della stessa potenza di Cristo e quindi può compiere le sue stesse opere.

Tutti i credenti possono avere il Dono dei Miracoli e non soltanto pochi uomini privilegiati. Può averlo ogni padre di famiglia, ogni mamma,il lattaio,il postino, il vicino di banco in chiesa, e a maggior ragione il sacerdote che è li sull'altare.

È anche questo un dono per ogni individuo, ma specialmente per la comunità. Oggi lo Spirito Santo preferisce elargire questo Carisma alla comunità più che al singolo taumaturgo.

Noi crediamo che forse non è lontano il giorno in cui ogni chiesa parrocchiale diventerà una fucina di miracoli, e la stessa ombra del Papa, in piazza S. Pietro,come quella del primo papa, guarirà gli ammalati.Gesù manifesterà così di nuovo la sua gloria e l'umanità tornerà a credere in lui!...

Logicamente se una persona s'impegna nel cammino spirituale per ricevere lo Spirito Santo,dovrà(come spiegato nei numeri precedenti)abbandonare la sua vecchia vita di male abitudini,vizi,peccati ecc....

Non possiamo pretendere di fare miracoli, continuando ad avere gli stessi vizi o peccati che ostacolano lo Spirito Santo...

Donati al Signore,in tutto e per tutto,arrenditi a lui,fai la sua volontà e non la tua. Infatti dentro di te sai cosa il Signore ti dice di abbandonare, per permettere allo Spirito Santo di lavorare meglio in te e piu liberamente. ABBI FEDE 

perdona,te e gli altri e chiedi perdono a Dio dei tuoi peccati. Fallo in modo intenso,prima di ogni preghiera.


Grazie al libro di Serafino Falvo "Il risveglio dei Carismi

E al Libro : preghiera di liberazione e guarigione(gruppo regina pacis)



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👑📕 MELCHISEDEK un re sacerdote dell'antico testamento,forse una delle figure piu enigmatiche della Bibbia

 Melchisedec o Melchisedek è una figura emblematica e misteriosa presente nell'Antico testamento della Bibbia. Nella Bibbia è identificato come re del regno di Salem e come sacerdote dell'altissimo Elyon; secondo l'esegesi ebraica si tratta di Sem, figlio di Noè.

Melchisedec, il cui nome significa “re della giustizia,” era un re di Salem (Gerusalemme) e sacerdote del Dio Altissimo(Genesi 14:18–20; Salmo 110:4;Ebrei 5:6–11;ebrei 6:20;ebrei 7:28).L'improvvisa apparizione e scomparsa di Melchisedec nel libro della Genesi è alquanto misteriosa. Melchisedec e Abramo si incontrarono per la prima volta dopo la sconfitta di Chedorlaomer e dei suoi tre alleati da parte di Abramo. Melchisedec presentò pane e vino ad Abramo e ai suoi uomini stanchi, dimostrando amicizia. Ha conferito una benedizione ad Abramo nel nome di El Elione (“God Most High”) e lodò Dio per aver dato ad Abramo una vittoria in battaglia(Genesi 14:18–20).

Abramo regalò a Melchisedec una decima di tutti gli oggetti che aveva raccolto. Con questo atto Abramo indicò di riconoscere Melchisedec come un sacerdote che si collocava spiritualmente più in alto di lui.

Nel Salmo 110, un salmo messianico scritto da Davide (Matteo 22:43), Melchisedec è presentato come un tipo di Cristo. Questo tema è ripetuto nel libro degli Ebrei, dove sia Melchisedec che Cristo sono considerati re di giustizia e pace. Citando Melchisedec e il suo sacerdozio unico come un tipo, lo scrittore mostra che il nuovo sacerdozio di Cristo è superiore al vecchio ordine levitico e al sacerdozio di Aronne(Ebrei 7:1–10).

Alcuni propongono che Melchisedec fosse in realtà un'apparizione pre-incarnata di Gesù Cristo, o un Cristofania. Questa è una possibile teoria, soprattutto dato che Abramo ricevette una tale visita più tardi, in Genesi 17—18, quando Abramo vide e parlò con il Signore (Yahweh) sotto forma di uomo.

Ebrei 6:20 dice: “[Gesù] è diventato un sommo sacerdote per sempre, nell'ordine di Melchisedek.” Questo termine ordine indicherebbe ordinariamente una successione di sacerdoti che ricoprono l'incarico. Nessuno viene mai menzionato, tuttavia, nel lungo intervallo da Melchisedec a Cristo, un'anomalia che può essere risolta assumendo che Melchisedec e Cristo siano davvero la stessa persona. Pertanto il “order” è eternamente conferito solo a Lui e a Lui.

Ebrei 7:3 dice che Melchisedec era “senza padre né madre, senza genealogia, senza inizio né fine dei giorni, somigliante al Figlio di Dio, rimane sacerdote per sempre.” La questione è se l'autore di Ebrei intende questo in realtà o figurativamente.

Se la descrizione in Ebrei è letterale, allora è davvero difficile vedere come potrebbe essere correttamente applicata a chiunque tranne che al Signore Gesù Cristo. Nessun semplice re terreno “rimane sacerdote per sempre,” e nessun semplice essere umano è “senza padre o madre.” Se Genesi 14 descrive una teofania, poi Dio Figlio venne a dare ad Abramo la Sua benedizione (Genesi 14:17–19), apparendo come il Re della Rettitudine (Apocalisse 19:11,16), il Re della Pace (Isaia 9:6), e il Mediatore tra Dio e l'Uomo (1 Timoteo 2:5).

Se la descrizione di Melchisedec è figurativa, allora i dettagli di non avere genealogia, inizio o fine e un ministero incessante sono semplicemente affermazioni che accentuano la natura misteriosa della persona che incontrò Abramo. In questo caso, il silenzio nel racconto della Genesi riguardo a questi dettagli è mirato e serve meglio a collegare Melchisedec con Cristo.

Melchisedec e Gesù sono la stessa persona? Un caso può essere fatto in entrambi i casi. Per lo meno, Melchisedec è un tipo di Cristo, che prefigura il ministero del Signore. Ma è anche possibile che Abramo, dopo la sua stanca battaglia, si sia incontrato e abbia dato onore al Signore Gesù stesso.

Melchisedek offre pane e vino ad Abramo mentre Cristo benedice dall'alto

Melchisedek nel Vecchio Testamento

Nell'evidenza storica del Vecchio Testamento ci sono due brani in cui si appare Melchisedek. Nel primo (Genesi 14,18-20[1]) Melchisedek è un re e un sacerdote, una figura comunque umana. Nel secondo passo (Sal 110,4) Melchisedek è menzionato perché era un Sacerdote dell'Altissimo che, a suo tempo, conferì il Sacerdozio eterno ad un vincitore: Abramo ricevette dal re Melchisedek la benedizione prima che questi benedicesse l'Altissimo, Dio Onnipotente, e così facendo trasferì il Sacerdozio eterno ad un mortale.

Nella Genesi

La figura di Melchisedek appare in Gn 14,18[2]:

«Quando Abram fu di ritorno, dopo la vittoria su Chedorlaomer e dei re che erano con lui, il re di Sodoma gli uscì incontro nella Valle di Save, cioè la Valle del re. Intanto Melchisedek, re di Salem, offrì pane e vino: era sacerdote del Dio altissimo e benedisse Abramo con queste parole: "Sia benedetto Abramo dal Dio altissimo, proprietario del cielo e della terra, e benedetto sia il Dio altissimo, che ti ha messo in mano i tuoi nemici". Abramo gli diede la decima di tutto.»

In Abramo, il Signore benedisse per la prima volta tutti i popoli della terra (Genesi 12,3[3], universalismo della benedizione e del sacerdozio secondo Melchisedek rispetto a quello levitico).

Abramo, antenato degli Ebrei, rispettava Melchisedek come suo superiore.

Melchisedek non apparteneva al popolo ebraico.

Incontro tra il Patriarca Abramo e Melchisedek, Dirk Bouts, 1464–67

Nel Secondo Libro di Enoch

Oltre che nei libri canonici, Melchisedek appare anche nel 2Enoch, un apocrifo del Vecchio Testamento. Questo libro contiene una parte detta Esaltazione di Melchisedek, in cui si racconta la nascita di Melchisedek da una donna sterile e anziana di nome Sofonima (o Soponima). Ella era moglie di Nir, un fratello di Noè, ed era rimasta incinta miracolosamente, perché il marito non aveva rapporti con lei da lungo tempo, in quanto era stato nominato sacerdote. La donna morì prima di mettere al mondo il figlio, ma prima che Nir la seppellisse, Melchisedek venne fuori dal corpo della madre, essendo fisicamente sviluppato come un bambino di tre anni e capace di parlare e pregare Dio. Dopo 40 giorni, l'arcangelo Gabriele comparve a Nir e gli disse che avrebbe portato il bambino nel Giardino dell'Eden; Melchisedek fu così preservato dal Diluvio universale, in modo da poter tornare sulla Terra a tempo debito. Nir morì il giorno dopo che il bambino fu portato via da Gabriele.

Alcuni hanno visto un'analogia tra il concepimento miracoloso di Melchisedek e quello di Gesù.


Melchisedec nella Teosofia 

Il Re del mondo sarebbe, secondo alcune tradizioni dell'Asia centrale, il sovrano della città mitica di Agarthi («l'inaccessibile»), il regno sotterraneo nascosto agli occhi degli uomini e popolato da esseri semidivini (gli Arhat, «gli illuminati»), che si sarebbero rifugiati sottoterra per preservare dalla barbarie i loro poteri e le loro conoscenze. Secondo l'esoterista René Guénon

Melchisedec, identificato da René Guénon con il Re del mondo

«Il titolo di Re del Mondo è attribuito al Manu, ossia il Legislatore Primordiale e Universale. Questo nome è proprio dell'Intelligenza Cosmica e della Luce Spirituale. Nella tradizione giudeo-cristiana il significato del Re del Mondo si esprime attraverso il nome Melchisedech.»

Dal libro:(René Guénon, Il Re del mondo, 1927)

Si tratta di un appellativo divino a cui per antagonismo si contrappone l'oscuro «re di questo mondo».


Melchisedek nell'esoterismo

Alice Bailey nelle sue opere esoteriche, da lei indicate come ispirate dal Maestro Djwal Khul detto «il Tibetano», asserisce che Melchisedek è uno dei nomi o appellativi con i quali ci si riferisce (soprattutto nel Vecchio Testamento) a Sanat Kumara, colui che presiede la comunità di Shamballa, ossia una fratellanza di esseri divini, la quale sopraintende spiritualmente al percorso evolutivo dell'umanità terrestre.[24] Nello stesso scritto Melchisedek è anche detto il Signore del mondo e l'antico dei Giorni.


Origine della leggenda 

I primi riferimenti espliciti al mito del «Re del Mondo» sono in realtà recenti e si trovano nelle opere di Louis Jacolliot, Saint-Yves d'Alveydre e Ferdynand Ossendowski, che descrivono il regno sotterraneo di Agarthi e il suo Re, il Manu, un essere semidivino, la cui figura simboleggia l'intermediario fra il terreno e il divino.

La radice di questo mito è da ricercarsi nell'omonimo personaggio della religione indù, secondo la quale il Re del Mondo sarebbe un'incarnazione (avatar) del dio Visnù, che compare sulla terra per condurre gli uomini (considerati alla stregua di bambini) alla conoscenza del divino e dell'eternità, ponendolo in totale comunione con Dio.

Secondo il già citato Guénon, inoltre, egli sarebbe da ricondurre anche alla figura biblica di Melchisedec che appare nel libro della Genesi:

«E Melchisedech, re di Salem, offrì pane e vino: era sacerdote del Dio altissimo. E benedice Abramo dicendo: "Benedetto sia Abramo dall'Altissimo, Signore dei Cieli e della Terra, e benedetto sia l'Altissimo che ha messo i nemici nelle tue mani". Ed Abramo gli diede le decime di tutto ciò che aveva preso.»                      (Genesi, 14,18)


Religione primordiale

Dalle steppe dell'Asia centrale il mito del Re del Mondo avrebbe seguito le grandi migrazioni che, presumibilmente fra il 6000 e il 2000 a.C., diedero origine alle popolazioni dell'Europa settentrionale. La Ásgarðr della mitologia norrena nella quale vivono gli Æsir sarebbe la stessa Agarthi e Odino il "Manu".

Il mito di una terra perfetta ed eterna e del suo Re saggio e illuminato potrebbe aver dato origine a molte delle mitologie evolutesi successivamente in Europa e in Medio Oriente: Manu sarebbe anche il Menes egizio, l'Artù bretone, il Menw celtico, e persino l'Arcangelo Michele della tradizione ebraica e cristiana.

Il Signore del Mondo quindi risulta essere un re-sacerdote e guerriero, un legislatore universale, il maestro di una religione che si trova alla radice di tutte le religioni, il culto unico e primordiale dell'Età dell'Oro, in contrapposizione con le comuni credenze che sarebbero solo la pallida ombra della religione originaria, frutto dell'Età Nera (Kali Yuga della tradizione indù) in cui viviamo. Tutti i grandi ispiratori delle religioni terrestri (Gesù Cristo, Maometto, Mosè, Buddha, Rāma, Ermete Trismegisto) sarebbero emanazioni dirette del Re del Mondo.

Il governo occulto 

In Mission de l'Inde en Europe di Saint-Yves d'Alveidre (1910), si descrive il Manu come il vero governatore occulto del mondo. Dalla sotterranea Agarthi egli conduce i destini dell'umanità secondo un ineffabile piano dettato da Dio, che non sempre però riesce comprensibile e non necessariamente positivo agli occhi dei comuni mortali. Il Manu conosce i pensieri di tutti i governanti umani della Terra, e conduce inevitabilmente al successo o al fallimento le loro scelte, a seconda che siano o meno conformi al piano divino.

Secondo gli scritti teosofici di Alice Bailey, in realtà, tale ruolo spetterebbe a Sanat Kumara, che lei pone a capo di una gerarchia occulta formata da una fratellanza di esseri di luce, che guiderebbe i destini del mondo, mentre il Manu sarebbe piuttosto il responsabile di uno dei tre dipartimenti inferiori, quello preposto alla direzione delle razze umane.

«Il Re Sanat Kumara si dice viva a Shamballa, nel deserto del Gobi. 

Sanat Kumara è il Signore dei Giorni e l'Iniziatore. La Luce o energia del mondo è rappresentata, al di sotto, da una triade di potenze.»

(Alice Bailey, Iniziazione umana e solare, New York, Lucis, 1922)

Tutte le scoperte scientifiche deriverebbero dai suggerimenti dati, direttamente o indirettamente, agli scienziati e studiosi del pianeta dal Re del Mondo e dai suoi servitori per tutta la storia dell'umanità. Questi "Superiori sconosciuti", come vengono talora chiamati, avrebbero iniziato le più importanti sette esoteriche (Rosacroce, Illuminati, Massoneria, Priorato di Sion) alla verità del Mondo Sotterraneo di Agarthi. Riti, simboli, numeri e pratiche di queste sette rispecchierebbero riti, numeri e simboli del Mondo Sotterraneo. Fra queste si può ricordare la svastica nazista, ispirata al simbolo del sole indiano a sua volta ricavato dal simbolo della vita e della luce del Regno di Agarthi.

In questo senso il Re del Mondo è il più alto esponente della istituzione nota ai teorici del complotto come "Sinarchia", descritta da Saint-Yves D'Alveydres come una sorta di governo centrale di uomini eletti che formano il Consiglio di Stati e il Consiglio Internazionale delle Chiese e che seguendo le sue direttive ispirano e controllano i grandi moti dell'umanità (migrazioni, guerre, rivoluzioni, scoperte scientifiche, mutamenti politici, ecc.).

Al tempo stabilito il Re del Mondo riporterà Agarthi alla superficie, instaurando una nuova Età dell'oro in cui non esisteranno né morte, né lutto, né crimini, in cui il Re del Mondo e i suoi adepti domineranno sull'umanità con benevolenza ma anche con fermezza.


L'Ordine di Melchisedek si riferisce al sacerdozio eterno e superiore di Gesù Cristo, prefigurato da Melchisedek, re di Salem e sacerdote del Dio altissimo, che offrì pane e vino ad Abramo (Genesi 14). Questo sacerdozio è visto come un'autorità divina e perpetua, distinta da quello levitico, e simboleggia la perfezione e l'intercessione eterna di Cristo per i credenti, che ricevevano benedizioni e potere spirituale attraverso questo ordine, come descritto nella Lettera agli Ebrei.  

Caratteristiche principali

Eterno e non genealogico: A differenza del sacerdozio levitico, quello di Melchisedek è senza inizio né fine di giorni, come il Figlio di Dio. 

Re e Sacerdote: Melchisedek era sia re di giustizia (Melchisedek) che di pace (Salem), qualità che Cristo incarna. 

Prefigurazione di Cristo: Gesù è il Sommo Sacerdote "secondo l'ordine di Melchisedek", che ha compiuto un sacrificio perfetto e unico per l'umanità. 

Autorità: Simboleggia il potere e l'autorità di guidare e benedire, come Cristo continua a fare in cielo intercedendo per noi. 

Differenze e significato per i credenti

Superiorità sul sacerdozio levitico: L'Ordine di Melchisedek è superiore perché non dipende dalla morte dei suoi portatori e offre una salvezza perfetta, sottolinea la lettera agli Ebrei. 

Unione con Cristo: Attraverso questo sacerdozio, i credenti sono chiamati a essere canali di giustizia e misericordia, partecipando all'unica autorità sacerdotale di Cristo. 

Nella Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni

È il "sacerdozio maggiore" che detiene l'autorità su tutti gli uffici della Chiesa, restaurato nel 1829.

Gli uffici includono apostolo, settanta, patriarca, sommo sacerdote ed anziano, e conferisce il dono dello Spirito Santo. 


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💊💉Narcotraffico e capitalismo criminale

 Il commercio di droga su larga scala e con metodi di gestione capitalistici è una invenzione del colonialismo inglese: l’Est India Company  costruì sul traffico di oppio verso la Cina gran parte della sua potenza politica ed economica. In due articoli per il New York Daily Tribune del settembre 1858, Karl Marx così descrive sinteticamente, ma con grande efficacia, l’evoluzione del turpe commercio gestito dai mercanti inglesi:

Prima del 1767, le quantità di oppio esportate dall’India non superavano le 200 casse da 133 libbre l’una. In Cina l’oppio era ammesso come medicinale dietro pagamento di un dazio di tre dollari la cassa, e a quell’epoca il quasi monopolio della sua importazione nell’Impero era detenuto dai portoghesi che si procuravano la droga in Turchia. Alimentato dalla Compagnia delle Indie orientali, invano combattuto dal governo centrale di Pechino, il traffico d’oppio assunse gradualmente proporzioni sempre più vaste fino ad assorbir nel 1816 due milioni e mezzo di dollari. L’apertura del commercio indiano in quell’anno – con la sola eccezione del commercio del tè, di cu la Compagnia delle Indie orientali mantenne il monopolio – diede nuovo e vigoroso impulso alle iniziative dei contrabbandieri inglesi. Nel 1820 il numero di casse contrabbandate in Cina era salito a 5147, nel 1821 a 7000, nel 1824 a 12.639.

            Quando il governo imperiale cinese inasprì i divieti sulla importazione di droga, la potenza coloniale britannica reagì con la forza scatenando le due guerre dell’oppio (1839–1842: 1856–1860) costringendo la Cina a tollerare il commercio dell’oppio, che contribuì alla distruzione dell’assetto sociale e politico cinese. L’Impero britannico nell’Estremo Oriente usò di fatto gli stessi metodi di un Narco-Stato conseguendo laute entrate per compensare la bilancia commerciale verso la Cina, largamente deficitaria.

            La tabella 1 descrive l’andamento delle importazioni di oppio dall’India verso la Cina tra il 1650 e il 1880.

Tab. 1. Esportazioni di oppio dall’India in Cina, in tonnellate metriche

Fonte: UNODC 

2008 - 175

La tolleranza dei governi colonialisti occidentali verso il consumo di oppio cominciò a declinare all’inizio del XX secolo, quando il consumo di stupefacenti si stava diffondendo anche negli stessi paesi occidentali. Furono gli Stati Uniti, particolarmente colpiti dal crescente consumo di oppio, diffuso nel paese dagli immigrati cinesi, che sollecitarono una conferenza internazionale sul traffico di stupefacenti, tenuta a Shanghai nel 1909. Nel 1912 la conferenza de L’Aia approvò una prima convenzione internazionale sul traffico di droga, sottoscritta da Germania, Stati Uniti, Cina, Francia, Regno Unito, Italia, Giappone, Paesi Bassi, Persia, Portogallo, Russia e Siam, con la quale si stabiliva che:

gli Stati firmatari devono compiere i loro migliori sforzi per controllare, o per incitare al controllo di tutte le persone che fabbrichino, importino, vendano, distribuiscano ed esportino morfina, cocaina, e loro derivati, così come i rispettivi locali dove queste persone esercitino tale industria o commercio

La convenzione de L’Aia fu recepita nel Trattato di Versailles e ulteriori restrizioni furono adottate alla conferenza di Ginevra del 1925, con la quale fu istituito un organo di controllo internazionale nell’ambito della Lega delle Nazioni (International Narcotics Control Board), ma il solo paese a introdurre leggi severamente proibizioniste furono gli Stati Uniti (Harrison Narcotics Act del 1914; Heroin Act del 1924; Marihuana Tax Act del 1937), mentre in altri paesi invece non furono varate leggi specifiche proibizioniste sul consumo e la produzione di droga, lasciando mano libera ai trafficanti.

Nel secondo dopoguerra, i flussi di traffico di droga, soprattutto eroina, invertirono la rotta, dirigendosi non più verso il mercato cinese, ma verso l’Europa e gli Stati Uniti. Il Mediteranno fu al centro di questo traffico. L’oppio prodotto soprattutto in Turchia, transitava attraverso la Siria per giungere a Beirut e infine a Marsiglia dove veniva raffinato illegalmente sotto il controllo della criminalità corsa ed esportato negli Stati Uniti. Un’altra parte di materia prima, tramite l’intermediazione della mafia siciliana, veniva raffinata da imprese farmaceutiche italiane (in assenza di una legislazione repressiva), per essere poi esportata anch’essa verso il mercato americano. L’ingresso negli Stati Uniti avveniva sia direttamente attraverso il porto di New York, controllato da Cosa Nostra, o attraverso l’America Latina o il Canada, sotto il controllo della criminalità corsa. Cuba e Tangeri, rispettivamente sotto il controllo di Cosa Nostra e dei corsi-marsigliesi, fungevano da principali luoghi di stoccaggio[5].

            All’inizio degli anni Settanta, il consumo di droghe, negli Stati Uniti soprattutto, era cresciuto esponenzialmente, complice da un lato la cultura hippy e dall’altro il difficile reinserimento nella vita civile dei soldati reduci dal Vietnam, dove il consumo di droga, soprattutto marijuana ed eroina, era stato tollerato e anche incentivato dalle autorità militari. Questa situazione di emergenza spinse il governo americano ad iniziative diplomatiche dirette a reprimere i luoghi di origine del traffico, sia in Francia sia in Turchia. La rete di trafficanti marsigliesi fu smantellata e il governo turco attuò una drastica repressione contro i produttori di oppio. Tuttavia, queste azioni ebbero l’effetto di spostare le aree di coltivazione dalla Turchia, all’Iran, all’Afghanistan e al Pakistan (la cosiddetta Mezzaluna d’Oro), sotto il controllo di coltivatori di etnia pashtun. Attraverso l’intermediazione di bande curde, una parte della produzione di oppio veniva raffinato clandestinamente in laboratori turchi e siriani, per giungere attraverso i Balcani nel cuore dell’Europa. Un’altra parte giungeva direttamente in Sicilia, dove veniva raffinata e trafficata negli Stati Uniti. Dopo l’eliminazione dei clan corsi, Cosa Nostra, infatti, aveva assunto il controllo del traffico di droga verso gli Stati Uniti, facendo della Sicilia la principale base di raffinazione e di stoccaggio. Furono poi i trafficanti della Mafia siciliana e di Cosa Nostra ad inserire i produttori del Sud Est Asiatico, fino agli anni Settanta ai margini, nel circuito del traffico internazionale. A determinare l’ascesa del cosiddetto Triangolo d’Oro, l’area montuosa compresa nelle zone di confine fra la Birmania, il Laos e la Thailandia, fu soprattutto la qualità del prodotto creato nei laboratori clandestini, la sofisticata eroina bianca numero 4, nettamente superiore alla grezza eroina base, detta Brown Sugar, e largamente consumata dalle truppe americane in Vietnam.

Il predominio della Mafia siciliana e di Cosa Nostra nel traffico di droga si esaurì alla fine degli anni Ottanta, per passare sotto il controllo della criminalità cinese, curda o portoricana, attraverso contatti diretti con i produttori sia della Mezzaluna d’Oro che del Triangolo d’Oro,

Gli anni Ottanta segnarono anche l’ascesa della cocaina e dei produttori e trafficanti sudamericani, inaugurando un nuovo e ricchissimo canale di traffico verso gli Stati Uniti e l’Europa. I flussi di traffico, sempre più intesi a partire dagli anni Novanta, partivano dalle coltivazioni di coca in Bolivia, Perù e Colombia per giungere nei mercati di consumo attraverso gli espedienti più ingegnosi. La particolarità dei narcos colombiani consisteva proprio nella loro capacità di mimetizzare il traffico illecito con varie tecniche, utilizzando soprattutto il trasporto con piccoli aerei grazie a piste clandestine costruite nel cuore della giungla, e garantirsi l’immunità con una sofisticata macchina di intimidazione e corruzione, giungendo fino alle più alte sfere istituzionali. Il traffico si svolse prima sotto l’egemonia dei cartelli colombiani, e poi dopo la repressione imposta dalle autorità statunitensi, sotto il controllo dei trafficanti messicani, che, all’inizio del nuovo millennio, ampliarono il giro di affari producendo anche marijuana, eroina, metanfetamina ed altre droghe sintetiche da immettere nel mercato americano ed europeo.

La lotta al traffico di stupefacenti, nota come war on drugs,che prevedeva non solo la repressione del traffico all’interno degli Stati Uniti, ma anche iniziative militari ed operazioni di polizia nei paesi produttori[6] (distruzione di piantagioni utilizzando la fumigazione con potenti diserbanti cancerogeni) e incentivi per convertire le culture di coca in coltivazioni legali[7], ha contribuito a diffondere e differenziare più che eliminare le fonti di produzione delle droga, sostituendo i centri smantellati con nuovi centri in altre aree geografiche e generando quello che in letteratura è stato definito come balloon effect, perché la produzione di droga passa da un’area geografica all’altra come un palloncino che si sgonfia in un punto per rigonfiarsi in un altro[8]. Così tra gli anni Ottanta e Novanta, la Colombia sostituì gran parte della produzione persa nei paesi andini, guadagnando il ruolo di primo produttore di coca, raggiungendo nel 2000 oltre il 90% della offerta mondiale[9], e i paesi dell’America Centrale (Panama in particolare) con il Messico si sostituirono ai Caraibi come principale via di transito verso i mercati di sbocco, creando due nuove vie di commercio illecito attraverso il Pacifico (Pacific Corridor) e il Golfo del Messico[10].

La caratteristica del traffico di droga nel nuovo millennio è proprio la differenziazione delle fonti di approvvigionamento e la enorme diversificazione dei prodotti, non solo oppiacei o cocaina, ma anche la diffusione crescente di oppioidi semisintetici e sintetici.

      Le tabelle 2 e 3 mostrano la capacità produttiva di oppio in Asia nell’ultimo decennio, dove si nota il primato assoluto dell’Afghanistan.

Tab. 2. Coltivazioni illegali di oppio in Asia (in miglia di ettari) 2007-2020


Fonte: UNODC, 2021: Statistical Annex; Narcotics Control Report, 2021

Tab. 3. Produzione potenziale di oppio in Asia (in tonnellate) 2007-2020


Fonte:UNODC, 2021 :Statistical Annex; Narcotics Control Report, 2019, vol. I: 23


            Le tabelle 4 e 5 descrivono invece la capacità produttiva dell’America Latina di coca, sempre nell’ultimo decennio.

Tab. 4. Coltivazioni illegali di coca (in ettari) 2007-2019

Fonte: UNODC, 2021: Statistical Annex; Narcotics Control Report, 2019, vol. I: 23

Tab. 5. Produzione potenziale di cocaina pura (in tonnellate) 2007-2019


Fonte: UNODC, 2021; Statistical Annex; Narcotics Control Report, 2021, vol. I: 23

Il primato dell’Afghanistan è confermato anche nella produzione di eroina (tabella 6).

Tab. 6. Produzione potenziale di eroina (in tonnellate) 2009-2019


Fonte: Narcotics Control Report, 2021, vol. I: 23

Mentre per la cannabis il primate della produzione spetta al Marocco (con 72.781 tonnellate) seguito dal Messico (con 11.000 tonnellate), nel periodo 2012-2017 (tabella 7).

Tab. 7. Produzione di cannabis 2012-2017 (in tonnellate)


Fonte: UNODC, 2019


Nonostante che il consumo di cannabis sia il più diffuso al mondo, non esistono informazioni complete sulle coltivazioni e sulla produzione complessiva, questo in gran parte è dovuto alla estrema varietà delle specie botaniche e dei derivati[11] e alla difficoltà di individuare le coltivazioni spesso localizzate in zone inaccessibili o disseminate in micro-coltivazioni che sfuggono a qualsiasi controllo sistematico. Solo una parte della capacità produttiva viene individuata attraverso l’attività repressiva che porta alla individuazione e alla successiva eliminazione di piantagioni o sequestri di raccolti pronti per essere avviati ai canali di spaccio. Del resto negli ultimi anni le tecniche di coltivazione sono diventate particolarmente sofisticate, adottando anche procedura di modifica genetica per aumentare le rese per ettaro e potenziare l’efficacia del principio attivo contenuto nella pianta[12]. Sugge ad una quantificazione statistica attendibile anche l’ammontare della produzione di droghe sintetiche calcolabile per approssimazione solo attraverso l’ammontare di sequestri.

Attraverso itinerari complessi che richiedono rilevanti capacità organizzative e di programmazione, che solo organizzazioni complesse possono avere, la droga raggiunge i mercati di sbocco per inondare il mercato negli infiniti e sfuggenti rivoli dello spaccio, soddisfacendo una domanda sempre più avida.

All’inizio degli anni Settanta, in un rapporto sul consumo di droga del Congresso degli Stati Uniti si definiva “l’eroinomania è un problema essenzialmente americano”[13], dieci anni dopo il senatore Joe Biden sottolineava che il primato americano era stato largamente superato dai dati europei sulla percentuale di tossico dipendenti e di morti per droga[14]. Le società opulente di Stati Uniti, Europa ed Oceania sono i più rilevanti mercati di sbocco del traffico di droga, ma non gli unici mercati, in quanto il consumo è in aumento, seppur con modalità differenti, anche in Africa e in Asia.

Nel 2018 si stima che 269 milioni di persone tra i 15 e i 64 anni hanno almeno una volta fatto uso di sostanze stupefacenti, una cifra che è pari al 5,4 per cento della popolazione mondiale. Nel 2009 erano 210 milioni, pari al 4,4 per cento della popolazione mondiale. In poco meno di dieci anni la popolazione che usa stupefacenti, anche occasionalmente, è aumentata del 30 per cento, in parte per effetto dell’incremento demografico (aumenta dello stesso periodo del 10 per cento). Si stima che nel 2030, fermo restando la domanda e per solo effetto della crescita demografica, 200 milioni di persone avranno utilizzato sostanze stupefacenti per almeno una volta, cifra corrispondente al’11 per cento della popolazione mondiale. I dati disponibili mostrano una supremazia dei derivati dell’oppio e della cannabis[15], a cui si aggiunge, in continuo aumento l’uso di droghe sintetiche, soprattutto in Nord America. Le tabelle 8 e 9 mostrano in dettaglio lo stato della domanda di stupefacenti in valore assoluto e nelle relative percentuali.


Tab. 8. Prevalenza (numero di casi) nell’uso di droga (dati in migliaia, migliori stime, età 15-64 anni). Anno 2019


Fonte: UNODC World Drugs Report 2021


Tab. 9. Prevalenza nell’uso di droga (dati in percentuale, numeri di casi / popolazione 15-64 anni, migliori stime). Anno 2019



Fonte: UNODC World Drugs Report 2021


            L’analisi dell’andamento dei prezzi medi mostra una prevalente tendenza alla loro diminuzione, evidenziando il peso della crescente offerta e della sua ampia differenziazione (tabelle 10 -13).


Tab. 10. Prezzo medio al dettaglio dell’eroina per grammo (in blu) e prezzo medio all’ingrosso dell’eroina per chilogrammo (in rosso) in Europa (in euro, media deflazionata anno base 2017, paesi dell’Unione Europea, Norvegia e Svizzera)

Fonte: UNODC 2019


Tab. 11. Prezzo medio al dettaglio della cocaina per grammo (linea blu) e prezzo medio all’ingrosso della cocaina per chilogrammo (linea rossa) in Europa (in euro, media deflazionata anno base 2017, paesi dell’Unione Europea, Norvegia e Svizzera)


Fonte: UNODC 2019

Tab. 12. Prezzo medio al dettaglio dell’eroina per grammo (linea blu) e prezzo medio all’ingrosso dell’eroina per chilogrammo (linea rossa) negli USA (in dollari, media deflazionata anno base 2017)


Fonte: UNODC 2019

Tab. 13. Prezzo medio al dettaglio della cocaina per grammo (linea blu) e prezzo medio all’ingrosso della cocaina per grammo (linea rossa) negli USA (in dollari, media deflazionata anno base 2017)

Fonte: UNODC 2019


La distribuzione dei profitti tra i vari partecipanti alla catena produttiva e distributiva, che coinvolge i coltivatori locali, i trafficanti che assicurano il trasporto della droga, i grossiti e infine le organizzazioni di spaccio al dettaglio, è fortemente asimmetrica, privileggindo l’ultimo stadio della catena distributiva e penalizzando fortemente i produttori, in genere contadini coltivatori, spesso del tutto ignari dei lauti giadagni legati al loro lavoro. La tabella 18 mostra la distribuzione dei profitti lordi nella produzione e traffico di cocaina. Come si può notare la distribuzione dei profitti è correlata al livello di rischio che è più elevato nella distribuzione al dettaglio, e relativamente minimo per i cocaleros.


Tab. 18. Distribuzione in percentuale dei profitti lordi nel traffico di cocaina (anno 2009)


Fonte: UNODC, World Drugs Report 2010


 Le tabelle 19 e 20 mostrano il peso economico del traffico di droga negli Stati Uniti e in Europa negli ultimi decenni. Si può notare che negli Stati Uniti il volume di affari rappresentato dal traffico di droga si è ridotto sensibilmente nel nuovo millennio, in Europa, invece, il dato di riduzione del peso economico dei narcotraffico è meno drastico. Secondo un rapporto dell’United Nations Drug Control Program (UNDCP), negli stessi anni Novanta il valore in dollari USA del traffico di stupefacenti negli Stati Uniti, superava il valore del debito estero dei paesi andini, della Colombia e del Venezuela.


Tab. 19. Consistenza del traffico di droga nell’economia degli Stati Uniti

Fonte: UNODC, 2017, The drug problem and organized crime: 24

Tab. 20. Consistenza del traffico di droga nell’economia dell’Unione Europea


Fonte:UNODC, 2017,The drug problem and organized crime: 24

                    Non esistono dati certi sul peso che il narcotraffico ha sui redditi criminali; una stima più rigorosa è contenuta nel rapporto Gli investimenti della mafia, curato dai ricercatori di Transcrime, un centro di ricerca dell’Università Cattolica del Sacro Cuore[16]. Le stime proposte in questa indagine sono sintetizzate nella tabella 21, in cui si evidenzia che la fonte di reddito più importante, dopo le estorsioni, per il crimine organizzato è costituita dal traffico di droga.

Tabella 4.3. Stime ricavi attribuibili alle organizzazioni criminali (in milioni di euro, 2013)



Fonte: elaborazione Transcrime, 2013: 73

É certo quindi che il narcotraffico è uno degli elementi centrali del processo di accumulazione che è alla base del capitalismo criminale. La diffusione e il rafforzamento di questo tipo di capitalismo negli ultimi decenni è stato favorito dai processi di liberalizzazione finanziaria che hanno reso possibile la moltiplicazione della ricchezza accumulata illecitamente e il suo reinvestimento, mediante sofisticati metodi di riciclaggio, in attività finanziarie e produttive lecite.

Il capitalismo criminale, alimentato prevalentemente dal narcotraffico, crea consenso sociale, delimita un blocco sociale, che assume un ruolo non sempre marginale nel contesto della frammentata realtà sociale del modo di produzione capitalistico contemporaneo. Il bLocco sociale è costituito da un nucleo centrale formato da gruppi criminali attivi sui mercati illeciti, intorno ai quali si aggregano imprenditori di origine criminale che hanno accesso alle risorse pubbliche e gestiscono attività legali, nuclei di burocrazia corrotta e di ceto politico colluso che rendono accessibile alla criminalità le risorse pubbliche sotto il loro controllo, elementi della borghesia professionale che stabiliscono una cintura protettiva, facilitando le attività di riciclaggio, fornendo servizi di consulenza, non solo di natura legale, approntando i meccanismi di consenso e legittimazione del potere criminale, masse di sottoproletariato (locali e forniti dall’immigrazione. clandestina e non) impiegate come manodopera nelle attività legali o come manovalanza in quelle illegali e sommerse.

Se si volesse individuare una figura simbolo del capitalismo criminale nessuno meglio del narcotrafficante colombiano Pablo Emilio Escobar potrebbe rappresentare la forza pervasiva e la potenza politica acquisita in quel continente dalle organizzazioni criminali. All’apice della sua ascesa, nel 1983, Escobar era a capo del principale cartello di narcotrafficanti, il Cartello di Medellin, con un patrimonio stimato di circa 40 miliardi di dollari[17], occupava un seggio alla Camera dei Rappresentati colombiana, godeva di ampio seguito popolare con la sua fama di benefattore del popolo: di fatto era stato capace di coagulare intorno a se un ampio blocco sociale che legava i diseredati dei barrios, alla classe media complice e compiacente, ai ceti politici corrotti. Quando il suo potere cominciò a declinare, Escobar, in modo molto simile alla mafia siciliana dei Corleonesi, attuò una strategia stragista colpendo giudici, esponenti delle forze dell’ordine, giornalisti e persino candidati alle presidenziali colombiane, sostituendo il volto del dominio violento a quello del consenso.

Il narcotraffico non alimenta solo la sofisticata macchina di corruzione che giunge fino alle più alte sfere istituzionali, come mostra la vicenda di Pablo Escobar, ma rappresenta in alcune regioni l’unica forma di economia di sussistenza. Un esempio è offerto dalla Bolivia, dove i cocaleros, i coltivatori di coca, hanno creato un loro sindacato per difendere i loro interessi. Nella catena del valore del narcotraffico i coltivatori sono da sempre i più svantaggiati, colpiti sia dalla violenza criminale che dalla azione repressiva dello Stato, condotta, come si è detto, anche in modo indiscriminato colpendo con diserbanti la stessa possibilità di riconversione futura delle culture[18]. La forza del sindacato ha consentito l’elezione di Ivo Morales, loro leader, alla presidenza della Bolivia nel 2006, con l’obiettivo politico di tutelare gli interessi dei coltivatori di coca. Il governo boliviano ha così varato provvedimenti sulla depenalizzazione dell’uso della foglia di coca per la masticazione e per usi farmaceutici, riducendo progressivamente le culture illegali che superano tale fabbisogno con incentivi offerti ai cocaleros per favorire la produzione di culture alimentari. Questa strategia, accompagnata da programmi di formazione agronomica e dalla costruzione di infrastrutture per favorire il trasporto e la commercializzazione dei prodotti agricoli legali, ha causato una riduzione della superficie coltivata a coca da 31.000 a 20.000 ettari in sei anni. Si tratta comunque di successi limitati che non intaccano il blocco socio-economico rappresentato dal narcotraffico e che certamente la crisi pandemica ha contribuito a rafforzare[19]. Come la vicenda dei talebani vittoriosi in Afghanistan dimostra, il peso del narcotraffico ha ormai una valenza globale, investendo direttamente anche questioni essenziali di geopolitica.

Riferimenti

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Bagley, Bruce. 2012. “Drug Trafficking and Organized Crime in the Americas: Major Trends in the Twenty-First Century”, Woodrow Wilson Center Update on the Americas.

Biden, Joseph R., 1980. The Sicilian Connection: Southwest Asian Heroin en Route to the United States, Report of Senator J. R. Biden to the U.S. Senate Committee on Foreign Affairs,Washington, D.C.

Chouvy Pierre-Arnaud, 2019. “Cannabis cultivation in the world: heritages, trends and challenges”, EchoGéo, 48 | 2019, pp. 1-20.

Cusano, Pina – Innocenti, Piero. 1996. Le organizzazioni criminali nel mondo. Roma: Editori Riuniti.

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McCarthy, Dennis M.P. 2011. An economic history of organized crime: a national and transnational approach, London-New York: Routledge.

Mora, Frank O. 1996. “Victims of the Balloon Effect: Drug Trafficking and the U.S. Policy in Brazil and the Southern Cone of Latin America”. The Journal of Social, Political, and Economic Studies 21.2, pp. 115–122.

Murphy, Morgan F. – Steele Robert H. 1971. The World Heroin Problem; Report of Special Study Mission, House of Representatives, Committee on Foreign Affairs, Washington, D.C.

Narcotics Control Report, 2019. International Narcotics Control Strategy Report, Washington: United States Department of State. Bureau of International Narcotics and Law Enforcement Affairs.

Thoumi, Francisco E. 2014. “Organized Crime in Colombia: The Actors Running the Illegal Drug Industry”, in The Oxford Handbooks of Organized Crime (a cura di Letizia Paoli), Oxford: Oxford University Press, pp. 177-195.

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UNODC. 2021. World Drug Report, United Nations. Office on Drugs and Crime, Wien.

Vassilev, Rossen. 2010. “China’s Opium Wars: Britain as the World’s First Narco-State”, New Politics, volume 13, issue 1, pp. 75–80.

1]Cfr. Derks, 2012.

[2] Marx – Engels, 1970: 203-204.

[3] Marx – Engels, 1970: 205-206.

[4] Cfr. Vassilev, 2010; Deming, 2011; Derks, 2012: 87-103.

[5] Per la sua posizione geografica, l’isola di Cuba rivestiva un ruolo strategico nell’ambito del traffico di stupefacenti. I cartelli usarono i porti di Cuba, e le sue acque territoriali, come una sorta di base di interscambio per il trasporto della merce illecita in Europa e Nord America. Il regime castrista inizialmente non contrastò queste attività, tollerando anche la presenza di laboratori di raffinazione e di piantagioni di marijuana sulla Sierra Maestra. La mediazione della criminalità organizzata serviva al regime cubano anche per superare l’embargo favorendo commerci clandestini e il contrabbando. Molte imprese cubane furono direttamente coinvolte nel riciclaggio di denaro, i cui proventi venivano destinati a finanziare gruppi guerriglieri sudamericani legati al regime castrista. Alla fine degli anni Ottanta, il regime cominciò a reprimere i traffici illeciti, colpendo anche esponenti castristi che ne erano implicati, come il generalo Arnaldo Ochoa, condannato a morte nel 1990.

[6] Il caso più eclatante fu, nel dicembre 1989, la deposizione e la cattura del presidente di Panama, Manuel Noriega, accusato di essere un narcotrafficante.

[7] Cfr. Bagley, 2012.

[8] In termini più rigorosi il “Balloon Effect” è un termine economico che descrive cosa succede quando, data una funzione di offerta abbastanza elastica, riduzioni temporanee dell’offerta portano a prezzi più alti che a loro volta stimolano una maggiore offerta. Cfr. Mora, 1996; Bagley, 2012; 5-7.

[9] Cfr. Bagley, 2012: 3; Thoumi, 2014: 183.

[10] Cfr. McCarthy, 2011: 151-152 e Thoumi, 2014: 183-185.

[11]In genere la grande famiglia della cannabis viene prodotta per il consumo in erba (marihuana, ganja, weed) o in resina (hashish, chars/charas).

[12] Cfr. Chouvy, 2019: 3-4.

[13] Murphy – Steele, 1971: 36.

[14] Cfr. Biden, 1980: 1; Arlacchi, 2007: 187.

[15] Cfr. UNODC Drugs Report 2019: 9.

[16] Cfr. Transcrime, 2013.

[17] Cfr. Forbes Magazine, 25 Luglio 1988: 64.

[18] Negli anni Novanta, periodo di boom della produzione di coca, i prezzi di acquisto delle foglie di coca non superava i 50 dollari al quintale, sotto i 30 dollari la coltivazione non sarebbe stata più remunerativa (Cusano – Innocenti, 1996: 120).

[19] L’aumento della disoccupazione e la riduzione dell’accesso alla formazione scolastica per le classi sociali più deboli, conseguenze della pandemia, incrementeranno il ricorso alle coltivazioni illegali e al traffico di stupefacenti come unica fonte di reddito nei paesi produttori, aumentando i canali di accumulazione per la criminalità organizzata. Il lockdown pandemico ha anche agito da stimolo per introdurre nuove tecniche di spaccio e commercializzazione delle droghe, utilizzando massicciamente gli strumenti informatici (dark web e altro).

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