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giovedì 8 gennaio 2026

✝️💠 La vera genealogia di Gesù

 Facciamo prima una introduzione con un post tradizionale da wikipedia,per poi approfondire.


La Bibbia presenta due genealogie principali di Gesù nei Vangeli di Matteo (Cap. 1) e Luca (Cap. 3), entrambe lo collegano alla stirpe di Davide, ma con percorsi diversi: Matteo traccia la linea attraverso Salomone, concentrandosi sulla regalità e includendo donne particolari come Tamar, Raab, Rut e Betsabea, e strutturando le generazioni in gruppi di 14 fino a Giuseppe, il padre legale di Gesù. Luca, invece, risale fino ad Adamo attraverso Natan, un altro figlio di Davide, sottolineando l'universalità di Gesù come Figlio dell'uomo, e presentando una genealogia più lunga che arriva fino a Dio, con un'interpretazione che suggerisce la linea materna per Maria. 

Genealogia di Matteo (Matteo 1,1-17)

  • Inizio: Da Abramo a Davide (14 generazioni).
  • Da Davide: Attraverso Salomone.
  • Inclusione di donne: Tamar, Raab, Rut, Betsabea (moglie di Uria).
  • Periodo: Da Davide fino alla deportazione in Babilonia (altre 14 generazioni).
  • Fine: Dopo la deportazione, fino a Giuseppe, sposo di Maria, da cui nacque Gesù. 
Genealogia di Luca (Luca 3,23-38)
  • Inizio: Da Gesù risale fino ad Adamo e Dio.
  • Da Davide: Attraverso Natan, figlio di Davide.
  • Struttura: 77 anelli generazionali, collegando Gesù a tutta l'umanità.
  • Divergenza: Differisce da Matteo nel percorso da Davide in poi, seguendo una linea diversa (Natan invece di Salomone). 
Punti chiave
  • Matteo: Sottolinea l' universalità e la stirpe regale di Gesù (Figlio di Davide).
  • Luca: Sottolinea l'universalità e l'umanità di Gesù, collegandolo a tutta la creazione.
  • Differenze: Le due genealogie divergono dopo Davide, probabilmente perché seguono linee paterne diverse (Matteo per via legale/regale, Luca per via naturale/materna). 
Da Wikipedia -


Se Gesù è il discendente diretto di Davide di sangue,allora vorrebbe dire che lo sarebbe grazie alla madre Maria. Perché Giuseppe fu soltanto padre putativo e non di sangue. Quindi la vera discendenza di Davide avrebbe dovuto portarla nelle vene Maria,la madre,ed essere una principessa(anche se non reale).

La giovane Maria, che era stata scelta per essere la madre di Gesù Cristo, veniva da Nazaret ed era discendente di Davide. I profeti dell’Antico Testamento avevano predetto che il Messia sarebbe venuto attraverso la linea regale di Davide (vedere, ad esempio, Isaia 11:1). Quale unico genitore terreno di Gesù, Maria Gli ha dato quella discendenza.

Inoltre, l’angelo Gabriele si è rivolto a Maria dicendole: “Favorita dalla grazia; il Signore è teco” (Luca 1:28). Maria ha ottenuto il favore del Signore perché era una persona degna, umile, coraggiosa e fedele. E ha dimostrato tali qualità nel corso della sua vita.

Maria ha accettato umilmente ciò che Dio le ha chiesto di fare (vedere Luca 1:38). E con coraggio è andata avanti e si è fidata di Dio, anche se le circostanze della sua gravidanza avrebbero potuto causarle qualche imbarazzo perché non era ancora sposata (vedere Luca 1:46–55). Inoltre, obbediva a Dio fedelmente. Ha dato alla luce Gesù, Lo ha cresciuto, Lo ha educato. Alla fine della vita terrena di suo Figlio, era al Suo fianco. È rimasta con i Suoi apostoli dopo che Gesù è risorto ed è salito al cielo (vedere Atti 1:14). Grazie alla sua bontà, è stata davvero molto favorita.






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👉Gre R-esistence👈

🌀💠 In ogni uomo un frammento di Dio

 In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio (...).

In principio era il Verbo e il Verbo era Dio. Giovanni inizia il suo Vangelo con una poesia, con un canto, con un volo d'aquila che proietta subito Gesù di Nazaret verso l'in principio e verso il divino. Nessun altro canto, nessun'altra storia può risalire più indietro, volare più in alto di questa che contiene l'inizio di tutte le cose: tutto è stato fatto per mezzo di Lui. Nulla di nulla senza di lui.

In principio, tutto, nulla, sono parole che ci mettono in rapporto con l'assoluto e con l'eterno. La mano di Dio su tutte le creature del cosmo e «il divino traspare dal fondo di ogni essere» (Tehilard de Chardin). Non solo degli esseri umani ma perfino della pietra. «Nel cuore della pietra Dio sogna il suo sogno e di vita la pietra si riveste» (Vannucci).

Un racconto grandioso che ci da un senso di vertigine, ma che poi si acquieta dentro una parola semplice e bella: accogliere. Ma i suoi non l'hanno accolto, a quanti invece l'hanno accolto ha dato il potere di diventare figli.

Accogliere: parola bella che sa di porte che si aprono, di mani che accettano doni, di cuori che fanno spazio alla vita. Parola semplice come la mia libertà, parola vertice di ogni agire di donna, di ogni maternità. Dio non si merita, si accoglie.

«Accogliere» verbo che genera vita, perché l'uomo diventa ciò che accoglie in sé. Se accogli vanità diventerai vuoto; se accogli disordine creerai disordine attorno a te, se accogli luce darai luce.

Dopo il suo Natale è ora il tempo del mio Natale: Cristo è venuto ed è in noi come una forza di nascite. Cristo nasce perché io nasca. Nasca nuovo e diverso: nasca figlio! Il Verbo di Dio è come un seme che genera secondo la propria specie, Dio non può che generare figli di Dio. Perché Dio si è fatto uomo? Perché Dio nasca nell'anima, perchè l'anima nasca in Dio (M. Eckart).

E il Verbo si è fatto carne. Non solo si è fatto Gesù, non solo uomo, ma di più: carne, esistenza umana, mortale, fragile ma solidale. Bambino a Betlemme e carne universale. Dio non plasma più l'uomo con polvere del suolo, come fu in principio, ma si fa lui stesso polvere plasmata. Il vasaio si fa argilla di un piccolo vaso.

E se tu devi piangere, anche lui imparerà a piangere. E se tu devi morire anche lui conoscerà la morte.

Da allora c'è un frammento di Logos in ogni carne, qualcosa di Dio in ogni uomo. C'è santità e luce in ogni vita.

Il Verbo entra nel mondo e porta la vita di Dio in noi. Ecco la vertigine: la vita stessa di Dio in noi. La profondità ultima del Natale: Dio nella mia carne. E destino di ogni creatura è diventare carne intrisa di cielo.

(Letture: Siracide 24,1-4.8-12; Salmo 147; Efesini 1,3-6.15-18; Giovanni 1,1-18)

Di Ermes Ronchi da: 

https://www.avvenire.it/rubriche/il-vangelo/in-ogni-uomo-un-frammento-di-dio_6928