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venerdì 4 settembre 2026

🪖🚀Rheinmetall, maxi appalto da 45 miliardi: costruirà blindati da combattimento per gli Stati Uniti?

 Il colosso tedesco degli armamenti Rheinmetall è vicino all’affare più grande della sua storia. Attraverso la controllata americana "American Rheinmetall" nel Michigan punta a un maxi-contratto con le forze armate USA.

Il colosso degli armamenti di Düsseldorf Rheinmetall potrebbe chiudere il più grande affare della sua storia aziendale. Attraverso la filiale statunitense American Rheinmetall, il gruppo punta al maxi-contratto delle forze armate USA per sostituire la vetusta flotta di blindati M2 Bradley.

Acquisto di 4.000 veicoli blindati

Si tratta dell'acquisto di circa 4.000 veicoli cingolati, per un valore complessivo di oltre 45 miliardi di dollari (circa 39 miliardi di euro). In gara per il contratto c'è il Lynx ("Luchs") XM30 di Rheinmetall.

Alla base dello sviluppo ci sono stati i veicoli da combattimento per la fanteria Lynx KF31 e KF41. La sigla KF sta semplicemente per "Kettenfahrzeug", cioè 'veicolo cingolato', mentre i numeri indicano la classe di peso militare, pari a circa 31 e 41 tonnellate.

Queste due varianti del Lynx hanno influenzato in modo determinante il design e la filosofia del prototipo Lynx XM30 destinato all'esercito statunitense. Dal punto di vista tecnico però l'XM30 rappresenta una dimensione del tutto nuova, ha spiegato un portavoce di Rheinmetall a Euronews.

La versione per gli Stati Uniti dispone di un'architettura digitale aperta, di una propulsione ibrida e di una torretta da 50 mm, che riduce l'equipaggio a due soldati.

Il primo prototipo del Lynx XM30 è già stato consegnato alle forze armate statunitensi. Altri sette veicoli seguiranno a breve. Il contratto di sviluppo in corso garantisce già a Rheinmetall introiti per 764 milioni di dollari.

La decisione finale sull'appalto per i blindati non è ancora stata presa

In corsa sono rimasti solo due offerenti: la controllata statunitense American Rheinmetall e il gigante americano della difesa General Dynamics Land Systems. Non è però ancora stata presa alcuna decisione: prima le forze armate statunitensi dovranno sottoporre i prototipi a test approfonditi, poi l'esercito USA deciderà a chi assegnare il contratto da miliardi.

Gli Stati Uniti sono il maggiore mercato degli armamenti al mondo

Rheinmetall gestisce già diversi stabilimenti negli Stati Uniti. Il gruppo tedesco dispone quindi di capacità produttive in loco. Si tratta di un elemento fondamentale nei negoziati, perché il governo statunitense attribuisce un'importanza cruciale alla creazione di valore industriale all'interno del Paese nei grandi programmi di armamento. Una produzione in serie del Lynx XM30 avverrebbe quindi negli USA.


Lynx KF41 Rheinmetall

La storia del Lynx

Il Lynx non è un carro armato tradizionale, ma un veicolo da combattimento per la fanteria con molteplici possibilità d'impiego. Nel 2018 Rheinmetall ha presentato il Lynx al salone degli armamenti Eurosatory di Parigi. Il successo internazionale è arrivato nel 2020, quando l'Ungheria è stato il primo Paese della NATO a ordinare 209 veicoli. A Zalaegerszeg il gruppo ha addirittura costruito un proprio stabilimento per carri armati all'avanguardia, dove è in corso la produzione in serie.


Di Patrick Drews
Pubblicato il 03/09/2026 - 9:40 CEST





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lunedì 31 agosto 2026

🛰📡 ARMI AD ENERGIA DIRETTA usate in Iraq e "Active Denial System"

Siamo pressappoco verso il decimo post riguardo alla serie sulle armi DEW(Direct energy Weaphon) armi ad energia diretta. E spero che anche questo articolo che contiene 6 video possa insegnarvi qualcosa,portando alla luce diversi orrori celati,e che vi faccia capire e conoscere cose che altri blog,canali o tv non vi direbbero mai...

L’inchiesta analizza i rischi connessi con l’arma non letale “Active Denial System” detta anche “Il raggio del dolore”, un raggio di microonde che lancia un impulso di pochi nanosecondi alla distanza di circa mille metri, il raggio eccita i recettori del dolore del corpo umano provocando una insostenibile sensazione di bruciore senza apparentemente lasciare traccia. Questo sistema d’arma non letale è stato presentato dal Dipartimento Interforze per le armi non letali del Pentagono lo scorso 24 Gennaio. I ricercatori inglesi intervistati da Rainews24 lanciano l’ allarme: questa arma potrebbe modificare la libertà d’espressione del dissenso. L’ invisibilità e l’assenza di conseguenze visibile sulle persone colpite , renderebbe impossibile qualsiasi responsabilità legale nel caso di uso improprio.


I ricercatori intervistati dubitano anche della pretesa non letalità del “Raggio del dolore”, mancando dati degli effetti biologici nel medio e lungo periodo e delle conseguenze sul sistema nervoso centrale, sugli occhi e su altre aree del corpo .


Gli intervistati fanno spesso riferimento ad un'altra arma non letale :il “Taser”, un apparecchio acquistabile anche via internet che può essere considerato il fratello minore del “Raggio del dolore” in quanto è in grado di lanciare una scossa elettrica di 50 mila volt per cinque secondi alla distanza di alcuni metri. L’inchiesta mostra uno dei tanti video scioccanti rintracciabili sul web che mostra le drammatiche immagini di un ragazzo colpito dallo elettroshock provocato dal “Taser “per il solo motivo di essersi rifiutato di mostrare il suo tesserino universitario. Lo scenario che viene delineato è quello di una modificazione della forma del potere, che potrebbe incidere sulle regole democratiche, se l’uso di questo sistema non sarà disciplinato secondo il più alto livello di garanzia dei diritti umani . Uno degli intervistati ha anche espresso il sospetto che la sperimentazione di questa arma sia stata appaltata a Paesi con un livello di garanzia dei diritti civili minore degli standard europei.

La possibilità che queste armi, al momento molto costose , possano con il tempo essere disponibili sul libero mercato, crea una forte preoccupazione per chi vuole mantenere alto il livello di libertà e di espressione democratica nei propri Paesi.

Parliamo dell'Active Denial System 👇

Dangelosante.info




Ma c'è da capire in tutto questo che queste armi sono assolutamente differenti per ogni persona, tipo se utilizzata su anziani,bambini,persone debilitate o malate ecc... non a tutti fa la stessa cosa,per molti altri potrebbe essere molto pericoloso se non addirittura letale. E poi abbiamo il problema della regolamentazione della potenza e intensità, se si vuole sfollare una strada senza fare grossi danni metteranno l'arma ad una certa potenza,ma se venisse usata anche per uccidere?!? Chi c'è lo assicura a noi che non lo faranno mai?!? Queste armi possono avere una potenza tale da sciogliervi i bulbi oculari rimanendo il resto del corpo intatto. Oppure potrebbero essere ancora più terrificanti,eppure lo hanno già fatto e sperimentato durante la guerra in Iraq nel 1991 nella guerra del golfo,e vi assicuro che è stato orribile. Gli USA hanno cercato in tutti i modi di insabbiare le loro infami atrocità nei confronti dei civili,ancora oggi dopo più di 35 anni cercano di non far trapelare nulla. Ma le stesse orribili cose sono state perpetrate in Syria ed in Palestina anche da parte di Israele. 

Qui sotto vi mostriamo diversi video riguardo all'uso di armi ad energia diretta in Iraq ⬇️






Immaginate che qui stiamo parlando di più di 35 anni fa.... pensate oggi cosa sono capaci di fare....



Pagina dei link della ricerca  "Armi DEW" (Armi ad energia diretta) 👇

https://globalr-evolution.blogspot.com/p/armi-dew-direct-energy-weaphonarmi-ad.html?m=1

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sabato 6 giugno 2026

🇷🇴💰Dalla Romania mega commessa da 5,7 miliardi di euro per Rheinmetall

 Rheinmetall si è aggiudicata il più grande pacchetto di contratti internazionali nella sua storia recente. La Romania ha infatti commissionato al gruppo tecnologico con sede a Düsseldorf la realizzazione di importanti progetti nel settore della difesa.

Un comunicato del gruppo tedesco precisa che il pacchetto di contratti è stato assegnato il 29 maggio 2026 dalla Direzione Generale per gli Armamenti e rientra nel programma SAFE (Security Action for Europe) dell’Unione Europea. I contratti per la produzione di veicoli da combattimento, sistemi di difesa aerea, munizioni e componenti per munizioni e navi militari hanno un valore totale di 5,7 miliardi di euro.

I relativi contratti sono stati firmati. Per soddisfare gli ordini, Rheinmetall amplierà significativamente le proprie capacità produttive in Romania, già presenti da molti anni, e garantirà anche il trasferimento tecnologico. Una parte consistente del valore aggiunto sarà generata in questo Stato membro della NATO e dell’UE. Le consegne sono programmate a partire dal 2028 e si concluderanno entro il 2030.

I progetti di difesa attualmente commissionati includono:

298 veicoli Lynx, una famiglia di veicoli da combattimento di ultima generazione. La maggior parte sarà costituita da veicoli trasporto truppe blindati, insieme a varianti portamortaio, posto di comando e ambulanza;
sistemi di difesa aerea Skyranger, anch’essi basati sul Lynx. Fino alla loro entrata in servizio, Rheinmetall manterrà operativi i veicoli blindati antiaerei Gepard attualmente in uso;
munizioni di medio calibro per la difesa aerea e i veicoli trasporto truppe blindati;
due pattugliatori d’altura;
due navi di supporto per sommozzatori.
Tutte le imbarcazioni si basano sul collaudato progetto del nuovo segmento Naval Systems.

Rheinmetall investirà diverse centinaia di milioni di euro in Romania, con una quota significativa del valore aggiunto generata in questo Stato membro della NATO e dell’UE, situato sul fianco orientale dell’Alleanza. Si prevede che il progetto creerà migliaia di nuovi posti di lavoro. Oltre 200 subappaltatori saranno integrati nella rete di fornitura.

La Romania è già uno dei mercati principali di Rheinmetall. La sua controllata Rheinmetall Automecanica, con sede a Medias, opera nel Paese da molti anni. I principali contratti appena aggiudicati saranno realizzati anche in altri siti.

Mihai Jurca, Capo dell’Ufficio del Primo Ministro e Coordinatore del gruppo di lavoro interistituzionale per l’attuazione del Piano SAFE, ha dichiarato: “Il contratto concluso tra le autorità rumene e Rheinmetall rappresenta non solo un’opportunità per modernizzare le capacità di difesa della Romania, ma anche un passo importante verso la rivitalizzazione dell’industria della difesa nazionale, poiché oltre il 50% della produzione avverrà in Romania o in collaborazione con aziende locali. Segna l’inizio di una nuova fase di sviluppo industriale che ha il potenziale per diventare un motore chiave della crescita economica della Romania e dell’integrazione dell’industria locale nell’ecosistema europeo nel prossimo decennio”.

“Questo è un successo significativo per noi. Siamo grati per la fiducia che la Romania ci ha accordato per l’equipaggiamento e la modernizzazione delle sue forze armate”, ha affermato Armin Papperger, CEO di Rheinmetall AG. “Insieme ai nostri partner rumeni, creeremo qui un ecosistema della difesa di vasta portata. Ciò conferma anche la nostra ambizione di ampliare ulteriormente il nostro ruolo di uno dei pilastri industriali della sicurezza europea.”

Una parte della commessa rumena coinvolge Rheinmetall Italia SpA per la fornitura dei prodotti anti-drone “Sistema di artiglieria terrestre schierabile per la difesa aerea con capacità CRAM e CUAS SKYNEX”, “Sistema mobile di difesa aerea a corto raggio VSR-CUAS SKYRANGER 35” e “Sistema di difesa aerea ravvicinata (CIWS) Millenium”, come reso noto dal Ministero della Difesa rumeno.

Il valore del contratto all’azienda italiana è di 981.950.000 euro, IVA esclusa, e l’azienda si impegna a fornire 7 sistemi SKYNEX, 2 sistemi SKYRANGER 35 e 2 sistemi Millenium.

I tre progetti SAFE mirano a dotare l’Esercito rumeno di sistemi di difesa aerea a corto raggio per la difesa aerea diretta di forze, mezzi (incluse le navi) ed elementi infrastrutturali.

Alessandro Ercolani, amministratore delegato di Rheinmtaall Italia ha scritto su Linkedin: “Sono particolarmente orgoglioso dell’accordo siglato con la Romania per la realizzazione di una nuova capacità di difesa aerea del valore di un miliardo di euro.

La decisione di un Paese alleato della NATO e membro dell’Unione Europea di affidare Rheinmetall la fornitura di 33 sistemi di difesa aerea rappresenta un importante riconoscimento della nostra affidabilità, delle nostre competenze tecnologiche e della nostra capacità di rispondere alle crescenti esigenze di sicurezza del continente.

In uno scenario internazionale sempre più complesso, contribuire alla protezione delle persone, delle infrastrutture critiche e della sovranità nazionale dei nostri partner è una responsabilità che assumiamo con il massimo impegno. A tutto il team Rheinmetall va il più sincero ringraziamento per questo grandissimo risultato. Insieme continuiamo a lavorare per la sicurezza europea”.


Con fonte Rheinmetall/Rheinmetall Italia


Foto Rheinmetall

Fonte: 

https://www.analisidifesa.it/2026/06/dalla-romania-mega-commessa-da-57-miliardi-di-euro-per-rheinmetall/






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sabato 16 maggio 2026

🇮🇱✡️ Paolo Barnard - Palestina,capire il torto

Video risalente al 2009 dove Paolo Barnard ricostruisce i fatti accaduti per più di 80 anni che hanno portato al genocidio del popolo Palestinese. Un analisi imparagonabile riguardo alla guerra Israeliana e di tutte le menzogne dette negli anni al riguardo.

Grazie Paolo Barnard









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martedì 12 agosto 2025

🪖⚔️ L’Art. 16 e le clausole segrete, ancora oggi, del Trattato di pace del 1947: la contrarietà di Croce.

 L’Art. 16 e le clausole segrete, ancora oggi, del Trattato di pace del 1947: la contrarietà di Croce.

Volete proprio sapere perché i nostri politici non faranno mai il volere del popolo,ma seguono direttive dei loro padroni angloamericani sionisti?!? Vi copio un bellissimo post sul trattato di pace del 1947.

Il Trattato di Pace firmato a Parigi nel 1947 è di fatto una Resa senza condizioni. Ha al suo interno non solo un Art. 16 che ci ha impedito di fare Giustizia ma, soprattutto, contiene delle clausole segrete che determinano la nostra finale mancanza di Sovranità e la subordinazione agli interessi Anglo-Americani. 

Il Trattato di “Pace” firmato a Parigi alle 11,45 del 10 febbraio 1947 è di fatto una Resa senza condizioni. Ha al suo interno non solo un Art. 16 che ci ha impedito di fare Giustizia ma, soprattutto, contiene delle clausole segrete che determinano la nostra finale mancanza di Sovranità e la subordinazione agli interessi Anglo-Americani. 

Ancora oggi, non ci è dato sapere di più su tali clausole in quanto ancora segrete, infami e vergognose clausole nascoste da essere a tutt’oggi completamente inconfessabili, perché se venissero rese note genererebbero il disprezzo e l’odio di tutte le persone oneste del mondo, facendo rivoltare le viscere di tutte le persone corrette e rispettabili: bisogna assolutamente conoscere tali clausole ed, eventualmente, andare ad una Revisione di quel Trattato – chiamato TP47 – che, come giustamente lo ha definito Croce, in realtà non fu altro che un Dettato di Pace.

L’Assemblea costituente italiana votò invece a favore della sua ratifica il 31 luglio 1947, e autorizzò il Governo della Repubblica a ratificarlo con legge del 2 agosto 1947; il Capo Provvisorio dello Stato gli diede piena ed intera attuazione con decreto legislativo del 28 novembre 1947, recependolo nell’ordinamento giuridico italiano con effetto retroattivo al 16 settembre 1947.

Io non pensavo che la sorte mi avrebbe, negli ultimi miei anni, riserbato un così trafiggente dolore come questo che provo nel vedermi dinanzi il documento che siamo chiamati ad esaminare, e nell’essere stretto dal dovere di prendere la parola intorno ad esso. Ma il dolore affina e rende più penetrante l’intelletto che cerca nella verità la sola conciliazione dell’interno tumulto passionale. 

Noi italiani abbiamo perduto una guerra, e l’abbiamo perduta ‹‹tutti››, anche coloro che l’hanno deprecata con ogni loro potere, anche coloro che sono stati perseguitati dal regime che l’ha dichiarata, anche coloro che sono morti per l’opposizione a questo regime, consapevoli come eravamo tutti che la guerra sciagurata, impegnando la nostra Patria, impegnava anche noi, senza eccezioni, noi che non possiamo distaccarci dal bene e dal male della nostra Patria, né dalle sue vittorie né dalle sue sconfitte. Ciò è pacifico quanto evidente.

Sennonché il documento che ci viene presentato non è solo la notificazione di quanto il vincitore, nella sua discrezione o indiscrezione, chiede e prende da noi, ma un giudizio morale e giuridico sull’Italia e la pronunzia di un castigo che essa deve espiare per redimersi e innalzarsi o tornare a quella sfera superiore in cui, a quanto sembra, si trovano, coi vincitori, gli altri popoli, anche quelli del Continente nero.

E qui mi duole di dovere rammentare cosa troppo ovvia, cioè che la guerra è una legge eterna del mondo, che si attua di qua e di là da ogni ordinamento giuridico, e che in essa la ragion giuridica si tira indietro lasciando libero il campo ai combattenti, dall’una e dall’altra parte intesi unicamente alla vittoria, dall’una e dall’altra parte biasimati o considerati traditori se si astengono da cosa alcuna che sia comandata come necessaria o conducente alla vittoria. Chi sottopone questa materia a criteri giuridici, o non sa quel che si dica, o lo sa troppo bene, e cela l’utile, ancorché egoistico, del proprio popolo o Stato sotto la maschera del giudice imparziale. Segno inquietante di turbamento spirituale sono ai nostri giorni (bisogna pure avere il coraggio di confessarlo) i tribunali senza alcun fondamento di legge, che il vincitore ha istituiti per giudicare, condannare e impiccare, sotto nomi di criminali di guerra, uomini politici e generali dei popoli vinti, abbandonando la diversa pratica, esente da ipocrisia, onde un tempo non si dava quartiere ai vinti o ad alcuni dei loro uomini, e se ne richiedeva la consegna per metterli a morte, proseguendo e concludendo con ciò la guerra. Giulio Cesare non mandò innanzi a un tribunale ordinario o straordinario l’eroico Vercingetorige, ma, esercitando vendetta o reputando pericolosa alla potenza di Roma la vita e l’esempio di lui, poiché gli si fu nobilmente arreso, lo trascinò per le strade di Roma dietro il suo carro trionfale e indi lo fece strozzare nel carcere. Parimenti si è preso oggi il vezzo, che sarebbe disumano, se non avesse del tristemente ironico, di tentar di calpestare i popoli che hanno perduto una guerra, con l’entrare nelle loro coscienze e col sentenziare sulle loro colpe e pretendere che le riconoscano e promettano di emendarsi: che è tale pretesa che neppure Dio, il quale permette nei suoi ascosi consigli le guerre, rivendicherebbe a sé, perché egli non scruta le azioni dei popoli nell’ufficio che il destino o l’intreccio storico di volta in volta loro assegna, ma unicamente i cuori e i reni, che non hanno segreti per lui, dei singoli individui. Un’infrazione della morale qui indubbiamente accade, ma non da parte dei vinti, si piuttosto dei vincitori, non dei giudicati, ma degli illegittimi giudici.

Noi italiani, che abbiamo nei nostri grandi scrittori una severa tradizione di pensiero giuridico e politico, non possiamo dare la nostra approvazione allo spirito che soffia in questo dettato, perché dovremmo approvare ciò che sappiamo non vero e pertinente a transitoria malsania dei tempi: il che non ci si può chiedere. Ma altrettanto dubbio suscita questo documento nell’altro suo aspetto di dettato internazionale, che dovrebbe ristabilire la collaborazione tra i popoli nell’opera della civiltà e impedire, per quanto è possibile, il rinnovarsi delle guerre.

Partito dell'Italiano

L’Art. 16 e le clausole segrete, ancora oggi, del Trattato di pace del 1947: la contrarietà di Croce.

Benedetto Croce

Il Trattato di Pace firmato a Parigi nel 1947  è di fatto una Resa senza condizioni. Ha al suo interno non solo un Art. 16 che ci ha impedito di fare Giustizia ma, soprattutto, contiene delle clausole segrete che determinano la nostra finale mancanza di Sovranità e la subordinazione agli interessi Anglo-Americani. 

Il Trattato di “Pace” firmato a Parigi alle 11,45 del 10 febbraio 1947 è di fatto una Resa senza condizioni. Ha al suo interno non solo un Art. 16 che ci ha impedito di fare Giustizia ma, soprattutto, contiene delle clausole segrete che determinano la nostra finale mancanza di Sovranità e la subordinazione agli interessi Anglo-Americani. 
Ancora oggi, non ci è dato sapere di più su tali clausole in quanto ancora segrete, infami e vergognose clausole nascoste da essere a tutt’oggi completamente inconfessabili, perché se venissero rese note genererebbero il disprezzo e l’odio di tutte le persone oneste del mondo, facendo rivoltare le viscere di tutte le persone corrette e rispettabili:  bisogna assolutamente conoscere tali clausole ed, eventualmente, andare ad una Revisione di quel Trattato – chiamato TP47 – che, come giustamente lo ha definito Croce, in realtà non fu altro che un Dettato di Pace.
L’Assemblea costituente italiana votò invece a favore della sua ratifica il 31 luglio 1947, e autorizzò il Governo della Repubblica a ratificarlo con legge del 2 agosto 1947; il Capo Provvisorio dello Stato gli diede piena ed intera attuazione con decreto legislativo del 28 novembre 1947, recependolo nell’ordinamento giuridico italiano con effetto retroattivo al 16 settembre 1947.

Io non pensavo che la sorte mi avrebbe, negli ultimi miei anni, riserbato un così trafiggente dolore come questo che provo nel vedermi dinanzi il documento che siamo chiamati ad esaminare, e nell’essere stretto dal dovere di prendere la parola intorno ad esso. Ma il dolore affina e rende più penetrante l’intelletto che cerca nella verità la sola conciliazione dell’interno tumulto passionale. 

Noi italiani abbiamo perduto una guerra, e l’abbiamo perduta ‹‹tutti››, anche coloro che l’hanno deprecata con ogni loro potere, anche coloro che sono stati perseguitati dal regime che l’ha dichiarata, anche coloro che sono morti per l’opposizione a questo regime, consapevoli come eravamo tutti che la guerra sciagurata, impegnando la nostra Patria, impegnava anche noi, senza eccezioni, noi che non possiamo distaccarci dal bene e dal male della nostra Patria, né dalle sue vittorie né dalle sue sconfitte. Ciò è pacifico quanto evidente.

Sennonché il documento che ci viene presentato non è solo la notificazione di quanto il vincitore, nella sua discrezione o indiscrezione, chiede e prende da noi, ma un giudizio morale e giuridico sull’Italia e la pronunzia di un castigo che essa deve espiare per redimersi e innalzarsi o tornare a quella sfera superiore in cui, a quanto sembra, si trovano, coi vincitori, gli altri popoli, anche quelli del Continente nero.

E qui mi duole di dovere rammentare cosa troppo ovvia, cioè che la guerra è una legge eterna del mondo, che si attua di qua e di là da ogni ordinamento giuridico, e che in essa la ragion giuridica si tira indietro lasciando libero il campo ai combattenti, dall’una e dall’altra parte intesi unicamente alla vittoria, dall’una e dall’altra parte biasimati o considerati traditori se si astengono da cosa alcuna che sia comandata come necessaria o conducente alla vittoria. Chi sottopone questa materia a criteri giuridici, o non sa quel che si dica, o lo sa troppo bene, e cela l’utile, ancorché egoistico, del proprio popolo o Stato sotto la maschera del giudice imparziale. Segno inquietante di turbamento spirituale sono ai nostri giorni (bisogna pure avere il coraggio di confessarlo) i tribunali senza alcun fondamento di legge, che il vincitore ha istituiti per giudicare, condannare e impiccare, sotto  nomi di criminali di guerra, uomini politici e generali dei popoli vinti, abbandonando la diversa pratica, esente da ipocrisia, onde un tempo non si dava quartiere ai vinti o ad alcuni dei loro uomini, e se ne richiedeva la consegna per metterli a morte, proseguendo e concludendo con ciò la guerra. Giulio Cesare non mandò innanzi a un tribunale ordinario o straordinario l’eroico Vercingetorige, ma, esercitando vendetta o reputando pericolosa alla potenza di Roma la vita e l’esempio di lui, poiché gli si fu nobilmente arreso, lo trascinò per le strade di Roma dietro il suo carro trionfale e indi lo fece strozzare nel carcere. Parimenti si è preso oggi il vezzo, che sarebbe disumano, se non avesse del tristemente ironico, di tentar di calpestare i popoli che hanno perduto una guerra, con l’entrare nelle loro coscienze e col sentenziare sulle loro colpe e pretendere che le riconoscano e promettano di emendarsi: che è tale pretesa che neppure Dio, il quale permette nei suoi ascosi consigli le guerre, rivendicherebbe a sé, perché egli non scruta le azioni dei popoli nell’ufficio che il destino o l’intreccio storico di volta in volta loro assegna, ma unicamente i cuori e i reni, che non hanno segreti per lui, dei singoli individui. Un’infrazione della morale qui indubbiamente accade, ma non da parte dei vinti, si piuttosto dei vincitori, non dei giudicati, ma degli illegittimi giudici.Se vi estas en la merkato por superklona Replica Rolex, Super Klono Rolex estas la loko por iri! https://www.swisswatch.is/product-category/richard-mille/rm-62-01/ La plej granda kolekto de falsaj Rolex-horloĝoj interrete!

Noi italiani, che abbiamo nei nostri grandi scrittori una severa tradizione di pensiero giuridico e politico, non possiamo dare la nostra approvazione allo spirito che soffia in questo dettato, perché dovremmo approvare ciò che sappiamo non vero e pertinente a transitoria malsania dei tempi: il che non ci si può chiedere. Ma altrettanto dubbio suscita questo documento nell’altro suo aspetto di dettato internazionale, che dovrebbe ristabilire la collaborazione tra i popoli nell’opera della civiltà e impedire, per quanto è possibile, il rinnovarsi delle guerre.

Il tema che qui si tocca è così vasto e complesso che io non posso se non lumeggiarlo sommariamente e in rapporto al solo caso dell’Italia, e nelle particolarità di questo caso.

L’Italia, dunque, dovrebbe, compiuta l’espiazione con l’accettazione di questo dettato, e così purgata e purificata, rientrare nella parità di collaborazione con gli altri popoli. Ma come si può credere che ciò sia possibile, se la prima condizione di ciò è che un popolo serbi la sua dignità e il suo legittimo orgoglio, e voi o sapienti uomini del tripartito, o quadripartito internazionale, l’offendete nel fondo più geloso dell’anima sua, perché, scosso che ebbe da sé l’Italia, non appena le fu possibile, l’infesto regime tirannico che la stringeva, avete accettato e sollecitato il suo concorso nell’ultima parte della guerra contro la Germania, e poi l’avete, con pertinace volontà, esclusa dai negoziati della pace, dove si trattava dei suoi più vitali interessi, impedendole di fare udire le sue ragioni e la sua voce e di suscitare a sé spontanei difensori in voi stessi o tra voi? E ciò avete fatto per avere le sorti italiane come una merce di scambio tra voi, per equilibrare le vostre discordi cupidigie o le vostre alterne prepotenze, attingendo ad un fondo comune, che era a disposizione. Così all’Italia avete ridotto a poco più che forza di polizia interna l’esercito, diviso tra voi la flotta che con voi e per voi aveva combattuto, aperto le sue frontiere vietandole di armarle a difesa, toltole popolazioni italiane contro gli impegni della cosiddetta Carta atlantica, introdotto clausole che violano la sua sovranità sulla popolazioni che le rimangono, trattatala in più cose assai più duramente che altri Stati ex nemici, che avevano tra voi interessati patroni, toltole o chiesta una rinunzia preventiva alle colonie che essa aveva acquistate col suo sangue e amministrate e portate a vita civile ed europea col suo ingegno e con dispendio delle sue tutt’altro che ricche finanze, impostole gravi riparazioni anche verso popoli che sono stati dal suo dominio grandemente avvantaggiati; e perfino le avete come ad obbrobrio, strappati pezzi di terra del suo fronte occidentale da secoli a lei congiunti e carichi di ricordi della sua storia, sotto pretesto di trovare in quel possesso la garanzia contro una possibile irruzione italiana, quella garanzia che una assai lunga e assai fortificata e assai vantata linea Maginot non seppe dare.

Non continuo nel compendiare gli innumeri danni ed onte inflitte all’Italia e consegnati in questo documento, perché sono incisi e bruciano nell’anima di tutti gli italiani; e domando se, tornando in voi stessi, da vincitori smoderati a persone ragionevoli, stimate possibile di avere acquistato con ciò un collaboratore in piena efficienza per lo sperato nuovo assetto europeo.

Il proposito doveroso di questa collaborazione permane e rimarrà saldo in noi e lo eseguiremo, perché corrisponde al nostro convincimento e l’abbiamo pur ora comprovato col fatto: ma bisogna non rendere troppo più aspro all’uomo il già aspro suo dovere, né dimenticare che al dovere giova la compagnia che gli recano l’entusiasmo, gli spontanei affetti, l’esser libero dai pungenti ricordi di torti ricevuti, la fiducia scambievole, che presta impeto ed ali.

Noi italiani, che non possiamo accettare questo documento, perché contrario alla verità, e direi alla nostra più alta coscienza, non possiamo sotto questo secondo aspetto dei rapporti fra i Popoli, accettarlo, né come italiani curanti dell’onore della loro Patria, né come europei: due sentimenti che confluiscono in uno, perché l’Italia è tra i popoli che più hanno contribuito a formare la civiltà europea, e per oltre un secolo ha lottato per la libertà e l’indipendenza sua, e, ottenutala, si era per molti decenni adoperata a serbare con le sue alleanze e intese difensive la pace in Europa. E cosa affatto estranea alla costante sua tradizione è stata la parentesi fascistica, che ebbe origine dalla guerra del 1914, non da lei voluta ma da competizioni di altre potenze; la quale, tuttoché essa ne uscisse vittoriosa, nel collasso che seguì dappertutto, la sconvolse a segno da aprire la strada in lei alla imitazione dei nazionalismi e totalitarismi altrui. Libri stranieri hanno testé favoleggiato la sua storia nei secoli come una incessante aspirazione all’imperialismo, laddove l’Italia una sola volta fu imperiale, e non propriamente essa, ma l’antica Roma, che peraltro valse a creare la comunità che si chiamò poi l’Europa e, tramontata quell’egemonia, per la sua posizione geografica divenne campo di continue invasioni e usurpazioni dei vicini popoli e stati. Quei libri, dunque, non sono storia, ma deplorevole pubblicistica di guerra, vere e proprie falsificazioni. Nel 1900 un ben più sereno scrittore inglese, Bolton King, che con grande dottrina narrò la storia della nostra unità, nel ritrarre l’opera politica dei governi italiani nel tempo seguito all’unità, riconosceva nella conclusione del suo libro che, al confronto degli altri popoli d’Europa, l’Italia “possedeva un ideale umano e conduceva una politica estera comparativamente generosa”.

Ma se noi non approveremo questo documento, che cosa accadrà? In quali strette ci cacceremo? Ecco il dubbio e la perplessità che può travagliare alcuno o parecchi di voi, i quali, nel giudizio di sopra esposto e ragionato del cosiddetto Trattato, so che siete tutti e del tutto concordi con me ed unanimi, ma pur considerate l’opportunità contingente di una formalistica ratifica.

Ora non dirò ciò che voi ben conoscete; che vi sono questioni che si sottraggono alla spicciola opportunità e appartengono a quella inopportunità opportuna o a quella opportunità superiore che non è del contingente ma del necessario; e necessaria e sovrastante a tutto è la tutela della dignità nazionale, retaggio affidatoci dai nostri padri, da difendere in ogni rischio e con ogni sacrificio. Ma qui posso stornare per un istante il pensiero da questa alta sfera che mi sta sempre presente e, scendendo anch’io nel campo del contingente, alla domanda su quel che sarà per accadere, risponderei, dopo avervi ben meditato, che non accadrà niente, perché in questo documento è scritto che i suoi dettami saranno messi in esecuzione anche senza l’approvazione dell’Italia: dichiarazione in cui, sotto lo stile di Brenno, affiora la consapevolezza della verità che l’Italia ha buona ragione di non approvarlo. Potrebbero bensì, quei dettami, venire peggiorati per spirito di vendetta, ma non credo che si vorrà dare al mondo di oggi, che proprio non ne ha bisogno, anche questo spettacolo di nuova cattiveria, e, del resto, peggiorarli mi par difficile, perché non si riesce a immaginarli peggiori e più duri.

Il governo italiano certamente non si opporrà alla esecuzione del dettato; se sarà necessario, coi suoi decreti o con qualche suo singolo provvedimento legislativo, la seconderà docilmente, il che non importa approvazione, considerato che anche i condannati a morte sogliono secondare docilmente nei suoi gesti il carnefice che li mette a morte.


Ma approvazione, no! Non si può costringere il popolo italiano a dichiarare che è bella una cosa che esso sente come brucia, e questo con l’intento di umiliarlo e di togliergli il rispetto di se stesso, che è indispensabile ad un popolo come a un individuo, e che solo lo preserva dall’abiezione e dalla corruttela.


Del resto, se prima eravamo soli nel giudizio dato di sopra del trattamento usato all’Italia, ora spiritualmente non siamo più soli: quel giudizio si avvia a diventare un’opinio communis e ci viene incontro da molti altri popoli e perfino da quelli vincitori, e da minoranze dei loro parlamenti che, se ritegni molteplici non facessero per ora impedimento, diventerebbero maggioranze, E fin da ora ci si esorta a ratificare sollecitamente il Trattato per entrare negli aeropaghi internazionali, da cui siamo esclusi e nei quali saremmo accolti a festa, se anche come scolaretti pentiti, e ci si fa lampeggiare l’incoraggiante visione che le clausole di esso più gravi e più oppressive non saranno eseguite e tutto sarà sottoposto a revisione.

Noi non dobbiamo cullarci nelle facili speranze e nelle pericolose illusioni e nelle promesse più volte trovate fittizie, ma contare anzitutto e soprattutto su noi stessi; e tuttavia possiamo confidare che molti comprenderanno la necessità del nostro rifiuto dell’approvazione, e l’interpreteranno per quello che esso è: non un’ostilità contro il riassetto pacifico dell’Europa, ma, per contrario un ammonimento e un contributo a cercare questo assetto nei modi in cui soltanto può ottenersi; non una manifestazione di rancore e di odio, ma una volontà di liberare noi stessi dal tormento del rancore e dalle tentazioni dell’odio.


Signori deputati, l’atto che oggi siamo chiamati a compiere, non è una deliberazione su qualche oggetto secondario e particolare, dove l’errore può essere sempre riparato e compensato; ma ha carattere solenne, e perciò non bisogna guardarlo unicamente nella difficoltà e nella opportunità del momento, ma portarvi sopra quell’occhio storico che abbraccia la grande distesa del passato e si volge riverente e trepido all’avvenire. E non vi dirò che coloro che questi tempi chiameranno antichi, le generazioni future dell’Italia che non muore, i nipoti e pronipoti ci terranno responsabili e rimprovereranno la generazione nostra di aver lasciato vituperare e avvilire e inginocchiare la nostra comune Madre a ricevere rimessaménte un iniquo castigo; non vi dirò questo, perché so che la rinunzia alla propria fama è in certi casi estremi richiesta all’uomo che vuole il bene o vuole evitare il peggio; ma vi dirò quel che è più grave, che le future generazioni potranno sentire in se stesse la durevole diminuzione che l’avvilimento, da noi consentito, ha prodotto nella tempra italiana, fiaccandola. Questo pensiero mi atterrisce, e non debbo tacervelo nel chiudere il mio discorso angoscioso. Lamentele, rinfacci, proteste, che prorompono dai petti di tutti, qui non sono sufficienti. Occorre un atto di volontà, un esplicito ‹‹ no ››. Ricordare che, dopo che la nostra flotta, ubbidendo all’ordine del re ed al dovere di servire la Patria, si fu portata a raggiungere la flotta degli alleati e a combattere al loro fianco, in qualche loro giornale si lesse che tal cosa le loro flotte non avrebbero mai fatto. Noi siamo stati vinti, ma noi siamo pari, nel sentire e nel volere, a qualsiasi più intransigente popolo della terra.

Fonte:

https://era.ong/lart-16-e-le-clausole-segrete-ancora-oggi-del-trattato-di-pace-del-1947-la-contrarieta-di-croce/





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domenica 3 agosto 2025

🇷🇺🇺🇸Quando la marina russa soffio' sul collo di Washington 🚢

 Un sottomarino nucleare russo,armato di missili da crociera ipersonici,che emerge a meno di 150 km da Miami,proprio davanti la porta di casa degli USA. 

Sembra un film di Hollywood ma invece è tutto vero. Quattro navi da guerra della marina russa guidate dal sottomarino Kazan e dal cacciatorpediniere admiral Gorshkov.

Navi russe verso Cuba

Un distaccamento di navi da guerra russe della Flotta del nord “arriveranno domani a Cuba”: lo annuncia il comandante della Marina, Alexander Moiseev, citato dalla Ria Novosti. “Lo confermo, rientra nell’ambito della cooperazione internazionale tra Russia e Cuba”, ha detto il militare. Nei giorni scorsi erano state annunciate manovre militari nelle acque dei Caraibi.

Questo riportavano i giornali in quei giorni...

Nei giorni scorsi, L’Avana aveva precisato che il gruppo di navi comprende la fregata Ammiraglio Gorshkov, che trasporta anche missili ipersonici Zirkon, e il sottomarino nucleare Kazan – che oggi(16 giugno) hanno compiuto esercitazioni nell’Atlantico – la petroliera della Flotta Pashin e il rimorchiatore di salvataggio Nikolai Chiker. La missione si concluderà il 17 giugno(2024)

Monitoraggio americano

Navi da guerra statunitensi e canadesi “seguono come un’ombra” la flottiglia russa che ha superato la costa orientale della Florida nel suo cammino verso Cuba: lo scrive Newsweek sulla base dei dati tracciamento marittimo e aereo open source. Per monitorare i russi è stato messo in campo anche un aereo P-8A Poseidon, considerato un “caccia sommergibili”. Le navi impegnate nel pattugliamento sarebbero la Cg Stone, i cacciatorpediniere Uss Truxtun e USS Donald Cook, e la fregata canadese HMCS Ville de Quebec.

Da questo video sembra che la marina russa prende di sprovvista quella Usa,ma in realtà non è del tutto cosi...leggendo la stampa igienica invece sembra tutto al contrario,cioè che gli Usa fossero stati avvisati prima dell'arrivo...ed anche questo non è del tutto cosi...questa era un esercitazione che rientrava nell'ambito della cooperazione internazionale tra Russia e Cuba, ma gli Usa si sarebbero accorti dell'arrivo dei russi solo qualche ora prima...

Io credo che l'esercitazione della marina russa fosse proprio questa,cioè quanto a lungo sarebbero durati prima di essere  scoperti.

Le prove di forza continuano anche ora che non c'e piu Biden ma anche con Trump sembra quasi lo stesso braccio di ferro con Putin.



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venerdì 14 febbraio 2025

👿⚔️ SIAMO IN GUERRA !!!

 Siamo in guerra. Non è una questione politica, economica o culturale. È per la tua anima... tu sei il campo di battaglia. Cosa sappiamo dei demoni e da dove provengono? Qual è il loro scopo e come gestirli?

I demoni… cosa sono veramente?

L'insegnamento della Chiesa è chiaro: i demoni sono angeli caduti, creati da Dio come esseri buoni, ma che si sono ribellati in un atto di orgoglio.

[7] Poi scoppiò una guerra nel cielo: da una parte *Michele e i suoi *angeli, dall’altra il drago e i suoi angeli. [8] Ma questi furono sconfitti, e non ci fu più posto per loro nel cielo, [9] e il drago fu scaraventato fuori. Il grande drago, cioè il serpente antico, che si chiama *Diavolo e *Satana, ed è il seduttore del mondo, fu gettato sulla terra, e anche i suoi angeli furono gettati giù.

(Apocalisse 12:7-9)


Sebbene abbiano perso il loro posto in cielo, sono ancora spiriti dotati di poteri angelici, ma ora li usano per distruggere.

La sua caduta.

Dio creò gli angeli dotati di libero arbitrio e rivelò loro il suo piano divino:

L'incarnazione di Cristo (Gv 1,14) e l'esaltazione di sua Madre, creatura umana, come Regina del Cielo. (Apocalisse 12:1)

Lucifero, il più luminoso degli angeli, non l'accettò.

Il suo grido echeggiava nel cielo: "Non serviam" (non servirò)

L'orgoglio e l'invidia lo consumavano.

Non poteva sopportare che Dio diventasse uomo, né che una donna, una creatura, venisse elevata al di sopra di lui.

Quel rifiuto scatenò una guerra cosmica.

E l'eco del suo "Non serviam" continua a risuonare ancora oggi.

maggiori dettagli qui:

Gerarchia di angeli e demoni.

Dio creò nove cori di angeli, ognuno con una funzione specifica nell'ordine celeste:


• Serafini

• Cherubini

• Troni

• Dominazioni

• Virtù

• Potestà

• Principati

• Arcangeli

• Angeli


Dopo la ribellione, i demoni mantennero i loro ranghi e la loro natura angelica, sebbene corrotti.

Anche nella loro caduta, mantengono una gerarchia con Lucifero, il Serafino, al comando.

I demoni non sono puro caos; Sono un esercito strutturato, con gradi, poteri e scopi definiti.

Cosa fanno i demoni?

L'obiettivo dei demoni è chiaro: allontanare le anime da Dio e condurle alla perdizione.

«Siate sobri e vigilanti, perché il vostro avversario, il diavolo, va in giro come un leone ruggente cercando chi possa divorare».              (1 Pietro 5:8)

Sebbene sconfitti da Gesù, continuano a rappresentare una minaccia, agendo principalmente in tre modi:

1. Tentazione: la trappola iniziale

I demoni influenzano la nostra immaginazione, i nostri desideri e le nostre emozioni.

Il suo scopo è quello di presentarci il peccato come qualcosa di attraente, mascherando il male come bene.

2. Ossessione: l'attacco mentale

Attaccano la nostra mente con idee persistenti, confusione o pensieri distruttivi.

I demoni, come gli angeli caduti, sono esperti in teologia e hanno una conoscenza approfondita della storia della salvezza e delle Scritture.

Ecco perché hanno distorto le verità eterne per creare false religioni.

Sapevano che il sacrificio era necessario a Dio e che una vergine avrebbe dato alla luce il Messia.

Questi motivi religiosi compaiono in molte religioni pagane. Non si tratta di coincidenze, ma di distorsioni della verità divina rivelata.

Nei tempi antichi, i demoni fingevano di essere “dei” per distogliere gli uomini dal vero Dio:

Baal, Moloch, Odino e Huitzilopochtli richiedevano sacrifici umani.

“Il sacrificio dei pagani è offerto ai demoni, non a Dio.” (1 Corinzi 10:20)

Oggi la loro strategia è più sottile ma altrettanto distruttiva.

Agiscono partendo dal relativismo morale e dalla tentazione di diventare il nostro dio (New Age).

“Definisci la tua verità, vivi senza limiti, decidi tu cosa è giusto o sbagliato.”

Influenzano gli uomini a rifiutare la fede e la ragione, ad abbracciare il vizio e a sacrificare i propri figli (aborto) per ricompense temporali o in nome del progresso.

È una guerra contro l'umanità.

Come proteggersi dai demoni.

La battaglia spirituale è reale, ma non siamo indifesi.

La Chiesa ci fornisce armi efficaci per combattere:

• Stato di grazia: Confessione frequente e comunione eucaristica. L'anima in grazia è un terreno inaccessibile per il nemico.

• Preghiera quotidiana: il Padre Nostro, l'Ave Maria e il Rosario sono potenti scudi contro le tentazioni.

• Evita i peccati gravi: il peccato apre le porte all'influenza demoniaca. Chiudere quelle porte significa scegliere la libertà in Cristo.

La comunione eucaristica e la confessione frequente non sono semplici riti, sono scudi di luce che il nemico non può penetrare.

La grazia santificante è il tesoro più grande contro le tenebre.


I demoni sono esperti in teologia e temono Gesù perché sanno che Lui è Dio e in Lui risiede la vittoria definitiva sul male:


“Nel nome di Gesù, ogni ginocchio si pieghi, nei cieli, sulla terra e sotto terra.” (Filippesi 2:10)

E odiano Maria perché è un essere umano che, con la sua umiltà, partecipa pienamente al disegno della salvezza.

Lei è la «Donna vestita di sole»                      (Apocalisse 12,1), che schiaccia la testa del serpente.

È la “Nuova Arca dell’Alleanza”, portatrice di Cristo, il Verbo fatto carne.

Scrisse San Luigi Maria de Montfort.

“Satana trema davanti a Maria perché, essendo una creatura umana, la sua umiltà schiaccia il suo orgoglio.”

Il Rosario, dedicato ai misteri di Gesù e Maria, è un'arma che il nemico teme profondamente.

Ogni Ave Maria è un colpo al suo orgoglio.

La battaglia è già vinta

Il male esiste, ma non ha l'ultima parola.

Gesù Cristo ha già vinto sulla croce e la sua resurrezione ha confermato la sconfitta di Satana e dei suoi angeli caduti.

Il nostro compito non è combattere da soli, ma rimanere nella grazia di Dio e usare le armi spirituali che Lui ci ha dato:

Preghiera, sacramenti e fede viva.

San Paolo lo ha detto chiaramente:

“La nostra lotta non è contro sangue e carne, ma contro i principati, le potenze e le forze spirituali del male”. (Efesini 6:12)

La strada non sarà facile, ma con Cristo la vittoria è assicurata.

Egli è la luce che dissipa ogni oscurità.


Enrique Valtierra

@elcaminodelogos


Grazie infinite al bel blog -


"Ejercitoremanente.com 






Grazie a questo bel post su ejercitoremanente.com che riguarda la guerra in atto ed al combattimento spirituale DENTRO OGNUNO DI NOI. Abbiamo scritto decine di post negli ultimi due anni al riguardo,per prepararvi al meglio e per svegliare anche il più dormiente. Infatti ci fa un enorme piacere vedere altri blog e canali telegram scuotere i fedeli. Dobbiamo metterci bene in testa che tutto ciò che stanno creando i potenti della terra (posseduti e indemoniati),riguarda una guerra molto più intima e personale in ognuno di noi. Siamo chiamati ora più che mai a prove sempre più grandi a lotte interiori a combattimenti spirituali sempre più potenti e incalzanti. 

Noi vediamo nel mondo il frutto di come l'essere umano è dentro di sé...cioè corrotto, deviato,senza fede,senza valori ecc... come in cielo così in terra,come dentro così fuori...

Come è dentro l'essere umano così si rispecchia fuori,nel mondo. Un mondo senza valori senza Dio,persone vendute sia al demonio che al mondo stesso,corrotte e deviate fino al midollo sfogando la loro repressione facendo orge, cambiando sesso,identità, bambini confusi sin da piccoli dai propri genitori e maestri. Una società in putrefazione che bestemmia per ogni piccolezza,ammazzano per futili motivi,si vendono corpo e anima per due pezzi di carta straccia. Persone distrutte in spirito,mente e corpo da droghe demoniache,la prostituzione dilaga, il mondo sembra alla deriva....

Cari amici,per questo bisogna capire che siamo giunti alla fine dei tempi,si fermano le danze, siamo in dirittura d'arrivo... tutto ciò che vediamo accadere fuori,significa che sta accadendo dentro ad ognuno di noi. La guerra si disputa dentro ognuno di noi,bisogna combattere la propria guerra interiore contro le forze del male,e la fede è la prima cosa,perché finché non si capirà questo e non si crederà in Cristo Gesù nostro Signore allora sarà tutto inutile.   

I demoni sono tra noi,oggi più che mai, cercando di portare con sé quante più anime possibile,perché sanno di essere alla fine... quindi sulla terra si trovano esseri immondi di ogni genere. 


Spirituali: Quelli che cercano di suggerirci cose cattive sussurrandoci all'orecchio,cioè cercano di entrarci nella mente attraverso i pensieri. Che sono come larve immonde che possiamo attaccarcele alla nostra energia psichica o in astrale, tramite altri "larvati" o posseduti soprattutto con rapporti sessuali con questi. 

Ibridi: Sono i demoni che possiedono le persone e vanno in simbiosi con loro tramite "patti" o vendendo le proprie anime. Il demone quindi da poteri alla persona rendendosi sempre più umano,"carnale" mentre la persona con i poteri ricevuti si rende più "astrale". Uno scambio tra il demone e la persona "la simbiosi"  dove quindi il demone diventa sempre più "materiale" soprattutto se il posseduto effettua rituali satanisti di sangue.       Io li chiamo " Arconti minori" a quel punto il demone è sulla terra in carne ed ossa... ma ha sempre più bisogno di energie altrui altrimenti la persona che lo ospita avrà molti problemi di salute,non è ingrado di tenerlo con la sola energia,quindi ha sempre bisogno di energie altrui. 

E come fanno a succhiare le energie ad altre persone ? Eeh hanno mille modi e le persone (soprattutto figli di Dio) sono ignare di tutto. Le migliori energie per loro sono proprio quelle dei figli di Dio,i buoni da attaccare da larvare, né abbiamo già parlato in altri post di questo. Possono attaccarti larve energetiche che  succhiano energia. Possono fare cattiverie e quindi succhiare energie che lo sfortunato sprigiona(preoccupazioni, vendette,pensieri cattivi continui,depressione,sconforto ecc...)

Se vuoi approfondire il tema leggi questi post qui sotto,aggiungo i link 👇👇

Ricordatevi sempre che SIAMO IN GUERRA con le forze del male ed è giunta l'ora di schierarsi con nostro Signore Gesù Cristo in tutto e per tutto !!! 

Il-problema-della-possessione-diabolica ai giorni d'oggi


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