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giovedì 8 gennaio 2026

🌀💠 In ogni uomo un frammento di Dio

 In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio (...).

In principio era il Verbo e il Verbo era Dio. Giovanni inizia il suo Vangelo con una poesia, con un canto, con un volo d'aquila che proietta subito Gesù di Nazaret verso l'in principio e verso il divino. Nessun altro canto, nessun'altra storia può risalire più indietro, volare più in alto di questa che contiene l'inizio di tutte le cose: tutto è stato fatto per mezzo di Lui. Nulla di nulla senza di lui.

In principio, tutto, nulla, sono parole che ci mettono in rapporto con l'assoluto e con l'eterno. La mano di Dio su tutte le creature del cosmo e «il divino traspare dal fondo di ogni essere» (Tehilard de Chardin). Non solo degli esseri umani ma perfino della pietra. «Nel cuore della pietra Dio sogna il suo sogno e di vita la pietra si riveste» (Vannucci).

Un racconto grandioso che ci da un senso di vertigine, ma che poi si acquieta dentro una parola semplice e bella: accogliere. Ma i suoi non l'hanno accolto, a quanti invece l'hanno accolto ha dato il potere di diventare figli.

Accogliere: parola bella che sa di porte che si aprono, di mani che accettano doni, di cuori che fanno spazio alla vita. Parola semplice come la mia libertà, parola vertice di ogni agire di donna, di ogni maternità. Dio non si merita, si accoglie.

«Accogliere» verbo che genera vita, perché l'uomo diventa ciò che accoglie in sé. Se accogli vanità diventerai vuoto; se accogli disordine creerai disordine attorno a te, se accogli luce darai luce.

Dopo il suo Natale è ora il tempo del mio Natale: Cristo è venuto ed è in noi come una forza di nascite. Cristo nasce perché io nasca. Nasca nuovo e diverso: nasca figlio! Il Verbo di Dio è come un seme che genera secondo la propria specie, Dio non può che generare figli di Dio. Perché Dio si è fatto uomo? Perché Dio nasca nell'anima, perchè l'anima nasca in Dio (M. Eckart).

E il Verbo si è fatto carne. Non solo si è fatto Gesù, non solo uomo, ma di più: carne, esistenza umana, mortale, fragile ma solidale. Bambino a Betlemme e carne universale. Dio non plasma più l'uomo con polvere del suolo, come fu in principio, ma si fa lui stesso polvere plasmata. Il vasaio si fa argilla di un piccolo vaso.

E se tu devi piangere, anche lui imparerà a piangere. E se tu devi morire anche lui conoscerà la morte.

Da allora c'è un frammento di Logos in ogni carne, qualcosa di Dio in ogni uomo. C'è santità e luce in ogni vita.

Il Verbo entra nel mondo e porta la vita di Dio in noi. Ecco la vertigine: la vita stessa di Dio in noi. La profondità ultima del Natale: Dio nella mia carne. E destino di ogni creatura è diventare carne intrisa di cielo.

(Letture: Siracide 24,1-4.8-12; Salmo 147; Efesini 1,3-6.15-18; Giovanni 1,1-18)

Di Ermes Ronchi da: 

https://www.avvenire.it/rubriche/il-vangelo/in-ogni-uomo-un-frammento-di-dio_6928

domenica 29 maggio 2022

✝️💠 Salmo 36 di Re Davide e Matteo 6,34

 di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

«Non adirarti contro gli empi, non invidiare i malfattori. Come fieno presto appassiranno, cadranno come erba del prato. Confida nel Signore e fa’ il bene; abita la terra e vivi con fede. Cerca la gioia del Signore, esaudirà i desideri del tuo cuore».

Se a ogni alba del nostro risveglio ci affacciassimo sul mondo con queste semplici frasi nell’incipit del Salmo 36 di Re Davide probabilmente la nostra giornata scivolerebbe via più serena secondo il monito di Gesù Cristo: «Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena (Vangelo di Matteo, 6,34)». Così disse il Salvatore dopo aver rammentato ai suoi seguaci l’essenziale priorità nella scala dei desideri umani: «Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta».

Fonte:👇

https://www.gospanews.net/2022/05/29/pandemia-guerra-come-lottare-contro-i-demoni-dei-complotti-nwo-lezioni-bibliche-di-re-davide-papa-wojtyla-e-marc-chagall/

Non abbiate paura e non preoccupatevi per il futuro,se avrete FEDE, Dio provvederà a tutto e si prenderà cura di voi.... chi ha fede,quella vera, arriverebbe anche a spostare montagne. Le uniche cose che il Signore ci chiede sono: Una fede granitica,un Amore smisurato ed incondizionato,aiutare il prossimo,essere umile e PERDONARE..... 

Se hai FEDE non temere nulla !!!



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mercoledì 1 dicembre 2021

✝️🕊Dal vangelo secondo Luca capitolo 5 Seguitemi e vi farò pescatori di uomini

 “Seguitemi, vi farò pescatori di uomini”. Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono.

Si diventa discepoli non quando necessariamente si decide di diventare preti o suore, ma quando si decide di vivere la propria vita, qualunque essa sia, seguendo Gesù.

Questa sequela ci può anche lasciare le medesime reti di prima (lavoro, vocazione, figli) ma ciò che cambia è il motivo, lo scopo. Allora ci si può fare santi partendo in missione nel più sperduto posto del mondo, o rimanendo anche semplicemente davanti ai fornelli della propria cucina. I santi non sono tali per le imprese che compiono ma per la qualità con cui compiono qualunque cosa essi fanno.


Luigi Maria Epicoco 

#dalvangelodioggi

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 San Michele Arcangelo 

Dal Vangelo di Luca capitolo 5

Chiamata dei primi quattro discepoli

1Un giorno, mentre, levato in piedi, stava presso il lago di Genèsaret 2e la folla gli faceva ressa intorno per ascoltare la parola di Dio, vide due barche ormeggiate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. 3Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedutosi, si mise ad ammaestrare le folle dalla barca.

4Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e calate le reti per la pesca». 5Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». 6E avendolo fatto, presero una quantità enorme di pesci e le reti si rompevano. 7Allora fecero cenno ai compagni dell'altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche al punto che quasi affondavano. 8Al veder questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontanati da me che sono un peccatore». 9Grande stupore infatti aveva preso lui e tutti quelli che erano insieme con lui per la pesca che avevano fatto; 10così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini». 11Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.


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