Giusto per fare chiarezza su una questione molto delicata che sta girando nel web e tra i vari canali social,ognuno con la propria teoria condannatoria nei confronti di tutta l'America, che avrebbe creato una legge dove si ammetterebbe e sarebbe legale la pedopornografia con AI.
Facciamo chiarezza per amore della VERITÀ !!!
Praticamente la corte d'appello degli Stati Uniti d'America ha reso incostituzionale la norma che punisce la detenzione di video o foto oscene raffigurante minori interamente generato dall’intelligenza artificiale. Mi spiego meglio...
Gli Stati Uniti non hanno legalizzato la pedopornografia creata con l'intelligenza artificiale, poiché la creazione, la vendita e la distribuzione di questo materiale rimangono severamente vietate a livello federale e statale. La controversia nasce da una sentenza della Corte d'Appello del Settimo Circuito sul possesso privato in ambito domestico di immagini virtuali non reali, ritenuto protetto dal Primo Emendamento, pur lasciando del tutto illegali la produzione e la condivisione.
IUS, UE e InternazionaleLefebvre Giuffrè
La Corte d’Appello federale del Settimo Circuito conferma l’incostituzionalità, nel caso concreto, della norma che punisce la mera detenzione domestica di materiale osceno raffigurante minori interamente generato dall’intelligenza artificiale. Decisivi i precedenti della Corte Suprema sulla tutela del domicilio e sulle rappresentazioni virtuali che non coinvolgono minori reali.
L’evoluzione dell’intelligenza artificiale generativa pone nuove questioni anche sul terreno della libertà di espressione.
Con la decisione United States v. Anderegg, la Corte d’Appello federale del Settimo Circuito ha confermato la declaratoria di incostituzionalità, limitatamente al caso concreto, dell’18 U.S.C. § 1466A(b)(1), nella parte applicata alla mera detenzione, all’interno dell’abitazione, di immagini a contenuto sessualmente esplicito di minori generate artificialmente, «qualificato come obscene secondo il diritto statunitense».
Secondo l’accusa, Steven Anderegg aveva utilizzato Stable Diffusion, software di intelligenza artificiale generativa text-to-image, per creare immagini fotorealistiche raffiguranti minori prepuberi in condotte sessualmente esplicite. Il Governo ha tuttavia riconosciuto che le immagini oggetto dell’imputazione non raffiguravano bambini realmente esistenti né potevano essere ricondotte a minori reali.
Anderegg era stato incriminato per produzione, distribuzione e trasferimento del materiale a un minore, nonché per la sua detenzione. Il giudice di primo grado aveva respinto le contestazioni relative alle prime condotte, ma aveva annullato il capo concernente la mera detenzione domestica. Il Governo aveva quindi proposto appello.
Il nodo giuridico riguarda il coordinamento tra tre fondamentali precedenti della Corte Suprema. In Stanley v. Georgia è stato riconosciuto che il potere pubblico di regolare l’oscenità non si estende alla mera detenzione di materiale a contenuto sessualmente esplicito nella propria abitazione. Osborne v. Ohio ha invece ammesso il divieto di possedere materiale pedopornografico raffigurante minori reali, in considerazione dell’esigenza primaria di proteggere le vittime dello sfruttamento. Infine, Ashcroft v. Free Speech Coalition ha distinto le rappresentazioni virtuali da quelle ottenute attraverso l’abuso di bambini reali.
Proprio quest’ultima distinzione risulta decisiva. Poiché le immagini contestate ad Anderegg non raffiguravano minori effettivamente esistenti, secondo il Settimo Circuito non trovano diretta applicazione i principi elaborati per il materiale prodotto attraverso lo sfruttamento di bambini reali. La Corte ha inoltre respinto gli argomenti del Governo secondo cui le immagini generate dall’AI potrebbero essere utilizzate per adescare minori, normalizzare condotte abusive o rendere più difficile distinguere il materiale virtuale da quello reale: si tratta, infatti, di giustificazioni già esaminate e respinte dalla Corte Suprema in Free Speech Coalition.
La decisione non sottovaluta, tuttavia, la portata del cambiamento tecnologico. I giudici riconoscono che le moderne immagini generate dall’AI possono risultare praticamente indistinguibili da quelle raffiguranti abusi reali e manifestano dubbi sull’adeguatezza dell’attuale quadro giurisprudenziale.
Ma spetta alla Corte Suprema, e non ai giudici inferiori, eventualmente ridefinirne i confini alla luce dell’intelligenza artificiale.
Fonte: Corte Appello USA_25_1354.pdf
La Redazione
07 Settembre 2026
AI e pedopornografia in USA: prevale il Primo Emendamento | IUS UE E INTERNAZIONALE https://share.google/qoiylGkCMyzWri14r
luigi_started_the_revolution
Il giudice John Z. Lee della Corte d'Appello degli USA ha stabilito che il materiale pedopornografico generato dall'intelligenza artificiale è lecito privo non raffiguri un bambino reale. La sentenza è stata emessa in relazione a un caso in cui un uomo del Wisconsin ha utilizzato l'IA per creare emerito materiale pedopo*nografico. L'uomo è ancora imputato per la produzione e la distribuzione di tali immagini, ma le accuse relative al possesso sono quelle che, a quanto pare, saranno archiviate in seguito a questa sentenza.
La motivazione di questa sentenza si basa su un caso del 1969, che stabiliva che è consentito possedere immagini "oscene" nelle proprie bambole, e su un caso del 2002, che di fatto aveva protetto immagini esplicite di bambini immaginari.
Le immagini create dall'IA generativa, ovviamente, si basano sulla vita reale e su persone reali. Le immagini che comportano la modifica di immagini esistenti di bambini reali, ad esempio cambiando i loro abiti, il trucco, ecc., rimangono illegali in base a questa sentenza. Tuttavia, è preoccupante che la creazione di immagini basate su bambini reali esistenti, come fanno i modelli di linguaggio di grandi dimensioni (LLM), non lo sia. Il giudice ha espresso preoccupazione al riguardo, e la Corte Suprema potrebbe a un certo punto riesaminare la questione. Ma nel frattempo, la sentenza consente alle persone di possedere materiale pedopornografico generato dall'IA.
A tal proposito, vale la pena notare che Elno è ancora coinvolta in cause legali relative all'uso di Grok per manipolare immagini, comprese quelle di bambini. XAI, la società proprietaria di Grok, sta ora citando in giudizio le persone che hanno utilizzato Grok per creare immagini a sfondo sessuale senza consenso. Vogliono che questi utenti siano tenuti a pagare le spese legali di XAI. Avrebbero potuto evitare tutto questo impedendo fin dall'inizio la generazione di quelle immagini, ma Musk li ha aggrediti per tutto il tempo. E ora che sta affrontando le conseguenze, sta, come era prevedibile, cercando di dare la colpa a tutti gli altri per un problema che lui stesso ha causato.
Crediti: Washington Post 3 Settembre
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